martedì 3 maggio 2016

Cronaca di un “appestato” su un confronto elettorale Giachetti-Fassina-Raggi, assenti Marchini e Meloni

Come al solito, scrivo di getto, appena concluso l’«evento» svoltosi all’ex Mattatoio (nomen omen) della città di Roma. E scrivo anche di fretta, perché non voglio impiegare troppo tempo dedicato a questo post. Le coordinate dell’evento, organizzato da una associazione di blogger, lo si può trovare alla pagina FB, avente per titolo «Chiediamolo ai candidati». Il luogo dell’evento si trova proprio vicino casa, venti minuti a piedi, ed anche per questo mi ci sono recato. Ma la ragione principale era quella di vedere quali reazioni avrei suscitato, incontrando i miei “compagni” del Movimento Cinque Stelle, dopo la mia espulsione e dopo il mio reintegro su ordinanza di un giudice. Era importante vedere se avrei trovato accoglienza cordiale, distacco, freddezza, indifferenza... Non so giudicare. Con la prima persona che ho incontrato, mentre mi assicuravo un posto a sedere, in uno spazio all’aperto, vi è stata in effetti una stretta cordiale di mano, con un’allusione ironica e non offensiva alla mia qualità di “appestato”, da cui ho ricavato il titolo di questo post. Ah, una cosa importante, di cui non ho voluto profittare. C’erano parecchie cineprese e televisioni, forse piccole, pronte a riprendere l’evento, che dalle 18 precise in poi sarebbe andato in streaming. Mi era stato chiesto se volevo concedere un’intervista, in quanto semplice cittadino, quale mi ero qualificato. Ho declinato, dicendo che ero venuto in incognito. Probabilmente, se avessi detto chi ero e perché stavo lì, sarebbe stato per il giornalista uno scoop. Ma io non amo le televisioni, i giornali e i giornalisti... e li evito, se posso.

Finalmente, mi giunge la conferma che aspettavo per completare questo post. Davanti a me, due o tre fila più avanti, era seduta una persona che ho notato bene perché si voltava spesso per salutare ora questo o quest'altro. Visibilmente soddisfatto e felice di trovarsi in mezzo ai presenti. Piuttosto in contrasto con il mio atteggiamento sospettoso, che guardava con la coda dell’occhio chi mi si avvicinava, chi mi salutava, chi si ritraeva... È il linguaggio dei comportamenti che esprimono ancora più e meglio che non le parole. Tanto più che è piuttosto diffuso un pregiudizio di matrice comunista staliniana perché il Partito è più che una chiesa e se ti viene fatto un torto manifesto tu non te ne devi neppure lamentare, per il bene superiore del Partito o del Movimento, per la Causa. Insomma, la natura umana che emerge complessivamente da queste vicende, ancora in corso, dimostra che qui non è sorto nessun uomo “nuovo”, ma la natura umana è rimasta la stessa, se non addirittura peggiorata. Lo slogan dell'«onestà», oltre che in sé stupido, è poi smentito dai fatti in episodi tutto sommato piccoli e modesti. Ma, appunto, se non si riesce a dimostrarsi “onesti” nel poco, nelle cose piccole, nelle proprie regole interne, nei propri comportamenti, come si può credere che l’«onestà» sarà maggiore quando gli interessi materiali e politici in gioco saranno di gran lunga maggiori?  Chi era dunque questa persona che avevo ben notato e che non conosceva pur avendo ormai una estesa militanza nel Movimento? Era il prof. Mario Canino pure lui escluso dalla Lista, in una fase ancora più avanzata delle mia. Anche lui ha fatto ricorso al giudice ed anche lui è stato reintegrato o riammesso da giudice: forse già lo sapeva ed era per questo felice come una Pasqua e in netto contrasto con il mio atteggiamento riservato e circospetto. Lo faccio parlare direttamente con sue parole avendo egli nel frattempo, successivamente all'evento del 3 maggio, rilasciato un Comunicato che è il seguente:
Mario Canino, reintegrato
«Il Tribunale di Roma con provvedimento del 4.5.2016 ha rilevato l’insussistenza, a mente dello Statuto / Non Statuto e del Regolamento Candidature, di circostanze ostative alla mia candidatura nonché l'insussistenza di presupposti per la mia espulsione. Confido pertanto che il M5S, in cui credo e in cui intendo continuare a militare, faccia coerente applicazione di quei Principi di Onestà, Legalità e Partecipazione Democratica e, per l’effetto, consenta la mia candidatura, così come sostenuta dal cospicuo numero di iscritti al MoVimento, certificati e iscritti residenti nel Comune di Roma, che mi ha votato e che mi voleva Consigliere comunale di Roma Capitale. Confido inoltre che il M5S rompa il silenzio finora osservato su questo provvedimento giudiziario e confermi invece a chiare parole la volontà di adeguarvisi. 
Cordiali saluti
Prof. Mario Canino»
Apprendo dal comune legale, che si rende opportuna una conferenza stampa di tutti i ricorrenti romani, i tre iniziali e gli altri due che hanno agito con distinte azioni giudiziarie, forse ve ne sarà qualche altro ancora. Anche io penso che sia una cosa opportuna, ma di ciò dirò a suo tempo. Intanto però vorrei replicare a un certo tipo di argomentazioni di tipo staliniano che sento fare. Nessuno di noi vuole pregiudicare il risultato elettorale con quelle che sono le nostre legittime lagnanze a tutela della nostra immagine e della nostra onorabilità. Confidiamo che l’elettorato sia esso maturo da saper distinguere fra la legittima e doverosa autotutela di singoli candidati con quello che sarà il suo giudizio sulle forze politiche che appunto si confrontano fra di loro - così dicono - sulla base di programmi presentati. Ai cittadini il giudizio sui migliori e più credibili programmi. Le vicende personali, legittime, di singoli candidati esclusi dalla competizione non dovrebbe influire nella loro scelta. Certo, ad essere danneggiati dalle esclusioni sono più gli elettori che non i candidati esclusi, i quali era necessitati all’azione giudiziaria più per la tutela inestimabile della propria immagine e onorabilità che non per l'interesse materiale alla candidatura, come taluni maligni insinuano.

