martedì 3 maggio 2011

La Lobby minaccia - Gilad Atzmon e Alan Hart resistono

Homepage Egeria - N° 17
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Parla Egeria

Qualche giorno fa avevamo dato notizia, su questo blog, di un evento su Sionismo, Ebraicità e Israele’ annunciato per il 3 maggio presso l’Università di Westminster, a Londra. L’evento era menzionato nella «Introduzione agli scritti di Alan Hart», per spiegare che l’autore avrebbe partecipato al dibattito in qualità di relatore insieme a Gilad Atzmon, Ghada Karmi e John Rose, dietro invito degli organizzatori. Scrivevo inoltre che avremmo fornito in questo blog eventuali testi o resoconti dell’evento.

Torno già oggi a parlare dell’evento, per descrivere la cronologia di quanto successo prima ancora che il dibattito abbia avuto luogo. Ne parlo per mettere in evidenza come agisca la Lobby per soffocare ogni dibattito pubblico sul sionismo, prova che ai sionisti non sembra affatto piacere che si parli di loro pubblicamente, come se avessero qualcosa da nascondere. Ma questo non è tanto il mio pensiero, quanto quello di Gilad Atzmon espresso ed illustrato abbondantemente in basso. E dalle riflessioni di Gilad Atzmon emerge inoltre, quanto i sionisti temano che si discuta l’aspetto della “Ebraicità” in relazione con il sionismo.

Ecco, di seguito, cosa è successo, a Londra, da quando l’evento è stato annunciato sul sito di Gilad Atzmon. Verso la fine anche la traduzione parziale dell’articolo scritto da Gilad Atzmon per commentare i tentativi di boicottaggio dell’evento da parte della lobby sionista, dal titolo Ma di Cosa Hanno Paura?

Il 20 aprile Gilad Atzmon annunciava sul suo sito il seguente:


«Evento: Sionismo, Ebraicità e Israele - Una discussione che prenderà in esame la criminalità di Israele, nella scia della ritrattazione di Goldstone».

L’evento è stato programmato per martedì 3 maggio nell’Università di Westminster, Londra. I relatori previsti: Gilad Atzmon, Ghada Karmi, John Rose, Alan Hart.

Una settimana dopo, il 28 aprile, Gilad pubblicava sul sito un aggiornamento dal titolo Dramma a Londra. Dichiarava Gilad Atzmon:

«Come mi aspettavo, i Sionisti all’opera in Gran Bretagna non sono affatto contenti dell’evento programmato. ‘Green Engage’, un gruppo sionista anti-BDS, ha subito lanciato una campagna contro i relatori annunciati per l’evento. E non sono affatto sorpreso che, nel giro di poche ore, si è unita a loro la cosiddetta rete ‘anti-sionista’ ebraica.

«Sia gli organizzatori che i relatori previsti (io escluso, curiosamente) hanno subìto pressioni enormi che rasentano la persecuzione. Uno dei relatori ha raccontato agli organizzatori di avere ricevuto almeno 12 telefonate da parte di diversi attivisti ebrei ‘anti-sionisti’, che minacciavano dicendo questo: «per il bene dei Palestinesi nessuno dovrebbe unirsi a Gilad Atzmon in una discussione pubblica».

«È interessante notare, che quando ho chiesto al mio co-relatore in questione se anche eventuali Palestinesi lo avessero chiamato per fargli la predica sul “bene della Palestina”, la risposta è stata un “assolutamente no”. Immagino che gli ebrei cosiddetti “anti-sionisti” sappiano meglio di chiunque altro quale sia il “bene per i Palestinesi” - dopotutto loro sarebbero gli “eletti”.

«John Rose e Ghada Karmi hanno dato la disdetta, e questo è comprensibile: non molti sono in grado di sopportare questo genere di attacchi – sappiamo come proprio il giudice Goldstone si sia arreso, di recente, con gravi conseguenze per la sua credibilità e reputazione.

«Un tempo anche io prendevo tutto molto sul serio: giorno dopo giorno prestavo ascolto ad ogni ebreo “progressista” che veniva a dirmi chi dovesse piacermi e chi invece avrei dovuto odiare. Ma essendo un ribelle, non ho mai seguito nessuna delle “istruzioni”. Mi ci sono voluti anni, comunque, per sviluppare la capacità di dare il peso giusto alle cose, di credere in me stesso e fare affidamento al pensiero etico. E avendo raggiunto questo traguardo, ora posso dirmi più libero e felice, e posso continuare la mia lotta nello spirito dell’umanesimo e della resistenza.

