giovedì 21 luglio 2016

Per una Storia del Movimento Ciqnue Stelle: 31. Un “sospeso eccellente” ossia Federico Pizzarotti

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«Per una storia del Movimento Cinque Stelle» vuole essere una storia in progress di un Movimento costituitosi ufficialmente il 4 ottobre 2009. Nato nel Nord Italia viene alla ribalta con le elezioni comunali di Parma nel maggio 2012, con le elezioni regionali siciliane dell’ottobre 2012, dove il M5s risulta essere il primo partito, lasciando prevedere il risultato delle elezioni politiche nazionali del febbraio 2013. La storia del M5s è costellata di “casi” e da domande sulla sua organizzazione e sul ruolo della Casaleggio Associati. Di certo non è un Movimento che erige barricate e occupa piazze, o partecipa a scontri di strada, ma ha come suo obiettivo principale se non unico la partecipazione alle competizioni elettorali: è dentro il sistema anche se ai suoi inizi amava apparire come anti-sistema, antipolitico, rivoluzionario. Tutto il potere dei vertici si concentra nella inclusione/esclusione dalle liste elettorali. Il suo successo politico ha delle analogie con ciò che seguì a Mani Pulite, fenomeno caratterizzato da una esplosione di scandali. Da allora è un succedersi di sigle politiche,  ma senza che la situazione complessiva del Paese sia andata migliorando, o abbia cambiato di segno. Poiché la Rete è stato il punto di partenza del M5s, è dalla Rete che attingeremo tutte le nostre notizie, cercando di discernere il grano dal loglio.
CL

Federico Pizzarotti fb
È da tempo che si trascina la vicenda del Sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, accusato sulla base di un fantomatico Regolamento o di dubbie norme etiche di comportamento , di non aver reso noto allo Staff, dubbio e anonimo, di aver ricevuto un avviso di garanzia. La vicenda va chiaramente inquadrata in in contesto generale, caratterizzate per larga parte dalle ordinanze del Tribunale di Roma, in data 12 aprile 2016 - data coincidente con la notizia della morte di Gianroberto Casaleggio - e di Napoli, in data 14 luglio 2016, che ha avuto una vasta eco mediatica, portando addirittura ad un procedura di modifica del Non-Statuto e del Regolamento. A seguito della Ordinanza napoletana ma prima del post del 20 luglio 2016 sul blog di Beppe, dove si dava inizio alla procedura di revisione accennata, e sulla quale ora non ci soffermiamo, appare in data 19 luglio 2016 (e stesso giorno della prima udienza di merito nella causa romana) sul suo profilo facebook una lettera di Federico Pizzarotti che rompe gli indugi e suona così:

Oggi ho scritto una lettera a Beppe, ecco il testo:

Caro Beppe Grillo,

sono passati sessanta giorni da quando mi è stato chiesto di presentare controdeduzioni a una sospensione che reputo ingiusta e illegittima, ma non mi è chiaro se siano stata presa in esame e da chi. Se non c’era fretta di prendere una decisione, mi chiedo il motivo dell’ultimatum di dieci giorni a un sindaco del Movimento 5 Stelle, che ha sempre fatto della serietà e della responsabilità punti di riferimento dell’attività di governo.

Peraltro il recente pronunciamento del tribunale di Napoli, chiamato a rispondere sul caso delle espulsioni di alcuni attivisti, conferma ciò che ho esposto nello scritto che ti ho presentato: la sospensione è stato un atto di forza illegittimo, probabilmente il pretesto da parte di qualcuno per neutralizzare la critica interna, che in democrazia è necessaria.

A questo fatto che denota scarso rispetto, nei confronti miei e della città, si è aggiunta una indifferenza totale continuata negli anni, incomprensibile sotto ogni punto di vista. Durante il periodo dei ballottaggi ho evitato di alimentare polemiche e risposte pubbliche e, pur continuando a rispondere a fredde email, ho richiesto con forza un incontro e chiarimenti faccia a faccia. Do atto che ci sono stati momenti di attrito, come è normale nel dibattito interno a un movimento votato da milioni di italiani, ma ciò non può e non deve giustificare offese verso la mia persona - in passato pubblicate sul blog -, né freddezza e distacco verso l’istituzione che rappresento. Tra compagni di squadra si litiga e si discute ma ci si rispetta, tanto più se chi ha avanzato giudizi lo ha fatto con l’ideale di edificare un futuro sempre più solido, organizzato e maturo per il Movimento.

All’indomani delle ultime amministrative, poi, ho letto di un summit tra sindaci del Movimento - neo eletti e non - e il responsabile degli enti locali Luigi Di Maio. Tralasciando il paradosso di esserne venuto a conoscenza soltanto tramite i media e non, appunto, dal preposto ai Comuni, l’iniziativa mi ha stupito non poco dal momento che corrisponde a una mia precisa e reiterata richiesta avanzata due anni fa, all’epoca bollata come inutile. Tuttavia credo che se il tavolo di discussione fosse stato preso in considerazione già allora, oggi diverse problematiche interne sarebbero state risolte (vedi Comacchio, Gela e Quarto), i sindaci avrebbero alle spalle un rapporto più solido e coeso, mentre l'azione di governo locale risulterebbe ora condivisa e politicamente più forte.

Insomma, il rapporto interno del Movimento tra Roma e le periferie, per intenderci tra il Parlamento e i territori, oggi ci vedrebbe ancora più uniti, come ho sempre auspicato. Per un movimento che è diventato a tutti gli effetti un partito nazionale, ciò avrebbe rappresentato solo e soltanto uno scatto di maturità.

Invece sono stato etichettato come una sorta di politico vecchio stile. Il punto in realtà è un altro: Parma paga più di tutti il suo realismo, ovvero la capacità di calarsi nella realtà amministrativa senza perdere di vista i propri ideali. Per noi di Parma la politica è rappresentata dagli utopisti e dai realisti. I primi vivono dei propri ideali, i secondi li attuano tenendo i piedi nel fango.