A commento della vicenda Canino, in mancanza al momento dei necessari riscontri puntuali con appositi link o immagini, rappresento in generale una situazione che è tipica e dimostra il disordine suicida di una campagna auto-promozionale basata sulla presunzione di superiorità morale. Le ridda di espulsioni verificatisi pressoché in uno stesso arco temporale e geografico sono arbitrarie, immotivate, contraddittorie, inconfessabili. In un caso a me noto è stato espulso e escluso un attivista per la sua discutibile appartenenza ad altro partito politico, ma poi lo stesso criterio non è stato applicato in caso analogo e sotto certi aspetti più grave, ma come si suol dire: per i nemici le norme si applicano e per gli amici si interpretano. Seguiamo con attenzione gli sviluppi per poi farne cronaca fedele dei fatti accaduti. Intanto giunge la notizia che il caos è diffuso su tutta la penisola, ma Beppe che farà pure ridere in palcoscenico o in tv ma non nella vita reale dove se ne esce con un trionfalismo che trasforma la realtà di un’assenza generalizzata dalla competizione elettorale nel dato surreale di un incremento di presenze “certificate” rispetto alle precedenti consultazioni, quando semplicemente non esisteva domanda di Logo.

Roberto Giachetti
Evidentemente, chi ha organizzato l’evento pensava ad una cosa all’americana. Per fortuna, non siamo in America. I duelli delle primarie hanno lì una lunga tradizione. A noi paiono delle buffonate, che forse possiamo ancora risparmiarci, almeno finché non sarà passato il TTIP, forgiando il nostro “destino” su quello degli USA. L’organizzazione prevedeva un giro di domande programmate della durata di un minuto con risposta in due minuti. Marchini non è venuto, preferendo essere altrove e - se ho ben sentito - facendo sapere che non accettava di giocare fuori casa. Avrebbe mandato al suo posto qualcun altro, ma ciò non è stato accettato, come non è stato fatto invito a candidati sindaci giudicati di minor rango. Della Meloni si sapeva già che non sarebbe venuta. Sono dunque rimasti in tre a dare spettacolo: Roberto Giachetti, Stefano Fassina e Virginia Raggi. Dico subito che non trovo di alcun interesse ciò che hanno detto ognuno dei tre, ma quanti fra i miei Lettori fossero interessati, potranno trovare certamente il link della registrazione ed altri resoconti giornalistici che indicherò io stesso in un Update. Darò io stesso qui il link della video registrazione, appena e se lo trovo.

