giovedì 23 ottobre 2008

ONU: 54. Miguel D’Escoto il nuovo presidente dell’Assemblea Generale

Cosa si intende qui per Israel Lobby?
«Una coalizione informale di individui e gruppi che cerca di influenzare la politica estera americana in modo che Israele ne tragga beneficio».
Ed in Italia come stanno le cose?
Stiamo cercando di scoprirlo! Con uno sguardo sull’Europa e sui luoghi da dove si tengono i fili.
«Esistono due distinti meccanismi che impediscono alla realtà del conflitto israelo-palestinese di essere giustamente divulgata, e sono i due bavagli con cui i leader israeliani, i loro rappresentanti diplomatici in tutto il mondo, i simpatizzanti d’Israele e la maggioranza dei politici, dei commentatori e degli intellettuali conservatori di norma zittiscono chiunque osi criticare pubblicamente le condotte dello Stato ebraico nei Territori Occupati, o altri aspetti controversi della storia e delle politiche di quel Paese. Il primo bavaglio è l’impiego a tutto campo dei gruppi di pressione ebraici, le cosiddette lobby, per dirottare e falsificare il dibattito politico sul Medioriente (negli USA in primo luogo); il secondo è l’accusa di antisemitismo che viene sempre lanciata, o meglio sbattuta in faccia ai critici d’Israele» (P. Barnard, Perché ci odiano, p. 206).

Ricerche correlate:

1. Monitoraggio di «Informazione Corretta»: Sezioni tematiche. – 2. Osservatorio sulle reazioni a Mearsheimer e Walt. – 3. L’11 settembre: misteri, dubbi, problemi. – 4. Rudimenti sul Mossad: suo ruolo e funzione nella guerra ideologica in corso. – 5. Free Gaza Movement: una sfida al blocco israeliano di Gaza. – 6. La pulizia etnica della Palestina. – 7. Studio delle principali Risoluzioni ONU di condanna a Israele. – 8. Cronologia del conflitto ebraico-palestinese. – 9. Boicottaggio prossimo venturo: la nuova conferenza di Durban prevista per il gennaio 2009. – 10. Teoria e prassi del diritto all’ingerenza. – 11. Per una critica italiana a Daniel Pipes. – 12. Classici del sionismo e dell’antisionismo: un’analisi comparata. – 13. Letteratura sionista: Sez. I. Nirenstein; II. Panella; III. Ottolenghi; IV. Allam; V. Venezia; VI. Gol; VII. Colombo; VIII. Morris; – 14. La leggenda dell’«Olocausto»: riapertura di un dibattito. – 15. Lettere a “La Stampa” su «Olocausto» e «negazionismo» a seguito di un articolo diffamatorio. – 16. La guerra giudaico-cristiana dei nostri giorni. – 17. Jürgen Graf: Il gigante dai piedi di argilla. – 18. Carlo Mattogno: Raul Hilberg e i «centri di sterminio» nazionalsocialisti. Fonti e metodologia. – 19. Analisi critica della manifestazione indetta dal «Riformista». – 20. Controappello per una pace vera in Medio Oriente. –

Ho battuto sul tempo i «Corretti Informatori». Nel loro archivio non vi era ancora nota di infamia verso questo nuovo personaggio che si fa subito notare. Se Miguel fosse stato un modesto maestro elementare di provincia si può esser certi che sarebbero state fatte pressioni di ogni genere perché venisse subito licenziato e sottoposto a visita psichiatrica. È uno dei metodi, da noi monitorati, con cui si tende a spegnere ogni voce contraria. È stata diffusa la notizia che Pacifici ha anche fornito a Gianfranco Fini, con il quale ormai si danno del tu, una lista di siti da chiudere. Fini nella sua irresponsabilità finalmente giunta al potere, da ragazzo di Almirante che era, ha promesso di interessarsi e si può esser certi che lo farà. Il nuovo presidente dell’Assemblea generale dell’ONU non è però un maestro elementare o un bidello con cui si può andare per le spiccie. L’unica arma possibile è la diffamazione che in questo caso diventa delegittimazione dell’ONU. Donna Fiammetta Nirenstein non ha nemmeno finito di celebrare la sua “vittoria”, con la quale ha trascinato nel sospetto dei cittadini tutta la Commissione Esteri della Camera, che si trova ora subito alle prese con il presidente, il quale ha in pratica denunciato l’ennesima manovra lobbistica degli Usa e di Israele, dando piena legittimità ad Ahmadinejad, da lui addirittura abbracciato. Qui i conti non tornano: un expresidente italiano che va in visita a Teheran stringe calorosamente la mano ad Ahmadinejad ed ora un presidente dell’ONU addirittura lo abbraccia. Vien da pensare che si avvicina una Durban II. Ne vedremo delle belle in tempo reale e perfino anticipando di qualche giorno gli eventi, come abbiamo previsto il primo “corretto commento”.