Sono anche “colpevole” di portare avanti la richiesta di gettare le fondamenta di un meetup nazionale, un’assemblea di cittadini e portavoce, liberi ed uguali, per discutere pubblicamente e alla luce del sole indirizzi politici futuri in vista delle prossime, decisive Politiche, ma soprattutto regole chiare ed eque per tutti. Ti rendi conto che con un’organizzazione seria, oggi probabilmente Rimini e Ravenna sarebbero città amministrate dal Movimento? Qualcuno, novello Pilato, ha invece scelto di non candidare nessuno. Ti chiedo: la volontà è quella di lasciare che le varie correnti del Movimento lo logorino dall’interno? Decidere in una stanza chiusa regolamenti e indirizzi politici per poi, eventualmente, farli ratificare dalla rete? La rete è un mezzo, uno strumento, e non un soggetto politico. Sono convinto che prima o poi una forma simile di confronto sarà più che mai necessaria: per quanto innovativo e rivoluzionario, Rousseau non potrà mai, mai, rimpiazzare i rapporti umani.

Non ho timore a dire quel che penso: dovreste guardarvi le spalle dagli yes man, e non da chi ha invece l’onestà intellettuale di dire ciò che pensa mantenendo ben saldi e vivi i propri ideali.

L’atteggiamento poco maturo e di grave indifferenza nei miei confronti toglierebbe entusiasmo quasi a chiunque, non di certo a me. Ho sempre agito in buona coscienza, nell'interesse anzitutto di Parma e dei miei concittadini, i quali vengono prima di chiunque altro. Per questo il mio impegno per la città continuerà, non vi è alcun dubbio.

Concludo dicendo che chi guida il Movimento non può sottrarsi alle proprie responsabilità, soprattutto se è un movimento candidato a governare il Paese.

Non si può più non avere il coraggio di rispondere, perché l’Italia ha bisogno di uomini di principio, capaci di decisioni anche difficili. Ritengo quindi di aver diritto a delle risposte chiare.

Ritieni le mie risposte sufficienti? Se non a me, ai consiglieri con me eletti e alla mia città credo sia dovuta una spiegazione seria e circostanziata.

Calendarizziamo un incontro con Di Maio? E’ il responsabile dei rapporti con i comuni, e dovrebbe essere il primo anello di collegamento con noi, mentre continua a nascondersi dietro la tua figura. Sottrarsi ad un colloquio franco e chiarificatore non è una buona presentazione per chi ambisce a ruoli chiave nella politica Italiana.

Se non dovessero arrivare in tempi brevi risposte a entrambe le mie considerazioni di cui sopra, interpreterò l’atteggiamento per quello che è: la chiara volontà di arrivare a una rottura senza neppure il coraggio di assumersene la responsabilità. Nonostante mi senta ancora profondamente legato al Movimento 5 Stelle e al suo popolo, ritengo che la dignità dei miei concittadini venga prima di tutto. Questo limbo in cui avete tentato di isolarci non è rispettoso nei loro confronti e, giustamente, pretendiamo chiarezza. D’altra parte l’indifferenza non rende piccolo chi la subisce, ma chi la attua.

Il tempo dell’attesa è finito.

Per una Storia del Movimento Cinque Stelle: 30. Fra gli espulsi “eccellenti” ossia... Antonio Caracciolo.

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«Per una storia del Movimento Cinque Stelle» vuole essere una storia in progress di un Movimento costituitosi ufficialmente il 4 ottobre 2009. Nato nel Nord Italia viene alla ribalta con le elezioni comunali di Parma nel maggio 2012, con le elezioni regionali siciliane dell’ottobre 2012, dove il M5s risulta essere il primo partito, lasciando prevedere il risultato delle elezioni politiche nazionali del febbraio 2013. La storia del M5s è costellata di “casi” e da domande sulla sua organizzazione e sul ruolo della Casaleggio Associati. Di certo non è un Movimento che erige barricate e occupa piazze, o partecipa a scontri di strada, ma ha come suo obiettivo principale se non unico la partecipazione alle competizioni elettorali: è dentro il sistema anche se ai suoi inizi amava apparire come anti-sistema, antipolitico, rivoluzionario. Tutto il potere dei vertici si concentra nella inclusione/esclusione dalle liste elettorali. Il suo successo politico ha delle analogie con ciò che seguì a Mani Pulite, fenomeno caratterizzato da una esplosione di scandali. Da allora è un succedersi di sigle politiche,  ma senza che la situazione complessiva del Paese sia andata migliorando, o abbia cambiato di segno. Poiché la Rete è stato il punto di partenza del M5s, è dalla Rete che attingeremo tutte le nostre notizie, cercando di discernere il grano dal loglio.
CL

Corsera del 17 luglio 2016.
Con titolazione giornalistica il Corriere della Sera del 17 luglio 2016 sulla scia della notizia della Ordinanza napoletana che non solo reintegra nel M5S gli attivisti espulsi nello scorso febbraio del corrente anno 2016 con esclusione delle comunarie, ma dichiara illegittimo il Regolamento sul quale lo Staff si è basato. Lo stesso problema della illegittimità e della nullità del Regolamento era stato posto nel ricorso romano, dove il giudice ha reintegrato tutti gli attivisti espulsi, ma non ha accolto la richiesta di annullamento del Regolamento e di ripetizione delle Comunarie. A Roma oggi 19 luglio 2016 si discute la causa di merito della Ordinanza del 12 aprile: se in settembre/ottobre verrà confermata nel merito la giurisprudenza del Tribunale di Napoli che si è espresso in sede di reclamo rispetto al giudizio di prime cure, vi sarà poi un bell’arrampicarsi sugli specchi per negare la sostanziale illegittimità del Regolamento del “Non-Partito”. Il punto che emerge dalle questioni giudiziarie è la nullità di tutte le espulsioni finora irrogate, ed è significativo e patetico come oggi in una trasmissione di regime – L’Aria che che tira* – vecchia” (Minzolini) e nuova (Nicola Morra, che non viene più “espulso” per partecipazione a trasmissioni televisive, come nel caso di Mastrangeli) partitocrazia si siano trovati concordi nel condannare l’intrusione dei giudizi in una questione che dovrebbe essere di esclusivo appannaggio dei vertici del Partiti, vecchi e “nuovi”, come appunto il Tribunale di Napoli definisce il M5s.

