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Con Halper e sua moglie – di cui non ho appreso a scrivere il nome, qualcosa di simile a Susanna, ma non è Susanna – non ho avuta nessuna divergenza di idee...
(segue)
Per la libertà di pensiero, per l’indipendenza e la sovranità, per i diritti politici, sociali ed economici dei cittadini, per la pace nel mondo, contro il razzismo e ogni forma di discriminazione, contro la stampa di regime

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A seguito di un noto episodio di intolleranza che ha colpito direttamente l’autore di questo blog, docente universitario, ma che costituisce una grave minaccia alla più generale libertà di espressione è qui lanciato un Allarme per la libertà della rete e di ogni forma di libertà di pensiero. All’indirizzo comitato.europeo@gmail.com si possono inviare Adesioni per la costituzione di un “Comitato europeo per la difesa della libertà di pensiero”. Le Adesioni devono essere corredate da nome, cognome, qualifica e ogni altra indicazione utile. I dati sono riservati e verranno utilizzati solo per le finalità associative.
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pulizia etnica dei palestinesi, ai quali ha sottratto case, villaggi, terre, acqua, vita e dignità umana, secondo un piano concepito e attuato dai coloni sionisti fin dal 1882. Boicottando
l’economia israeliana darai un concreto aiuto al popolo palestinese e alla causa dell’unità araba, la sola politica che possa riportare la pace in tutto il Medio Oriente e ridare speranza a quelle sventurate popolazioni, la cui sorte grava sulla nostra coscienza di europei. La tesi dei due Stati per due popoli è un miserabile inganno ordito da politici che vogliono ingannare la gente semplice sapendo di ingannare. L’unica ipotesi praticabile è quello di uno Stato Unico con parità ed eguaglianza di diritti, dove palestinesi, ebrei e cristiani imparino a vivere in pace.
contestandogli un orrendo “genocidio” perpetrato proprio da Israele in Gaza [leggi il rapporto Goldstone], e che essi con ogni pravo artificio ed ogni sorta di menzogne si industriano di nascondere davanti agli ignari con calunnie, minacce e intimidazioni nei confronti di liberi cittadini che sanno e parlano non facendo altro che esercitare i loro diritti costituzionali. È ignobile oltre che antigiuridica ogni apologia di un siffatto orrendo crimine evidente a ogni coscienza onesta.
I militari israeliani che hanno condotto il massacro in Gaza hanno pieno titolo a comparire come criminali di guerra in un Tribunale per crimini contro l’umanità. Come ha ben evidenziato lo storico ebreo-israeliano Ilan Pappe nel recente convegno «La guerra israelo-occidentale contro Gaza. Atti del seminario romano del 24 gennaio 2009» proprio in Gaza è stato dimostrato che non lo schema del conflitto fra due parti belligeranti, ma solo il criterio ermeneutico della “pulizia etnica”
può fornire la corretta lettura degli eventi presso quanti sono animati da onestà intellettuale e da ricerca della verità. Ognuno ha potuto vedere come nel massacro di Gaza a ridosso del Santo Natale 2008 da una parte stessero carriarmati, aerei, cannoni ed i più sofisticati ordigni di morte; dall’altra parte vi era solo una popolazione inerme e difensori che disponevano solo delle loro mani nude. Ben strana guerra,
ben strano “conflitto” che mai ebbe contendenti ad armi tanto impari: questo può solo essere un massacro, un genocidio. È notorio come Israele oltre ad armare eserciti si serva di apposite organizzazioni volte a diffamare e a disinformare: la propaganda (leggi anche: “In difesa di Israele? sic!”) è qui non più “strumento”, ma parte stessa della guerra, essa stessa guerra. Il governo israeliano punta sulla sua capacità di controllare, condizionare e deformare l’informazione occidentale per assicurarsi una piena copertura ad un genocidio in atto.
Lo “sfruttamento dell’Olocausto”, l’accusa strumentale e abusata di antisemitismo, l’«accusa del sangue» sempre ricorrente, l’artificio della “colpa collettiva” di cui gravare perfino generazioni innocenti, salvo respingere da se stessi la stessa nozione di “colpa collettiva” per le truffe finanziarie e per singoli crimini commessi da singoli ebrei, tutti i miserabili sofismi prodotti da un apposito Ufficio della Menzogna, di cui “In difesa di Israele (?! sic!)» è solo uno dei tanti organi che l’Hasbara getta sulla rete, sono tutti artifici con cui il governo di Israele tenta di distrarre e ingannare l’opinione pubblica mondiale dalla responsabilità del genocidio del popolo palestinese, ma anche da un ben altro genocidio: il venir meno della libertà di pensiero e di espressione in paesi come Germania, Francia, Svizzera, Austria e si vorrebbe anche in... Italia, come si evince dal testo anonimo su Facebook, pur istruttivo da leggere e frequentare per conoscere la “banalità del male”, cioè il materiale umano di cui il sionismo si serve. Ad ogni mese la rete informativa che fa capo ad Israele lancia nuovi attacchi, nuove operazioni “piombo fuso”: l’ultima contro il vescovo Williamson, ultimo della serie degli attacchi alla chiesa cattolica, ormai incapace di reagire. La Menzogna, l’Inganno, la Frode sono gli strumenti di cui Lor Signori fanno costante uso.
Non possiamo combattere con un fucile accanto al popolo palestinese, ma possiamo non bere il caffé di una determinata marca, possiamo non comprare i prodotti israeliani e possiamo non dare i nostri soldi a chi sappiamo li userà per alimentare l’economia di guerra israeliana o li darà ai coloni per costruire i loro insediamenti.
Questo gruppo si occupa di libertà di pensiero e di coscienza, di ricerca, di insegnamento, di temi civili, della pace nel mondo. Il pensiero ama il confronto e la libera discussione nel rispetto reciproco delle altrui posizioni. Ha carattere laico. Leggi liberticide sono già vigenti in Europa ed esiste il concreto ed imminente pericolo che vengano introdotte anche in Italia. Si costituisce perciò questa nostra libera, autonoma e aconfessionale “Società” contro la repressione della libertà di parola per gli uni e di ascolto per gli altri nonché di ricerca ed insegnamento. Il Gruppo di discussione "Civium Libertas" è aperto a quanti vogliono aderirvi e si riconoscono nei principi della libertà di pensiero, di parola, di ricerca, di insegnamento. È disponibile a forme di collaborazione con associazioni analoghe anche estere. Il gruppo non può professarsi apartitico o apolitico in quanto i diritti costituzionali sono materia politica per eccellenza. Ha invece carattere interpartitico e trasversale: ne può far parte l’elettore o il militante di un qualsiasi partito che si riconosca nella costituzione vigente e nel suo sistema delle libertà, specialmente quelle connesse alla libertà di pensiero e di ogni sua manifestazione, di ricerca, di insegnamento e di apprendimento.
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