
Ier sera di ritorno da Poggio Mirteto, dove si festeggiava il «Carnevalone liberato» ho trovato in casa aprendo il mio computer un altro carnevale, dove gli “aggressori” erano vestiti da “aggrediti” e “vittime” nonché nelle vesti di “difensori”. Ognuno di noi conosce la favola del lupo e dell’agnello, dove l’inesistente colpa del figlio è fatta ricadere sul padre defunto, la cui colpa è non meno dubbia di quella che si vorrebbe attribuire all’agnellino che si vuol divorare. Se al posto del nomi e dei soggetti della favola si mettono i nomi di Gaza, Israele, sionismo, Nakba, pulizia etnica e così via, si vedrà che la favola ha una sua tragica attualità. Noi stessi facciamo fatica a comprendere il grado di manipolazione a cui siamo quotidiamente sottoposti. Devo alla lettura di un recentissimo libro italiano di Israel A. Shamir la comprensione di un fatto a cui non avevo pensato. Tutti sappiamo dei numerosi casi di pedofilia che hanno devastato la chiesa cattolica negli Usa in particolare. Non molti mesi fa vi è stata anche una discussa trasmissione di Santoro ad “Anno Zero”. Ciò che non avevo pensato è che il caso, certamente deprecabile, potesse rientrare in una strategia di ampio respiro contro la chiesa cattolica che ad esempio si oppose alla guerra contro l’Iraq. Esagero? Sono malato di complottismo?
Seguo ancora Israel A. Shamir che così argomenta. Se vi sono stati anche numerosi casi di sacerdoti cattolici che hanno abusato sessualmente di giovani, perché non rendere singolarmente responsabili i singoli sacerdoti autori della violenza? Perché ne deve rispondere la chiesa cattolica in quanto istituzione? Forse che se un vigile del fuoco si attarda oltre tempo in un salvataggio, abusando della vittima da salvare, a risponderne è il servizio dei vigili del fuoco e non il singolo vigile? Gli esempi qui possono essere innumerevoli ed ognuno si può sbizzarrire. Shamir espone la tesi che sia stato l’ebraismo – o come lo si voglia chiamare, magari sionismo, lobbismo e simili: il diavolo ha nomi molteplici, secondo la narrazione evangelica – a coordinare un attacco sistematico contro la chiesa cattolica. Altri momenti ne sono l’attacco alla figura di Pio XII e proprio in questi giorni l’«operazione piombo fuso sul vescovo Williamson», la cui intervista era stata estorta mesi prima della revoca della scomunica. È un dato acquisito che vi sia un pressoché completo dominio dei mezzi di informazione da parte della “Israel Lobby” (Meahrheimer e Walt) non solo negli Usa, ma in tutto il mondo cosiddetto “libero” e “democratico”, fondato sullo “stato del diritto” e sulla sua “negazione”, come è facile constatare in quei “civilissimi” paesi come la Germania, la Francia, l’Austria, etc., dove ogni anno migliaia di persone vengono incriminate e mandate in galera per meri reati di opinione. In fondo uno stupro è infinitamente meno grave di una “negazione della Shoah”, ammesso che si sappia cosa si debba esattamente intendere per un evento tragico che vede molta confusione di idee e fatta salva la pietà per le vittime, che non dovrebbero mai essere strumentalizzate.
Shamir però mi ha sorpreso per un’altra considerazione. Gli ebrei sono implacabili nel pretendere la “colpa collettiva” per azioni al massimo imputabili ai singoli, ma rifuggono essi stessi nell’assumersi la responsabilità e la colpa per crimini commessi da singoli ebrei. L’Enron – osserva Shamir – è stato “un caso tipico di inganno ebraico”. Per non parlare poi del più recente caso Madoff. Non solo in questi e numerosi altri casi gli ebrei respingono la “colpa collettiva”, ma tacciano di “antisemitismo” se qualcuno si azzarda a constatare che gli ebrei, non meno di quanti fossero i preti cattolici pedofili, sono ampiamente coinvolti. Penso qui al bolscevismo russo, di cui sto leggendo in Solgenitzin. Insomma, non vi è dubbio che siamo ogni giorno manipolati dai cosiddetti mezzi di informazione, che sono in realtà mezzi di manipolazione. Né Stalin né Hitler – mi pare sia sempre Shamir a dirlo – hanno mai avuto a loro disposizione simili mezzi di propaganda così capillari. Una piccola eccezione è forse la rete, che però è un fenomeno degli ultimi anni. Ma si sta tentando di imbavagliare anche il web. Con vari mezzi. Uno è sul piano legislativo. Ne sappiamo qualcosa ed il pericolo è sempre in agguato. Ma esiste anche da parte di Israele un altro mezzo: l’armata dei blogger! Non è più un mistero che direttamente da Gerusalemme o da New York vengono finanziate attività in rete, il cui scopo è per un verso di contrasto ai siti e ai blogger indipendenti e per l’altro – eliminate le voci critiche e indipendenti – di restare padroni del campo anche sulla rete, per poter fare ciò che già fanno sulla carta stampata e sui media televisivi. E giungiamo qui a «In difesa di Israele». Cosa è?