* Alla quale è stato inoltrato il seguente tempestivo: «COMUNICATO Mi sono collegato casualmente alla trasmissione L’Aria che tira, già iniziata, dove trovo Nicola Morra, Minzolini ed altri che parlano delle ordinanze romana e napoletana, senza contraddittorio da parte delle persone che ne parlano... Già in passato, avevo sorpreso la Brezzi e una parlamentare PD che parlavano di me. Avevo subito telefonato, riuscendo a parlare con un regista della trasmissione... senza esito. In seguito, a ordinanza emessa, avevo mandato alla Brezzi il testo della ordinanza, per la parte che si riguardava, esigendo le sue scuse per ciò che aveva detto sulla mia persona... Mi ha subito bannato dalla sua pagina FB. È facile replicare alle sciocchezze che ho appena sentito, ma appunto non consentono il contraddittorio... Ho fatto alcune telefonate agli avvocati... La decisione comune è di rispondere nella conferenza stampa che terremo a Napoli fra qualche giorno....». Chiaramente, senza nessun riscontro.

Antonio Caracciolo da Seminara fb
Sono elencati nell'immagine qui ripresa da Next Valentino Tavolazzi, Giovanni Favia, Marino Mastrangeli, Massimo Artini, Serenella Fucksia, Domenico Messinese, Adele Gambaro, Luis Alberto Orellana, Rosa Capuozzo, Antonio Caracciolo.  Di alcuni nomi avevo già redatto una scheda. Fra le altre includo ora la mia, seguendo l’ordine dei casi “eccellenti” indicati dal Corriere della Sera, con il quale ho una vecchia e insanabile inimicizia per aver concorso nel 2009 a una denigrazione della mia persona, dalla quale sono stato poi scagionato per ben due volte, nel gennaio del 2010 con un Delibera del Collegio di Disciplina del Consiglio Universitario Nazionale e il 12 aprile 2016 con una Ordinanza del Tribunale Civile di Roma, il cui testo Beppe Grillo non ha voluto leggere, costringendo me e gli altri due reintegrati a sporgere contro di lui querela penale per diffamazione a mezzo stampa. Qui, seguendo la lista delle “eccellenze”, appronto una scheda storica per… Antonio Caracciolo (!), messo in ordine cronologico dopo Rosa Capuozzo, e così caratterizzato dal Corsera: «Professore alla Sapienza di Roma., viene espulso per alcune tesi storiche dopo che si era candidato alle Comunarie di Roma». Il nostro intento storiografico non è però improntato ad una visione duale dei fatti: da una parte il torto, dall’altra il diritto né si tende a giudicare o a farsi condizionare dal percorso politico ogni singolo attivista ha deciso di intraprendere dopo la sua espulsione, cosa peraltro legittima e che non riguarda la nostra ricostruzione storiografica ed in un vero e proprio clima di terrorismo ideologico e di aperta demonizzazione e demonizzazione di chi osa dissentire.  È invece la nostra una visione complessa e multipla, che vuole indagare se non vi fossero germi degenerativi già nell’impianto iniziale. Dovrei parlare di me stesso in terza persona come Giulio Cesare ma non sono Giulio Cesare. Redigerò la scheda senza tornare all’attacco mediatico del 2009 ad opera di un personaggio che non nomino. Non ricostruirò quella storia che è distinta ed ha una sua autonomia, ma andrò invece ad isolare i momenti in cui quella storia è stata recepita dallo Staff e dai suoi Delatori. Di ciò che so non tutto posso dire, ma nella interpretazione dei fatti mi servirò di ciò che so e non posso dire.

(Segue)

Per una Storia del Movimento Cinque Stelle: 29. Fra gli espulsi “eccellenti” ossia... Rosa Capuozzo.

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«Per una storia del Movimento Cinque Stelle» vuole essere una storia in progress di un Movimento costituitosi ufficialmente il 4 ottobre 2009. Nato nel Nord Italia viene alla ribalta con le elezioni comunali di Parma nel maggio 2012, con le elezioni regionali siciliane dell’ottobre 2012, dove il M5s risulta essere il primo partito, lasciando prevedere il risultato delle elezioni politiche nazionali del febbraio 2013. La storia del M5s è costellata di “casi” e da domande sulla sua organizzazione e sul ruolo della Casaleggio Associati. Di certo non è un Movimento che erige barricate e occupa piazze, o partecipa a scontri di strada, ma ha come suo obiettivo principale se non unico la partecipazione alle competizioni elettorali: è dentro il sistema anche se ai suoi inizi amava apparire come anti-sistema, antipolitico, rivoluzionario. Tutto il potere dei vertici si concentra nella inclusione/esclusione dalle liste elettorali. Il suo successo politico ha delle analogie con ciò che seguì a Mani Pulite, fenomeno caratterizzato da una esplosione di scandali. Da allora è un succedersi di sigle politiche,  ma senza che la situazione complessiva del Paese sia andata migliorando, o abbia cambiato di segno. Poiché la Rete è stato il punto di partenza del M5s, è dalla Rete che attingeremo tutte le nostre notizie, cercando di discernere il grano dal loglio.
CL

