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venerdì 8 luglio 2011

Verso Gaza 42: FLYTILLA - cosa succede nell’aeroporto Ben-Gurion minuto per minuto

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Come annunciato in questi giorni, la comunità internazionale dell'attivismo pro-Palestina e anti-Israele è attualmente in mobilitazione di massa. Centinaia e centinaia di attivisti provenienti da tutto il mondo tentano di raggiungere la Palestina occupata in aereo, visto che i porti del Mediterraneo sono preclusi alle partenze per Gaza.


Ma Israele ha inviato a tutte le linee aeree in Europa e USA una lettera con allegato una lista nera di attivisti a cui deve essere negato l’accesso ai voli diretti a Tel-Aviv. In altre parole, ora le nostre compagnie di bandiera si fanno dare ordini da Israele, prova che «siamo sotto occupazione israeliana», come commentava ieri in diretta nel programma di Galloway su Press-Tv il fondatore del Palestine Solidarity Movement scozzese, Mick Napier.

Infatti le linee aeree co-operano con Israele, e la Francia vieta la partenza per Tel-Aviv a chiunque non abbia un passaporto israeliano. Il ministero degli esteri francese rilascia un comunicato che ha dell’incredibile: «La Francia è preoccupata del rischio di incidenti e scontri che potrebbero verificarsi nell’aeroporto di Tel-Aviv questo venerdì». In altre parole, la Francia si presta a fungere da cane da guardia per Israele, sacrificando la libertà dei cittadini francesi alle esigenze delle autorità israeliane che non vogliono affrontare l’imbarazzo delle proteste contro l’occupazione della Palestina nell’aeroporto di Ben-Gurion, documentate dalla stampa mondiale.

Altrettanto si può dire di tutti gli altri governi europei, ormai palesemente asserviti all’impero USA/ISRA.

Molti attivisti francesi e belgi, vista l’impossibilità di partire con le compagnie di bandiera delle rispettive nazioni, si sono rivolti alla linea aerea della Svizzera - un paese ufficialmente neutrale. Ma evidentemente la neutralità della Svizzera finisce dove inizia USA/ISRA. Non solo i passeggeri belgi e francesi sono stati respinti dalla swissair, ma anche negli aeroporti di Ginevra e Zurigo l’accesso ai voli per Israele è stato vietato agli attivisti diretti nella Palestina occupata.

In questo video vediamo alcuni attivisti francesi pro-Palestina protestare indignati per il divieto di accesso ai voli per la Palestina occupata. Il video porta il titolo “checkpoint israeliano a Parigi”.





In un altro video si vedono scontri tra gli attivisti pro-Palestinesi e alcuni simpatizzanti di Israele, in un aeroporto francese.


Ieri sera durante la trasmissione di George Galloway su Press-Tv, in cui il famoso politico scozzese e fondatore di ‘Viva Palestina’ parla con gli spettatori che chiamano in diretta, aveva chiamato via Skype il fondatore del movimento scozzese Palestine Solidarity Movement, Mick Napier. Annunciava l’intenzione dell’intero gruppo di prendere il volo per la Palestina occupata - come viene chiamata Israele dagli attivisti pro-Palestinesi. «Ci proveremo, nonostante il divieto imposto da parte di Israele alle linee aeree europee. Il fatto che le compagnie di bandiera accettino l’ordine imposto da Israele è la prova che l’assedio e l’embargo di Gaza è ormai esteso all’intera Palestina ed è arrivato anche sul suolo europeo».

Uno spettatore da Parigi, Chris, diceva in diretta per telefono a George Galloway: «Visto il divieto di arrivare in Tel-Aviv con volo diretto da Parigi, abbiamo provato a prendere un volo per l’Ungheria, da cui partire alla volta della Palestina occupata. Ma eravamo sulla ‘lista nera’ consegnata da Israele alle compagnie di volo europee, e ci hanno vietato di partire. Prova che l’Europa prende ordini da Israele e che le nostre nazioni si trovano sotto occupazione. Un nostro compagno di viaggio belga ha riassunto la situazione dicendo: “Israele si rifiuta di rispettare i confini determinati nel ‘48, sta ormai occupando anche il resto dei territori Palestinesi e si sta allargando oltre le frontiere europee, prendendo controllo delle nostre nazioni”».