Fondamentalmente è una mailing-list che organizza e raccoglie tutti i sionisti, dando ad essi direttive concertate. Si individuano siti indipendenti. Gli si attacca addosso una qualche accusa che possa avere un qualche riscontro penale (antisemitismo, odio, negazionismo) e si apre una battuta di caccia: dagli addosso! La vecchia antichissima pratica della lapidazione, alla quale veniva chiamato tutto il popolo “eletto” e dove non è più dato poter distinguere il singolo sasso lanciato, magari proprio quello che produce la morte della vittima designata. Considerando che nel mondo, secondo le statistiche, gli ebrei non sono più di 13 milioni, anche ammesso che tutti partecipino alla pratica della lapidazione, essi non costituirebbero una maggioranza se nella rete della disinformazione e dell’inganno non riuscissero a far cadere altre persone. Sempre Shamir, in dissenso con Finkelstein, che attribuisce alla guerra del giugno 1967 il sorgere della propaganda sull’Olocausto, Shamir interpreta la svolta di quegli anni con il tradimento dei negri d’America da parte della sinistra ebraica americana e con la volontà di evitare non gradite ricadute rivoluzionarie sull’emancipazione dei negri. La grande fortuna degli ebrei d’America, o meglio della sua élit lobbistica, inizia proprio in quegli anni.
Ma veniamo ai nostri nemici. Si tratta qui di una forma di squadrismo mediatico. Esiste una “cupola” del sistema costituita dai grandi opinionisti che ricevono premi letterari in Israele o presso le innumerevoli organizzazioni della lobby. Non avrebbero ricevuto gli stessi premi se la loro penna fosse stata usata in difesa non di Israele, ma dei palestinesi massacrati che certamente avrebbero bisogno di difensori. Rispetto alla “cupola” gli squadristi agiscono da “megafoni” ovvero da “pappagalli”, quando pretendono di darsi una veste di intellettualità nel corso delle loro lapidazioni. Alcune di queste organizzazioni squadristiche sono note, non potendo agire sempre nell’ombra, anche se accuratamente evitano di assumere i loro nomi individuali e preferiscono nascondersi dietro l’irresponsabilità delle sigle, da dove colpiscono più facilmente persone – come il sottoscritto – che fin dalla loro comparsa in rete hanno deciso di rifuggire dall’anonimato. Una di queste organizzazioni, «(Dis)Honest Reporting Italia», è stata di recente tagliata dai finanziamenti, che per loro stessa ammissione (vedi) provenivano da Gerusalemme e da New York. Fornisco un solo esempio del modo in cui operavano. Supponiamo che uno di noi sia un poliziotto, magari fuori servizio e in borghese, che si incontra in un bar con dei colleghi, non importa se in servizio o meno, se in divisa o in borghese. Come succede al bar, si parla spesso in libertà. Se vi sfugge una frase non benevola verso Israele o il sionismo, cosa potrebbe succedervi se vi fosse in quello stesso bar un “onesto” orecchio in ascolto? Manda in centinaia o migliaia di copie una email, dove si racconta che all’ora tale, nel bar tale, vi erano agenti di polizia, di cui uno ha detto una certa frase. Si indagasse dunque – chi può – per sapere chi fosse in servizio in quel momento e in quel luogo. Quindi si inoltrasse denuncia presso i superiori e si andasse a scoprire chi aveva detto fra i colleghi la tal frase. Quindi si prendessero gli opportuni provvedimenti, non esclusa la cacciata dal corpo dell’incauto poliziotto dalla lingua sciolta. Questo il livello! Credo che durante il nazismo o il fascismo vi fosse più libertà e tolleranza e soprattutto buon senso.
Può darsi che le ragioni del mancato ulteriore finanziamento di «(Dis)Honest Reporting Italia» siano non la mancanza di denaro – si sa, vi è la crisi – ma il fatto che abbiano in Gerusalemme e in New York deciso di investire si «In difesa di Israele», le cui modalità non mi paiono però diverse da quelle della consorella. Gli stolti hanno però pensato di aprire un gruppo facebook, dove però possono essere singolarmente individuati. Vale la pena di riportare qui per esteso il loro testo che ho letto ieri sera. Per evitare confusione avverto che il testo seguente, dopo l’illustrazione, non è mio, ma dei “difensori di Israele”. Mio è soltanto il commento interlineare racchiuso fra parentesi quadre e in corsivo. Ogni tanto lo rivedo e lo integro con nuove osservazioni o rinvii.

Tra ier sera e stamattina ho quindi reagito su sue piani: a) Una lettera inoltrata alla Direzione italiana dove denuncia un fatto a mio avviso antigiuridico, trattandosi di vera e propria diffamazione, oltre ad un sistema di figure delittuose che al momento non saprei meglio delineare ma tendenti ad impedire l’esercizio dei diritti contenuti negli artt. 21 e 33. Personalmente, sono disposto a concedere in questo blog ogni diritti di civile critica e di contraddittorio alle mie tesi e alle mie opinioni. Purtroppo, qui “purtroppo” lo dico io, costoro sono degli inetti nell’arte del ragionamento. Sono in malafede. Sono dei veri e propri pappagalli, ovvero megafoni, che ripetono grossolanamente cose elaborate dalla loro “cupola”. Sono dei veri e propri provocatori di professione che escono dal tracciato del discorso, per produrre reazioni da tacciare poi come “antisemitismo”, un’accusa con la quale condiscono tutti i piatti della loro cucina. Ho dovuto adottare il filtro della moderazione dei commenti anche per rispetto ai comuni lettori. Perché il testo di questa Lettera di Diffida verso Terzi inoltrata a Facebook non perda di evidenza l’ho collocata nella colonna di destra di questo Blog in modo che resti in buona evidenza per tutto il tempo che sarà necessario. Qui di seguito l’ultima versione di un testo che mi riservo sempre di perfezionare:
L’impressione di superficialità, immaturità, ignoranza, razzismo, pregiudizio che ricavo dal sito facebook è assai deprimente. Mi chiedo se valga la pena afferrarli uno per uno ed iniziare con ognuno di essi una discussione a tu per tu. Temo che sarebbe tempo perso e non si caverebbe un ragno dal buco. Ma non dobbiamo più stupirci e stracciarci le vesti, quando celebrando il 70° anniversario delle leggi razziali i nostri politici pretendono di farci credere che gli italiani di allora fossero dei marziani oltre che autentici mostri in senso morale, politico, criminale. Se andiamo a guardare con i nostri occhi ciò che abbiamo davanti, ne dobbiamo concludere che qui vi è di peggio. Ma con una importante differenza. Qui è cosa che possiamo noi stessi verificare: hic et nunc. Per il passato dovremmo credere a quel che ci dicono. Ed io non do molto credito ai nostri politici, non importa di quale partito essi siano.