«Anche gli organizzatori sembrano finora resistere alle tattiche sioniste, determinati a continuare con il piano originale sia in merito all'evento che alla sede. Immediatamente alcuni intellettuali Palestinesi si sono fatti avanti per colmare il vuoto lasciato da Ghada e John. Ho subito consigliato agli organizzatori di non pubblicare i loro nomi per ora, per proteggerli da inutili noie, attacchi e ingiurie. Tuttavia li ho messi in guardia personalmente sulle possibili difficoltà che li aspettava.

«Questo evento promette di rappresentare un punto di svolta. Gli implacabili tentativi da parte delle entità politiche ebraiche di boicottare il pubblico dibattito deve essere confrontato e smascherato.

«A mio avviso, ciò a cui assistiamo è senza dubbio la conferma di quanto continuo a fare notare senza tregua: la duplicità che tragicamente caratterizza gli ebrei “anti-sionisti” - sia a livello collettivo che individuale.
«Venite dunque in sostegno del libero scambio di opinioni.
Alan Hart, Gilad Atzmon, e altri.»

Nell’annunciare su Facebook le modifiche forzate al programma dell’evento, Gilad Atzmon fa osservare quanto segue:
«... Ci sono arrivate molte critiche sul fatto che l’evento proponga anche l’argomento della “Ebraicità” in un dibattito su Israele e il Sionismo. Il fatto che Israele si auto-definisca “Stato Ebraico” ci impone, in quanto esseri razionali con capacità critica, perlomeno di indagare e interrogarci su cosa ciò voglia significare. Non è né anti-semita, né razzista, porsi queste domande. In effetti ogni religione è stata sottoposta a quesìti analoghi, e in una società che voglia essere democratica, ogni credo esclusivo che si propone come “depositario della verità” deve essere sottoposto allo scrutinio dei riflettori pubblici.»
* * *
Faccio qui una parentesi.

Chi conosce gli scritti delll’autore e musicista Gilad Atzmon, è al corrente della sua profonda onestà, che lo spinge ad affrontare anche l’aspetto della “Ebraicità” - un discorso dal quale altri autori ebrei, specie se israeliani dissidenti, si tengono a distanza di sicurezza, forse perché si tratta di un argomento molto difficile da analizzare ed emotivamente arduo da affrontare. Ma questa è solo una mia personale ipotesi, che non vuole essere assolutamente una critica - al contrario, esprimo la mia infinita gratitudine a tutti quei coraggiosi autori israeliani in polemica con Israele, che ci fanno dono delle loro preziose opere in cui smascherano il regime sionista per quello che realmente rappresenta e ci svelano le verità sulla storia degli ebrei.

Quello sulla “Ebraicità” è un tema costante di Gilad Atzmon, che introduce con queste parole proprio un articolo recente, intitolato Parliamo di Ebraicità:

«Una delle differenze tra i miei scritti e quelli di altri umanisti all’interno del movimento pacifista è che personalmente sono disposto a guardare al di là del discorso strettamente politico. Sono disposto a scavare fino alle radici dello Stato ebraico, delle politiche ebraiche e dell'identità ebraica. Indago su cosa significhi “essere ebrei”».

* * *

Nel racconto sulla cronaca dell’evento annunciato da Gilad Atzmon, ci eravamo dunque fermati all’aggiornamento pubblicato sul sito dell’autore/musicista il 28 aprile 2011. Ma la cosa non è finita qui.

Il giorno dopo, 29 aprile, Gilad Atzmon informa i lettori, su facebook e sul sito, del seguente, in una breve comunicazione dal titolo Aggiornamento sul ritiro di Ghada Karmi.

«A dispetto del fatto che gli ebrei cosiddetti “anti-sionisti” si vantino di essere loro la causa per il ritiro di Ghada Karmi dall’evento programmato a Westminster questo martedì, Ghada mi ha appena scritto chiedendo di pubblicare il suo messaggio, che dice quanto segue:

«Sono trattenuta qui in Giordania e non riesco a tornare in tempo per la discussione, ed è questa la vera ragione per la mia mancata partecipazione all'evento».

«È altrettanto importante menzionare, continua Gilad Atzmon, che John Rose [docente, autore, attivista ebreo pro-palestinese, n.d.t.] si è chiarito con me, dicendo che avrebbe partecipato a futuri eventi. La ragione del suo ritiro consiste nel dissenso con il titolo dell’evento dato dagli organizzatori: Sionismo, Ebraicità e Israele. Immagino che non abbia tutti i torti. Personalmente sono contento del titolo dato all’evento, ma concordo che bisognava consultare i relatori prima di ufficializzare il titolo».