Quello dell’Europa e dell’intera Palestina ‘sotto occupazione’ è il tema ricorrente di tutti gli interventi che si sentono oggi su Press-Tv e nei vari video pubblicati su internet. «È proprio la realtà dell’occupazione dell’intera Palestina ciò che volevamo denunciare manifestando nei territori occupati», dichiara una passeggera francese nell’aeroporto Charles De Gaule di Parigi-Roissy. «Visto il divieto di partire imposto dalle nostre autorità su ordine di Israele, il messaggio diventa ancora più forte e chiaro. I media qui sono tutti presenti, e documentano le cronache israelo-europee».

Molti attivisti sono riusciti comunque a partire per Tel-Aviv sia dall’Europa che dagli Stati Uniti. Nell'aeroporto di Ben-Gurion si assiste ad arrivi fiume di stranieri, prontamente trattenuti e rispediti al mittente. Ma fanno notizia! Soprattutto perché si assiste a scene di assalto agli attivisti stranieri da parte degli israeliani, o di resistenza e forte protesta per il comportamento degli agenti israeliani, che sono arrivati in forze ieri sera a presidiare l’aeroporto.

La presenza dei media e giornalisti nell’aeroporto Ben-Gurion è massiccia nonostante il tentativo delle autorità di vietare l’ingresso ai giornalisti. La situazione è a tratti caotica, e viene monitorata dal Twitter di un giornalista noto, Joseph Dana. Infatti in basso la cronologia dei tweet del giornalista, che raccontano gli eventi di oggi.


Ma fanno notizia soprattutto gli attivisti arenati negli aeroporti europei. In pratica, il centro di gravità della protesta progettata nella Palestina occupata si sposta principalmente in Europa, ma è altrettanto efficace da un punto di vista mediatico.

Il risultato insperato della mancata partenza delle navi che compongono la FF2, è che si è formato un ponte di proteste fiume tra Europa e Palestina occupata, che riunisce quasi fisicamente l’intero movimento anti-Israele e porta la Palestina virtualmente sul suolo europeo. Alcuni aeroporti europei si sono trasformati letteralmente in un palcoscenico affollato in cui viene messa in scena la manifestazione globale anti-Israele.


Il web abbonda di articoli che riguardano la missione della “FLY-TILLA”, ma forse è più interessante al momento seguire i messaggi sul twitter del giornalista Joseph Dana, che aggiorna costantemente su quanto succede nell’aeroporto di Tel-Aviv, fornendo anche video e immagini. Joseph Dana si era imbarcato con la Freedom Flotilla per Gaza, e segue ora le vicende della Fly-Flotilla dai territori Palestinesi occupati.

Ma prima ancora, ecco un aggiornamento da Press-Tv, che fa rabbrividire.

INCREDIBILE MA VERO - In collegamento dall'aeroporto di Parigi-Roissy, il portavoce del gruppo francese informa: «Noi, qui da Parigi, non siamo potuti partire, ma da Toulouse è partito un gruppo di circa 40 cittadini francesi, molti tra i quali di origine africana. Ci informano che all'arrivo all'aeroporto di Tel-Aviv sono stati catturati, gli uomini separati dalle donne, i bianchi dai neri. Noi qui continueremo con le nostre proteste, se non ci faranno partire torneremo ancora, e ancora. Se non altro le compagnie aeree dovranno rimborsarci i biglietti. Pensano di farla franca?»

