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«Per
una storia del Movimento Cinque Stelle» vuole essere una storia in
progress di un Movimento costituitosi ufficialmente il 4 ottobre 2009.
Nato nel Nord Italia viene alla ribalta con le elezioni comunali di
Parma nel maggio 2012, con le elezioni regionali siciliane dell’ottobre
2012, dove il M5s risulta essere il primo partito, lasciando prevedere
il risultato delle elezioni politiche nazionali del febbraio 2013. La
storia del M5s è costellata di “casi” e da domande sulla sua
organizzazione e sul ruolo della Casaleggio Associati. Di certo non è un
Movimento che erige barricate e occupa piazze, o partecipa a scontri di
strada, ma ha come suo obiettivo principale se non unico la
partecipazione alle competizioni elettorali: è dentro il sistema anche
se ai suoi inizi amava apparire come anti-sistema, antipolitico,
rivoluzionario. Tutto il potere dei vertici si concentra nella
inclusione/esclusione dalle liste elettorali. Il suo successo politico
ha delle analogie con ciò che seguì a Mani Pulite, fenomeno
caratterizzato da una esplosione di scandali. Da allora è un succedersi
di sigle politiche, ma senza che la situazione complessiva del Paese
sia andata migliorando, o abbia cambiato di segno. Poiché la Rete è
stato il punto di partenza del M5s, è dalla Rete che attingeremo tutte
le nostre notizie, cercando di discernere il grano dal loglio.
CL
Il trattamento riservato a Federica Salsi è contestuale a contemporaneo a quello di Giovanni Favia. In uno stesso minipost sul blog di Beppe Grillo, in data 12 ottobre 2012 vengono così licenziati: «A Federica Salsi e Giovanni Favia è ritirato l’utilizzo del logo del
MoVimento 5 Stelle. Li prego di astenersi per il futuro a qualificare la
loro azione politica con riferimento al M5S o alla mia figura. Gli
auguro di continuare la loro brillante attività di consiglieri. Beppe
Grillo». È da chiedersi se ciò sia eticamente e politicamente giusto. Penso di no. Perché? Intanto né Federica né Giovanni sono mai stati privati inservienti nella villa di Beppe Grillo. E se lo fossero stati avrebbero avuto probabilmente più rispetto e tutela sindacale. Essendo stato indubbio e noto l’impegno politico e il dispendio personale dei due attivisti, in forma libera e non mercenario, essi maturato un credito etico e politico, che resta ed è sempre esigibile. Qui ci si scontra con una certa interpretazione dell’art. 49 della costituzione. Non si riconosce al cittadino come un “diritto” (se non un dovere) l’iscriversi a un partito o movimento politico per concorrere alla formazione della politica nazionale: un diritto che si esercita con il combinato disposto dell’art. 3 ossia il principio di eguaglianza e non discriminazione ossia nel linguaggio grillino uno vale uno. Al contrario, si riduce un partito al possesso privatistico di un marchio commerciale quasi fosse il Santo Graal. Questa concezione antidemocratica e personalistica del M5s viene facilmente rilevata da ogni militante che abbia senso civico e onestà intellettuale oltre che una normale intelligenza politica, personale o collettiva. Ma ecco che scattano subito le epurazioni, diffide, sospensioni, esclusioni, espulsioni, allontanamenti. A prescindere dalle situazioni particolari e personali di un ognuno, ogni caso fa storia a sé, è anche il caso di Federica Salsi che andremo a ricostruire avvalendoci di Madre matrigna la Rete.
Federica Salsi e Beppe Grillo |
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