Corsera del 17 luglio 2016.
Con titolazione giornalistica il Corriere della Sera del 17 luglio 2016 sulla scia della notizia della Ordinanza napoletana che non solo reintegra nel M5S gli attivisti espulsi nello scorso febbraio del corrente anno 2016 con esclusione delle comunarie, ma dichiara illegittimo il Regolamento sul quale lo Staff si è basato. Lo stesso problema della illegittimità e della nullità del Regolamento era stato posto nel ricorso romano, dove il giudice ha reintegrato tutti gli attivisti espulsi, ma non ha accolto la richiesta di annullamento del Regolamento e di ripetizione delle Comunarie. A Roma oggi 19 luglio 2016 si discute la causa di merito della Ordinanza del 12 aprile: se in settembre/ottobre verrà confermata nel merito la giurisprudenza del Tribunale di Napoli che si è espresso in sede di reclamo rispetto al giudizio di prime cure, vi sarà poi un bell’arrampicarsi sugli specchi per negare la sostanziale illegittimità del Regolamento del “Non-Partito”. Il punto che emerge dalle questioni giudiziarie è la nullità di tutte le espulsioni finora irrogate, ed è significativo e patetico come oggi in una trasmissione di regime – L’Aria che che tira* – vecchia” (Minzolini) e nuova (Nicola Morra, che non viene più “espulso” per partecipazione a trasmissioni televisive, come nel caso di Mastrangeli) partitocrazia si siano trovati concordi nel condannare l’intrusione dei giudizi in una questione che dovrebbe essere di esclusivo appannaggio dei vertici del Partiti, vecchi e “nuovi”, come appunto il Tribunale di Napoli definisce il M5s.

* Alla quale è stato inoltrato il seguente tempestivo: «COMUNICATO Mi sono collegato casualmente alla trasmissione L’Aria che tira, già iniziata, dove trovo Nicola Morra, Minzolini ed altri che parlano delle ordinanze romana e napoletana, senza contraddittorio da parte delle persone che ne parlano... Già in passato, avevo sorpreso la Brezzi e una parlamentare PD che parlavano di me. Avevo subito telefonato, riuscendo a parlare con un regista della trasmissione... senza esito. In seguito, a ordinanza emessa, avevo mandato alla Brezzi il testo della ordinanza, per la parte che si riguardava, esigendo le sue scuse per ciò che aveva detto sulla mia persona... Mi ha subito bannato dalla sua pagina FB. È facile replicare alle sciocchezze che ho appena sentito, ma appunto non consentono il contraddittorio... Ho fatto alcune telefonate agli avvocati... La decisione comune è di rispondere nella conferenza stampa che terremo a Napoli fra qualche giorno....». Chiaramente, senza nessun riscontro.

Rosa Capuozzo fb
Sono elencati nell'immagine qui ripresa da Next Valentino Tavolazzi, Giovanni Favia, Marino Mastrangeli, Massimo Artini, Serenella Fucksia, Domenico Messinese, Adele Gambaro, Luis Alberto Orellana, Rosa Capuozzo, Antonio Caracciolo.  Di alcuni nomi avevo già redatto una scheda. Fra le altre includo ora la mia, seguendo l’ordine dei casi “eccellenti” indicati dal Corriere della Sera, con il quale ho una vecchia e insanabile inimicizia per aver concorso nel 2009 a una denigrazione della mia persona, dalla quale sono stato poi scagionato per ben due volte, nel gennaio del 2010 con un Delibera del Collegio di Disciplina del Consiglio Universitario Nazionale e il 12 aprile 2016 con una Ordinanza del Tribunale Civile di Roma, il cui testo Beppe Grillo non ha voluto leggere, costringendo me e gli altri due reintegrati a sporgere contro di lui querela penale per diffamazione a mezzo stampa. Qui, seguendo la lista delle “eccellenze”, appronto una scheda storica per… Rosa Capuozzo, messo in ordine cronologico dopo Luis Alberto Orellana, e così caratterizzato dal Corsera: «La sindaca di Quarto viene espulsa dal Movimento 5 Stelle in seguito alla vicenda giudiziaria che l’ha vista coinvolta “per violazione dei principi”». Il nostro intento storiografico non è però improntato ad una visione duale dei fatti: da una parte il torto, dall’altra il diritto né si tende a giudicare o a farsi condizionare dal percorso politico ogni singolo attivista ha deciso di intraprendere dopo la sua espulsione, cosa peraltro legittima e che non riguarda la nostra ricostruzione storiografica ed in un vero e proprio clima di terrorismo ideologico e di aperta demonizzazione e demonizzazione di chi osa dissentire.  È invece la nostra una visione complessa e multipla, che vuole indagare se non vi fossero germi degenerativi già nell’impianto iniziale.

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Per una Storia del Movimento Cinque Stelle: 28. Fra gli espulsi “eccellenti” ossia... Luis Alberto Orellana.

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«Per una storia del Movimento Cinque Stelle» vuole essere una storia in progress di un Movimento costituitosi ufficialmente il 4 ottobre 2009. Nato nel Nord Italia viene alla ribalta con le elezioni comunali di Parma nel maggio 2012, con le elezioni regionali siciliane dell’ottobre 2012, dove il M5s risulta essere il primo partito, lasciando prevedere il risultato delle elezioni politiche nazionali del febbraio 2013. La storia del M5s è costellata di “casi” e da domande sulla sua organizzazione e sul ruolo della Casaleggio Associati. Di certo non è un Movimento che erige barricate e occupa piazze, o partecipa a scontri di strada, ma ha come suo obiettivo principale se non unico la partecipazione alle competizioni elettorali: è dentro il sistema anche se ai suoi inizi amava apparire come anti-sistema, antipolitico, rivoluzionario. Tutto il potere dei vertici si concentra nella inclusione/esclusione dalle liste elettorali. Il suo successo politico ha delle analogie con ciò che seguì a Mani Pulite, fenomeno caratterizzato da una esplosione di scandali. Da allora è un succedersi di sigle politiche,  ma senza che la situazione complessiva del Paese sia andata migliorando, o abbia cambiato di segno. Poiché la Rete è stato il punto di partenza del M5s, è dalla Rete che attingeremo tutte le nostre notizie, cercando di discernere il grano dal loglio.
CL