Stefano Fassina
Perché di nessun interesse? Sono stato attento, ma ho ascoltato le solite banalità che ascolto da mezzo secolo ad ogni campagna elettorale, questa volta in una situazione tragiche. Le mie orecchie sentivano di buche, AMA/ATAC, Malagrotta, sicurezza stradale, autovelox, di soldati di pattuglia, di vigili urbani, di come si riparano le buche, di onestà e legalità... Ed ognuno aveva la soluzione in tasca: “fidatevi di noi”, dicevano il gatto e la volpe.  Intanto la domanda che avrei fatto a ognuno di loro, se mi fosse stato concesso sarebbe stata la seguente: ma davvero credete alle cose che dite? davvero è credibile qualsiasi programma pensiate di indicare agli elettori? Chiaramente, non avrei inteso dire che tutti mentivano sapendo di mentire, ma semplicemente che qualsiasi programma a priori è destinato a scontrarsi con la realtà di ciò che si andrà a trovare una volta aperti i cassetti e gli armadi dell'amministrazione. Chiunque si candidi a una impresa che non ha in precedenza gestito affronta necessariamente l’ignoto. Certo, si può fare un certo studio a priori dei problemi e delle esigenze di una popolazione, ma se queste erano reali e non sono state soddisfatte prima, può essere dubbio che lo saranno dopo. Mentre tornavo a casa, ho ricevuto una telefonata da una persona residente nell'hinterland milanese. Fra le altre cose mi chiedeva come vedevo la situazione in Roma. Mi sono servito di una metafora. Un medico viene chiamato per assistere un malato terminale per il quale non si ha speranza. Il medico viene comunque chiamato e viene in effetti. Ma poi vuole e deve essere pagato. Così è per il comune di Roma. Vi è poca o nessuna speranza di risanare il Comune, ma chi ha interesse al potere che deriva dalla sua gestione non deve assicurare il risultato, bensì consegue il suo scopo con il conseguimento stesso del potere. I cittadini possono ben aspettare la prossima tornata elettorale, dove si ripeterà, identica, lo stesso scenario di sempre.

Alfio Marchini
Marchini non aveva tutti i torti nel declinare l’invito. Infatti, gli oratori che si succedevano, erano accompagnati di volta in volta dagli applausi dei loro fan, poco interessati alle parole udite quanto a battere di mano ed emettere urli di sostegno, oppure qualche fischio e contestazione da parte dell’opposta tifoseria, come è successo con Giachetti, che però ha saputo reagire prontamente, da politico esperto e navigato. Fra tutte e tre, Giachetti e Fassina si sono confermati come politici ed esperti oratori, mentre la Virginia Raggi almeno in me ha confermato un’impressione analoga a quella che provo ogni volta che vedo o sento Mara Carfagna. Quale? Non lo dico. Altrimenti i miei “compagni” mi accuseranno di mancata tifoseria ovvero di essere contro il Movimento o fuori del Movimento, malgrado il reintegro giudiziario. La gaffe, tipica, la posso però dire, perché è registrata: doveva dire Ama ed invece gli è uscito Atac. Certo, si è corretta, ma appunto questo dà una impressione di imparaticcio, di artificioso, di non effettiva padronanza della materia, di mera propaganda declamatoria, come appunto la Carfagna, donna certamente bella ed attraente. Un altro candidato sindaco, Francesco Storace, in ultimo confluito sulla candidatura unitaria Marchini, ha coniato per la Raggi un’espressione impietosa: Sua Banalità. Certo, la Virgina è una bella figura che “buca lo schermo” – come dicono alcuni attivisti, convertitisi alla potenza della comunicazione mediatica – ma l’immagine distrae dai contenuti, che escono dalla bocca. Una Bedori, “brutta” e “grassa” non avrebbe concesso spazio alcuno alla distrazione visiva, ed avrebbe dato forse un’impressione di maggiore autenticità e sincerità.

Alla Raggi poi avrei dovuto fare una domanda per conto di Roberto Motta, mancato candidato sindaco del Movimento al posto della Raggi. Ne estraggo il testo da un post della pagina FB «Tutto il M5S»: «Roberto Motta: A proposito di modi conosci la vicenda del sondaggio alla Petrassi candidata alla regione 2013 regolarmente eletta dal suo municipio? Era una vittima del lavoro precario. Portaborse schiavizzata a contratto per Forza Italia. Attività mai celata agli attivisti. Perché non è valso lo stesso per la Raggi che personalmente ravviso in condizione di gran lunga più di imbarazzo? Orbene Francesca oltre al tuo prezioso parere anche per questo importante tema puoi indicarmi dove riscontri il fango che mi attribuisci in tutto ciò che ho esposto?» Il contesto è la conversazione con un tal Francesca ed è documentato da una schermata di un testo di Roberta Lombardi che qui si riproduce e dove si trova il citato “sondaggio”. Motta - già stretto collaboratore della Lombardi - poi ha un suo cavallo di battaglia, che è la faccenda delle Antenne, dove vengono posti inquietanti interrogativi.

