martedì 23 novembre 2021

Teodoro Klitsche de la Grange: "Francesco Calasso, Medio evo del diritto, Adelphi edizioni, Milano 2021, pp. 647, € 40,00"


 

È pubblicato in nuova edizione, con postfazione di A. Cecchinato, il saggio di Francesco Calasso del 1954, già all’epoca oggetto di attenzioni diffuse.

La postfazione nota come l’attività scientifica dell’autore con la sua aura di antiformalismo “ha infuso l’esperienza scientifica di Calasso d’una piena fiducia nel valore autoritativo della tradizione, che è stata la vera cifra – come ha insegnato Manlio Bellomo – di una vita condotta per il diritto”.

A distanza di oltre cinquant’anni e malgrado la materia – la storia del diritto – il saggio di Calasso suscita interessi d’attualità.

In primo luogo per la “rinascita” del diritto romano, avvenuta nei primi secoli del passato millennio, in Italia ad opera, in particolare, d’Irnerio e della scuola di Bologna. Lentamente i giuristi del diritto comune, interpretando il corpus juris in una con consuetudini, statuti e (anche) contaminazioni, contribuiscono all’unità giuridica. Ovviamente nei e con i limiti di un sistema non codificato, e le cui fonti non avevano il carattere formale di un’organizzazione che le ponesse in essere e ne garantisse l’applicazione. Caratteri ambedue, ancorché non esclusivi, del (successivo) Stato moderno. Come scrive Calasso, il sistema giuridico è un tutto, un’unità. E il quid che gli da vita è “un’organizzazione cioè nella quale distinguiamo un meccanismo che produce le norme e degli organi che le applicano e ne garantiscono l’osservanza”. Come successe che, malgrado la debolezza dell’organizzazione politica medioevale, avvenisse quella “unificazione”? Fu, scrive l’autore per “un ideale supernazionale: quella monarchia universale che perpetua il nome di Roma”.

Tale tesi ricorda quella di Vittorio Emanuele Orlando che sia fonte di equivoci ed errori “la pretesa di assumere come caratteri assoluti dello Stato e del Diritto, non che dei rapporti intercedenti fra loro, le forme moderne, in cui quelle nozioni han trovato il loro attuale assetto”. E che l’affermarsi di un ordinamento superiore e generale avviene per gradi, onde in relazione alla realizzazione coattiva delle pretese perdura “l’esistenza e continui l’efficacia, anche se ridotta, della forza spettante alle forme anteriori: il diritto pubblico romano dimostra tangibilmente il valore politico e istituzionale che, per lungo tempo dopo la loro trasfusione nello Stato, serbarono la familia, la gens, la curia, la tribus”, scriveva Orlando.

Secondariamente, molti hanno notato, come, a partire dal secolo scorso, ma in particolare dagli ultimi decenni del medesimo, sia in atto il percorso inverso: da un monopolio statale della decisione politica e della forza legittima (la coazione) ci stiamo avviando verso una pluralizzazione normativa (e anche istituzionale): il conferimento di funzioni a organismi internazionali, la progressiva crescente diffusione di Tribunali internazionali (e l’efficacia delle di essi decisioni sul diritto interno), e la stessa legittimazione di guerre e di occupazioni militari attraverso l’appello ai diritti dell’uomo (et alia) e le conseguenti espressioni lessicali che le designano (“operazioni di polizia internazionale”), mostrano il processo in atto. Al quale corrisponde una nuova antitesi politica, prevalente in gran parte del mondo sviluppato: quella tra globalizzatori, cioè sostenitori – per ora – di un diritto (ed un’economia) universale, e sovranisti, cioè partigiani di diritto e scelte economiche particolari (cioè statali).

Come andrà a finire questa contrapposizione è in mente jovis. Anche qua tuttavia la tesi di Calasso che il diritto comune si fondò (e si diffuse) in forza di un’idea universale, di “un fatto spirituale” può indicarci come dal diritto, anzi dall’aspirazione a un diritto, possa nascere l’istituzione.

Teodoro Klitsche de la Grange

Una dittatura sanitaria

Da facebook.
 
CREDE di essere l'Unico medico sulla faccia della terra, e che si debba credere Unicamente in Lui... che è la Scienza, che è la Medicina. Questo si vede e si sente abitualmente nei talk show televisivi, praticamente tutti.
Il fatto è che vi sono altre campane, per nulla meno autorevoli delle prime, ma che non sono chiamate, non vengoo fatte sentire, ma al contrario vengono represse, vilipese, espulse dagli ordini professionali.
Davanti a medici che dicono cose diverse, dovrebbe essere il paziente a poter decidere di chi fidarsi e chi scegliere per farsi curare.
Paradossalmente così non è, ed anche il paziente viene ingabbiato, represso, vilipeso, privato dei suoi diritti extra-sanitari. Vi può essere chi reputa la propria libertà e dignità assai più preziosa della propria stessa vita, su cui altri si arrogano ogni diritto.
Non credo che sia difficile comprendere gli esatti termini del problema. Non ci si venga a dire che chi si lascia iniettarre si “sacrifica" per chi non ne vuol sapere di lasciarsi iniettare nel proprio corpo un liquido di cui non si fida affatto. Alla violenza, alla menzogna, si aggiunge anche l'ipocrisia.
Se questa non è una dittatura della peggiore specie, quale mai si è vista o sperimentata nella comune esperienza o a nostra normale conoscenza, io non saprei come definirla. Che tutto questo poi abbia una finalità sanitaria, niente altro che sanitaria, è cosa non credibile.
Si è voluta lanciare una sfida e una minaccia ai cittadini tutti. Qui la questione non è più sanitaria, ma unicamente politica e sono ben altri i soggetti chiamati a risolverla.



lunedì 22 novembre 2021

La manifestazione antigovernativa del Circo Massimo

PRIME VALUTAZIONI della manifestazione contro il Green Pass, contro l'imposizione di trattamenti sanitari incostituzional, e tipici del nazismo, contro la proibizione delle manifestazione dei cittadini e tipici del fascismo, contro lo spionaggio e il controllo dei cittadini tipici del comunismo staliniano, almeno secondo la rappresentazione che di questi regimi ci è stata data e che adesso vengono ricopiati e pure superati dalla Dittatura sanitaria Draghi-Speranza-Lamorgese.