Corsera del 17 luglio 2016.
Con titolazione giornalistica il Corriere della Sera del 17 luglio 2016 sulla scia della notizia della Ordinanza napoletana che non solo reintegra nel M5S gli attivisti espulsi nello scorso febbraio del corrente anno 2016 con esclusione delle comunarie, ma dichiara illegittimo il Regolamento sul quale lo Staff si è basato. Lo stesso problema della illegittimità e della nullità del Regolamento era stato posto nel ricorso romano, dove il giudice ha reintegrato tutti gli attivisti espulsi, ma non ha accolto la richiesta di annullamento del Regolamento e di ripetizione delle Comunarie. A Roma oggi 19 luglio 2016 si discute la causa di merito della Ordinanza del 12 aprile: se in settembre/ottobre verrà confermata nel merito la giurisprudenza del Tribunale di Napoli che si è espresso in sede di reclamo rispetto al giudizio di prime cure, vi sarà poi un bell’arrampicarsi sugli specchi per negare la sostanziale illegittimità del Regolamento del “Non-Partito”. Il punto che emerge dalle questioni giudiziarie è la nullità di tutte le espulsioni finora irrogate, ed è significativo e patetico come oggi in una trasmissione di regime – L’Aria che che tira* – vecchia” (Minzolini) e nuova (Nicola Morra, che non viene più “espulso” per partecipazione a trasmissioni televisive, come nel caso di Mastrangeli) partitocrazia si siano trovati concordi nel condannare l’intrusione dei giudizi in una questione che dovrebbe essere di esclusivo appannaggio dei vertici del Partiti, vecchi e “nuovi”, come appunto il Tribunale di Napoli definisce il M5s.

* Alla quale è stato inoltrato il seguente tempestivo: «COMUNICATO Mi sono collegato casualmente alla trasmissione L’Aria che tira, già iniziata, dove trovo Nicola Morra, Minzolini ed altri che parlano delle ordinanze romana e napoletana, senza contraddittorio da parte delle persone che ne parlano... Già in passato, avevo sorpreso la Brezzi e una parlamentare PD che parlavano di me. Avevo subito telefonato, riuscendo a parlare con un regista della trasmissione... senza esito. In seguito, a ordinanza emessa, avevo mandato alla Brezzi il testo della ordinanza, per la parte che si riguardava, esigendo le sue scuse per ciò che aveva detto sulla mia persona... Mi ha subito bannato dalla sua pagina FB. È facile replicare alle sciocchezze che ho appena sentito, ma appunto non consentono il contraddittorio... Ho fatto alcune telefonate agli avvocati... La decisione comune è di rispondere nella conferenza stampa che terremo a Napoli fra qualche giorno....». Chiaramente, senza nessun riscontro.

Luis Alberto Orellana fb
Sono elencati nell'immagine qui ripresa da Next Valentino Tavolazzi, Giovanni Favia, Marino Mastrangeli, Massimo Artini, Serenella Fucksia, Domenico Messinese, Adele Gambaro, Luis Alberto Orellana, Rosa Capuozzo, Antonio Caracciolo.  Di alcuni nomi avevo già redatto una scheda. Fra le altre includo ora la mia, seguendo l’ordine dei casi “eccellenti” indicati dal Corriere della Sera, con il quale ho una vecchia e insanabile inimicizia per aver concorso nel 2009 a una denigrazione della mia persona, dalla quale sono stato poi scagionato per ben due volte, nel gennaio del 2010 con un Delibera del Collegio di Disciplina del Consiglio Universitario Nazionale e il 12 aprile 2016 con una Ordinanza del Tribunale Civile di Roma, il cui testo Beppe Grillo non ha voluto leggere, costringendo me e gli altri due reintegrati a sporgere contro di lui querela penale per diffamazione a mezzo stampa. Qui, seguendo la lista delle “eccellenze”, appronto una scheda storica per… Luis Alberto Orellana, messo in ordine cronologico dopo Adele Gambaro, e così caratterizzato dal Corsera: «Dopo aver criticato alcune decisioni del suo schieramento, viene espulso dal Movimento insieme ad altri tre senatori Cinque Stelle». Il nostro intento storiografico non è però improntato ad una visione duale dei fatti: da una parte il torto, dall’altra il diritto né si tende a giudicare o a farsi condizionare dal percorso politico ogni singolo attivista ha deciso di intraprendere dopo la sua espulsione, cosa peraltro legittima e che non riguarda la nostra ricostruzione storiografica ed in un vero e proprio clima di terrorismo ideologico e di aperta demonizzazione e demonizzazione di chi osa dissentire.  È invece la nostra una visione complessa e multipla, che vuole indagare se non vi fossero germi degenerativi già nell’impianto iniziale.

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Per una Storia del Movimento Cinque Stelle: 27. Fra gli espulsi “eccellenti” ossia... Adele Gambaro.

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«Per una storia del Movimento Cinque Stelle» vuole essere una storia in progress di un Movimento costituitosi ufficialmente il 4 ottobre 2009. Nato nel Nord Italia viene alla ribalta con le elezioni comunali di Parma nel maggio 2012, con le elezioni regionali siciliane dell’ottobre 2012, dove il M5s risulta essere il primo partito, lasciando prevedere il risultato delle elezioni politiche nazionali del febbraio 2013. La storia del M5s è costellata di “casi” e da domande sulla sua organizzazione e sul ruolo della Casaleggio Associati. Di certo non è un Movimento che erige barricate e occupa piazze, o partecipa a scontri di strada, ma ha come suo obiettivo principale se non unico la partecipazione alle competizioni elettorali: è dentro il sistema anche se ai suoi inizi amava apparire come anti-sistema, antipolitico, rivoluzionario. Tutto il potere dei vertici si concentra nella inclusione/esclusione dalle liste elettorali. Il suo successo politico ha delle analogie con ciò che seguì a Mani Pulite, fenomeno caratterizzato da una esplosione di scandali. Da allora è un succedersi di sigle politiche,  ma senza che la situazione complessiva del Paese sia andata migliorando, o abbia cambiato di segno. Poiché la Rete è stato il punto di partenza del M5s, è dalla Rete che attingeremo tutte le nostre notizie, cercando di discernere il grano dal loglio.
CL