In seguito, sempre il 29 aprile, Gilad Atzmon pubblica sul suo sito il seguente annuncio:

NO CANCELLATION ! (Non e' vero che l'evento sia annullato!). Ecco cosa scrive Gilad Atzmon nell’avviso:

«Il London JC [il Jewish Chronicle di Londra, giornale ebraico molto diffuso in Inghilterra - n.d.t.] pubblicava oggi la falsa notizia che l’Università di Westminster avrebbe annullato l’evento anti-sionista.

«L’evento non è stato annullato!!! Saremo lì per esplorare insieme i diversi aspetti che caratterizzano il Sionismo, l’Ebraicità e Israele. Andremo a fondo di questi aspetti.

«Il mio personale stalker Tony Greenstein [un ebreo che si auto-definisce 'anti-sionista' e 'anti-razzista', ma condanna costantemente Gilad Atzmon nel proprio blog, n.d.t.] ha promesso di organizzare un picchetto insieme ai suoi compagni cosiddetti “anti-sionisti”. Spero proprio che mantengano la promessa!»

Ieri 1° Maggio, mi informo presso Alan Hart (autore presentato giorni fa su questo blog) per sapere se lui abbia sempre intenzione di partecipare al dibattito insieme a Gilad Atzmon. Mi risponde: «Certamente, ma non è chiaro ancora dove e quando ci sarà il dibattito, l’Università di Westminster ha ceduto alle pressioni e annullato l’evento. Niente di nuovo, normale amministrazione».

La sera trovo sul sito di Gilad Atzmon l’avviso per il pubblico (compresa l’immagine qui sotto) in cui viene comunicato il seguente:

Data e orario rimangono invariati. Ci incontreremo tutti all’esterno dell’Università di Westminster, all’entrata principale del campus.

Non viene specificato se l’evento si terrà all’interno dell’Università, oppure direttamente lì, all'esterno - né se gli organizzatori abbiano trovato altri locali per il dibattito. Probabilmente non è ancora deciso.

L’avviso fornisce anche l’elenco finale dei relatori con la loro qualifica: Alan Hart, autore, ex corrispondente BBC dal Medio Oriente. Sameh A. Habeeb, Palestinese, giornalista del Palestine Telegraph. Gilad Atzmon, musicista jazz e autore. Karl Sabbagh, autore, produttore televisivo e editore.

Aggiunge Gilad Atzmon: «Questo promette di essere l’Evento dell'anno. Non perdetelo!»

Certamente domani sapremo come l’intera faccenda si svolgerà e concluderà. E certamente ne daremo notizia su questo blog. Ma immagino che, qualunque cosa succederà, farà parlare molto e ci saranno ripercussioni importanti sugli ambienti sionisti e anti-sionisti londinesi, e di conseguenza sul dibattito pubblico internazionale. Gilad Atzmon e Alan Hart sono personaggi noti e molto seguiti sui media alternativi. È appena stato pubblicato il video e testo della recente intervista rilasciata da Alan Hart all’emittente a diffusione mondiale RT, in cui l’autore ed esperto in questioni mediorientali fornisce la sua chiave di lettura degli eventi attuali nei paesi arabi, nel Golfo Persico e nell’Africa settentrionale. Vediamo di trovare il tempo per tradurre questa intervista molto interessante.

Gilad Atzmon: «Ma di Cosa Hanno Paura?»

Per concludere la cronaca di questo evento controverso, ecco una parte del bellissimo articolo scritto da Gilad Atzmon ad hoc, per commentare il tentativo di boicottaggio da parte della sinistra ebraica britannica, cosiddetta 'anti-sionista'. L'articolo è stato pubblicato da Gilad Atzmon ieri in giornata e ha per titolo: Ma di Cosa Hanno Paura?

Nei paragrafi iniziali l’autore scrive ciò che segue: «Sembra che questa settimana ci sia una singolare sintonia tra la rete sionista britannica e alcuni ebrei Sayan (*) all’interno della rete ebraica di solidarietà pro-plestinese. Hanno unito le forze per tentare di soffocare la libertà di espressione: sembrano inorriditi dall’idea che un panel di intellettuali, giornalisti e un artista vogliano esplorare l’intrigante legame tra Israele, il Sionismo e l’Essere Ebrei. Finora hanno molestato i relatori dell’evento, minacciato un’istituzione accademica e diffuso menzogne e diffamazioni.

«Eppure, così facendo, ci hanno fornito involontariamente uno sguardo formidabile in quello che è l’operato contemporaneo ebraico, laico e tribale.