Questo era l'oggetto della manifestazione nazionale al Circo Massimo in Roma il 20 di novembre 2021. E di manifestazioni simili se ne svolgono ogni settimana in tutta Italia. Si cerca di reprimerle e soprattutto di diffamarle con l'ausilio di una stampa asservita e principale strumento di repressione. La diffamazione incomincia già con l'enfatizzazione di una prersunta scarsa partecipazione e perciò scarsa legittimazione.
Ma non è con i numeri dei partecipanti ostacolati in ogni modo a venire. La piazza era piena ma non stipata e si poteva circolare. I numeri che servivano ci son stati e gli oratori che si sono succeduti sul palco si sono sentiti rinfrancati tutti alla vista dei presenti. La manifestazione è iniziata con la musica ed è terminata con la musica.
 
La forza della manifestazione è stata nella coesione di tutte le associazioni presenti e nella chiarezza e determinazione dei comuni obiettivi. Nella continuata di una lotta ad oltranza che non si lascerà facilmente smobilitare. La precedente manifestazione in Piazza del Popolo era stata infiltrata e manipolata - lo possiamo dire - dalla polizia e dai media che i soliti strumenti tentano di arginare pa protesta sociale contro un fallimento della politica pandemica ogni giorno sempre più difficile da nascondere: la morte di Camilla chiede giustizia.
 
Ed è proprio Camilla, con la sua morte, che ci offre un'arma formidabile per sgretolare il Regno della Menzogna e delle Tenebre che si avvalgono di una pseudo-scienza di regime.
 
Per chi non conosce Roma è da considerare la differente logistica delle due piazze. Se la prima era strettamente collegata da un reticolo di strade con i palazzi del potere, fra cui la CGIL, la seconda è come una enorme sala studio, come il luogo per un Seminario di massa. Eccetto uno solo che ignoravo o di cui mi ero dimenticato, non vi sono bar ristoranti nella zona, che non è né luogo di shopping né di struscio. Malamente si è tentato di inventarsi l'incidente come per piazza del Popolo. Hanno esternato l'assessore regionale alla sanità e la neo presidente del Municipio che ignora la costituzione sulla quale ha pure giurato. Sui presunti incidenti si hanno solo dichiarazioni di parte. Io ero presente ma non onnipresente ed ero nell'angolo della piazza che mi sono scelto da quando ha parlato Amici all'ultimo dei discorsi. Mi sono perso la parte musicale, ma a casa ho riascotato più volte la registrazione integrale della manifestazione. Non vi sono stati incidenti su cui si possa strumentalizzare. L'appello non è stato all'«odio», non vi sono stati “discorsi di odio”, ma al contrario discorsi di unità nazionale, di benevolenza soprattutto per chi soffre ed è malato, discorsi tutti improntati all'amore cristiano del prossimo... Vi era perfino un enorme manifesto della Madonna, della quale è stata invocata la protezione. I signori giornalisti devono arrampicarsi sugli specchi per diffamarci... La Selvaggiona non mi è capitata davanti, non sapevo che ci fosse e fino a pochi giorni fa non sapevo neppure chi fosse.

giovedì 18 novembre 2021

Altra censura facebook: Da idioti criminali a idioti vittime.

 Mercoledì 6 ottobre 2021 alle ore 08:16

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DA IDIOTI CRIMINALE A IDIOTI VITTIME e innocenti violentati e costrette è l'argomento principale della cosiddetta campagna vaccinale che suona così:
• io ti costringo a lasciarti inoculare nel tuo corpo un liquido di cui ti dico in partenza che non ti immunizza e non protegge:
• se ti succede qualcosa è a tuo rischio e pericolo ed io ne resto esente, penalmente e civilmente.
• Al massimo, quello che posso prometterti è che se contrarrai il covid, con il mio siero, non morirai, mentre se non lo prendi quasi certamente morirai.
• Di "effetti collaterali", anche letali, si sa che ce ne sono, ma di questi effetti non si fa la stessa pubblicità martellante che invece viene promossa per indurre all'assunzione. Anzi li si nascondono e viene fatta ogni giorno una censura sempre più fitta.
Di recente si apprende (ad es. Giorlandino), da fonti qualificate e degne di fede, che il siero iniziale è diventato totalmente inutile: non mi interessa entrare nella spiegazione scientifica, non è il mio mestiere. Ma basta sapere che una delle tre sintesi conclusive del «Rincoglionito» Montaignier è tranquillamente ammessa: "inutile" ma anche "inefficace".
Anche a chi fosse ben disposto ad assumere un vaccino "tradizionale", che imminizza ed è innocuo, l'offerta è fatta apposta PER ESSERE RIFIUTATA: no grazie! E per suscitare tutti i sospetti e i timori.
Ogni giorno che passa diventa maggiore la mia percezione e consapevolezza della orribile dittatura nella quale siamo caduti, con la cancellazioni di ogni singolo articolo della costituzione, con il lavaggio del cervello e il plagio di gran parte della popolazione ad opera del sistema mediatico che è il principale strumento della Dittatura montante.
Stando così le cose, la ribellione è iscritta nel diritto naturale. Una nuova politica ha inizio, nuovi partiti nascono: è la Lotta di Liberazione ed è la vera Resistenza che ha inizio.•