Corsera del 17 luglio 2016.
Con titolazione giornalistica il Corriere della Sera del 17 luglio 2016 sulla scia della notizia della Ordinanza napoletana che non solo reintegra nel M5S gli attivisti espulsi nello scorso febbraio del corrente anno 2016 con esclusione delle comunarie, ma dichiara illegittimo il Regolamento sul quale lo Staff si è basato. Lo stesso problema della illegittimità e della nullità del Regolamento era stato posto nel ricorso romano, dove il giudice ha reintegrato tutti gli attivisti espulsi, ma non ha accolto la richiesta di annullamento del Regolamento e di ripetizione delle Comunarie. A Roma oggi 19 luglio 2016 si discute la causa di merito della Ordinanza del 12 aprile: se in settembre/ottobre verrà confermata nel merito la giurisprudenza del Tribunale di Napoli che si è espresso in sede di reclamo rispetto al giudizio di prime cure, vi sarà poi un bell’arrampicarsi sugli specchi per negare la sostanziale illegittimità del Regolamento del “Non-Partito”. Il punto che emerge dalle questioni giudiziarie è la nullità di tutte le espulsioni finora irrogate, ed è significativo e patetico come oggi in una trasmissione di regime – L’Aria che che tira* – vecchia” (Minzolini) e nuova (Nicola Morra, che non viene più “espulso” per partecipazione a trasmissioni televisive, come nel caso di Mastrangeli) partitocrazia si siano trovati concordi nel condannare l’intrusione dei giudizi in una questione che dovrebbe essere di esclusivo appannaggio dei vertici del Partiti, vecchi e “nuovi”, come appunto il Tribunale di Napoli definisce il M5s.

* Alla quale è stato inoltrato il seguente tempestivo: «COMUNICATO Mi sono collegato casualmente alla trasmissione L’Aria che tira, già iniziata, dove trovo Nicola Morra, Minzolini ed altri che parlano delle ordinanze romana e napoletana, senza contraddittorio da parte delle persone che ne parlano... Già in passato, avevo sorpreso la Brezzi e una parlamentare PD che parlavano di me. Avevo subito telefonato, riuscendo a parlare con un regista della trasmissione... senza esito. In seguito, a ordinanza emessa, avevo mandato alla Brezzi il testo della ordinanza, per la parte che si riguardava, esigendo le sue scuse per ciò che aveva detto sulla mia persona... Mi ha subito bannato dalla sua pagina FB. È facile replicare alle sciocchezze che ho appena sentito, ma appunto non consentono il contraddittorio... Ho fatto alcune telefonate agli avvocati... La decisione comune è di rispondere nella conferenza stampa che terremo a Napoli fra qualche giorno....». Chiaramente, senza nessun riscontro.

Adele Gambaro fb
Sono elencati nell'immagine qui ripresa da Next Valentino Tavolazzi, Giovanni Favia, Marino Mastrangeli, Massimo Artini, Serenella Fucksia, Domenico Messinese, Adele Gambaro, Luis Alberto Orellana, Rosa Capuozzo, Antonio Caracciolo.  Di alcuni nomi avevo già redatto una scheda. Fra le altre includo ora la mia, seguendo l’ordine dei casi “eccellenti” indicati dal Corriere della Sera, con il quale ho una vecchia e insanabile inimicizia per aver concorso nel 2009 a una denigrazione della mia persona, dalla quale sono stato poi scagionato per ben due volte, nel gennaio del 2010 con un Delibera del Collegio di Disciplina del Consiglio Universitario Nazionale e il 12 aprile 2016 con una Ordinanza del Tribunale Civile di Roma, il cui testo Beppe Grillo non ha voluto leggere, costringendo me e gli altri due reintegrati a sporgere contro di lui querela penale per diffamazione a mezzo stampa. Qui, seguendo la lista delle “eccellenze”, appronto una scheda storica per …Adele Gambaro, messo in ordine cronologico dopo Domenico Messinese, e così caratterizzata dal Corsera: «Viene espulsa dopo una votazione online. La senatrice era al centro di polemiche per aver criticato la strategia comunicativa di Beppe Grillo». Il nostro intento storiografico non è però improntato ad una visione duale dei fatti: da una parte il torto, dall’altra il diritto né si tende a giudicare o a farsi condizionare dal percorso politico ogni singolo attivista ha deciso di intraprendere dopo la sua espulsione, cosa peraltro legittima e che non riguarda la nostra ricostruzione storiografica ed in un vero e proprio clima di terrorismo ideologico e di aperta demonizzazione e demonizzazione di chi osa dissentire.  È invece la nostra una visione complessa e multipla, che vuole indagare se non vi fossero germi degenerativi già nell’impianto iniziale.