«E cosa c’è alle radici del loro isterismo? Per qualche ragione peculiare, sia i sionisti che i cosiddetti “anti-sionisti” britannici, insistono che discutere l’Ebraicità sia un tabù che mai andrebbe esplorato, certamente non in pubblico, e decisamente non al di fuori del ‘ghetto’.

«Ma non vi sembra alquanto sospetta questa manovra? Dopotutto, considerate che gli ebrei “anti-sionisti” operano politicamente all’insegna del simbolo ebraico e ostentano la loro identità ebraica con orgoglio. E analogamente allo “Stato esclusivamente ebraico” fanno parte di un “Club esclusivamente ebraico” - eppure vogliono impedirci di indagare su cosa questo “club” rappresenti in realtà. Non solo, vogliono impedire la discussione e la possibilità di scoprire in cosa consista in realtà l’ebraicità di Israele.

«Perché mai sono tanto preoccupati che altri si interroghino sulla loro ideologia, sull’identità di cui loro stessi vanno chiaramente e pubblicamente tanto fieri?»

L’articolo di Gilad Atzmon è piuttosto lungo e molto bello, con a tratti la consueta auto-ironia che caratterizza le sue riflessioni. Se c’è il tempo lo pubblicheremo tradotto su questo blog, del quale potrà diventare un “Autore” accanto ad altri, vari e diversi, di cui abbiamo pubblicato i testi.

Ma l’autore conclude l’articolo fornendo la propria personale risposta alla domanda sul «Perché mai sono tanto preoccupati».

Scrive l'autore:

«Mi vengono in mente due possibili risposte:
  1. È possibile che loro stessi non abbiano una risposta su cosa la loro “ebraicità” rappresenti in realtà - ma sono senz’altro abbastanza arguti da capire che forse sarebbe meglio per loro non scoprirlo: chiaramente si rendono conto che tale concetto (di ebraicità) potrebbe rivelarsi un vero e proprio “Vaso di Pandora”. Questa possibile risposta è compatibile con gli insegnamenti giudaici, in quanto nel Giudaismo il comandamento prioritario è l’osservanza - la comprensione è una questione secondaria. In altre parole, il Giudaismo esige accettazione cieca.
  2. Dall’altro canto, è del tutto possibile che sappiano benissimo cosa la loro ‘Ebraicità’ rappresenti in realtà, e che siano quindi consapevoli di quanto possa sembrare sinistra agli occhi degli altri. E che quindi mettano in atto strategie per impedire che il resto del mondo indaghi. Se questo è il caso, ciò potrebbe significare che il tentativo di soffocare il pubblico dibattito sia inerente al loro concetto di ‘Ebraicità’.
«Tuttavia, considerando i crimini che commette lo stato ebraico, e considerando le misure che prendono alcuni elementi all’interno della cerchia ebraica “anti-sionista”, è tempo per noi di indagare a fondo sul vero significato dell’ideologia ebraica, per vedere bene cosa rappresenta e cosa predica; e anche, essenzialmente, di cosa intenda privarci - e cioè: libertà di dibattere e di esprimerci?

«Ma ci sono anche buone notizie: è evidente che molti ebrei, e perfino leader spirituali ebrei, si stiano ora allontanando dalla “sinistra” ebraica per costruire un percorso verso l’empatia universale tra tutti noi in quanto esseri umani comuni e paritari. So per certo di tale iniziativa, perché queste persone mi contattano e chiedono di incontrarmi, perché queste persone mi parlano. Lo so perché mi pongono domande invece di ripetere risposte pre-confezionate.

«Ma soprattutto perché io stesso ho abbandonato il ‘ghetto’ molti anni fa, e vedo che loro stanno tentando di fare altrettanto.»

Gilad Atzmon, 1° Maggio, 2011

(*) A proposito dei Sayan spiega l'autore: I Sayanim sono ebrei della Diaspora asserviti agli interessi di Israele. L’ex agente del Mossad, Victor Ostrovsky, descrive come i Sayanim operano «Per Mezzo dell’Inganno», dicendo che rivestono diversi ruoli con compiti specifici. Ad esempio, scrive Ostrovsky, un Sayan che ha un’agenzia di autonoleggio, aiuta gli agenti del Mossad all’estero a noleggiare una macchina senza dovere firmare documenti. Un Sayan addetto all’affitto di appartamenti, fornisce alloggi senza destare sospetti, un Sayan delle banche può fornire fondi nel mezzo della notte se necessario, un Sayan medico si presta a curare ferite da arma da fuoco senza fare rapporto alle autorità. [E un Sayan PM o magistrato che deve giudicare su una determinata causa penale o civile? - N.d.R.]

