giovedì 10 luglio 2008

Politici: 28. Andrea Ronchi e il de iure condendo

Come «Informazione Corretta» e altri media presentano Israele, il Medio Oriente e la Palestina: Allam - Battista - Colombo - Bordin - Buffa - Diaconale - Fait - Ferrara - Frattini - Israel - Livni - Loewenthal - Morris - Nirenstein - Ostellino - Ottolenghi - Pacifici - Pagliara - PanellaPezzana - Polito - Prister - Ronchi - Santus - Shalev - Volli
Cosa si intende qui per Israel Lobby?
«Una coalizione informale di individui e gruppi che cerca di influenzare la politica estera americana in modo che Israele ne tragga beneficio».
Ed in Italia come stanno le cose?
Stiamo cercando di scoprirlo!
«Esistono due distinti meccanismi che impediscono alla realtà del conflitto israelo-palestinese di essere giustamente divulgata, e sono i due bavagli con cui i leader israeliani, i loro rappresentanti diplomatici in tutto il mondo, i simpatizzanti d’Israele e la maggioranza dei politici, dei commentatori e degli intellettuali conservatori di norma zittiscono chiunque osi criticare pubblicamente le condotte dello Stato ebraico nei Territori Occupati, o altri aspetti controversi della storia e delle politiche di quel Paese. Il primo bavaglio è l’impiego a tutto campo dei gruppi di pressione ebraici, le cosiddette lobby, per dirottare e falsificare il dibattito politico sul Medioriente (negli USA in primo luogo); il secondo è l’accusa di antisemitismo che viene sempre lanciata, o meglio sbattuta in faccia ai critici d’Israele» (P. Barnard, Perché ci odiano, p. 206).
Come «Informazione Corretta» e altri media denigrano quanti criticano il sionismo, Israele, e gli Stati Uniti: Arbour - Blondet - Burg - Caio - Cardini - De Giovannangeli - D’Orsi - Facci - Finkelstein - Giorgio - Morgantini - Odifreddi - Paci - Pappe - Romano - Sabahi - Sand - Spinelli - Stabile - Storace - Tizio - Vattimo -

Ricerche correlate:

1. Monitoraggio di «Informazione Corretta»: Indice-sommario. – 2. Osservatorio sulle reazioni a Mearsheimer e Walt. – 3. La pulizia etnica della Palestina. – 4. Boicottaggio prossimo venturo: la nuova conferenza di Durban prevista per il gennaio 2009. – 5. Teoria e prassi del diritto all’ingerenza. – 6. Per una critica italiana a Daniel Pipes. – 7. Letteratura sionista: Sez. I. Nirenstein; II. Panella; III. Ottolenghi; IV. Allam; V. Venezia; VI. Gol; VII. Colombo; – 8. La leggenda dell’«Olocausto»: riapertura di un dibattito. – 9. Lettere a “La Stampa” su «Olocausto» e «negazionismo» a seguito di un articolo diffamatorio. – 10. Jürgen Graf: Il gigante dai piedi di argilla. – 11. Carlo Mattogno: Raul Hilberg e i «centri di sterminio» nazionalsocialisti. Fonti e metodologia. – 12. Analisi critica della manifestazione indetta dal «Riformista». – 13. Controappello per una pace vera in Medio Oriente. –