Sembra che vi siano limiti tecnici di facebook nella possibilità di inviare messaggi ai singoli partecipanti alla discussione sionista. Ho mandato cinque o sei messaggi replicando alle scempiaggini che ho letto. Poi è comparso una nota facebook che dava dei limiti alla possibilità di inviare messaggi oltre un certo numero. Meglio così non ho grande voglia di fare battibecchi con costoro. Almeno alcuni di loro hanno ricevuto il link di questo post. Resto qui in attesa. Non temo le loro argomentazioni, se mai ne hanno.
Seguo ancora Israel A. Shamir che così argomenta. Se vi sono stati anche numerosi casi di sacerdoti cattolici che hanno abusato sessualmente di giovani, perché non rendere singolarmente responsabili i singoli sacerdoti autori della violenza? Perché ne deve rispondere la chiesa cattolica in quanto istituzione? Forse che se un vigile del fuoco si attarda oltre tempo in un salvataggio, abusando della vittima da salvare, a risponderne è il servizio dei vigili del fuoco e non il singolo vigile? Gli esempi qui possono essere innumerevoli ed ognuno si può sbizzarrire. Shamir espone la tesi che sia stato l’ebraismo – o come lo si voglia chiamare, magari sionismo, lobbismo e simili: il diavolo ha nomi molteplici, secondo la narrazione evangelica – a coordinare un attacco sistematico contro la chiesa cattolica. Altri momenti ne sono l’attacco alla figura di Pio XII e proprio in questi giorni l’«operazione piombo fuso sul vescovo Williamson», la cui intervista era stata estorta mesi prima della revoca della scomunica. È un dato acquisito che vi sia un pressoché completo dominio dei mezzi di informazione da parte della “Israel Lobby” (Meahrheimer e Walt) non solo negli Usa, ma in tutto il mondo cosiddetto “libero” e “democratico”, fondato sullo “stato del diritto” e sulla sua “negazione”, come è facile constatare in quei “civilissimi” paesi come la Germania, la Francia, l’Austria, etc., dove ogni anno migliaia di persone vengono incriminate e mandate in galera per meri reati di opinione. In fondo uno stupro è infinitamente meno grave di una “negazione della Shoah”, ammesso che si sappia cosa si debba esattamente intendere per un evento tragico che vede molta confusione di idee e fatta salva la pietà per le vittime, che non dovrebbero mai essere strumentalizzate.
Shamir però mi ha sorpreso per un’altra considerazione. Gli ebrei sono implacabili nel pretendere la “colpa collettiva” per azioni al massimo imputabili ai singoli, ma rifuggono essi stessi nell’assumersi la responsabilità e la colpa per crimini commessi da singoli ebrei. L’Enron – osserva Shamir – è stato “un caso tipico di inganno ebraico”. Per non parlare poi del più recente caso Madoff. Non solo in questi e numerosi altri casi gli ebrei respingono la “colpa collettiva”, ma tacciano di “antisemitismo” se qualcuno si azzarda a constatare che gli ebrei, non meno di quanti fossero i preti cattolici pedofili, sono ampiamente coinvolti. Penso qui al bolscevismo russo, di cui sto leggendo in Solgenitzin. Insomma, non vi è dubbio che siamo ogni giorno manipolati dai cosiddetti mezzi di informazione, che sono in realtà mezzi di manipolazione. Né Stalin né Hitler – mi pare sia sempre Shamir a dirlo – hanno mai avuto a loro disposizione simili mezzi di propaganda così capillari. Una piccola eccezione è forse la rete, che però è un fenomeno degli ultimi anni. Ma si sta tentando di imbavagliare anche il web. Con vari mezzi. Uno è sul piano legislativo. Ne sappiamo qualcosa ed il pericolo è sempre in agguato. Ma esiste anche da parte di Israele un altro mezzo: l’armata dei blogger! Non è più un mistero che direttamente da Gerusalemme o da New York vengono finanziate attività in rete, il cui scopo è per un verso di contrasto ai siti e ai blogger indipendenti e per l’altro – eliminate le voci critiche e indipendenti – di restare padroni del campo anche sulla rete, per poter fare ciò che già fanno sulla carta stampata e sui media televisivi. E giungiamo qui a «In difesa di Israele». Cosa è?
Fondamentalmente è una mailing-list che organizza e raccoglie tutti i sionisti, dando ad essi direttive concertate. Si individuano siti indipendenti. Gli si attacca addosso una qualche accusa che possa avere un qualche riscontro penale (antisemitismo, odio, negazionismo) e si apre una battuta di caccia: dagli addosso! La vecchia antichissima pratica della lapidazione, alla quale veniva chiamato tutto il popolo “eletto” e dove non è più dato poter distinguere il singolo sasso lanciato, magari proprio quello che produce la morte della vittima designata. Considerando che nel mondo, secondo le statistiche, gli ebrei non sono più di 13 milioni, anche ammesso che tutti partecipino alla pratica della lapidazione, essi non costituirebbero una maggioranza se nella rete della disinformazione e dell’inganno non riuscissero a far cadere altre persone. Sempre Shamir, in dissenso con Finkelstein, che attribuisce alla guerra del giugno 1967 il sorgere della propaganda sull’Olocausto, Shamir interpreta la svolta di quegli anni con il tradimento dei negri d’America da parte della sinistra ebraica americana e con la volontà di evitare non gradite ricadute rivoluzionarie sull’emancipazione dei negri. La grande fortuna degli ebrei d’America, o meglio della sua élit lobbistica, inizia proprio in quegli anni.