***

Aggiungo un commento personale. Due cose.

1 - So per certo che tra le entità che boicottano eventi anti-sionisti a Londra, compreso quello in questione, esiste un giornalista a me noto, un personaggio particolarmente spregiudicato, per usare un eufemismo. Qualche tempo fa ha intrattenuto una conversazione chilometrica privata con un rabbino - un lungo dialogo ‘botta e risposta’ intercettato da chi fa il monitoraggio anti-sionista in Inghilterra. Il dialogo intercettato è stato pubblicato su internet - ma non lo trovo più per cui non posso fornire il nome del giornalista in questione e del giornale per il quale scrive. Nel dialogo si discuteva - che ci crediate o no - se fosse lecito e legale dal punto di vista delle sacre scritture ebraiche uccidere i bambini palestinesi, in quanto rappresenterebbero un pericolo per Israele. In altre parole, si partiva dal presupposto che, una volta adulti, tali palestinesi 'potevano' diventare terroristi. E il caro rabbino aveva risposto citando il Talmud nei punti che si prestavano ad una interpretazione in favore del SI' come risposta al quesito. Continuerò nel tentativo di recuperare il dialogo pubblicato e se lo trovo lo traduco per questo blog, perché certe cose vanno raccontate.

2 - In alto, Gilad Atzmon parlava dei 'picchetti' minacciati dai gruppi ebrei cosiddetti 'anti-sionisti'. Vorrei spiegare cosa succede quando a Londra le lobby sioniste o le organizzazioni ebraiche cosiddette ‘anti-sioniste’ fanno i ‘picchetti’ in occasione di manifestazioni contro Israele, o di eventi per discuterne i crimini. Organizzano contro-manifestazioni a cui partecipano - oltre alle organizzazioni ebraiche - vari gruppi di estrema destra in supporto a Israele, come la English Defense League. Perfino skin-heads neo-nazisti danno man forte con i loro manifesti razzisti contro l’Islam. Ed è particolarmente curioso vedere in queste occasioni le bandiere israeliane sventolare in manifestazioni dove sono visibili anche bandiere con il simbolo della svastica. Curioso e anacronistico. Ecco cosa sanno attrarre i sionisti nelle piazze di Londra. Giovani emarginati del sotto-proletariato, socialmente oppressi e arrabbiati, facili reclute e prede di ideologie autoritarie. Non trovo affatto sorprendente la loro ‘solidarietà’ con il regime sionista. Inevitabilmente, in queste occasioni, devono intervenire le forze dell’ordine per evitare che si ripetano gli scontri a cui abbiamo assitito in passato - o meglio gli assalti ai mediorientali musulmani che ovviamente partecipano allÈevento principale oggetto del picchettaggio. Come scrivevo in alto, relazionerò su questo blog in merito a cosa succederà martedì sera, 3 maggio.
Egeria

3 commenti:

In soffitta ha detto...

Innanzitutto grazie della sua risposta nel post precedente, da INCORNICIARE per la bellezza " poetica " umana civile ,lineare del suo immenso DARE .

Seconda cosa grazie di aver parlato di Gilad Atzmon. Non che io lo conoscessi, fino ad un anno fa non sapevo nulla di lui. Poi l'ho conosciuto come grande jazzista e quindi ho cercato notizie sulla sua vita e dunque sono rimasta rapita dalla sua storia e la sua scelta di umanesimo socialista profondo.

il suo nuovo approfondimento , caro " FILOSOFO" nonchè professor Caracciolo, è molto importante perchè nel mio piccolissimo rimasi di sasso un mese fa nel leggere da un quotidiano, della retromarcia di Richard Goldstone e dell'inabissamento del rapporto.

domattina però segnalo ancora questo suo nuovo post ricco di tante sfumature e storie,
non ho tantissime visite però anche se sono solo 200, facciamo goccia nella roccia.

un caro saluto di gratitudine
ro

Antonio Caracciolo ha detto...

Questo post è di Egeria, non mio. E penso che i suoi apprezzamenti debbano andare ad Egeria, che sta facendo un lavoro prezioso per il blog nel suo complesso. La ringrazio comunque.

In soffitta ha detto...

..ha perfettamente ragione prof. mi sono concentrata sui contenuti o articolo e non sull'identita della firma..errore madornale tipico dello sfogliare la rete nella sua mole che fa a cazzotti con calma, precisione,approfondimento. Mi scuso con Egeria che per fortuna ripassando per dare richiamo eco sul mio diario , ho visto meglio per programmare i giusti riferimenti data,autore, link.
Buonagiornata a lei e a tutti
ro