domenica 13 gennaio 2008

La leggenda dell’Olocausto

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Avvertenza e rinvio

Con il titolo La leggenda dell’Olocausto: riapertura di un dibattito esattamente alla data del 21 ottobre 2006 non senza una dose di ingenuità avevo pensato di studiare un argomento di cui troppo spesso si parlava più su di un’onda emotiva tanto più fastidiosa quanto più retorica e rituale. Pensavo che – usando le risorse stesse della rete, ormai pienamente paragonabili a quelle di un’immensa Biblioteca – si potesse studiare un argomento, quale che fosse, per il solo fine ed il solo gusto di fare chiarezza, per lo meno a se stessi. Avevo anche previsto possibili fraintindementi, cioè di essere scambiato per un antisemita, un nazista, razzista, un persecutore di ebrei e tutto quanto di male e di infamante si possa affibbiare ad una persona. Avevo perciò protestato con parole vibranti la mia solidarietà con tutte le vittime della tragedia che in Europa si erano avute con la seconda guerra mondiale. Detto ciò, mi sembrava di essermi cautelato da possibili equivoci e che fosse mio pieno diritto studiare in forma pubblica un argomento, che era ormai storia, cioè un evento legato al passato e che perciò poteva essere trattato con i normali criteri nello studio della storia. Non sarebbe stato diverso se avessi deciso nella stessa forma di studiare la guerra del Peloponneso, che pure presenta non lievi analogie con la storia della nostra epoca. Si ricordi che Tucidide volle studiare la storia del suo tempo nel momento in cui questa si produceva e lui stesso ne era consapevole. Il suo modello di storiografia non è stato mai più raggiunto, ma ci ha lasciato un criterio cui ispirarci, se i nostri legislatori ci lasceranno la libertà di poterlo fare.

Ed ecco che faccio la prima conoscenza con il sito allestito da Angelo Pezzana a tutto sostegno della politica dello Stato di Israele. Nello spazio dei Commenti piovevano insulti di cui non mi capacitavo e che mi sembravano del tutto gratuiti. Non era ancora uscito il libro di Mearshemer e Walt che molto mi ha insegnato sulle Israel lobbies dislocate nei vari paesi. In particolare, posso ora notare una perfetta analogia di comporamenti lobbistici. Individuato un bersaglio, si tenta di colpirlo nelle sue parti sensibili. Infatti, io da semplice, semplicissimo cittadino avevo voluto negli ultimi anni impegnarmi – come si suol dire – in politica, ma non nel senso che mi ero procurato un seggio in parlamento con i non piccoli vantaggi che ciò comporta. Ritenevo da semplice cittadino elettore di poter dire la mia ad altri comuni cittadini elettori, che vivevano ognuno di onesto lavoro.

La perfidia, non saprei dire se tipicamente ebraica o genericamente umana, ma in ogni caso “perfidia” nel senso dato dai vocabolari della lingua italiana, giunse da parte dei «Corretti Informatori» ad un tentativo di «farmi le scarpe» in un senso romanesco. Secondo loro, le mie idee ovvero le valutazioni da me espresse non erano compatibili con il partito al quale mi ero iscritto o di cui ero elettore, quasi che fosse un Angelo Pezzana & Co. ad avere il diritto di stabilire quale debba essere la “dottrina” non già di questo o quest’altro partito, ma di un qualsiasi partito. A loro modo avevano già fatto una riforma dell’art. 49 della costituzione italiana, che conferisce ad ogni cittadino il diritto di dire al sua all’interno di un qualsivoglia partito. Insomma, si comportavano nel modo della Israel lobby madre, cioè quella di stanza in USA. Ho potuto poi riscontrare che perfetta era l’analogia.

Solo che non siamo per fortuna in America e che ancora l’Italia non è diventato il 51° Stato degli Usa o peggio ancora un insediamento israeliano. E nemmeno io sono un Rappresentante al Congresso, bisognoso dei fondi elettorali della Lobby. E manco un parlamentare italiano, comprensibilmente interessato a buscare voti di qua e di là. Io posso invece tranquillamente e felicemente espormi alla impopolarità ed inattualità delle mie opinioni. I Correttori avevano pensato di muoversi ai “vertici” ed io ne ho intercettato le mosse, subito rientrate. Sarebbe stata mia somma gioia se qualcuno, spinto da un Pezzana, che è un Pezzana, o da chi per lui – visto che si rifugiana sempre nell’anonimato e non mettono mai la firma ai loro ignobili attacchi verso il prossimo – si fosse azzardato a muovere censura alla mia libertà opinione, beninteso dopo essersi presa la briga di documentarsi su quali siano propriamente le mie opinioni, fatica alla quale neppure i «Corretti Informatori» si sono mai accinti, ammesso che ne abbiano le capacità intellettuali.

Di recente, al convegno romano organizzato da Fiammetta Nirenstein, dove era pure presente l’ineffabile Angelo Pezzana, mi sono avvicinato a Fabrizio Cicchitto protestandogli la mia completa dissonanza rispetto al suo intervento filoisraeliano e chiedendogli se ciò era incompatibile con la militanza in uno stesso partito. La risposta più che ovvia fu che ognuno ha libertà di opinione. Naturalmente, né Cicchitto né altri dirigenti del suo livello o anche di livello intermedio hanno mai avuto sentore delle ignobili manovre dei «Corretti Informatori», la cui ignobile natura è cosa che mette a dura prova la mia capacità umana di comprensione.

Premesso e non essendo venuto meno il mio interesse all’argomento secondo lo schema concepito nell’ottobre del 2006, ripubblico qui quel post, facendo uso dei tag html nel frattempo appresi. Ossia il luogo di elaborazione resterà il blog Club Tiberino, di cui l’iniziale titolo era “Fare politica in Forza Italia”, ora trasformato in “Fare Politica con il Popolo e per il Popolo”, avendo io già aderito ed essendomi fatto promotore di quella trasformazione di “Forza Italia” in altro dal partito dei “parrucconi”, ai quali una Lobby possa rivolgersi pensando in questo modo di poter condizionare un intero elettorato che non li ha scelti, ma che li subisce con pazienza e nella speranza di potersene presto liberare in forma civile e non violenza, dando spazio all’interno del nuovo partito a quel dibattito interno e libero confronto di idee che non vi è mai stato nel vecchio. Berlusconi ha avuto ancora una volta una buona idea, che però deve ancora realizzarsi.

Qui viene dato soltanto il Sommario del post, che verrà aggiornato e rielaborato nella sua sede originaria, alla luce delle nuove conoscenze nel frattempo acquisite e con nuove tecniche apprese.

Antonio Caracciolo

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La leggenda dell’Olocausto:
riapertura di un dibattito



Sommario: 1. Premessa e diffida. – 2. La dichiarazione Balfour e la responsabilità della Gran Bretagna. – 3.

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