Ho notato la presenza del politico Andrea Ronchi alla manifestazione sionista di piazza del Campidoglio indetta da Pacifici e Polito ed alla presenza di molti politici filoisraeliani fra cui Fabrizio Cicchitto, leader del mio stesso partito di riferimento come elettore e tesserato. La manifestazione era rivolta a disconoscere un capo di uno stato con cui il governo italiano ha regolari e normali relazioni diplomatiche. Il “riconoscimento diplomatico” attiene alla legalità internazionale e riguarda gli Stati in quanto tali e quindi i loro rappresentanti legali. Ad un individuo, ad un privato, non è richiesto il riconoscimento legale di un qualsiasi Stato. Io che scrivo non ho la potesta giuridica di riconoscere o non riconoscere lo Stato di Israele. Se la avessi, saprei come regolarmi. La notizia che oggi mi giunge è che una simile pretesa il politico Ronchi la vorrebbe imporre ad ogni musulmano presente sul territorio italiano o magari solo di passaggio: «(AGI) - Milano, 9 lug. - “Ottima la proposta del Ministro Ronchi di censire le moschee e fare in modo che chi le gestisce si impegni a riconoscere Israele”». Una simile barbarie giuridica non sarebbe neppure immaginabile se non si concepisce preventivamente l’inserimento dello stesso Ronchi in un circuito lobbistico il cui fine è di produrre benefici per Israele a discapito di tutti gli altri siano essi cittadini italiani o musulmani presenti ed integrati in Italia, siano essi Stati sovrani o semplici cittadini. Il funzionamento di una Lobby ha bisogno di necessari collegamenti là dove si governa e dove si fanno le leggi. Il carattere della generalità ed astrattezza delle leggi è ormai solo qualcosa che si legge nei manuali di diritto. La prassi vede sempre più emergere la nuova categoria delle leggi “ad personam”, siano essi singoli soggetti o comunità privilegiate.

Versione 1.1
Status: 13.7.08
Sommario: 1. La democrazia secondo Andrea Ronchi. – 2. La stupidità dell’anima. – 3.

1. La democrazia secondo Andrea Ronchi. – Andando al link si trova dentro l’Archivio di IC un’incredibile notizia del dicembre 2005. Si trattava di un convegno dove era presente l’allora ambasciatore israeliano Ehud Gol insieme con un gruppo di politici italiani, fra i quali Andrea Ronchi. L’ambasciatore israliano l’uomo della “grande emozione” così sentenziò in quell’augusto consesso:
«Non si può accettare che Hamas partecipi alle elezioni palestinesi. Si ripeterebbe ciò che accadde con Mussolini nel 1922».
Sappiamo che vi fu partecipazione democratica di Hamas in elezioni la cui regolarità democratica è stata controllata ed attestata da osservatori internazionali. Hamas vinse clamorosamente le elezioni. Si tentò in seguito di invalidarne il risultato con un colpo di stato sventato in tempo. La CIA ed il Mossad, che fanno prediche sul terrorismo altrui, hanno invece proprio loro una consolidata ed irrangiungibile esperienza in colpi di stato, in rapimenti, in pratica di tortura, in omicidie ed azioni coperte di ogni genere. Tra i politici presenti nel dicembre 2005 è interessante ritrovare nomi pure presenti all’appuntamento antiraniano di piazza del Campidoglio: Ronchi, Ranieri, Cicchitto o all’altra farsa del “Siamo tutti tibetani”.
L’articolo è pieno di informazioni interessanti ai fini della nostra indagine che è bene riportarlo per intero, riservando ad altri contesti il relativo commento:
ROMA (5.12.05) — «Non si può accettare che Hamas partecipi alle elezioni palestinesi. Si ripeterebbe ciò che accadde con Mussolini nel 1922».
[Le elezion il mese successivo dal conclave romano di dicembre saranno democraticamente stravinte da Hamas]
La pensa così Ehud Gol, ambasciatore di Israele a Roma. Col suo eloquio vivace, Gol anima la Giornata di studio fra israeliani e politici italiani.
[dove si è svolta una simile giornata di studio? Dalla rete non si riesce a saperlo. Deve essere stata semiclandestina].
Una prima verifica pubblica dei rapporti fra Roma e Gerusalemme. Non solo Hamas va escluso dalle elezioni, ma secondo Andrea Ronchi, portavoce di An, «bisogna impedire che arrivino finanziamenti europei ad Hamas e agli Hezbollah». Ronchi mette in luce l'inversione di tendenza che la politica estera italiana verso Israele ha subìto col governo Berlusconi. «L'amicizia con Israele è un punto fermo. E il ministro degli Esteri Fini ha detto chiaro ad Abu Mazen che deve impegnarsi a debellare il terrorismo in casa sua».