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Per una Storia del Movimento Cinque Stelle: 26. Fra gli espulsi “eccellenti” ossia... Domenico Messinese

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«Per una storia del Movimento Cinque Stelle» vuole essere una storia in progress di un Movimento costituitosi ufficialmente il 4 ottobre 2009. Nato nel Nord Italia viene alla ribalta con le elezioni comunali di Parma nel maggio 2012, con le elezioni regionali siciliane dell’ottobre 2012, dove il M5s risulta essere il primo partito, lasciando prevedere il risultato delle elezioni politiche nazionali del febbraio 2013. La storia del M5s è costellata di “casi” e da domande sulla sua organizzazione e sul ruolo della Casaleggio Associati. Di certo non è un Movimento che erige barricate e occupa piazze, o partecipa a scontri di strada, ma ha come suo obiettivo principale se non unico la partecipazione alle competizioni elettorali: è dentro il sistema anche se ai suoi inizi amava apparire come anti-sistema, antipolitico, rivoluzionario. Tutto il potere dei vertici si concentra nella inclusione/esclusione dalle liste elettorali. Il suo successo politico ha delle analogie con ciò che seguì a Mani Pulite, fenomeno caratterizzato da una esplosione di scandali. Da allora è un succedersi di sigle politiche,  ma senza che la situazione complessiva del Paese sia andata migliorando, o abbia cambiato di segno. Poiché la Rete è stato il punto di partenza del M5s, è dalla Rete che attingeremo tutte le nostre notizie, cercando di discernere il grano dal loglio.
CL

Corsera del 17 luglio 2016.
Domenico Messinese fb
Con titolazione giornalistica il Corriere della Sera del 17 luglio 2016 sulla scia della notizia della Ordinanza napoletana che non solo reintegra nel M5S gli attivisti espulsi nello scorso febbraio del corrente anno 2016 con esclusione delle comunarie, ma dichiara illegittimo il Regolamento sul quale lo Staff si è basato. Lo stesso problema della illegittimità e della nullità del Regolamento era stato posto nel ricorso romano, dove il giudice ha reintegrato tutti gli attivisti espulsi, ma non ha accolto la richiesta di annullamento del Regolamento e di ripetizione delle Comunarie. A Roma oggi 19 luglio 2016 si discute la causa di merito della Ordinanza del 12 aprile: se in settembre/ottobre verrà confermata nel merito la giurisprudenza del Tribunale di Napoli che si è espresso in sede di reclamo rispetto al giudizio di prime cure, vi sarà poi un bell’arrampicarsi sugli specchi per negare la sostanziale illegittimità del Regolamento del “Non-Partito”. Il punto che emerge dalle questioni giudiziarie è la nullità di tutte le espulsioni finora irrogate, ed è significativo e patetico come oggi in una trasmissione di regime – L’Aria che che tira* – vecchia” (Minzolini) e nuova (Nicola Morra, che non viene più “espulso” per partecipazione a trasmissioni televisive, come nel caso di Mastrangeli) partitocrazia si siano trovati concordi nel condannare l’intrusione dei giudizi in una questione che dovrebbe essere di esclusivo appannaggio dei vertici del Partiti, vecchi e “nuovi”, come appunto il Tribunale di Napoli definisce il M5s.

* Alla quale è stato inoltrato il seguente tempestivo: «COMUNICATO Mi sono collegato casualmente alla trasmissione L’Aria che tira, già iniziata, dove trovo Nicola Morra, Minzolini ed altri che parlano delle ordinanze romana e napoletana, senza contraddittorio da parte delle persone che ne parlano... Già in passato, avevo sorpreso la Brezzi e una parlamentare PD che parlavano di me. Avevo subito telefonato, riuscendo a parlare con un regista della trasmissione... senza esito. In seguito, a ordinanza emessa, avevo mandato alla Brezzi il testo della ordinanza, per la parte che si riguardava, esigendo le sue scuse per ciò che aveva detto sulla mia persona... Mi ha subito bannato dalla sua pagina FB. È facile replicare alle sciocchezze che ho appena sentito, ma appunto non consentono il contraddittorio... Ho fatto alcune telefonate agli avvocati... La decisione comune è di rispondere nella conferenza stampa che terremo a Napoli fra qualche giorno....». Chiaramente, senza nessun riscontro.

Sono elencati nell'immagine qui ripresa da Next Valentino Tavolazzi, Giovanni Favia, Marino Mastrangeli, Massimo Artini, Serenella Fucksia, Domenico Messinese, Adele Gambaro, Luis Alberto Orellana, Rosa Capuozzo, Antonio Caracciolo.  Di alcuni nomi avevo già redatto una scheda. Fra le altre includo ora la mia, seguendo l’ordine dei casi “eccellenti” indicati dal Corriere della Sera, con il quale ho una vecchia e insanabile inimicizia per aver concorso nel 2009 a una denigrazione della mia persona, dalla quale sono stato poi scagionato per ben due volte, nel gennaio del 2010 con un Delibera del Collegio di Disciplina del Consiglio Universitario Nazionale e il 12 aprile 2016 con una Ordinanza del Tribunale Civile di Roma, il cui testo Beppe Grillo non ha voluto leggere, costringendo me e gli altri due reintegrati a sporgere contro di lui querela penale per diffamazione a mezzo stampa. Qui, seguendo la lista delle “eccellenze”, appronto una scheda storica per …Domenico Messinese, messo in ordine cronologico dopo Serenella Fucksia, e così caratterizzato dal Corsera: «Il sindaco di Gela viene espulso con una nota diramata dal gruppo siciliano per non avere rispettato “i principi di comportamento degli eletti del Movimento”». Il nostro intento storiografico non è però improntato ad una visione duale dei fatti: da una parte il torto, dall’altra il diritto né si tende a giudicare o a farsi condizionare dal percorso politico ogni singolo attivista ha deciso di intraprendere dopo la sua espulsione, cosa peraltro legittima e che non riguarda la nostra ricostruzione storiografica ed in un vero e proprio clima di terrorismo ideologico e di aperta demonizzazione e demonizzazione di chi osa dissentire.  È invece la nostra una visione complessa e multipla, che vuole indagare se non vi fossero germi degenerativi già nell’impianto iniziale.
(Segue)

Per una Storia del Movimento Cinque Stelle: 25. Fra gli espulsi “eccellenti” ossia... Serenella Fucksia