Giorgia Meloni
Personalmente, dopo le sortite canore della Meloni, non potevo non avere reazioni interne sentendo la Virgina cantare e recitare la  canzonetta sulla «legalità» e l’«onestà». Purtroppo, noi che a un Giudice abbiamo dovuto rivolgerci per avere “legalità” ed “onestà” dentro il Movimento, siamo ormai vaccinati e refrattari a questo genere di propaganda elettorale, che ancora costituisce la nota dominante fatta passare dallo Staff comunicazione. Ed al riguardo riporto un'altra domanda che mi era stato chiesto di fare alla Raggi, se mi fosse stato concesso: ««Fabrizio Scida. Ti raccomando la domanda alla Raggi: "avete intenzione di applicare quanto stabilito dalla magistratura romana sul reintegro dei 3 espulsi? Quando si professa onestà bisogna esserlo per primi». Che è tratta da un'altra pagina FB dal titolo inquietante: «Fuori dal Matrix M5S». Cui si aggiunge addirittura un questionario da parte dell’Avv. Paolo Palleschi, insieme con me ricorrente in Tribunale per il reintegro del Movimento e che di domande da fare alla Virginia Raggi ne ha ben sette, fino ad oggi rimaste inevase:

«Paolo Palleschi Dopo le famose 10 domande al Cavaliere, ecco
 le 7 DOMANDE A VIRGINIA RAGGI:
Virginia Raggi
1. ON.LE Raggi, per quale motivo non ha speso una sola parola per commentare la ordinanza emessa dal Tribunale di Roma che ha dichiarato illegittime le espulsioni di 3 attivisti dal m5S e dalle liste della Comunarie?
2. Non ritiene che lei -che aveva definito “robetta” questa iniziativa giudiziaria- debba delle scuse ai ricorrenti /vincitori?
3. Non ritiene che vi sia una grave incoerenza tra l’ergersi a paladini della legalità e proseguire in una competizione nella quale si è stati scelti in base ad una selezione VIZIATA in quanto preceduta da esclusioni dalla lista definite dal Giudice illegali?
4. Non ritiene che sarebbe opportuno da parte sua fare un passo indietro?
5. Non ritiene che laddove il MoV. 5S non dovesse ripetere le Comunarie, Ella -anche e soprattutto in caso di vittoria- sarebbe per sempre accompagnata dall’alone del sospetto?
6. Non ritiene che possa sorgere il dubbio nei suoi concittadini che Ella -al pari degli altri politici tanto vituperati dai grillini- miri solo alla poltrona?
7. Non ritiene che l’aspirante primo cittadino debba dare il buon esempio e rispettare le regole, tanto più quando si pretende di dare agli altri lezioni di legalità?»

Ex Mattatoio di Roma
È tutto mi pare, ma se ho dimenticato qualcosa, posso sempre ritornare su questa pagina. Di ogni Campione indico la foto ufficiale e con il nome anche il link alla pagina ufficiale, con la quale è possibile interfacciarsi ed alla quale manderemo pure questa nostra pagina. Per equità diamo anche le immagini e il link alla pagina ufficiale degli altri due invitati, Alfio Marchini e Giorgia Meloni, assenti al confronto presso l’ex-Mattatoio, ma non assenti nei colloqui e nei riferimenti fatti, quasi con tono di rimprovero per essersi sottratti ad un confronto che in realtà non vi è stato, avendo a nostro ognuno recitato un soliloquio. Essendo le domande programmate, non escludo che possano essere già state a conoscente dei disputanti, in modo che potessero prepararsi bene e non rischiare di fare brutta figura presso un pubblico peraltro del tutto cammellato, che applaudiva ognuno il suo candidato. Se questa mia impressione fosse fondata, ho voluto chiederlo ad un’anziana signora che stava uscendo dal Mattatoio insieme con me. Me lo ha confermato, dicendo che lei non aveva applaudito nessuno e forse non voterà neppure nessuno. Giachetti, del resto, ha pure fatto una fondata previsione: l’alto tasso di astensione. Pertanto, chiunque verrà eletto, potrà rappresentare soltanto il 25 % dei cittadini romani. Avrà un bel dire che è il Sindaco di tutti, o meglio in barba a tutti.