La censura di Facebook: Posto che la prima dose…

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SE GIA' LA PRIMA DOSE, a volerne conoscere la composizione, come sarebbe un nostro diritto, possiamo ben dire, come ci informano i dottissimi e serissimi e onesti scienziati tedeschi, se già la prima dose, possiamo ben dire è un maledetto schifoso intruglio, come - permettendolo i ragazzi di Mentanta - abbiamo potuto vedere, nel video del Grande Inganno, che sarà mai quando a porcheria, aggiungeremo nel nostro corpo, e come pretendono, anche nel corpo dei nostri innocenti bambini, altra porcheria: la seconda, terza, quarta, quinta... decima e oltre dose aggiuntiva?
Se già dopo la prima dose, vi è il rischio elevato di effetti avversi, questo rischio non aumenterà con ogni nuova dose?
Qui non bisogna essere medici, anzi non lo si deve essere, se poi si va a scoprire che i medici o gli Scienziati da Talk Show, altro non sono che dei terminali delle case farmaceutiche, dalle quale ricevono ricchi premi, a maggior ragione NON si deve essere medici, ma basta avere un poco di buon senso, per capire che non ha senso assumere nel proprio corpo un liquido ignoto, da alcuni definito "acqua di fogna", con dentro metalli e parassiti, che per loro stessa ammissione non ti garantisce più di tre mesi e che devi inocularti di nuovo ogni tre mesi.
Insomma, questo è un suicidio collettivo o un genocidio di massa organizzato dal governo Draghi-Speranza-Lamorgese?
È ora di porsi qualche domanda e di sforzarsi di ragionare con la propria testa. Link:

lunedì 15 novembre 2021

Teodoro Klitsche de la Grange: "Murray N. Rothbard, L’etica della libertà, Liberilibri editore, Macerata 2021, pp.468, € 14,00"


 

Pubblicata dall’editore Liberilibri oltre vent’anni fa, ora è ristampata dallo stesso editore, in un momento in cui il “liberalismo” (come inteso dai media mainstream) è colpevolizzato di tutto: dalla globalizzazione fino all’inadeguatezza della risposta alla crisi pandemica. Non riportiamo quanto già scritto in molte recensioni, tra cui una apparsa sull’Opinione circa un mese orsono. Ci limitiamo alla critica che un liberale “archico”, come chi scrive può muovere ad un libertario (o liberale anarchico).

Rothbard propone una società in cui sia abolito il monopolio statale della violenza (legittima) e tutti i servizi pubblici siano offerti (ed acquistati) sul mercato. L’etica di tale società senza Stato si basa sul carattere pre-statale e naturale (giusnaturalistico) dei diritti dell’individuo; sviluppa (in particolare) il pensiero di John Locke. La contrarietà  dello Stato all’etica è costituita dal fatto che obbliga i sudditi senza il consenso (individuale e volontario) degli stessi.

Così sintetizzando al massimo quello che Rothbard sviluppa in centinaia di pagine di Etica della libertà.

A questo un liberale archico può svolgere due critiche fondamentali.

La prima che l’uomo è sia homo aeconomicus che zoon politikon; ma politico ed economico sono essenze non dipendenti – anche se interferiscono l’una sull’altra - e tantomeno la scelta per una può eliminare ragioni, presupposti e regolarità dell’altra. Come scriveva tra i tanti e da ultimo Miglio, vi sono contratti-scambio e obbligazioni politiche. Quest’ultime intese hobbesiamente, volte a barattare protezione con obbedienza. Prima di Miglio, Hauriou riteneva che ci sono (sempre) due diritti (e due giustizie): quella comune tra soggetti pari e quella disciplinare (istituzionale) tra soggetti non in condizione di parità. Pretendere di eliminare uno dei due è, in sostanza, voler cambiare la natura umana. Cioè proprio quello che non solo preti e teologi, ma anche i giusnaturalismi non credono.

L’altra è che, anche perciò il liberalismo ha costruito lo Stato borghese di diritto, al quale accanto alla tutela dei diritti fondamentali è essenziale la distinzione dei poteri (Montesquieu); come mezzo e organizzazione di uno Stato attento alle libertà politica, sociale ed economica. Il potere statale non è così eliminato, ma limitato e controllato. In fondo, vale quanto scritto nel Federalista sul rapporto tra natura umana e governi: che se gli uomini fossero angeli, i governi non sarebbero necessari; e se fossero angeli i governanti, non servirebbero i controlli sui governi. Ma dato che gli uomini (tutti) non sono angeli, sono necessari sia i governi che i controlli sui medesimi.

Una concezione realistica della natura umana conduce necessariamente, coniugata all’aspirazione alla libertà, alla forma dello Stato di diritto, allo Stato liberale. Il quale è una species del genus “Stato”. Vi appartengono altre species, lo Stato assoluto che l’ha preceduto, gli Stati comunisti del XX secolo (meteore spente), gli Stati nazi-fascisti, e così via.

Lo Stato liberale è uno Status mixtus, mescolanza di principio politico (in genere, prevalentemente democratico) e dei principi dello Stato borghese di diritto. In questa fusione testimonia l’impossibilità di prescindere dal politico (e da uno o più principi politici) per realizzare una sintesi che sia “la realtà della libertà concreta” (Hegel).

Rothbard trascura perciò la realtà storica dalla forma che ha assunto il liberalismo, man mano che si realizzava, divenendo ordine ed istituzione. La polemica sull’immoralità dello Stato del filosofo nordamericano è serrata, radicale e a giro d’orizzonte: la tassazione è “obbligatoria e perciò indistinguibile dal furto, segue che lo Stato, che prospera grazie ad essa, è una vasta organizzazione criminale, di gran lunga più fortunata e formidabile di qualsiasi mafia privata”; essendo un’istituzione permanente, ha bisogno al contrario di un bandito di strada, di assicurarsi almeno l’acquiescenza dei governati attraverso una pletora di tirapiedi ideologici la cui funzione è “di spiegare alla popolazione che in realtà il re indossa bellissime vesti. In sintesi gli ideologi devono  spiegare che, mentre il furto commesso da una persona o più persone o gruppi è un male, se è lo Stato a compiere tali azioni, allora non si tratta più di un furto, bensì dell’atto legittimo, e persino consacrato, detto tassazione” e anche “quando è lo Stato a uccidere, allora non si deve parlare di omicidio, ma di una pratica glorificata detta “guerra” o “repressione della sovversione interna””, onde “Il successo consolidato nel tempo degli ideologi dello Stato è probabilmente la più colossale frode nella storia dell’umanità”. Dato però che lo Stato è necessariamente fondato sul furto e l’omicidio, è costretto a servirsi di intellettuali che giustifichino queste pratiche giudicate da Rothbard immorali.