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«Per una storia del Movimento Cinque Stelle» vuole essere una storia in progress di un Movimento costituitosi ufficialmente il 4 ottobre 2009. Nato nel Nord Italia viene alla ribalta con le elezioni comunali di Parma nel maggio 2012, con le elezioni regionali siciliane dell’ottobre 2012, dove il M5s risulta essere il primo partito, lasciando prevedere il risultato delle elezioni politiche nazionali del febbraio 2013. La storia del M5s è costellata di “casi” e da domande sulla sua organizzazione e sul ruolo della Casaleggio Associati. Di certo non è un Movimento che erige barricate e occupa piazze, o partecipa a scontri di strada, ma ha come suo obiettivo principale se non unico la partecipazione alle competizioni elettorali: è dentro il sistema anche se ai suoi inizi amava apparire come anti-sistema, antipolitico, rivoluzionario. Tutto il potere dei vertici si concentra nella inclusione/esclusione dalle liste elettorali. Il suo successo politico ha delle analogie con ciò che seguì a Mani Pulite, fenomeno caratterizzato da una esplosione di scandali. Da allora è un succedersi di sigle politiche,  ma senza che la situazione complessiva del Paese sia andata migliorando, o abbia cambiato di segno. Poiché la Rete è stato il punto di partenza del M5s, è dalla Rete che attingeremo tutte le nostre notizie, cercando di discernere il grano dal loglio.
CL

Corsera del 17 luglio 2016.
Con titolazione giornalistica il Corriere della Sera del 17 luglio 2016 sulla scia della notizia della Ordinanza napoletana che non solo reintegra nel M5S gli attivisti espulsi nello scorso febbraio del corrente anno 2016 con esclusione delle comunarie, ma dichiara illegittimo il Regolamento sul quale lo Staff si è basato. Lo stesso problema della illegittimità e della nullità del Regolamento era stato posto nel ricorso romano, dove il giudice ha reintegrato tutti gli attivisti espulsi, ma non ha accolto la richiesta di annullamento del Regolamento e di ripetizione delle Comunarie. A Roma oggi 19 luglio 2016 si discute la causa di merito della Ordinanza del 12 aprile: se in settembre/ottobre verrà confermata nel merito la giurisprudenza del Tribunale di Napoli che si è espresso in sede di reclamo rispetto al giudizio di prime cure, vi sarà poi un bell’arrampicarsi sugli specchi per negare la sostanziale illegittimità del Regolamento del “Non-Partito”. Il punto che emerge dalle questioni giudiziarie è la nullità di tutte le espulsioni finora irrogate, ed è significativo e patetico come oggi in una trasmissione di regime – L’Aria che che tira* – vecchia” (Minzolini) e nuova (Nicola Morra, che non viene più “espulso” per partecipazione a trasmissioni televisive, come nel caso di Mastrangeli) partitocrazia si siano trovati concordi nel condannare l’intrusione dei giudizi in una questione che dovrebbe essere di esclusivo appannaggio dei vertici del Partiti, vecchi e “nuovi”, come appunto il Tribunale di Napoli definisce il M5s.

* Alla quale è stato inoltrato il seguente tempestivo: «COMUNICATO Mi sono collegato casualmente alla trasmissione L’Aria che tira, già iniziata, dove trovo Nicola Morra, Minzolini ed altri che parlano delle ordinanze romana e napoletana, senza contraddittorio da parte delle persone che ne parlano... Già in passato, avevo sorpreso la Brezzi e una parlamentare PD che parlavano di me. Avevo subito telefonato, riuscendo a parlare con un regista della trasmissione... senza esito. In seguito, a ordinanza emessa, avevo mandato alla Brezzi il testo della ordinanza, per la parte che si riguardava, esigendo le sue scuse per ciò che aveva detto sulla mia persona... Mi ha subito bannato dalla sua pagina FB. È facile replicare alle sciocchezze che ho appena sentito, ma appunto non consentono il contraddittorio... Ho fatto alcune telefonate agli avvocati... La decisione comune è di rispondere nella conferenza stampa che terremo a Napoli fra qualche giorno....». Chiaramente, senza nessun riscontro.

Sono elencati nell'immagine qui ripresa da Next Valentino Tavolazzi, Giovanni Favia, Marino
Serenella Fucksia fb
Mastrangeli, Massimo Artini, Serenella Fucksia, Domenico Messinese, Adele Gambaro, Luis Alberto Orellana, Rosa Capuozzo, Antonio Caracciolo.  Di alcuni nomi avevo già redatto una scheda. Fra le altre includo ora la mia, seguendo l’ordine dei casi “eccellenti” indicati dal Corriere della Sera, con il quale ho una vecchia e insanabile inimicizia per aver concorso nel 2009 a una denigrazione della mia persona, dalla quale sono stato poi scagionato per ben due volte, nel gennaio del 2010 con un Delibera del Collegio di Disciplina del Consiglio Universitario Nazionale e il 12 aprile 2016 con una Ordinanza del Tribunale Civile di Roma, il cui testo Beppe Grillo non ha voluto leggere, costringendo me e gli altri due reintegrati a sporgere contro di lui querela penale per diffamazione a mezzo stampa. Qui, seguendo la lista delle “eccellenze”, appronto una scheda storica per …Serenella Fucksia, messo in ordine cronologico dopo Massimo Artini, e così caratterizzato dal Corsera: «Ultima espuslione in ordine cronologico. Viene allontanata dal Movimento 5 Stelle per un ritardo sulla rendicontazione delle spese sostenute». Il nostro intento storiografico non è però improntato ad una visione duale dei fatti: da una parte il torto, dall’altra il diritto né si tende a giudicare o a farsi condizionare dal percorso politico ogni singolo attivista ha deciso di intraprendere dopo la sua espulsione, cosa peraltro legittima e che non riguarda la nostra ricostruzione storiografica ed in un vero e proprio clima di terrorismo ideologico e di aperta demonizzazione e demonizzazione di chi osa dissentire.  È invece la nostra una visione complessa e multipla, che vuole indagare se non vi fossero germi degenerativi già nell’impianto iniziale.

(Segue)