venerdì 11 agosto 2017

Dove la realtà supera ogni incubo orwelliano: nel Lager di Gaza.

Non bisogna lasciarsi trarre in inganno dai giochetti dell'Hasbara: il quotidiano Libero, come pressochè tutti gli altri (La Stampa, Il Corriere della Sera, Repubblica, il Giornale, il Foglio...) sono TUTTI, nessuno escluso mezzi della propaganda israeliana in Italia. Addirittura, anni addietro, circolava la notizia dell'ambasciatore israeliano che teneva seminari alla redazione del Corriere della Sera. Capita tuttavia, anche per un migliore mascheramento, che in questi quotidiani - che altrimenti non avrebbero neppure uno solo sprovveduto lettore - si possa leggere qualche articoli redatta con una qualche obiettività informativa, o perfino critico verso Israele. Ed ecco subito che si vedono frignare gli impiegati di alcuni siti creati allo scopo di portare l'esercito israeliano contro blogger singoli e indipendenti, non collegati fra di loro, non riuniti in gruppo. Se la prendono con "Libero" come se questo quotidiano non li avesse sempre sostenuti e non stesse sempre dalla loro parte! Piace fare sempre la “vittima”: hanno in monopolio di questo ruolo! La propaganda dell'Hasbara è scientifica, capillare, fornita di mezzi finanziari illimitati e presente in ogni nicchia informativa, anche quella di poche decine di utenti. Agisce poi in coordinamento con il maistream: se in una nicchia informativa, si trova qualche ghiotto boccone, lo si passa agli agenti che scrivono su Repubblica, il Messaggero... dove si imbastisce una battuta di caccia... Ormai, per mia esperienza, mi trovo a dover ricostruire i fili delle trame, che sempre più fanno vedere il sistema... che è spaventoso.

Riporto di sotto, depurato dal commento sionista, un testo da Libero su una realtà allucinante, di cui neppure in certi film fantastici  riusciamo a capacitarci. Il problema: nel 1948 venne condotto ad esecuzione il piano Dalet, di cui parla Ilan Pappe nel suo libro ormai da tutti (eccetto che dall'hasbara e suoi agenti) accreditato: La pulizia etnica della Palestina. Su una popolazione allora complessiva di un milione e mezzo di palestinesi, ben 750 mila furono letteralmente cacciati dalle loro case e dai loro villaggi. Di 800 villaggi palestinesi 400 furono distrutti e minati, affinché nessuno pensasse di farvi ritorno. L'Hasbara si è inventato, e continua a ripetere, che 750 mila palestinesi avrebbe sentito un messaggio radiofonico che chiedeva loro di abbandonare momentaneamente le loro case e i loro villaggi per consentire agli eserciti arabi di combattere meglio. Sarebbero poi potuti ritornare alle loro case. In realtà, secondo una ricerca fatta, questa trasmissione radiofonica non vi sarebbe mai stata. E i palestinesi furono costretti con eccidi (Deir Yassin) dimotrativi costretti ad abbandonare le loro case, senza avere mai più il “diritto al ritorno”, ad una casa di cui ancora conservano le chiavi e gli atti di proprietà...

Non ripeto una storia che è facile da trovare per chi ne ha interesse. Da allora, e dopo la gloriosa guerra dei sei giorni, che continua e completa la pulizia etnica del 1948, i palestinesi vivono la condizione di “profughi”, dei quali istituzionalmente si occupa l'ONU, con una delle sue apposite agenzie specializzate. Cosa rode a Israele, ai sionisti, agli ebrei... o come altre è consentito dire? L'esistenza stessa nella pubblica opinione, nei canali informativi, del concetto stesso di "profughi palestinesi”! Non devono esistere neppure nel linguaggio corrente. Ma siccome continua ad esistere l'agenzia Onu che di loro si occupa, ciò che con tipica conformazione morale (chutzpah, termine intraducibile per "faccia tosta") pretendono questi signori è che l'agenzia Onu venga chiusa, perché in questo modo non si abbia più a parlare di "profughi palestinesi” e quelli che esistono vengano “assorbiti” e “assimilati” nei paesi arabi confinanti, portando a termine la "pulizia etnica”. Per questa operazione di pulizia etnica amano citare in positivo per l'Italia il caso dei profughi istriani, che resterà una pagina eterna della vergogna italiana e dell'umiliazione associato al nome Italia, la cui costruzione incomincia con le leggi speciali e i tribunali militari per le repressione del cosiddetto Brigantaggio, intorno al quale sta fiorendo una storiografia ormai meramente rievocativa.

Gaza fu “conquistata” nel 1967. Da oltre 12 anni due milioni di persone vivono recintate in un vero e proprio lager, dove volendo - se qualcuno si prende questa briga - si può fare uno studio scientifico per compararli ai lager nazisti, e vedere - dati alla mano - dove si soffre di più...  Per sopravvivere, e superare il "blocco" quei poveri disgraziati si sono dovuti ingegnare a costruire dei tunnel, attraverso i quali arrivano loro le cose della vita di cui hanno bisogno, forse anche armi, ma giusto qualche schioppo, non certo carri armati o le testate atomiche di cui Israele disposne... Adesso, quei campioni di amore del prossimo che sono gli immigrati israeliani (i "migranti" di allora), oltre ai muri superficiali di recinzione pensano anche di scavare muri in profondità, per impedire agli internati di Haza di costruire i loro tunnel sotterranei...