Proprio dalla capacità di sopraffare i terroristi e di riprendere un dialogo di pace basato sulla road map, «dipende il futuro di Abu Mazen», ritiene Umberto Ranieri, un diessino che spesso, anche contro l'opinione in passato prevalente nel suo partito, ha difeso Israele, «l'unico Stato democratico nel Medio Oriente». Oggi Ranieri deplora che alcuni Paesi arabi abbiano fatto «un uso politico dei profughi, facendo lievitare fra loro l'odio verso Israele». Anche gli italiani hanno le loro colpe, «storicamente destra, sinistra e cattolici hanno guardato con diffidenza» la stella di Davide.

E su questo concorda in pieno Fabrizio Cicchitto stretto collaboratore di Berlusconi, «in passato il governo privilegiava i rapporti coi Paesi arabi, ma adesso la priorità è rovesciata». Cicchitto è dell'opinione che Sharon si è distinto con un'iniziativa coraggiosa liberando Gaza. E trova «anche giusta la costruzione del muro come sistema di difesa».

«Non c'è dubbio», interviene Massimo Teodori, ex militante radicale e oggi docente universitario, «che molti politici italiani si sono ravveduti, e anche Fassino parla per Israele e Palestina di due democrazie». Ma l'opinione pubblica non ha assorbito ancora il nuovo clima. Coltiva sempre un'idea negativa di Israele. Lo vede come uno Stato «militarista, razzista nei confronti degli arabi, punta di lancia dell'imperialismo americano». Insomma rimane viva nella testa di molti italiani la convinzione che gli ebrei siano parte attiva di un complotto teso a mantenere il mondo sotto controllo.

La riprova più lampante di questo umore ostile che nutre il pensiero di molti la si trova, secondo il professor Giorgio Israel, in due recenti libri, uno di Toni Negri e l'altro di Alberto Asor Rosa.
[Se Giorgino Israel lasciasse in pace Toni Negri e Asor Rosa e si andasse a leggere Chalmers Johnson troverebbe fonti più fresche, dirette ed attendibili sull’imperialismo americano]
Contengono entrambi «l'interpretazione in base alla quale gli ebrei racchiudono il nucleo ideologico dell'imperialismo mondiale». La diffidenza domina soprattutto negli ambienti intellettuali, tanto che il professor Israel sostiene che nelle università è meglio non azzardarsi a esprimere valutazioni positive nei confronti degli ebrei, «si rischia l'isolamento». L'antisionismo è accomunato all'antiamericanismo, e si traduce in un odio che gli occidentali hanno di sé stessi. Colpa di forze politiche, in particolare la sinistra, che in passato «hanno seminato veleni», ma anche colpa dei mezzi di informazione, lamenta Angelo Pezzana, fondatore dell'associazione Italia- Israele. A giornali e tv, Pezzana rimprovera di aver parteggiato apertamente per i palestinesi e di aver esaltato la figura di Arafat, «quando tutti, anche i palestinesi, sapevano che era un corrotto».
Da notare il proposito di “lavaggio del cervello” da infliggere alla gran parte dei cittadini italiani, che la pensano diversamente dai politici che dovrebbero rappresentarli, ma che invece si fanno carico davanti all’ambasciatore israeliano di far loro cambiare parere. Non pare ciò molto rispettoso verso i cittadini. Una volta mi sono imbattuto in un noto parlamentare, ahimé proprio da me votato, il quale se ne era uscito, a proposito dei quesiti referendari, dando dell’ignorante al popolo sovrano che era stato così ignorante da votare proprio quel parlamentare. Il mio sdegno è stato tale da farmi vincere l’abituale timidezza. Mi alzai in una platea di migliaia di persone per dire che io ero uno di quei ignoranti che l’avevano votato. In tempi in cui sovrano fosse stato un monarca o un «dittatore» ad un così palese reato di lesa maestà sarebbe seguita la pena capitale con esecuzione immediata. Tra le tante definizioni che oggi si possano dare alla democrazia certamente la più indovinata è quella secondo cui il popolo sovrano può essere impunemente preso per i fondelli e deriso dai suoi rappresentanti eletti.