E qui troviamo un problema di etica politica che va da Platone a Croce (ed oltre), passando per la teologia cristiana: per il governante (lo “stato”) vale la stessa etica che per i governati? La risposta dei teologi e dei filosofi (molti) è che non è la stessa: sostenuta dai teologi con l’argomento che difendere la vita e la proprietà dei sudditi è opera “preziosa e divina”, come sosteneva (tra i tanti) Lutero. Deducendolo dall’antropologia negativa (l’esistenza del male e dei malvagi) cui il potere politico, istituito dalla Provvidenza divina, deve porre rimedio.

Malgrado il mio (parziale ma esteso) dissenso, il libro di Rothbard è comunque una lettura quanto mai salutare, soprattutto perché contraddice in modo radicale quegli idola propinati con dovizia e costanza da governanti e dai loro intellos, con argomenti che il filosofo nordamericano demolisce con acume e vis polemica. Una terapia di cui, in tempi di decadenza, non si può fare a meno.

Green Pass: non un mezzo, ma il fine.

 Da facebook.

NON
IL GP per costringere a vaccinarsi, ma il vaccino per costringere al GP. Non il "mezzo", ma il "fine".

Ormai mentono nel modo più spudorato, ma finiscono per cadere in contraddizione, giacchè le menzogne per potersi reggere hanno bisogno di essere coerenti fra di loro. Hanno la forza dell'Ondulazione, ma non quella della Coerenza, e le loro bugie hanno proprio come si dice le gambe corte, già per la loro incoerenza non fanno molta strada.

Il Green Pass (GP) non solo non è una misura sanitaria, ormai da loro stessi riconosciuto, ma ha carattere "antisanitaria" perchè diffonde l'infezione, il contagio, producendo in chi lo riceve una falsa sicurezza che mette in pericolo tutti gli altri, vaccinati e non vaccinati, e particolarmente i gestori e titolari di tutti i luoghi dove hanno libero accesso. In primis, i negozianti che sono stati chiamati in alleanza contro i manifestanti.

E allora? Quale la ratio di queste misure. Ci si rifletta sopra un poco e non si tarderà molto a convincerci che il GP non è il mezzo, ma esso stesso il fine. Sarà infatti necessaria, obbligatoria un terza, quarta, quinta... decima dose, e tramite il GP tutti gli Inoculati potranno essere facilmente rintracciati e obbligati. Il GP in possesso del ministero delle finanze potrà essere utilizzato in permanenza per ogni finalità che il governo sanitario, la Dittatura Sanitaria - una terminologia che tocca i nervi scoperti del talkshovisti - si ponga nell'immediato e prossimo futuro.

Lettera a un negoziante milanente

 
Idealmente, se mai si potesse comunicare, DICO AL COMMERCIANTE MILANESE, che si sta prestando al gioco in un talk show, dico come consumatore, che nessun corteo mi ha mai impedito di entrare in un negozio, se questa era la mia intenzione. Anzi, nella mia fitta esperienza di manifestante, posso pure dirgli che la manifestazione è stata spesso un'occasione per entrare in un negozio che si trovava per strada, e dove non sarei altrimenti entrata... I bar poi fanno affari tripli durante le manifestazioni... Le gioiellerie un poco meno... Vi era un tempo in cui le vetrine venivano rotte a sassate e si prendeva il contenuto. Mi sembra veramente pretestuoso l'argomento dei commercianti che dimenticano di essere cittadini prima ancora che commercialti. Veramente è un argomento assai fragile quello di far scendere i commercianti contro i manifestanti. A meno non esisbiscano tanto di delega scritta ai conduttori di talk show che facciano pure loro i commercianti manifestazioni contro i manifestanti, e cosi sapremo quanti sono e quali sono le loro concrete e acclarate verità. I gruppi sociali, i cittadini, possono far conosce le loro volontà, i loro bisogni e desideri, solo se manifestano. Altrimenti non lo si saprà mai. Questi parlamentari che prendono dalle nostre tasse 15 o 20 euro al mese non rappresentano proprio niente e nessuno, se non le lobbies che li hanno messo in lista e li sostengono con l'uso dei media. Smettiamola di prendere per i fondelli.
 
• Il Green Pass uno strumento per indurre al cazzino? Ma siamo sicuri che non possa essere il contrario? E cioè il cazzino per costringere al Green Pass, che sarà solo il primo di una lunga serie?

IL PROBLEMA DEI PICCOLI COMMERCIANTI è ben diverso da quello della presenza di manifestanti, e cioè:
• La concorrenza dei centri commerciali, che mettono in crisi i negozi rionali, e che a loro volta vengono messi in crisi dal commercio elettronico.

– Per sostenere il piccolo commercio ho voluto comprare in un negozio una stessa identica scala che su Amazon mi sarebbe costata la metà incluso il trasporto fino a casa.
– Rispetto a un centro commerciale ho potuto verificare che lo stesso identico prodotto con trasporto fino a casa mi veniva a costare meno su Amazon.