* * *
Ma veniamo ai nostri nemici. Si tratta qui di una forma di squadrismo mediatico. Esiste una “cupola” del sistema costituita dai grandi opinionisti che ricevono premi letterari in Israele o presso le innumerevoli organizzazioni della lobby. Non avrebbero ricevuto gli stessi premi se la loro penna fosse stata usata in difesa non di Israele, ma dei palestinesi massacrati che certamente avrebbero bisogno di difensori. Rispetto alla “cupola” gli squadristi agiscono da “megafoni” ovvero da “pappagalli”, quando pretendono di darsi una veste di intellettualità nel corso delle loro lapidazioni. Alcune di queste organizzazioni squadristiche sono note, non potendo agire sempre nell’ombra, anche se accuratamente evitano di assumere i loro nomi individuali e preferiscono nascondersi dietro l’irresponsabilità delle sigle, da dove colpiscono più facilmente persone – come il sottoscritto – che fin dalla loro comparsa in rete hanno deciso di rifuggire dall’anonimato. Una di queste organizzazioni, «(Dis)Honest Reporting Italia», è stata di recente tagliata dai finanziamenti, che per loro stessa ammissione (vedi) provenivano da Gerusalemme e da New York. Fornisco un solo esempio del modo in cui operavano. Supponiamo che uno di noi sia un poliziotto, magari fuori servizio e in borghese, che si incontra in un bar con dei colleghi, non importa se in servizio o meno, se in divisa o in borghese. Come succede al bar, si parla spesso in libertà. Se vi sfugge una frase non benevola verso Israele o il sionismo, cosa potrebbe succedervi se vi fosse in quello stesso bar un “onesto” orecchio in ascolto? Manda in centinaia o migliaia di copie una email, dove si racconta che all’ora tale, nel bar tale, vi erano agenti di polizia, di cui uno ha detto una certa frase. Si indagasse dunque – chi può – per sapere chi fosse in servizio in quel momento e in quel luogo. Quindi si inoltrasse denuncia presso i superiori e si andasse a scoprire chi aveva detto fra i colleghi la tal frase. Quindi si prendessero gli opportuni provvedimenti, non esclusa la cacciata dal corpo dell’incauto poliziotto dalla lingua sciolta. Questo il livello! Credo che durante il nazismo o il fascismo vi fosse più libertà e tolleranza e soprattutto buon senso.
Può darsi che le ragioni del mancato ulteriore finanziamento di «(Dis)Honest Reporting Italia» siano non la mancanza di denaro – si sa, vi è la crisi – ma il fatto che abbiano in Gerusalemme e in New York deciso di investire si «In difesa di Israele», le cui modalità non mi paiono però diverse da quelle della consorella. Gli stolti hanno però pensato di aprire un gruppo facebook, dove però possono essere singolarmente individuati. Vale la pena di riportare qui per esteso il loro testo che ho letto ieri sera. Per evitare confusione avverto che il testo seguente, dopo l’illustrazione, non è mio, ma dei “difensori di Israele”. Mio è soltanto il commento interlineare racchiuso fra parentesi quadre e in corsivo. Ogni tanto lo rivedo e lo integro con nuove osservazioni o rinvii.

Contro i siti antisemiti in Italia -Da diffondere Antisemitismo Ebrei Israele "Lotta al razzismo" Razzismo Shoah Olocausto Lobby Organizzatore: Mailing-list In Difesa di Israele Tipo: Cause - Protesta Rete: Global Inizio: sabato 7 marzo 2009 alle ore 8.00 Fine: martedì 7 aprile 2009 alle ore 11.00 Luogo: Italia E-mail: indifesadisraele@gmail.com DescrizioneRitorno ancora a Israel Shamir, il cui libretto tradotto dal compianto Mauro Manno, ho quasi terminato di leggere. Di fronte a così inqualificabili “difensori/massacratori” la mia prima reazione sarebbe stata una scrollata di spalle mista a disprezzo. Ma invece Shamir scrive che non bisogna lasciarli agire indisturbati. Cosa fare? Non certo scendere al loro livello, adottandone i metodi. Meno che mai qualsiasi ricorso alla violenza o alla minaccia o qualsiasi esternazione di quell’«odio» che desiderano ardentemente, magari soltanto per poter inoltrare una denuncia ex legge Mancino. Niente di tutto questo. È rimedio efficace, secondo Shamir, l’esercizio della critica decostruttiva e demistificante. In effetti, basta qualche mese di studio, la lettura di libri indovinati, una costante informazione quotidiana sugli eventi, per scoprire agevolmente quanto sono deboli le loro ragioni, quanto sono fragili le fondamenta su cui edificano il loro castello di menzogne. Occorre poi far partecipare le coscienze libere e oneste di ciò che si è appreso e si può ragionevolmente sperare che il regno di Sauron possa crollare con tutto il fragore della sua Torre.