In Montecitorio, 23 marzo 2016*
Update: Per chi è interessato a resoconti con maggiore dettagli su ciò che hanno detto i candidati, offro alcuni link trovati a caso con il motore di ricerca: 1. Omni Roma; 2. Repubblica; 3. Sole24Ore; 4. Giornalettismo, che considera l’evento un “autogoal”, per l’assenza di Marchini all’ultimo momento e con i nomi di Storace e Bertolaso rimasti sulla Locandina dell’evento; 5. Terzo Binario; 6. Askanews; 7. Corriere della Sera, con un articolo redatto da un certo Ernesto Menicucci, che mi assediava per una intervista che non gli ho concesso... Si era perfino spacciato per mio amico su FB, per chiedermi l’intervista - al “negazionista”, la sola cosa che suppongo lo interessasse - e l'ho bannato ... E meno male che non sapevo che ero presente al Mattatoio... Il boccone è ghiotto e sempre sul Corriere si trova altro articolo a firma Manuela Pelati... È duro per questi giornalisti guadagnarsi la pagnotta...

* La persona che tiene il cartello di sostegno della candidatura di Virginia Raggi a sindaco è un attivista storico del MoVimento 5s romano, Domenico Faccini, il quale ritiene - anche da un punto di vista formale giuridico -  che l'attuale M5S non sia più quello iniziale, al quale aveva aderito. Anche lui, sentita la Raggi tacciare di arrivismo altri militanti storici del MoVimento, prima ingiustamente espulsi e poi reintegrati da un Giudice, senza che la Raggi abbia poi fatte pubbliche dichiarazioni di scuse e rammarico per l’ingiusta esclusione dalle liste, ha inteso esprimere la sua delusione e dissociazione da ciò che è diventato il M5S, con la sua mutazione da Movimento in Partito, e della peggiore specie, tradendo le idealità iniziali. Ha perciò abbandonato il M5S, nelle cui Liste si era candidato, per passare ad altra Lista nella competizione per la carica di sindaco. I casi di “arrivismo” e di “salita sul carro” del candidato dato vincente (la Raggi) sono ben altri, sono ben noti agli attivisti storici ed è probabile che vengano alla ribalta durante la stessa campagna elettorale. I vecchi, fedeli e “onesti” attivisti se ne vanno o vengono espulsi, mentre i nuovi arrivati - che stavano altrove - non si sono mai visti negli anni oscuri della militanza a cinque stelle, quando alle riunioni municipali o per le strade nei banchetti erano del tutto assenti. E si può scommettere che spariranno se disgraziatamente la Raggi non dovesse farcela e Beppe si vedesse costretto a darsi fuoco.

Se lo «Staff di Beppe Grillo», di Beppe che ha minacciato di bruciarsi vivo in piazza se la Raggi non vince, dovesse contestarmi di non fare il tifo per Virginia, lo contraddico con una foto eloquente: qualcuno è emigrato nel suo consenso virginiano, passando con la Meloni; io resto se arrivano le pubbliche scuse con i necessari riconoscimenti, altrimenti trascorrerò il periodo elettorale al mio paese, in Calabria, a Seminara, iniziando la stagione dei bagni al mare. Che vinca pure Virginia! Le facciamo i migliori auguri, a lei e soprattutto alla città di Roma, che ne ha tanto bisogno.

2 commenti:

Fabrizio Scida ha detto...

Ma hanno risposto con soluzioni concrete a qualche problema della città? O hanno risposto con i soliti vaghi argomenti che dicono tutto e niente? Quali domande sono state fatte? Erano preparate o si è potuto fare anche domande libere?
I candidati hanno portato le loro clap per gli applausi comandati?

Antonio Caracciolo ha detto...

Ho già detto sopra che non attribuivo nessuna importanza alle domande e alle risposte: tutto a mio avviso banale e scontato. E tuttavia che avrei dato il link della video registrazione, appena reperito... Credo che un link vi sia... Se cerchi, lo trovi... Il mio scopo non era di fare una cronaca delle cose dette, ma di ricavarne le impressioni dal pubblico e stando fra il pubblico... Se hai la pazienza, ti cercherò il link e ti potrai vedere tutto il filmato che dura un'ora e mezza: dalle 18 alle 19.30...