• Non ho simpatia per Amazon, ma non ho i soldi di Berlusconi e devo comprare necessariamente dove costa meno. Lo spettacolo del commerciante milanese che non mostra di avere rispetto per fondamentali diritti democratici non mi spinge ad andare a comprare da lui più caro per solidarietà nazionali di cittadino.

Per favore, signori Talkshowisti, ministro della Forza Ondulatoria, inventatevi qualcos'altro per prendere i cittadini per i fondelli. Non siamo così stupidi come ci fate.

• I cortei si svolgono sulla carreggiata. I marciapiedi restano liberi. Se i clienti dei commercianti abitano nei pressi del loro negozio, ci vanno a piedi in marciapiedi che restano liberi: per comprare il pane, la pasta, la frutta, per entrare in un bar, per visitare un negozio di mobili... Se poi si immagina che vengano a Milano dall'hinterland milanese, posso testimoniare che questi vanno nei centri commerciali, non nel centro di Milano dove con la macchina non ci entra, ed lo stesso nel centro di Roma. La gente del quartiere va nei negozi del quartiere e ci si arriva con o senza manifestazioni. Anzi nelle manifestazioni, venendo la gente da lontano, è possibile che scopra qualche negozio interessante che prima non conosceva.
 
• Insomma non la bevo questa storia dei commercianti, ed è una carità assai penosa quella che i talkshowista ostentano per i commercianti, che non devono ringraziare il Green Pass se riaprono le attività. Chi perde il lavoro andrà sempre meno a fare visita ai commercianti. Credo che i commercianti veri, non quancuno portato in tv, non abbiano nessuna rimostranza da fare contro i manifestanti, fra i quali per le stesse ragioni possono trovarsi loro stessi.
 
• Non ho potuto vedere la trasmissione fino in fondo, perchè malgrado il passaggio al decoder, il televisore si vede meno bene di prima... E del resto non vi sono novità. Le trasmissioni televisive sono strutturate sempre allo stesso modo:
– su 10 persone presenti, 9 sostengono la stessa cosa, e a 1 soltanto fanno fare la parte dell'altra campana. Ne nasce così l'idea che la maggioranza nel paese sia la stessa maggioranza che si vede nei talk show. Un miserabile trucchetto che serve solo a irritare quelli che seguono... Io mi sono ormai specializzato solo
sulle tematiche della pandemia... Tutte le altre sezioni me le risparmio interamente.

• Ancora avrei da dire a ogni Negoziante d'Italia, soprattutto da Napoli in giù, di quei Negozianti che dal Ministro dell'Ondulazione, vengono schierati contro il diritto dei manifestanti, vorrei chiedere loro:
– Avete mai fatto manifestazioni contro il Pizzo, analoghe e con la stessa partecipazione di quelle che vorreste impedire? E se mai le avete fatte o le farete, avrete o non avrete bisogno della partecipazione dei vostri clienti? Le vostre merci, su cui caricate il vostro giusto guadagno, a chi le vendete? Se entra nel vostro negozio uno dei manifestanti, gli rifiutate la merce perchè è un no Green Pass? Vi rendete conto che chi manifesta, lo fa per tutelare anche un vostro diritto costituzionale che vi è stato tolto? Vi rendete conto che con il divieto di manifestare si realizza in pieno quel fascismo vituperato la cui essenza nella raffigurazione che ce ne è stata data consiste proprio nel divieto di manifestare? Riflettete un poco, se davvero - cosa di cui io dubito - voi vi sareste uniti alla Ministera dell'Ondulazione contro i pacifici manifestanti.

domenica 14 novembre 2021

Sperimentata inefficacia dei sieri genici: discussioni in facebook.

Da facebook, dove è aperta la discussione. Lo stile è adeguato alla piattaforma originaria, soggetta ad algoritmi censori che spingono ad un salvataggio dei testi su questa altra piattaforma, cioè in Blogger, di altro proprietario.

REALE ED EFFETTIVA INEFFICACIA ED INUTILITA' DEL SIERO GENICO, NONCHE' SUA DANNOSITA', ossia la sintesi che ne aveva fatto Montaignier, per questo screditato e coperto di insulti.

Come faccio io a dirlo fondatamente? Non bisogna essere medici, virologi, epimemiologi, ecc., ormai - come è stato detto in Torino, al convegno sulle politiche pandemiche - non più informati e formati dalle università, ma dalle case farmaceutiche che mandano negli studi medici gli "Informatori sanitari" che tutti abbiamo incontrato e che ricevono ricche vacanze a premi dalle stesse casa farmaceutiche, con punteggi a premi per chi colloca un maggior numero di farmaci presso i pazienti cavie. Questa ormai la classe medica italiana. I pochi medici onesti che si sottraggono vengono radiati dagli ordini.

L'inefficacia tranquillamente riconosciuta e ammessa, ma è poi occultata da una pseudo ipocrita argomentazione. È vero - si ammette - che l'Inoculato può nuovamente infettarsi o contagiarsi, ma in forma assai meno grave che se non si fosse lasciato inoculare. Il cliente dovrebbe rispondere:
• ma se non mi protegge del tutto perchè dovrei accettare il siero genico? Non compro una macchina nuova perchè mi pianti per strada dopo pochi chilometri. Lo schema è quello del contratto di compravendita. Io non compro un prodotto che so già difettoso al momento dell'acquisto e non firmo una liberatoria sapendo che è difettoso. Nel mondo dell'assurdo in cui viviamo, nel Draghistan, è quello che ci viene non chiesto, ma imposto!

Ti dicono pure che bene che vada il siero non funziona più di tre, al massimo sei mesi. Ma una persona che ancora conservi il bene dell'intelletto dovrebbe subito obiettare:
• E che me faccio di una macchina che dopo tre mesi dall'acquisto mi lascia a terra, magari di notte, sull'autostrada? Non posso avere nessuna fiducia nella casa automobilistica che produce simili bidoni. Pretende pure che io acquisti nuovamente lo stesso prodotto (siero o macchina, lavastoviglie...) ogni tre mesi, per la seconda, terza, decima volta.