Carissimi, come certamente saprete in Italia è pieno di siti che incitano all'odio razziale,
[non è che i “difensori di Israele” incitino lodevolmente all’amore del prossimo. Se proprio vogliamo monitorare e quantificare, di «odio» se ne trova molto di più in casa sionista-ebraica che non presso quella delle loro ignare vittime. Beninteso per Lorsignori Anonimi e Innominati l’«odio» non è quella insana affezione dell’animo di cui parla l’ebreo scomunicato Spinoza, ma è soltanto un’opportunità offerta dalla legge Mancino per colpire gli avversari, i quali se sapessero bene organizzarsi potrebbero facilmente ritorcere l’accusa di “odio”. Se “odio razziale” in Italia esiste è principalmente quello detto “islamofobia”. Se poi si riesce a penetrare negli arcana del Talmud si troverà per noi goym un’amore infinito. Ognuno sa da chi è fomentato questo genere di odio e chi ha interesse a farlo. Sembra che con l’ultimo censimento gli stranieri su 60.000.000 siano ben 6 milioni. I miei personali rapporti con questi stranieri sono più che ottimi, come posso facilmente dimostrare a qualsiasi mio diffamatore. L’«odio» è una malattia dell’anima che mi è del tutto estranea. Un’interessante ricerca da fare riguarda il codice penale sovietico del 1926, dove si trova forse un precedente della legge Mancino. Non è difficile immaginare chi avesse avuto interesse a scrivere la normativa bolscevica e quale fosse la sua finalità.]all’antisemitismo e che diffondono il “negazionismo della Shoah”.[Con lettera a parte chiedo ai singoli “difensori” se sanno dirmi cosa è l’antisemitismo e il negazionismo. Ma è istruttivo anche l’accostamento che ne viene fatto! Ad essere rigorosi, proprio rigorosi, semiti sono i palestinesi di Gaza. Non sono invece per niente “semiti” , in senso genetico, gli ebrei israeliani in buona parte immigrati dalla Russia o da altre parti del mondo. Ma sono essi certamente “antisemiti” considerando come anche recentemente hanno trattato i “semiti” di Gaza. Quanto ai cosiddetti “negazionisti” dico qui brevemente che sono l’equivalente moderno degli “untori” manzoniani. La mia posizione al riguardo, già esplicitata mille volte, è che per me si tratta di una questione di libertà di pensiero e di ricerca che dovrebbe essere garantita ad ogni cittadino. Riguardo al merito non sono uno specialista, anche se ormai a furia di sentirne parlare e di leggere i testi demonizzati, mi vado formando una personale opinione, al quale io stesso non attribiusco soverchia importanza e che dopo la vicenda Williamson non rendo certo pubblica. Tuttavia, proprio per far arrabbiare i “difensori” della verità nonché della carità “ebraica” (se ne esiste una) dico che giudico molto più grave della stessa “negazione della Shoah” il fatto che in determinati ordinamenti giuridici vengano inflitte pesanti sanzioni penali a persone la cui unica colpa è di “negare la Shoah”. Ormai la faccenda esce fuori dalla storia per entrare in un campo prettamente religioso. Sarebbe come voler criminalizzare quanti nel mondo non vogliono credere o non si lasciano convincere riguardo al dogma della Trinità. Voler mandare costoro al rogo o criminalizzarli, sarebbe quanto di più inumano e antisociale possa esservi. Ma non vale il reciproco: chi nega la Shoah non ha riconosciuta più la sua specie umana. O meglio così certuni, fra cui i nostri “difensori” della giustizia, del diritto e dell’umanità, vorrebbero. Trovo che sia un grave imbarbarimento, un regresso della civiltà giuridica il fatto che vi sia una verità di Stato e che su questa base i cittadini possano venir condannati anziché essere protetti nella loro libertà di pensiero e opinione, giusta o sbagliata che sia ed ammesso che vi sia qualcuno che possa decidere per autorità su ciò che è metafisicamente vero o falso, giusto o ingiusto.]Ogni tanto abbiamo visto casi sui giornali, ma noi sappiamo perfettamente che i siti sono molti di più.[Si noti la voglia infame di forca, la sete di sangue, Non possiamo che rabbrividire allo spettacolo di ciò che costoro sono stati capaci di fare a tanti innocenti bambini palestinesi non meno innocenti dei genitori che hanno dato loro la vita.]Purtroppo[sic! Ma chi è che dice “purtroppo”? È il governo di Tel Aviv o un cittadino italiano la cui doppia lealtà propende più per Tel Aviv? Sempre Israel Shamir ricorda a proposito di “doppia lealtà” gli ebrei cittadini turchi che facevano spionaggio contro la Turchia e a favore dei britannici durante la prima guerra mondiale. Hanno certamente contribuito alla caduta dell’Impero Ottomano, di cui erano cittadini evidentemente “infedeli”]in Italia manca una legge che vieti il negazionismo della Shoah[Ecco cosa vorrebbero i nostri “difensori”. Vogliono mandare in galera, come già succede in Germania e altrove, quanto “non credono” ai loro articoli di fede. Recentemente un ministro, loro “amico”, ha detto che “siamo tutti ebrei” . In mille anni assodati in cui la mia famiglia è radicata in Italia non mi ero mai accorto di essere un ebreo. Vivo nel terrore di un carabiniere alla porta che mi imponga “per legge” la circoncisione.]e l'unica legge "applicabile" è la legge Mancino-Scelba contro l’apologia del fascismo e la discriminazione razziale.[Ancora più evidente la voglia di forca. È da chiedersi quale sia stata la genesi delle citate leggi. Una “ricerca” sarebbe quanto mai utile. Ma credo che sulla legge Mancino vi sia un interessante lavoro, che dovrò andare a leggermi. Ne riparlerò dopo averlo letto. Insomma, noi italiani non possiamo più essere sicuri neppure nella nostra patria, come il povero vescovo Williamson, al quale Lor Signori non volevano concedere rifugio e asilo neppure nella suo paese di nascita. Il governo inglese non ha rinnovato le nefandezze di quello argentino e si è tenuto distante dalla barbarie post-nazista imperante in Germania.]L'obiettivo di questo evento è quello di raccogliere i siti antisemiti in lingua italiana,[eccolo, esplicito e chiaro l’invito alla delazione! A parte che, come per le ronde, si tratterebbe di valutare a quale titolo si possano redigere “liste nere” di siti, il cui chiaro fine non è il pur lecito confronto critico, ma la vera e propria delazione in attesa di una legge che per fortuna ancora non c’è, ma che i nostri amici dalla “doppia lealtà” desiderano ardentemente. Povera Italia, quanto sei caduta in basso, preda dei tuoi nemici e senza governanti autoctoni.]segnalateci i siti che conoscete, così da permetterci di stilare un elenco che sia il più vasto possibile e diffondete l'evento tra i vostri amici, così da far conoscere al maggior numero di persone la realtà.[La realtà? Quale? Quella del genocidio di Gaza? O della nuova caccia all’ebreo questa volta nei panni del “negazionista” e dell’«antisemita». Questi “difensori” in fondo non si accorgono con la loro intolleranza di scagionare dalle loro colpe gli intolleranti di ieri. Una vera e propria eterogenesi dei fini.]