Non è allucinante tutto questo? Ma è la realtà! Una realtà che noi attraverso i nostri governi, politici, istituzioni, giornali, scuole, università accettiamo e di cui siamo per questo corresponsabili.

LIBERO
(testo depurato dal commento e dalla titolazione sionista)

Israele chiede la chiusura dell'Unrwa, l'agenzia dell'Onu che dal 1949 dovrebbe occuparsi di dare assistenza ai profughi palestinesi, ma che secondo Israele aiuta i terroristi. Nei campi profughi allestiti in Cisgiordania, a Gaza e nei Paesi vicini, Libano e Giordania, l'Unrwa da quasi 70 anni eroga istruzione, assistenza sanitaria e progetti di microfinanza per i palestinesi. Una prima richiesta di smantellamento dell'Unrwa era arrivata mesi fa dal premier Benyamin Netanyahu, il quale chiedeva che venisse assorbita dall'Alto Commissariato per l'assistenza ai profughi, l'Unhcr. Questo perché secondo Netanyahu i profughi palestinesi sono parte dei profughi del mondo e quindi non ha senso l'esistenza di un'agenzia che continua a perpetuare il problema dei profughi palestinesi anziché risolverlo. Il premier dello stato ebraico, nel giugno scorso, aveva espresso questo suo punto di vista anche all'ambasciatrice statunitense presso le Nazioni Unite, Nilky Haley, dal momento che la chiusura dell'agenzia dipende unicamente dall'Onu. Sono molte le voci critiche nei confronti dell'Unrwa in Israele, ritenuta un mezzo per alimentare il problema. Perché senza l'agenzia dell'Onu, i profughi palestinesi e certamente i loro figli, nipoti e pronipoti sarebbero stati assimilati nei Paesi arabi di accoglienza, non avrebbero avuto altra scelta. E senza l'Unrwa sarebbero pochissimi oggi i palestinesi a cui spetta lo status di rifugiato. E' nata cosi una lobby presso il Parlamento israeliano che chiede una riforma dell'agenzia: è presieduta da un membro del Likud, il partito di Netanyahu, e chiede che l'Unrwa cambi la sua politica ostile a Israele.

L'accusa che Netanyahu ha rivolto all'Unrwa è quella di fomentare il terrorismo, soprattutto nelle sue scuole, dove si insegnerebbe ai bambini l'odio verso Israele. Nei recenti campi di addestramento estivi di Hamas hanno partecipato 250mila adolescenti, che durante l'anno frequentano le scuole dell'Unrwa. Nei campi vengono insegnate le tattiche di guerra e l'uso delle anni, e vengono reclutati nuovi combattenti delle brigate al Qassam, il braccio armato di Hamas. Inoltre Israele ha sempre accusato l'Unrwa di proteggere in qualche modo Hamas a Gaza, dal momento che in moltissime scuole della Striscia gestite dall'agenzia sono stati trovati depositi di anni e nascondigli per accedere ai tunnel sotterranei, scavati dai palestinesi in risposta al blocco imposto da Israele su Gaza. Venivano e vengono tuttora usati da Hamas per procurarsi i rifornimenti, dai medicinali alle armi, di cui i palestinesi hanno bisogno. E sono stati usati anche per attaccare Israele, soprattutto nella guerra del 2014.

Un problema, quello dei tunnel, che mette a rischio la sicurezza di Israele e che non si è mai riusciti a risolvere del tutto. Per questo l'esercito ha fatto sapere che si sta accelerando il progetto di costruzione di un muro sotterraneo che sigilli definitivamente la Striscia di Gaza. Nei piani il nuovo muro, il cui costo si aggira attorno a una cifra pari a quasi 750 milioni di euro, dovrebbe essere alto 6 metri ed estendersi fino a 40 metri di profondità, in modo da impedire l'utilizzo dei tunnel esistenti e di scavame di nuovi. Il muro, che sarà lungo una sessantina di chilometri e sarà dotato di sensori, dovrebbe essere completato in un paio di anni. L'esercito riferisce anche che verrà costruito in territorio israeliano, in modo da garantire l'incolumità di quanti lavoreranno alla realizzazione. Attualmente si sta lavorando in sei punti, dislocati lungo la frontiera con Israele, ma da ottobre arriveranno i rinforzi e a costruire il muro ci saranno un migliaio di operai impiegati 24 ore al giorno tranne il sabato, in 40 punti diversi.

Tornando all'Unrwa, non è solo Israele a non vederla di buon occhio. C'è anche qualche palestinese che vorrebbe eliminarla, anche se per motivi opposti. Il mese scorso alcuni profughi di Gaza hanno chiuso l'ufficio dell'agenzia nella Striscia, accusando l'Unrwa di non fare nulla per porre fine all'assedio israeliano.


1 commento:

Max Tuanton ha detto...

Soros lo hanno chiamato in mille modi ,filantropo ,ungherese ,magnate della finanza ,americano ecc mai Ebreo quale e',hanno tutte le banche ,tutta holliwood possono permettersi tutto e guai chi fiata diritto al rogo.UNICEF ,Amnesty international tutte fondate da Ebrei ,nell'ONU ci sono piu ebrei li che in una sinagoga per quello possono permettersi di sbattersene delle risoluzipni a loro sfavorevoli un ottantina.Basta 1 solo decreto ebrei e I loro cugini massoni fuori raus con le loro banche e logge vadano in China in asia qui da me fanno le riunioni negli hotel ho visto certi nasi inquietanti col grembiulino ,vedrete che i migranti in italia seguiranno come d'incanto il loro padrone ebreo e massone sicuro al 100%