Quanto poi alla "danosità" siamo nelle mani di Dio. Checchè ne dicano i piazzisti televisivi alla Bassetti, la sperimentazione del siero genico inizia nel 2020 e gli effetti avversi, anche letali, già si vedono ma vengono occultati e minimizzati. Non sappiamo l'arco di tempo entro il quale si potranno manifestare. Vi sono "complottisti" che parlano di un arco di 10 anni entro cui esiti letali potranno manifestarsi.
• Sono appunto "complottisti”? Ma se avessero ragione? Non è più prudente aspettare? Perchè no? Perchè nel frattempo posso ammalarmi più gravemente e contagiare gli altri? E perchè mai la mia stessa salute e quella dei miei cari che mi stanno intorno dovrebbe starmi meno a cuore di quanto non stia alle case farmaceutiche e loro agenti, anche mediatici? Non sono io il primo e migliore giudice nelle cose che mi riguardano direttamente e personalmente? Non sono capace di intendere e di volere? O vi è qualcuno che deve intendere e volere per mio conto? Magari i conduttori televisivi stessi?
• Perchè mai dovrei credere a governi ipocriti che dicono di volersi preoccupare della mia salute, iniettandomi sieri per nulla gratuiti, quando hanno smantellato la sanità pubblica riducendo a un terzo i posti di terapia intensiva? È stato osservato che si i posti di terapia intensiva fossero rimasti quelli che prima c'erano oggi il problema che vogliono risolvere con i sieri magici non ci sarebbero affatto! Un governo ipocrita che è in combutta con le multinazionali del farmaco. E così pure tutti gli altri soggetti che ne sono stati corrotti.

Insomma... ci hanno ridotto a un popolo di coglioni. Il "rincoglionito" per me non è un Montagnier, ma tutti quelli che stanno appresso al talkshowisti di cui non faccio i nomi e le cui facce possono vedere tutte le sere quanti possiedono un televisore e lo accendono.


sabato 13 novembre 2021

Dubbia efficacia delle misure governative in materia di pandemia.

 
DUBBIA EFFICACIA DELLE MISURE GOVERNATIVE IN MATERIA DI PANDEMIA.
 
Avevo già espresso i miei dubbi sulla correlazione fra le imposizioni governative e l'evoluzione della pandemia: sfugge al controllo governativo e va avanti o indietro per sue dinamiche tutte interne ed indipendenti dalla somministrazione dei vaccini di stato. Questi miei dubbi sono stato pure formulati, se ho ben inteso, in una delle relazioni che si sono tenute nel convegno torininese di mercoledi scorso, dove hanno riunito le loro forze gli intellettuali che si oppongono alla Dittatura appena instaurata e chiamata con il suo nome. Non è un modo di dire, non è una iperbole, non è una parolaccia e un insulto. Siamo in presenza di una vera e propria dittatura, come lo sono stati fascismo, nazismo, comunismo. La forma è diversa e si tratta di realizzare concettualmente che lo stato di diritto per come lo abbiamo conosciuto e insegnato nelle università è cosa finita, acqua passata. Ieri il mio Autore, Carl Schmitt, è stato al centro delle elaborazioni concettuali. Questo significa che dovrò riprendere gli studi interrotti, i testi tradotti e ancora da tradurre, lo studio della lingua tedesca. Significa anche da pensionato dovrò riprendere i contatti accademici... che da pensionato avevo volentieri interrotto.

Per venire al tema della fallimentare politica pandemica del governo Draghi non sono io certo in grado di ragionare come un medico, un patologo, un epidemiologo, per dire che tutta la campagna governativa è stata un fallimento totale e i successi sbandierati sono chimerici, allo stesso modo in cui cessata per cause naturali una pioggia devastatrice, il governo se ne attribuisce il merito.

Basta una osservazione fattuale che ognuno può fare. Se negli ospedali ritornano da infettati, malati, contagiati quelli che sono stati costretti a cazzinarsi, allora abbiamo l'evidenza scientifica della inutilità e dannosità del vaccino di stato. E non mi si dica che la cosa è meno grave perchè si sono vaccinati. Non è una ragionamento che abbia serietà e dignità scientifica. È solo una presa per i fondelli fatta dalla Dittatura Draghi. Chi vuol dare credito a simili argomentazioni, è libero di farlo. Presuma pure di essere con la Scienza e nella Scienza.

Io non le prendo neppure in considerazione.

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Oh Dio! Parlavasi appunto di dittatura, e ad illustrazione grafica [in facebook voleva caricare un disegno scritto da Fernando Ferraresi, ed a me giunto su messenger... Provo e riprovo a caricare l'immagine, ma non parte perchè pure quella è stata censurata dalla Dittatura facebook! A questo punto la ricopio in formato testo, con qualche variante. Vediamo che succede:
• OBBLIGANO all'inoculazione di sieri sperimentali, cosa di cui accusavano il nazismo;
• VIETANO le manifestazioni contro le decisioni del Governo in carica, cosa di cui accusavano il fascismo;
• SPIANO, schedano, ricattano e licenziano gli oppositori, cosa di cui accusavano il comunismo.

È una meraviglia: nella Dittatura Draghi, nel Draghistan, troviamo concentrate le dittature contro cui si è sempre scagliato la propaganda di regime: il nazismo, il fascismo, il comunismo.
È una meraviglia, possibile in tempi di Neolingua, che con ci fa riconoscere il bianco come bianco, ma si pretende che il bianco sia nero e il nero bianco.
È il caso che la gente incominici a svegliarsi dall'incantesimo, o meglio a uscire dall'incubo.

Rassegna webgrafica del convegno torinese sulle politiche pandemiche

Da facebook.

 RASSEGNA WEBGRAFICA DEL CONVEGNO TORINESE SULLE POLITICHE PANDEMICHE.