Elenco (assolutamente provvisorio, con una breve descrizione del tipo di sito):
http://www.disinformazione.it , in particolare la sezione http://www.disinformazione.it/paginaisraele.htm dove si sostengono le classiche testi dell'antisemitismo, come lo strapotere degli Ebrei, l'esistenza della lobby ebraica ecc...
http://www.avanguardialegionaria.com ,in particolare la sezione dedicata alla politica estera ( http://www.avanguardialegionaria.com/viewforum.php?f=6&sid=44049bde1c6e3cdf83690f99f9d329ac )dove troviamo messaggi come questo: http://www.avanguardialegionaria.com/viewtopic.php?f=6&t=2228
http://civiumlibertas.blogspot.com - Blog gestito dal dott.Antonio Caracciolo, ricercatore al dipartimento "Teoria dello Stato" dell'Università "La Sapienza" di Roma, qui troviamo numerosi messaggi relativi al negazionismo della Shoah.[Eccomi! Son io. E son qui pronto ad accogliervi. Considero questa segnalazione vera e propria diffamazione, denigrazione, delazione. Mi basta qui pronunciare una condanna morale dell’ignobile che ha scritto queste righe. Non merita altro che il mio disprezzo. Ed è sentenza e pena più che sufficiente.]http://www.ilduce.net -Questo sito vende materiale innegiante al fascismo come "la sciarpa della decima MAS"
Facebook:
http://www.facebook.com/group.php?gid=52423567846 - QUELLI CHE VORREBBERO FINI.... PRESIDENTE....D' ISRAELE -Basta leggere i commenti lasciati dagli iscritti
http://www.facebook.com/group.php?gid=37277218119 -Quelli che per accendere il camino usano le bandiere di Israele!
http://www.facebook.com/group.php?sid=ecdb3027c723bb9dbdce2e7a375709c1&gid=44184504230 -Boicottiamo i negozianti Ebrei
http://www.facebook.com/group.php?sid=ecdb3027c723bb9dbdce2e7a375709c1&gid=49592466786 -Anti gobbi ed Ebrei...
http://www.facebook.com/group.php?sid=ecdb3027c723bb9dbdce2e7a375709c1&gid=37908934645 -Che mondo sarebbe senza gli Ebrei
http://www.facebook.com/group.php?sid=ecdb3027c723bb9dbdce2e7a375709c1&gid=58953235548 -Per chi crede che hanno ucciso più Palestinesi gli Ebrei che Ebrei Hitler -
Se conoscete altri siti/gruppi ecc... contattateci in privato, saremo ben lieti di aggiungerli a questo evento.[Ho avvisato qualcuno dei soggetti in elenco, che non conosco, ma non sono io il loro difensore di ufficio e son certo che sapranno agire per il meglio. Sono disposto ad una difesa comune, se mi contatteranno o riuscirò io a contattarli. Osservo che ignoro o mi sono estranei i contenuti dei siti elencati. Ritengo però che sia un comune diretto la tutela degli artt. 21 e 33 della costituzione vigente.]
***
Tra ier sera e stamattina ho quindi reagito su sue piani: a) Una lettera inoltrata alla Direzione italiana dove denuncia un fatto a mio avviso antigiuridico, trattandosi di vera e propria diffamazione, oltre ad un sistema di figure delittuose che al momento non saprei meglio delineare ma tendenti ad impedire l’esercizio dei diritti contenuti negli artt. 21 e 33. Personalmente, sono disposto a concedere in questo blog ogni diritti di civile critica e di contraddittorio alle mie tesi e alle mie opinioni. Purtroppo, qui “purtroppo” lo dico io, costoro sono degli inetti nell’arte del ragionamento. Sono in malafede. Sono dei veri e propri pappagalli, ovvero megafoni, che ripetono grossolanamente cose elaborate dalla loro “cupola”. Sono dei veri e propri provocatori di professione che escono dal tracciato del discorso, per produrre reazioni da tacciare poi come “antisemitismo”, un’accusa con la quale condiscono tutti i piatti della loro cucina. Ho dovuto adottare il filtro della moderazione dei commenti anche per rispetto ai comuni lettori. Perché il testo di questa Lettera di Diffida verso Terzi inoltrata a Facebook non perda di evidenza l’ho collocata nella colonna di destra di questo Blog in modo che resti in buona evidenza per tutto il tempo che sarà necessario. Qui di seguito l’ultima versione di un testo che mi riservo sempre di perfezionare:
b) Poiché i singoli “Difensori” sono individuabili su Facebook cliccando l’apposito link, mi è parso opportuno rivolgermi loro con una lettera aperta. Osservo qui un fatto. Anche a quelli che io non posso evidentemente non giudicare miei “nemici” – in un senso che non posso qui approfondire – io non disconosco la loro qualità umana, anche se raccapricciante. Di alcuni di essi ho già iniziato a leggere i “profili” facebook nonché a leggere i testi dei loro “commenti”, dai quali si può evincere la loro figura intellettuale e morale. Vorrei evitare la polemica individuale, che poi sarebbe di uno solo contro diverse centinaia iscritti alla loro mailing-list. Mi è parso opportuno scrivere a tutti loro la seguente “Lettera aperta” che ho pubblica nella seconda colonna del blog con la stessa evidenza della “Diffida”. Eccone il testo che come il precedente mi riservo di perfezionare, trattandosi più di un testo teorico che non effettivamente di una lettera alle singole persone che forse neppure meritano tanta attenzione:
Esprimo presso la direzione di Facebook formale diffida verso un gruppo denominatosi « Contro i siti antisemiti in Italia - Da diffondere», allestito dall’agenzia sionista «In difesa di Israele», attiva nella sistematica diffamazione di ogni voce critica. Presumo sia direttamente filiata da Tel Aviv della cui protezione gli anonimi diffamatori si sentono forti. Non solo respingo fermamente le basse calunnie e le volgari farneticazioni prive di senso logico, etico e storico, ma respingo al mittente il volgarissimo attacco contestandogli un orrendo “genocidio” perpetrato proprio da Israele in Gaza, e che essi con ogni pravo artificio ed ogni sorta di menzogne si industriano di nascondere davanti agli ignari con calunnie, minacce e intimidazioni nei confronti di liberi cittadini che sanno e parlano non facendo altro che esercitare i loro diritti costituzionali. È ignobile oltre che antigiuridica ogni apologia di un siffatto orrendo crimine evidente a ogni coscienza onesta. I militari israeliani che hanno condotto il massacro in Gaza hanno pieno titolo a comparire come criminali di guerra in un Tribunale per crimini contro l’umanità.Come ha ben evidenziato lo storico ebreo-israeliano Ilan Pappe nel recente convegno «La guerra israelo-occidentale contro Gaza. Atti del seminario romano del 24 gennaio 2009» proprio in Gaza è stato dimostrato che non lo schema del conflitto fra due parti belligeranti, ma solo il criterio ermeneutico della “pulizia etnica” può fornire la corretta lettura degli eventi presso quanti sono animati da onestà intellettuale e da ricerca della verità. Ognuno ha potuto vedere come nel massacro di Gaza a ridosso del Santo Natale 2008 da una parte stessero carriarmati, aerei, cannoni ed i più sofisticati ordigni di morte; dall’altra parte vi era solo una popolazione inerme e difensori che disponevano solo delle loro mani nude. Ben strana guerra, ben strano “conflitto” che mai ebbe contendenti ad armi tanto impari: questo può solo essere un massacro, un genocidio. È notorio come Israele oltre ad armare eserciti si serva di appositi organizzazioni volte a diffamare e a disinformare: la propaganda (leggi anche: “In difesa di Israele? sic!”) è qui non più “strumento”, ma parte stessa della guerra, essa stessa guerra. Il governo israeliano punta sulla sua capacità di controllare, condizionare e deformare l’informazione occidentale per assicurarsi una piena copertura ad un genocidio in atto.
Lo “sfruttamento dell’Olocausto”, l’accusa strumentale e abusata di antisemitismo, l’«accusa del sangue» sempre ricorrente, l’artificio della “colpa collettiva” di cui gravare perfino generazioni innocenti, salvo respingere da se stessi la stessa nozione di “colpa collettiva” per le truffe finanziarie e per singoli crimini commessi da singoli ebrei, tutti i miserabili sofismi prodotti da un apposito Ufficio della Menzogna, di cui “In difesa di Israele (?! sic!)» è solo uno dei tanti organi che l’Hasbara getta sulla rete, sono tutti artifici con cui il governo di Israele tenta di distrarre e ingannare l’opinione pubblica mondiale dalla responsabilità del genocidio del popolo palestinese, ma anche da un ben altro genocidio: il venir meno della libertà di pensiero e di espressione in paesi come Germania, Francia, Svizzera, Austria e si vorrebbe anche in... Italia, come si evince dal testo anonimo su Facebook, pur istruttivo da leggere e frequentare per conoscere la “banalità del male”, cioè il materiale umano di cui il sionismo si serve. Ad ogni mese la rete informativa che fa capo ad Israele lancia nuovi attacchi, nuove operazioni “piombo fuso”: l’ultima contro il vescovo Williamson, ultimo della serie degli attacchi alla chiesa cattolica, ormai incapace di reagire. La Menzogna, l’Inganno, la Frode sono gli strumenti di cui Lor Signori fanno costante uso.
Nel Gruppo “Contro i siti antisemiti in Italia - Da diffondere” al quale lei risulta iscritto ho trovato una menzione infamante alla mia persona, cosa che per la verità non mi turba più di tanto. Nessuna persona dabbene ha mai dato credito a falsità manifeste che ricadono sui loro ideatori. Ho tuttavia protestato presso Facebook inviando una “Diffida pubblica” che può leggere in alto e in bella evidenza nella seconda colonna del mio blog:Et de hoc satis. Speriamo. Ritorno alle mie letture ed alle mie ordinarie occupazioni, da cui sono stato distolto da un evento certamente disgustoso. Proprio ieri mi sono fermato in raccoglimento sulla tomba del mio professore Aldo Moro, nel cimitero di Turrita Tiberina, la cui tragica morte ancora oggi turba il mio sonno. Speravo che da quegli anni fossimo lontani. Ma la barbarie non è per nulla cessata. Si è solo approfondita. Se non ci sono più gli attentati nelle nostre città degli anni di piombo, è però aumentata di gran lunga la disonestà e l’ipocrisia. Oggi si uccide barbaramente più di ieri, ma taluni pretendono di farci credere che un vero e proprio massacro, un vero e proprio genocidio, non è massacro ma è “difesa”. Ci vengono a dire e pretendono di farci credere che si ha il diritto in nome del proprio Dio di fare opera di pulizia etnica. Non ricordo il numero esatto delle diverse centinaia di villaggi palestinesi che sono stati letteralmente rasi al suolo, cancellandone dalla carat geografica il nome arabo. Lo hanno fatto loro, i signori Difensori, e ci vengono a dire che Ahmadinejad vuol fare su di loro ciò che loro hanno già fatto sulla pelle dei palestinesi, che nel 1948 n 750.000 pari al 50 per cento dell’intera popolazione sono stati cacciati dai loro villaggi, quando non sterminati. Parlano di “diritto al ritorno” che è riconosciuto ad ogni ebreo in qualsiasi parte del mondo viva, magari senza aver mai prima messa piede in Palestina”, ma “negano” lo stesso diritto al ritorno ai palestinesi che hanno cacciato dalla lore case nei villaggi e perfino in Gerusalemme, a quei palestinesi che ancora conservano le chiavi delle loro case. Caro maestro, sono ben certo che se tu fossi stato ancora vivo, ministro degli esteri al posto di questo attuale, il tuo senso profondo di umanità non ti avrebbe fatto tollerare tanta barbarie che si spaccia per diritto, civiltà, difesa.