Versione 1.2
Status: 4.12.08
Sommario: 1. Miguel si presenta. – 2. Appello ONU al regime d’apartheid in Israele. –

1. Miguel si presenta. – Ci eravamo già interessati da qualche ora di Miguel D’Escoto leggendo l’intervista apparsa sul “Corriere della Sera” prima che i «Corretti Informatori» la riprendessero nella loro rassegna. Ne avevamo previsto anche il non gradimento e prevediamo un crescendo di attacchi all’ONU da parte di tutte le centrali filoisraeliane. Naturalmente non sarà l’ONU a perdere i legittimità ma quanti lo attaccano. Io stesso non sono mai stato un grande entusiasta dell’ONU finché questo appariva essere una creatura dei vincitori della guerra mondiale ed uno strumento degli USA. Ma se evolve, come possibile, in un vero e proprio libero Foro di tutti gli stati del mondo, a prescindere dalla loro forma di governo, potrà essere una grande opportunità per promuovere per davvero la pace di cui il mondo ha bisogno. La nuova figura di presidente sembra dare buone speranze. Riportiamo integralmente il testo dell’intervista, tralasciano il “commento” di Angelo Pezzana, che ha ormai esaurito la nostra attenzione e non presenta elementi di novità.
Parla il prete sandinista presidente dell'Assemblea generale
D'Escoto: «All'Onu chiamato da Dio
Gli Usa peggio dell'Iran»
Scomunicato da Giovanni Paolo II, negli anni Ottanta sfuggì a un tentativo di avvelenamento della Cia

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
NEW YORK - Ha perdonato sia gli americani, che negli anni Ottanta cercarono di assassinarlo col cianuro, sia il Vaticano, che lo scomunicò ai tempi di papa Giovanni Paolo II, col beneplacito dell'allora cardinale Ratzinger. È certo che a chiamarlo al Palazzo di Vetro sia stato Dio e non ha dubbi circa la sua missione: «Realizzare la mia vocazione sacerdotale di missionario di Dio al servizio dei poveri e diseredati; costruire la pace e la giustizia nel mondo». «La verità più importante da cui dipende la nostra stessa sopravvivenza è che siamo tutti fratelli e sorelle», racconta al Corriere Miguel D'Escoto, il prete cattolico ed ex ministro degli Esteri del governo sandinista nicaraguense di Daniel Ortega che il mese scorso è stato eletto presidente della 63esima Assemblea generale dell'Onu. La stessa che venerdì ha bocciato l'ingresso dell'Iran nel Consiglio di sicurezza come membro non permanente.

– Quella dell'Iran era dunque una candidatura sbagliata?
– «Ogni membro Onu ha diritto di aspirare a quel posto: fa parte della dinamica democratica. I membri che non adempiono alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza non dovrebbero farne parte? Ma allora diciamo che nessun Paese della terra ha violato più risoluzioni Onu degli Usa, il cui complesso di superiorità e ipocrisia nell'usare metri diversi sono sconfinati».

– A che cosa si riferisce in particolare?
– «Il peggiore crimine impunito perpetrato oggi nel mondo è la guerra in Iraq, priva di qualsiasi giustificazione legittima e in violazione dello statuto Onu».

– Un mese fa l'ambasciatrice d'Israele Gabriela Shalev l'ha criticata per aver abbracciato Mahmoud Ahmadinejad dopo il suo discorso scriteriato di fronte all'Assemblea generale.
– «La Shalev è l'unico ambasciatore che non ho ancora incontrato e spero di colmare presto la lacuna. Mi auguro anche che Israele inizi a rispettare le risoluzioni del Consiglio di sicurezza sui territori occupati, invece di trincerarsi dietro i continui veti Usa».

