mercoledì 8 luglio 2020

fb12: Pensando al presente. Riflessioni sconsolate di un cittadino privo di potere e forse pure di speranze.

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fb12: 08-07-2020 - a
CAPISCO CHE... in determinate posizioni, politiche, sociali, economiche... processuali, si debba mantenere la posizione. Ma io che però sono io, e non l'altro che mi sta davanti, separato da uno schermo televisivo o dalla distanza di un palcoscenico, dove io sto sotto, posso però essere padrone del mio giudizio. Devo sono render conto alla mia coscienza e alla mia intelligenza della onestà e obbiettività del mio giudizio.

Vedendo Davide Casaleggio, in conversazione (sil più e meno) con il Presidente del Consiglio (mai votato da nessuno), il figlio erede di Gianroberto, mi pongo tante domande e si affacciano alla mia mente tanti ricordi, tante immagini... Ma chi è costui? E soprattutto quelli che gli reggono la coda? Almeno con il sistema monarchico avevamo un sistema di successione che si richiamava addirittura al diritto divino, ma qui siamo alla più sfacciata successione di ruoli, di proprietà.

Che questi uomini abbiano rovinato e depredato un intero paese, un popolo intero, mi sembra sia cosa ad ognuno manifesta. Capire però le cose, restando impotenti a porvi rimedio, fa soltanto aumentare il proprio avvilimento, o per non esacerbare il proprio animo produce un allontamento crescente dalla politica e con essa dal destino comune del Paese. È più che normale estraniarsi dalle cose a cui non si può porre rimedio alcuno, e cercare una via indiduale per affrontare le tempeste che si addensano all'orizzonte.

Intendiamoci: non sto facendo partigianeria o esprimendo risentimento. Il mio giudizio negativo e impietoso per tutto il ceto politico insediato nel dopoguerra dagli «Alleati» era già largamento consolidato e acquisito. Insieme ad altri undici milioni di cittadini che si erano recati alle urne avevamo tutti nutrito la speranza che si potesse voltar pagire, seguire un altro corso, senza imbracciare le armi o cose del genere, per il quale non abbiamo nè talento nè fegato. Ci avevano del resto detto e ridetto che tutto ciò che volevano fare, lo dovevamo fare con metodo "democratico", esprimendoci con un voto, con quello stesso voto con il quale è stato umiliato il vicino popolo greco.

Lo spettacolo quotidiano del tradimento e il progredire verso la rovina produce nel popolo - se ancora possiamo adoperare questo termine - sentimenti e reazioni contrastanti e insondabili: altro che sondaggi demoscopici! Qui si tratta di movimenti tellurici sotterranei che non si sa quando e come avranno la loro deflagrazione.

Io non posso fare altro che scrutare l'orizzonte e affinare l'udito, confidando nella Divina Provvidenza o come in qualsiasi altro modo si voglia dire per affidarsi allo spirito di un popolo.

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