http://civiumlibertas.blogspot.com/
Il sistema di pubblicità Facebook consente però di risalire agli autori singoli o collettivi dei messaggi. Ho letto vari commenti del gruppo cui appartiene, trovandovi una grande superficialità ed insincerità, per non voler qui usare parole più forti di condanna. Forse l’idea del gioco “facebook” vi distoglie dal fatto che il nome Gaza evoca morti ammazzati – un vero e proprio genocidio che ha una lunga storia – e che fortunatamente esiste ancora nella costituzione italiana un fondamentale articolo che è il numero 21, dove ad ogni cittadino è garantita la libertà delle sue opinioni. Mi sono accorto che “In difesa di Israele (? sic!) “ compare sul web in contemporanea con l’operazione “piombo fuso”. Dopo la «difesa» del genocidio di Gaza ho notato nel vostro Gruppo anche un attacco alla costituzione italiana.
Ero indeciso se scrivere o non scrivere questo testo, idealmentente indirizzato ad ogni iscritto al suo Gruppo, con una domanda che servirebbe alla mia analisi sociologica della vostra aggregazione:
Egregi Signori, state usando i termini di “antisemita” e “negazionista” fino a far scendere il latte alle ginocchia. Ho il sospetto che i primi a non esser convinti di ciò che dite siate voi stessi e che in realtà perseguiate altri e inconfessabili fini.
«Ebbene, siete perlomeno in grado di specificare voi stessi singolarmente il senso dei termini da voi usati in modo che un esterno possa capirci qualcosa? Cosa significa “antisemita”? Cosa significa “negazionista”? Cosa significa “in difesa di Israele”? Cosa significa “odio”? Odio di chi verso chi? Chi ne è il soggetto e chi l’oggetto? L’«amore» che dovrebbe esistere al posto dell’«odio» vietato da Mancino dove sta? Amore per chi? Per le vittime aggredite e massacrate o per gli aggressori? E chi è la vittima? Può essere aggressore il bambino di pochi mesi colpito in pieno da una cannonata israeliana all’inizio del massacro di Gaza?»
Non rispondetemi con citazioni tratte di peso da una letteratura che un ebreo doc come Norman G. Finkelstein ha definito “cianfrusaglie” e che ho già valutato criticamente. Se io sono “antisemita” dovrebbe essere ben strano che le mie letture e le mie principali informazioni provengano da autori ebrei come Pappe, Sand, Finkelstein, Burg, Shamir e altri ancora pur diversi fra di loro e a volte anche in opposizione.
Sarebbe per me interessante esaminare se esiste un vostro proprio e autonomo pensiero o se siete soltanto tanti megafoni, tanti pappagalli manovrati da Tel Aviv. Se avvierete un vostro dibattito in ordine alla definizione dei suddetti termini lo seguirò con vivo interesse scientifico. Se mi accorgo che però siete incapaci di riflessione e consapevolezza critica, non vi dedicherò altra attenzione, salvo ad attivare le opportune difese in caso di ulteriore fastidio e molestie da parte vostra.
Distantemente
ac
* * *
L’impressione di superficialità, immaturità, ignoranza, razzismo, pregiudizio che ricavo dal sito facebook è assai deprimente. Mi chiedo se valga la pena afferrarli uno per uno ed iniziare con ognuno di essi una discussione a tu per tu. Temo che sarebbe tempo perso e non si caverebbe un ragno dal buco. Ma non dobbiamo più stupirci e stracciarci le vesti, quando celebrando il 70° anniversario delle leggi razziali i nostri politici pretendono di farci credere che gli italiani di allora fossero dei marziani oltre che autentici mostri in senso morale, politico, criminale. Se andiamo a guardare con i nostri occhi ciò che abbiamo davanti, ne dobbiamo concludere che qui vi è di peggio. Ma con una importante differenza. Qui è cosa che possiamo noi stessi verificare: hic et nunc. Per il passato dovremmo credere a quel che ci dicono. Ed io non do molto credito ai nostri politici, non importa di quale partito essi siano.
Sembra che vi siano limiti tecnici di facebook nella possibilità di inviare messaggi ai singoli partecipanti alla discussione sionista. Ho mandato cinque o sei messaggi replicando alle scempiaggini che ho letto. Poi è comparso una nota facebook che dava dei limiti alla possibilità di inviare messaggi oltre un certo numero. Meglio così non ho grande voglia di fare battibecchi con costoro. Almeno alcuni di loro hanno ricevuto il link di questo post. Resto qui in attesa. Non temo le loro argomentazioni, se mai ne hanno.