Aggiornamenti sul twitter di Joseph Dana su quanto succede in tempo reale nell’aeroporto di Ben-Gurion in Tel-Aviv, a iniziare da venerdì mattina
  1. In Europa, 200 passeggeri bloccati, non possono salire sui voli, ma molti tedeschi e inglesi sono in volo e stanno arrivando.
  2. Gli attivisti israeliani pro-palestinesi stanno considerando se annullare le proteste nell’aeroporto: “gli arresti sono inevitabili”.
  3. Oltre alle proteste negli aeroporti in Europa e Tel-Aviv, si stanno svolgendo manifestazioni in almeno 5 località della Cisgiordania.
  4. Ci sono agenti della sicurezza ovunque nell’aeroporto. Non ne ho mai visti così tanti tutti insieme.
  5. Ci sono telecamere di video-sorveglianza ovunque nell'aeroporto. Altre 10 installate per l’arrivo degli attivisti.
  6. I giornalisti a cui è stato vietato l’accesso all’aeroporto dicono: siamo stati cacciati per ragioni politiche.
  7. Notizie da Ynet: arrivati passeggeri da Ginevra, non erano sulla ‘lista nera’ - trattenuti per interrogatori.
  8. Tra poco il mio giornale 972-Magazine metterà online un report con foto esclusive di quanto accade all'aeroporto di Tel-Aviv.
  9. Eli Yishai ha appena informato che il ministero degli interni «ha bloccato l’entrata degli illegali» in Israele.
  10. Eli Yishai: «abbiamo una lista di persone che hanno in progetto di tenere manifestazioni illegali in Israele. Li fermeremo!»
  11. Ci sono qui alcuni attivisti israeliani - mi dicono che ci sono ‘tonnellate’ di agenti in borghese, pronti a catturarli se fanno una mossa!
  12. L’atmosfera si fa un po’ tesa qui, ora che gli attivisti si preparano a protestare nell’aeroporto. Sanno che saranno arrestati.
  13. I militari e le guardie si spostano in piccoli gruppi in giro per l'aeroporto. Sembrano davvero preoccupati.
  14. Questa è la scena che ora si presenta qui nell’aeroporto: direi che un terzo della folla è composto da polizia e attivisti.
  15. C’è il caos: qualcuno ha sventolato una bandiera Palestinese!
  16. Ecco: la polizia arresta i manifestanti ...
  17. Tutto impazzisce ora: ecco una prima foto di quanto succede.
  18. Ora tutti urlano - alcuni dicono parolacce (nonostante il divieto, massiccia presenza della stampa).
  19. I passeggeri attaccano gli attivisti e li insultano ...
  20. Vedo 3 persone arrestate con forza bruta. La polizia del Ben-Gurion prima stava a guardare mentre la gente li copriva di sputi e insulti.
  21. La polizia permette agli spettatori di prendere a pugni i manifestanti in presenza della stampa. (ricordiamo che sono israeliani!)
  22. Ecco un’altra immagine delle proteste - è il caos totale.
  23. Molti dei manifestanti sono donne e la gente le copre di sputi e insulti, anche i tassisti.
  24. La gente urla in coro “siete pezzi di m....” e la polizia sta a guardare senza intervenire.
  25. Ora due uomini e una donna vengono arrestati.
  26. Dopo gli arresti, l’esplosione di razzismo e gli urli, la folla nell’aeroporto sembra calmarsi.
  27. Un israeliano ha appena colpito con forza una delle manifestanti mentre parlava con i media - la polizia ha visto ma non interviene.
  28. Anzi, ora la polizia scherza con i teppisti che hanno attaccato i manifestanti pacifici. Incredibile!
  29. Le tre persone arrestate sono quelle che sventolavano le bandiere palestinesi - tutti israeliani.
  30. Finora ancora nessun passeggero dall’estero è potuto entrare nell’aeroporto.
  31. Molti israeliani nel terminal cantavano: “Andate in Siria!” ai manifestanti con la bandiera palestinese.
  32. Era un uomo grande e grosso quello che ha colpito la piccola manifestante in presenza di 4 agenti. A lui, niente è successo.
  33. Arrivano le prime voci non confermate: alcuni passeggeri stranieri sembra siano riusciti a passare il controllo passaporti e sono entrati. Mi do da fare per conferme ...
  34. Ora gli agenti cominciano a chiedere documenti e ‘pass’ alla stampa ... La situazione sembra essere fuori controllo ...
  35. DA PRESS-TV (immagine in basso): commenta in diretta il portavoce del gruppo di Parigi: continueremo il nostro sit-in nell’aeroporto anche stanotte - abbiamo i biglietti, non possono buttarci fuori - ogni volta che le autorità lo hanno tentato abbiamo mostrato i nostri biglietti: «o ci fate partire, oppure restiamo nell’aeroporto.»
  36. Continua Chris Den Hond: «Il comportamento di Israele è la prova della debolezza endogena del cosiddetto stato ebraico. Israele è uno stato di polizia, una società militarizzata, che sopravvive per mezzo della forza, dell’imposizione, delle minacce. Ciò che Israele vuole evitare, nel vietare l’entrata agli attivisti, è che si parli della Palestina nel mondo. La Palestina per Israele non deve esistere, deve essere cancellata dalla memoria. La parola Palestinesi non viene neanche pronunciata dagli israeliani: dicono ‘arabi’ parlando dei Palestinesi, e lo dicono con tono di disprezzo. Al massimo Israele intende ‘concedere’ ai palestinesi piccole riserve di terra, quella non fertile, lungi dal rappresentare uno stato».