– Come giudica la rinascita dell'America Latina e il tentativo russo di rimpiazzare gli Usa nella regione?
– «I russi non hanno mai coltivato mire espansionistiche in America Latina, che ha sofferto le conseguenze dell'imperialismo americano. Ma quella fase è finita perché le masse guidate dai leader del gruppo Alba (Alternativa bolivariana para los pueblos de nuestra América) hanno riconquistato il diritto di decidere il proprio destino. Il sueño de Bolívar di unificazione del continente sta per realizzarsi. Non avrei mai immaginato di vivere abbastanza per vedere quel giorno. È l'inizio di una nuova era, grazie a Dio, la migliore della nostra storia».

– Cosa pensa della proposta di John McCain di creare una «Lega delle nazioni» di Paesi amici per bypassare l'Onu?
– «È destinata a fallire perché i comportamenti imperialisti sono incompatibili con lo statuto Onu. Siamo le Nazioni Unite non le Nazioni Asservite».

– Tifa per Obama?
– «Tifo per il presidente che ami l'America abbastanza da capire che non è mai stata più impopolare nel mondo e si impegni a riscattare la sua reputazione di Stato farabutto e guerrafondaio. Nessuno poteva danneggiarne l'immagine più di quanto hanno fatto i suoi leader».

– Ha fatto pace con il Vaticano?
– «Non sono tipo che serba rancori e comunque non ho tempo per litigare con la Santa Sede. Ho buoni rapporti con l'arcivescovo Celestino Migliore, nunzio apostolico osservatore permanente all'Onu. Amo la mia chiesa e ringrazio tutti i giorni Dio per avermi guidato al sacerdozio. Ho assolto anche i sicari della Cia, perché il perdono è essenziale per la vita. Il contrario è la morte».

– Che tipo di riforma del Consiglio di sicurezza vorrebbe vedere?
– «Serve una redistribuzione di potere più equilibrata che includa le varie zone geografiche. Il potere di veto è andato alla testa degli Usa e sarebbe importante che nessuno si sentisse più al di sopra delle leggi umane e divine».

– Come giudica il ruolo dell'Italia in seno all'Onu?
– «È molto importante e mi auguro che continui a esserlo. Nessuno può sedersi sugli allori perché il mondo è in un caos inenarrabile in cui è stato cacciato dal nostro folle egoismo. L'unica via d'uscita è la fratellanza e l'amore: questo è il messaggio che voglio portare dal pulpito delle chiese all'Onu».

Alessandra Farkas
23 ottobre 2008
Abbiamo fatto l’esempio del maestro elementare da intimidire, dicendo che lo stesso metodo di rivolgersi ad un superiore non sarebbe potuto venir adoperato con il presidente dell’Assemblea generale dell’ONU. Ebbene, ci siamo sbagliati. Angelo Pezzana, non proprio un modello di virtù cristiane e cattoliche, è imprevedibile. Si rivolge al Vaticano, denunciando i «buoni rapporti [di Miguel D’Escoto] con l’arcivescovo Celestino Migliore, Nunzio Apostolico Osservatore Permanente all’ONU», a quello stesso Vaticano che viene attaccato dalla stessa persona per Pio XII! Magari Angelo Pezzana si aspetta pure che il nunzio apostolico, dietro “corretta” e “rabbinica” segnalazione, venga ritirato e sostituito con un altro Nunzio gradito a Tel Aviv. Questa è impudente follia allo stato puro!