Trovo che sia utile stilare un mero elenco dei links dove è comunque data notizia del convegno che si è tenuto a Torino lo scorso mercoledi. A sottolineare l'importanza della controinformazione come vera informazione è stato Freccero. Da qui l'interesse a questa rassegna, che cercherò di tenere aggiornata e ordinata. Se ne avrò il tempo, farò anche un commento critico. Altrimenti mi limito solo a raccogliere il link in ordine meramente casuale. Scarto gli evidenti duplicati. Link a Generazioni Future da cui si può poi linkare il video integrale del convegno: Generazioni Future.
Gli eventuali commenti critici ai links li si possono trovare nella versione facebook.
1.  Video integrale del convegno.

giovedì 4 novembre 2021

Teodoro Klitsche de la Grange: "Anthony M. Esolen, Sex and the unreal city. La demolizione del pensiero occidentale, Il Timone, Milano 2021, pp. 233, € 22,00"

 

Come scrive l’autore “ora, in questa nostra epoca così apparentemente illuminata, abbiamo dichiarato che restare ancorati alla realtà sia una cosa da condannare. Perciò non abbiamo semplicemente finito col credere in alcune falsità”, ma alla falsità, compreso il non essere, inteso al minimo come ciò che non esiste, anzi ciò che ragionevolmente non può esistere. La diffusione di tale credenza è sorprendente, e contraddice la pretesa di essere, nel contempo, dei “fedeli della ragione”. Perché credere in una cosa che non è ma addirittura non può essere, serve solo ad illudersi o ingannare gli altri. Come scrive Dante “ti fai grosso / col falso imaginar, sì che non vedi / ciò che vedresti, se l’avessi scosso”. Così una volta creduto nell’irrealtà, si deve conseguentemente svincolarsi dalla logica e dall’esperienza. Scrive Esolen: “Uno dei sintomi dell’irrealtà è sicuramente l’incapacità di riconoscere la propria stupidità… Tutti, in qualche maniera, siamo degli sciocchi: ci sono gli sciocchi che lo sanno, e gli sciocchi che, non sapendolo, sono ancora più sciocchi”, scrive l’autore descrivendo la parabola delle università americane popolate, del tipo umano homo academicus saecularis sinister.

Nell’illudersi un’importanza decisiva ha il linguaggio “Una delle strane caratteristiche della Città Irreale è l’ossessione simultanea per il linguaggio e un rifiuto generale di riconoscere a cosa serve il linguaggio”. Nomina sunt coinsequentia rerum dicevano i romani: invece oggi, precisa l’autore “Vogliamo creder che le nostre parole possono alterare la realtà”. Solo che questo significa creare il falso: un uomo che afferma di essere una donna, e pretende di essere considerato e chiamato tale, continua ad essere un uomo. D’altra parte secondo un noto detto il Parlamento inglese poteva fare qualsiasi cosa, tranne che cambiare l’uomo in donna; tale limite non c’è per i creatori e fedeli di certi idola, tendenzialmente creduli nell’onnipotenza (delle parole).

Il che somiglia assai più che a un ragionamento a un desiderio che si trasforma in obiettivo, in un quid da realizzare. Senza però chiedersi se sia realizzabile. Con ciò presupporrebbe una potenza (o onnipotenza) che non è nelle disponibilità umane. Basta all’uopo constatare – a livello macroscopico -  qual è stata la sorte del comunismo, il cui esito era la società comunista o senza classi. Già nel giovane Marx il comunismo era indicato come la soluzione dell’enigma irrisolto della storia. Ossia la formula per cambiare la natura umana mutando i rapporti di produzione. L’instaurazione della società senza classi avrebbe comportato l’estinguersi dello Stato e del politico. Solo che non c’era un esempio nella storia che ciò si fosse verificato. I presupposti del politico, cioè l’insopprimibilità (la costanza) del comando/obbedienza, del pubblico/privato, dell’amico/nemico, risultavano dati in ogni comunità umana conosciuta (l’uomo è zoon politikon). Il resto della parabola dimostra che il comunismo realizzato (cioè il socialismo reale) ha retto solo perché (contrariamente alle intenzioni) ha potenziato le tre costanti. Ha creato dittature sovrane, società che hanno quasi completamente annichilito il “privato”, ha avuto nemici (la borghesia, ecc.) come qualsiasi altro regime politico.

Dopo poco più di settant’anni (al massimo, per l’URSS) il tutto è finito per implosione, dato che la stessa classe dirigente non credeva più nel sistema e della società senza classi non si sentiva il profumo, neanche alla lontana. Il tutto può ripetersi in utopie/illusioni che presentino caratteri analoghi: obliterare la realtà per andare appresso all’immaginazione di essa. Cosa che, come scriveva Machiavelli, porta alla “ruina sua”.

E causa di quella ruina è aver creduto all’impossibile. Cioè alla fuga dalla realtà e dalle costanti che la governano.


martedì 2 novembre 2021

Teodoro Klitsche de la Grange: "Tellurici o cosmoterroristi"

 

Ci si interroga sulle intenzioni dei talebani, ma senza particolare interesse al dubbio  se cercheranno di esportare il conflitto oltre l’Afghanistan ovvero di rimanere nei confini del loro Stato. La domanda non è peregrina e coinvolge concetti, criteri e presupposti del pensiero politico e del diritto internazionale.