  37. Continua il racconto di Joseph Dana sul suo Twitter:
  38. Arrivano i voli da New York! E quindi il terminal si sta di nuovo animando.
  39. Improvvisamente tanta gente! Il portavoce del governo per i media arabi ha appena insinuato che i manifestanti israeliani arrestati all’aeroporto sarebbero “collegati ad Hamas”.
  40. Mi dice che entrare nella Cisgiordania “senza un permesso militare” è illegale e una chiara provocazione nei confronti di Israele.
  41. Vengo a sapere che è stato arrestato Larry Deferner del J-post (Jerusalem Post), visto che aveva tentato di proteggere uno degli attivisti che veniva picchiato dai passeggeri israeliani.
  42. Tre giornalisti vengono cacciati dall’aeroporto “per questioni di sicurezza”. Avevano tutti il regolare tesserino della stampa di stato (israeliano).
  43. Vengono scortati dalla ‘sicurezza’ verso un treno in partenza. Questo è un attacco senza precedenti alla libertà della stampa israeliana.
  44. NUOVA INFO: 20 passeggeri arrivati da Ginevra con la linea EasyJet sono stati arrestati.
  45. Larry Deferner del J-Post viene rilasciato. Naturalmente lavorare per l’organismo di stampa della IDF (esercito isra.) ha i suoi vantaggi.
  46. Matan Cohen è uno degli attivisti arrestati nell’aeroporto Ben Gurion per avere gridato “free Palestine”.
  47. A questo punto l’aeroporto non è altro che un enorme circo mediatico con tanti agenti in divisa e in borghese.
  48. A proposito degli israeliani che oggi attaccavano i manifestanti pro-Palestinesi: sembravano divertirsi molto nel manifestare il loro disprezzo con sputi.
  49. (Il loro pensiero): perché Israele non può tranquillamente mantenere la Palestina sotto occupazione? La gente rende la vita proprio difficile alla povera Israele.
  50. NUOVA INFO: era atterrato alle 15.00 ora locale un volo della Swissair con a bordo attivisti belgi !
  51. Alle 15.10 sono stati arrestati - sono passate ore e non se ne sa più niente.
  52. (tweet di @avinunu): Israele sta ora trattando gli attivisti pro-Palestinesi ESATTAMENTE come lo stato del Sud-Africa trattava gli attivisti anti-apartheid.
  53. (tweet di @avinunu - Ali Abunimah): Israele sta dirottando e mettendo in quarantena i voli sospettati di avere a bordo persone che credono nei diritti umani.
  54. (tweet di @avinunu - Ali Abunimah): il comportamento sempre più isterico, violento e intollerante di Tel Aviv indica che il regime ha i giorni contati.
  55. NUOVA INFO: Vengo a sapere che sono stati espulsi alcuni attivisti americani arrivati già ieri, che facevano parte della Nave Americana per Gaza della Freedom Flotilla 2.
  56. NUOVA INFO: Mi dicono che un gruppo di attivisti francesi è riuscito ad arrivare in Palestina a dispetto degli sforzi di Israele.
  57. (tweet di @peaceforgaza - Aiwan Qwaider: Dice Moustafa Bargouti (che ora dovrebbe essere sulla nave '
  58. ‘Juliano’ diretta a Gaza, di cui il web non da notizie): Il governo di Israele usa i teppisti al Ben Gurion per reprimere - Israele: l’unica democrazia nel medio Oriente”.
  59. (tweet di @avinunu - Ali Abunimah): Il Popolo Palestinese è stato sequestrato e tenuto in ostaggio nel proprio paese da parte di un’entità razzista che ora vieta anche che abbiano visite!
  60. Continua Joseph Dana: non dimentichiamo che Israele oggi farà un sacco di soldi testando “tecnologie della sicurezza” all’aeroporto di Ben Gurion.
  61. (tweet di @avinunu - Ali Abunimah) - Milioni di Palestinesi sono: o intrappolati in Palestina con divieto di uscire, o esiliati con divieto di entrare. Questo stato di cose NON durerà.
  62. Continua Joseph Dana: Haaretz informa che un gruppo di attivisti è stato prelevato da un volo EasyJet atterrato da poco.
  63. Messaggio dagli attivisti: siamo qui insieme e aspettiamo altri attivisti francesi in arrivo con un volo da Roma.
  64. (tweet di @avinunu - Ali Abunimah): Guardatele le immagini della polizia israeliana che circonda un aereo delle EasyJet perché sospettato di avere a bordo attivisti pro-Palestinesi!
  65. (tweet di @avinunu - Ali Abunimah): Davvero, Israele si sta creando da sola una campagna da BDS molto più efficace di quanto saremmo in grado di fare noi stessi.
  66. Continua Joseph Dana: i passeggeri stanno inviando SMS ai giornalisti dicendo che ora vengono trasportati in un luogo di detenzione e che saranno probabilmente rimpatriati in Europa.
  67. Gli attivisti israeliani arrestati perche avevano ‘pericolosamente’ sventolato bandiere Palestinesi saranno probabilmente presto rilasciati.
  68. PER OGGI: Finora, 85 cittadini stranieri - tra cui 33 donne - sono stati trasferiti dall’aeroporto di Tel Aviv in carceri israeliane, dove saranno detenuti almeno durante il fine settimana, per avere espresso il desiderio di visitare i palestinesi della Cisgiordania.
Domani forniremo altre immagini, e aggiornamenti appena ci saranno.