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2. La stupidità dell’anima. – Questa volta le critiche a Frattini e Ronchi vengono da istituzioni che non possono essere ignorate e la cui autorevolezza non può essere vilipesa, cioè dal Parlamento europeo. Ecco la notizia:
Sulla stessa linea il ministro degli Esteri Franco Frattini "Le accuse indegne di razzismo vanno respinte", ha detto nel corso dell'incontro con i giornalisti della stampa estera insieme con Maroni e il ministro delle Politiche europee Andrea Ronchi.

Frattini ha lamentato come ''il Parlamento europeo abbia voluto votare prima che il governo potesse spiegare ciò che è chiaro: il provvedimento va precisamente nell'interesse di chi non ha identità e che solo con una identità può avere diritto ai servizi sociali, alla scuola, insomma tutti quei diritti negati ai bambini che siano senza identita'". Il capo della diplomazia italiana ribadisce quindi di voler respingere "una valutazione politica che non si basa sui fatti".

Duro anhe il commento del ministro delle Politiche europee Andrea Ronchi che definisce il voto dell'Europarlamento "una delle pagine peggiori delle istituzioni europee" perché il governo ha sempre adottato provvedimenti soltanto "a favore dei cittadini e ispirati alla legalità". "Respingiamo - ha aggiunto - con forza le squallide accuse di razzismo, che per noi è la stupidità dell'anima. Si tratta di accuse infondate e moralmente inaccettabili".
A Ronchi bisognerebbe ricordare la sua pretesa, non si sa basata su quale principio di legalità, secondo cui ad ogni musulmano presente in Italia bisognerebbe imporre il riconoscimento di Israele. Invoca malamente il principio di legalità addirittura contro il parlamento europeo, ma poi ne ignora ogni barlume quando pretende di far passare i musulmani sotto le forche caudine del suo sionismo.

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(segue)

3 commenti:

Venedig ha detto...

È importante essere coscienti che Ronchi è una pedina gasata, straparla dicendo una miriade di cose assurde del tipo "costruire una centrale nucleare in centro a Roma". Trovo indispensabile rimuoverlo da ogni incarico di responsabilità ed evitare ogni divulgazione dei suoi commenti fuori dell'Italia, per non provocare critiche pesanti dagli altri paesi.

Antonio Caracciolo ha detto...

È da molto che non curo questo post. Devo aggiornarlo insieme a tutti gli altri fino al n. 58 per ordinarli in una nuova serie, dove starò attento anche alla forma, giacché mi accorgo di avere qualche lettore. Normalmente scrivo per mettere su carta pensieri che altrimenti sfuggono. L’ultima, graziosa, di Ronchi è il suo “siamo tutti ebrei”. Io cito ogni volta questa perla e mi chiedo se dobbiamo farci tutti circoncidere e se in caso di resistenza vi sarà una circonsione forzata, con i carabinieri che ti tengono fermo e qualcuno davanti che ti pratica la mutilazione e magari, per dirla con Morosini, qualche donna sterile che si mangia quel che ti tolgono per recuperare in questo modo la fertilità perduta, secondo vecchissime supertizioni ebraiche.

Insomma, questo l’uomo. La ringrazio per la sua attenzione, ma la informo anche che tutti vecchi miei post saranno rivisti e aggiornati. Purtroppo, il lavoro è molto ed i miei blog sono ben 28, si argomenti assai diversi l’uno dall’altro.

Venedig ha detto...

Grazie, condivido la risposta.