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2. Appello ONU al boicottaggio del regime d’apartheid in Israele. – Si spiega benissimo la campagna di diffamazione verso Miguel d’Escoto da parte dei media sionisti e di tutte le Israel lobbies interne agli stati. Ecco come si esprime nella sedute del 24 e 25 novembre 200 dedicate al rapporto del Segretario generale sulla situazione in Palestina:
« Je presse la communauté internationale d’élever sa voix contre la punition collective de la population de Gaza, une politique que nous ne pouvons pas tolérer. Nous exigeons la fin des violations massives des Droits de l’homme et appelons Israël, la Puissance occupante, à laisser entrer sans délai les ressources humanitaires et autres dans la Bande de Gaza. J’ai parlé ce matin de l’apartheid et de comment le comportement de la police israélienne dans les Territoires palestiniens occupés semble si proche de celui de l’apartheid, à une époque révolue, un continent plus loin. Je crois qu’il est très important que nous, aux nations Unies, employons ce terme. Nous ne devons pas être effrayés d’appeler les choses par leur nom. Ce sont les Nations Unies après tout qui ont élaboré la Convention internationale contre le crime d’apartheid, explicitant au monde entier que de telles pratiques de discrimination institutionnelle doivent être bannies lorsqu’elles sont pratiquées. Nous avons entendu aujourd’hui un représentant de la société civile sud-africaine. Nous savons que partout dans le monde des organisations de la société civile travaillent à défendre les Droits des Palestiniens, et tentent de protéger la population palestinienne que nous, Nations Unies, avons échoué à protéger. Il y a plus de 20 ans, nous, les Nations Unies, avons pris le relai de la société civile lorsque nous sommes convenus que des sanctions étaient nécessaires pour exercer une pression non-violente sur l’Afrique du Sud. Aujourd’hui peut être, nous les Nations Unies, devons envisager de suivre l’exemple d’une nouvelle génération dans la société civile, qui appelle à une campagne non violente similaire de boycott, de désinvestissement et de sanctions pour faire pression sur Israël. J’ai assisté à un grand nombre de réunions sur les Droits du Peuple palestinien. Je suis stupéfait que l’on continue d’insister sur la patience alors que nos frères et nos sœurs palestiniens sont crucifiés. La patience est une vertu à laquelle je crois. Mais il n’y a aucune vertu à être patient avec la souffrance des autres. Nous devons agir avec tout notre cœur pour mettre fin aux souffrances du Peuple palestinien (…) Je tiens également à rappeler à mes frères et sœurs israéliens que même s’ils ont le bouclier protecteur des États-Unis au Conseil de sécurité, aucun acte d’intimidation ne changera la résolution 181, adoptée il y a 61 ans, appelant à la création de deux États. Honteusement, il n’y a pas d’État palestinien que nous puissions célébrer aujourd’hui et cette perspective est plus lointaine que jamais. Quelque soient les explications, ce fait central tourne l’ONU en dérision et nuit gravement à son image et à son prestige. Comment pouvons-nous continuer ainsi ?»
Naturalmente l’ADL ha reagito, come si legge nel link. Ma a questo punto il problema dovrebbe essere: come si può ancora tollerare il ruolo di organizzazioni come l’ADL che compilano “liste nere” dove per ogni paese sono inclusi ignari cittadini che hanno il solo torto di aver preceduto Miguel d’Escoto in ciò che in questi giorni ha solennemente e nella più alta tribuna delle Nazioni come non si possa indugiare oltre mentre un intero popolo, i palestinesi, viene ogni giorno “crocefisso”. Non saranno i sofismi dell’ADL e delle innumerevoli associazioni sioniste ad essa collegate che possono impedirci di chiamare le cose con il loro nome: apartheid, razzismo, genocidio, pulizia etnica. Gli USA avranno pur vinto la seconda guerra mondiale e dettato le loro condizioni di vincitori, ma le generazioni che sono venute dopo non sono tenute a chinare la schiena come è stato imposto ai loro padri. Non sarà la protezione e copertura che gli Usa, ovvero la Israel lobby statunitense, fornisce al regime israeliano ad offuscare la coscienza e l’intelligenza degli uomini liberi. Non legittime organizzazioni di resistenti dovrebbe essere incluse nelle “liste nere” del terrorismo, ma organizzazioni come l’ADL e tutte le lobbies filosiareliane presenti nei vari paesi, Italia compresa, dove andrebbero pure espulsi determinati parlamentari così come in Israele vengono imprigionati i parlamentari palestinesi di cittadinanza israeliana, quelli che non furono “ripuliti” nel 1948.

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1 commento:

Anonimo ha detto...

Non mi ricordo chi disse che "il futuro dei revisionisti è nero; in compenso, il futuro del revisionismo è roseo".
Questi sciacalli non si rendono conto che più linciano mediaticamente le persone intellettualmente oneste, più il loro martirio diventa mezzo di risveglio delle coscienze e di riappropriazione individuale di memoria e dignità individuale, che si vorrebbero imporre per legge e collettivamente a tutti noi.
Purtroppo il potere della lobby non è mai stato così pervasivo e diffuso come oggi... possiamo solo sperare in un risveglio di massa.