Ma per concludere questa parte, ecco un’informazione appena trasmessa da pressTv. In serata veniamo informati che anche un volo proveniente dal Giappone è arrivato al Ben Gurion di Tel Aviv e i passeggeri sarebbero stati tutti messi in stato di fermo. Non sappiamo cosa intenda fare Israele da ora in poi, ma la protesta ha raggiunto proporzioni globali e sembra inarrestabile. I cambiamenti arrivano, un poco alla volta, con tante piccole sconfitte seguite da sporadiche vittorie importanti. Come dice Gilad Atzmon: “La rotta si è invertita”. E la Palestina un giorno sarà libera.

mercoledì 6 luglio 2011

Verso Gaza 41: FF2 - Salpa verso Gaza anche la nave greco-svedese-norvegese- 'Juliano'

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Nel post precedente 'Verso Gaza n. 40' - un post 'in progress' - stiamo monitorando il progresso che fa in mare la piccola imbarcazione francese 'Dignité' che fa parte della Freedom Flotilla II diretta a Gaza per forzare il blocco che strozza la popolazione martoriata del piccolo enclave sotto assedio da 5 anni.

Finora la 'Dignité' era l'unica nave riuscita a partire, eludendo la stretta sorveglianza delle autorità portuali della Grecia, che hanno l'ordine di trattenere con la forza ognuna delle 10 navi che compongono la FF2 'Restiamo Umani'. Nel post sulle vicende della 'Dignitè' continueremo ad aggiornare in merito ad ogni nuova informazione che troveremo nelle news tv e internet, aggiungendo di volta in volta un paragrafo numerato.

Ora apriamo il presente post dedicato ad un'altra nave della FF2, la 'Juliano', che trasporta una delegazione di attivisti greci, svedesi e norvegesi. Sembra confermato che anche questa nave sia riuscita a partire, questa volta con il consenso dato a malincuore da parte delle autorità greche che avevano esaurito l'intero repertorio di pretesti per impedirne la partenza.

Questo post seguirà le stesse modalità del precedente, elencando in paragrafi successivi le notizie che troveremo in merito al progresso che farà la nave in mare, man mano che si avvicinerà alla piccola nave francese 'Dignitè', che sta navigando a ritmo ridotto per permettere alle navi compagne di raggiungerla, per poi proseguire insieme in direzione Gaza.

Questa mattina Press-Tv - che ha un contatto privilegiato con la flotilla - annunciava che i passeggeri della 'Juliano' si dichiaravano determinati a salpare oggi, dopo avere espletato in modo esaustivo l'intera gamma di presunte formalità burocratiche e legali necessarie, sottoposte da parte delle autorità greche. Mentre scrivo, un solo sito - israeliano - ha dato la notizia ufficiale della partenza della nave 'Juliano'. In basso la traduzione di quanto riporta il sito. Continueremo a monitorare il progresso della nave 'Juliano', aggiornando il post per segnalare ogni nuovo sviluppo in merito al viaggio verso GAZA !

* * *

FF2 - Salpa verso Gaza anche la 'Juliano',
nave greco-svedese-norvegese

SOMMARIO: 1. La nave Juliano viaggia verso Gaza. –

1. La nave Juliano viaggia verso Gaza. – È questa la notizia data dal sito israeliano Y-net. Dopo enormi ritardi il vascello parte dalla Grecia per recarsi all'appuntamento con la nave francese in mare aperto.