Scrive Schmitt nella “Teoria del partigiano” che il partigiano ha carattere tellurico “Tale caratteristica è importante per definire la posizione del partigiano la quale, a prescindere da ogni mobilità tattica, rimane fondamentalmente difensiva; ed egli deforma la sua natura quando fa propria un’ideologia di aggressività assoluta e tecnicizzata o vagheggia una rivoluzione mondiale…” e aggiunge relativamente a come distinguere il partigiano “è indispensabile fondarlo sul carattere tellurico, per rendere più evidente nello spazio la difensiva, cioè la limitatezza dell’ostilità e preservarla dalle pretese assolute di una giustizia astratta”. Questo lo differenzia da altre “categorie” di combattenti irregolari come il pirata o il corsaro, per necessità non-tellurici in quanto operano in un altro “spazio”, il mare. Tuttavia “Con l’ausilio della motorizzazione la sua mobilità si fa tale che egli corre il pericolo di sradicarsi completamente dal suo ambiente. Nelle situazioni provocate dalla guerra fredda egli diventa un tecnico del combattimento clandestino, un sabotatore e una spia… La motorizzazione fa perdere dunque al partigiano la sua connotazione tellurica ed egli finisce per diventare un ingranaggio della mastodontica macchina che opera politicamente su un piano mondiale”.

E con la “motorizzazione” e le possibilità che offre tende ad appannarsi il carattere difensivo del partigiano e della guerra partigiana.

Il connotato difensivo del partigiano non andò smarrito neanche dopo che la guerra  partigiana divenne – per lo più – il mezzo di un’ostilità ideologica assoluta come durante la guerra fredda, specie da parte del blocco comunista. In effetti nessuna delle lotte partigiane, né dei capi, giunse a mutarne il carattere prevalentemente difensivo. Né Mao, né Ho Chi Min né il Fln algerino o l’Irgun hanno condotto operazioni offensive nel territorio del nemico.

Questo è cambiato con Al-Qaeda e con parte del terrorismo islamico contemporaneo: ormai è normale che ad un’occupazione militare da parte di una potenza (anche in mancanza) si risponda con attentati terroristici offensivi (dalle Torri gemelle al Bataclàn).

Vent’anni fa, in occasione dell’attentato alle Twin Towers mi capitò di scrivere che il successo dell’attentato era stato determinato: a) dalla sostanziale invulnerabilità di Al-Qaeda, gruppo terroristico senza popolazione e territorio, onde era  quanto mai difficile organizzare una reazione b) il tutto lo distingueva dai movimenti partigiani, i quali, come insegna Santi Romano, hanno gli stessi elementi caratteristici dello Stato, solo in misura poco determinata e fluttuante.

Onde se era vero che ciò assicurava a Bin Laden un vantaggio militare, costituiva un handicap politico, impedendone o rinviando sine die la conversione in istituzione.

Non così sembra per i talebani, in questo assai più vicini ai movimenti partigiani “classici”. La prima volta che conquistarono il potere, la dinamica e il contesto sia della lotta contro l’occupante sovietico che della fase successiva per i talebani – come per gli altri movimenti afgani di resistenza, il rapporto con la popolazione e territorio era costituito almeno con i territori occupati dai gruppi etnici di riferimento (per i talebani i pastun).

Il fatto che i talebani avessero così compiuto il percorso “canonico”, diventando forza al governo dello Stato afgano, ne provocò la rovina. Dando protezione e asilo a Bin Laden e rifiutandosi di consegnarlo agli USA, si assunsero così la responsabilità politica, normale nel diritto internazionale, del territorio e di quando vi succedeva.

Da qui l’intervento americano, che, a quanto risulta dai mass-media – non riusciva a pacificare e a  controllare (se non in parte) - il territorio del paese – né a consolidare il governo insediato dall’occupante.

Le zone “libere” (ossia controllate dai movimenti di resistenza), probabilmente la maggior parte del territorio, e la popolazione lì residente continuava ad essere il “santuario” dei partigiani. Santuario fluttuante, ma pur sempre accomunante il movimento partigiano all’istituzione statale.

Anche se la resistenza afgana – al contrario di Al-Qaeda così poteva fruire solo relativamente dei suggerimenti di Sun-Tzu. Questi sostiene che di fronte al nemico ci si deve assottigliare… “più del sottile fino a rendersi privi di forma… Soltanto così saremo in grado di diventare gli arbitri del loro (dei nemici) destino” e questo perché “Il Nemico manifesta una forma e con ciò si rende umano. Io invece sono privo di forma”; “dimodoché per quanto concerne la forma dell’azione militare, in guerra cioè, si attinge propriamente l’enfasi con l’assenza di forma”; da ciò conclude “Insomma per quanto concerne l’azione militare una forma siffatta è quella che si assimila all’acqua” (i corsivi sono miei).

Quest’anno la situazione si è ripetuta: i talebani hanno ottenuto il governo dell’Afghanistan: sono così divenuti la classe dirigente dell’istituzione statale. Di conseguenza hanno riacquistato sia la responsabilità conseguente che l’obbligo politico di protezione della popolazione. A quanto risulta, pare abbiano capito la lezione del 1998-2001. Tutto sommato le azioni terroristiche compiute in occasione della sgombero delle forze occidentali e dei loro alleati locali sono state opera di altri gruppi di resistenza islamica, noti per averle praticate anche altrove.

Occorre trarre da ciò che l’insegnamento della teologia cristiana e controriformata, la quale tanto ha influenzato il diritto internazionale westphaliano ha ancora una sua validità: sia che bellum defensivum semper licitum, onde non si può tacciare di jniustus hostis chi difende il proprio territorio e la propria gente; e che fare guerra per violazione dei diritti (non dei propri sudditi o cittadini) ma degli altri (ad vindicandas iniurias totius orbis) è illecito: neque a deo data est necque ex ratione colligitur. E cioè un (aduso) pretesto che cerca di giustificare un intervento militare non meglio argomentabile. Di converso rispondere ad azioni aggressive è sempre consentito.

Così quando sentiamo in TV che i talebani avrebbero imposto il burqa o disposto che le scuole non siano miste, e se ne mena scandalo, mi rallegro. Personalmente sono convinto che facciano di peggio, ma se le malefatte fossero limitate a quelle non posso che riconoscere che condizione della pace è (da sempre) che ognuno decida di come vivere a casa propria.