La nave ha lasciato le coste della Grecia nel pomeriggio di mercoledì 6 luglio, dopo i ritardi causati in parte dal divieto imposto da parte di Atene per la partenza di tutte le navi che compongono la flotilla.

A bordo ci sono 20 attivisti. La settimana scorsa gli organizzatori avevano affermato che Israele aveva sabotato la nave nel tentativo di impedirne la partenza.

«Siamo in mare!» ha dichiarato a Ynet l’ex-israeliano Dror Feiler, musicista e co-organizzatore di questa spedizione. «Tutte le strade portano a Gaza. Sarà una flotilla piccola ma di grande qualità.»

Greta Berlin, portavoce del movimento ‘Free Gaza’, ha dichiarato a Y-net che la 'Juliano' raggiungerà in acque internazionali la nave francese già in viaggio, per proseguire insieme alla volta di Gaza. Non ha fornito dettagli sul punto dell’incontro.

Anche Dror Feiler ha rifiutato di rivelare dettagli sulla rotta progettata per le navi. «Al momento dirò soltanto che siamo riusciti infine a partire dopo una battaglia estenuante con le autorità greche. Ci hanno dato il tormento, ma alla fine abbiamo soddisfatto tutte le richieste e non avevano più pretesti per trattenerci. È stato come David che affronta Golia».

Tuttavia l’attivista ex-israeliano deplorava un aspetto che si era verificato: un’azienda greca era retrocessa da un accordo stipulato in precedenza, relativo alla fornitura di cemento destinato ai cittadini di Gaza - da essere trasportato su una delle due navi cargo della FF2. Oggi infatti Press-Tv rivelava che l’ordine per la fornitura non rispettata era di 3-mila tonnellate di cemento.

«Hanno preferito restituirci i soldi, dicendo che avevano subìto pressioni e che non potevano rispettare l’accordo», ha rivelato Dror Feiler, aggiungendo che gli organizzatori della flotilla progettavano di denunciare la ditta.

Il giorno prima - martedì 5 luglio - la ‘Juliano’ aveva tentato la partenza, ma la guardia costiera greca aveva circondato la nave e abortito il tentativo. Dror Feiler diceva che ora l’unico ostacolo tra loro e Gaza poteva rivelarsi la IDF (forze militari israeliane).

In basso: ecco la nave ‘Juliano’ mentre esce dal porto di Atene. A sinistra, accanto alla bandiera greca, è inquadrato il docente greco Vangelis Pissias, organizzatore storico delle spedizioni via nave per Gaza a partire dalla prima della serie che risale all’agosto del 2008, a cui avevano partecipato anche Vittorio Arrigoni, Lauren Booth, Paul Larudee e tanti altri personaggi a noi noti nell’ambiente dell’attivismo pro-Palestinese.

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venerdì 1 luglio 2011

Verso Gaza 38: Nave USA partita, poi catturata in mare dalle autorità greche

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Il governo israeliano è ben consapevole del dilemma che dovrà affrontare se le navi della FF2 riusciranno a prendere il largo in direzione Gaza, e quindi mette in atto tentativi disperati di impedirne la partenza, usando le tattiche a cui ricorre da sempre: ricatti, pressioni, corruzione, sabotaggi. Senza questi mezzi, e senza le violenze, le guerre, il terrorismo di stato, Israele non esisterebbe. Come non esisterebbe se non fosse protetta dal parlamento di Washington e dal potere di veto che esercitano gli USA nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

Qualora la Flotilla riuscisse a partire, Israele affronterebbe un imbarazzo senza precedenti che la vedrebbe costretta a prendere una decisione importante dal punto di vista strategico. Ecco in sintesi l’analisi degli esperti e giornalisti – quelli veri che non leggono dal copione sionista.

1 - Fermare la Flotilla in mare, impedendole di raggiungere la propria destinazione - specie se con mezzi violenti - rappresenterebbe un incubo per le pubbliche relazioni internazionali di Israele: le immagini del massacro a bordo della Mavi Marmara non si sono certo cancellate dalla memoria. Nonostante tutti gli sforzi in atto per impedire ai media di massa di coprire l’evento della FF2, un nuovo confronto in mare aperto con le spedizioni umanitarie dirette a Gaza, scatenerebbe rivolte ovunque che non potrebbero essere ignorate dalla stampa - anche in ragione della partecipazione di molti ebrei americani alla Flotilla.

2 - Dall’altra parte, l’opzione di cedere e permettere alla Flotilla di raggiungere Gaza, creerebbe un precedente ‘pericoloso’. Israele è ben consapevole che con tutta probabilità si innescherebbe un meccanismo inarrestabile di spedizioni e processioni fiume per Gaza, segnando l’inizio della fine dell’assedio. Difficile, comunque, immaginare Israele nell’atto di ‘cedere’, nemmeno per salvarsi da una inesorabile disfatta. Cedere in favore del buonsenso è un’opzione non contemplata nelle politiche del cosiddetto stato ebraico.

Ciò che è successo oggi nel porto di Atene, è la prova - qualora ce ne fosse bisogno - che Israele sta lottando con tutti i mezzi illegali e illeciti [quelli legali non esistono] per arenare la Flotilla nei porti di partenza per Gaza. Ecco in basso il resoconto degli eventi di oggi, completo di immagini.

* * *

Nave USA per Gaza partita
poi catturata in mare



In Atene, la giornata dei volontari che compongono la spedizione americana per Gaza era iniziata sul sentiero di guerra. Esasperati dagli ostacoli indotti per ritardare la partenza verso Gaza e infuriati per le continue minacce che arrivano da Tel Aviv e Washington, i delegati americani della FF2 hanno messo in atto una chiassosa manifestazione di protesta di fronte all’ambasciata americana in Atene.

Presto sono arrivate le forze dell’ordine e ci sono stati gli inevitabili scontri perché gli agenti tentavano di allontanare gli attivisti con la forza. Non è successo niente di irreparabile, e comunque la rabbia degli attivisti americani nei confronti del proprio governo si è fatta sentire forte e chiaro: basta proteggere Israele - è noi che dovete proteggere! Basta con le minacce ai vostri cittadini: è Israele che dovete minacciare se non si decide a togliere l’assedio di Gaza. Basta con i ricatti al governo greco, fateci partire!

Invece i ricatti continuano e sortiscono l’effetto auspicato da USA/ISRA. Nel pomeriggio era arrivato un comunicato di Press-Tv, che diceva: «Siamo appena stati informati che la nave americana ‘Audacity of Hope’ aveva preso il largo, forse con l’intenzione di raggiungere il punto stabilito per l’incontro in alto mare di tutte le navi della FF2 per Gaza. Tuttavia la nave è stata poco fa catturata da parte delle autorità greche. Vi daremo i dettagli appena ne siamo in possesso». Era proprio “catturata” il termine usato dal giornalista negli studi di PressTv.

Un’ora dopo, ecco il collegamento telefonico con il corrispondente Hassan Ghani [che un anno fa partiva con la Mavi Marmara, e questa volta sarà sulla nave canadese ‘Tahrir’].

Diceva Hassan Ghani: «Dopo tante manovre da parte delle autorità greche per impedire alla nave americana di allontanarsi dal porto, oggi dopo la manifestazione di fronte all’ambasciata americana, i volontari della ‘Audacity of Hope’ hanno deciso di prendere il largo. Presto sono arrivate comunicazioni via Twitter dai volontari americani a bordo: si stavano avvicinando alla nave alcuni battelli da assalto e un’imbarcazione della guardia costiera greca».

Continua Hassan: «Alcuni tra i volontari a bordo si erano già imbarcati l’anno scorso sulla Mavi Marmara, come Paul Larudee. Dicevano che i battelli erano gli stessi Zodiac che avevano assaltato la Mavi Marmara l’anno scorso, e sono rimasti inorriditi dall’implicazione. Sicuramente si trattava di autorità greche, come mostrava l’insegna sulla barca della Guardia Costiera, ma la presenza di eventuali militari israeliani tra gli agenti greci non era esclusa. Al momento la nave è sotto cattura, i battelli la circondano e non sappiamo cosa succederà. Molto probabilmente verrà scortata in porto».

«Ma i fatti che hanno portato alla situazione attuale mi sono noti - continua Hassan Ghani - e sono in pratica gli stessi che affronta la nave canadese. Negli ultimi giorni le autorità hanno continuato a sottoporre agli organizzatori, sia della nave americana che canadese, alcuni documenti burocratici che dovevano essere compilati. E si tratta di documenti molto complessi e difficili da decifrare, di quelli che sembrano chiaramente intesi per creare complicazioni e impedimenti. Infatti è proprio questo che si è verificato. Ogni volta che i portavoce a bordo consegnavano i documenti compilati, venivano restituiti con pretesti in merito ad inesattezze o questioni di non-conformità».

«L’intera storia burocratica è andata avanti fino a oggi, senza risolversi, né per la nave USA né per quella canadese. Anzi, oggi alla nave canadese sono stati requisiti alcuni documenti di bordo, con un pretesto, ed è una cosa grave perché in loro mancanza non è legale partire».

«Siamo venuti a sapere oggi dai funzionari della Protezione Civile greca, che la guardia costiera ha ricevuto l’ordine di prendere tutte le misure necessarie per impedire la partenza di qualunque nave con destinazione Gaza - che siano navi greche o internazionali. Ovviamente il sospetto è che ci siano pressioni da parte di Israele, e che gli ostacoli burocratici ne siano il risultato».

«Comunque - continua Hassan Ghani - siamo tutti sui carboni ardenti, perché abbiamo anche un altro sospetto. Parlando ieri con alcuni delegati della spedizione americana, mi venivano espresse preoccupazioni molto serie. Dicevano che la partenza delle navi assume carattere di urgenza, perché si sospetta che dietro alle manovre per ritardare le partenze si celi l’intenzione di effettuare altri sabotaggi, finché l’intera flotilla sarà resa inagibile. Le procedure burocratiche complicate sarebbero quindi un espediente per guadagnare tempo, e non tanto per vietare la partenza tout-court».

«I volontari della nave americana esprimevano quindi l’intenzione di allontanarsi dal porto, pur sapendo che sarebbero stati sicuramente intercettati. Lo avrebbero fatto per impedire agli agenti israeliani di sabotare la nave in porto».

Hassan Ghani ha terminato il suo resoconto telefonico dicendo: «Quando avrò aggiornamenti in merito alla nave americana chiederò un collegamento.»

Stiamo assistendo ad una vera e propria guerra! PressTv informa inoltre che di recente le relazioni tra Grecia e Israele si sono intensificate, e si stanno tenendo attualmente negoziati interlocutori finalizzati ad un accordo commerciale per la fornitura di energia e per eventuali investimenti da parte di Israele, in soccorso alla crisi finanziaria che affronta la Grecia. Informa inoltre che la difesa israeliana ha ordinato alla marina militare di usare ogni mezzo possibile per impedire alla Freedom Flotilla di arrivare in Gaza.

Di seguito le immagini della nave americana Audacity of Hope che salpa dal porto di Atene, alcune delle quali riprese a bordo. Poi in basso le scene di protesta di fronte all’ambasciata americana e gli scontri con le forze dell’ordine greche.

Alcune immagini sono catturate dal filmato che Press-Tv mandava in onda durante il collegamento con il corrispondente Hassan Ghani.















In basso: alcuni dei volontari a bordo della Audacity of Hope, tra cui la coordinatrice che ha organizzato la spedizione americana: Anne Wright, ex-colonnello dell’esercito americano, che ha dato le dimissioni in protesta degli orrori delle guerre di Washington. Eccola qui in basso, al centro della foto di gruppo. Per un anno ha organizzato la campagna di raccolta fondi, per finanziare la nave americana per Gaza. Ha anche noleggiato una nave che percorreva le acque di Manhattan, ospitando a bordo eventi culturali per la promozione mediatica della spedizione e per raccogliere i necessari finanziamenti.


In basso: al centro la nota autrice afro-americana Alice Walker, seduta accanto a Medea Benjamin dell’organizzazione Code Pink.


In basso: il signore sulla sinistra è Ray McGovern, ex-funzionario della CIA, oggi un attivista agguerrito che combatte costantemente per informare l’America sulle mire imperiali di Washington e Israele. Interviene spesso su PressTv e non perde occasione per protestare pubblicamente e farsi arrestare per fare notizia. Speriamo di avere l’occasione per presentarvi presto anche gli altri membri della delegazione americana, in gran parte personaggi noti alla blogosfera per il loro impegno sulla scena dell’attivismo politico e sociale.


In basso: le immagini della protesta di fronte all’ambasciata americana di Atene.








In basso: commenta in collegamento con PressTv Ken Mayers, un componente della delegazione americana che fa parte della Freedom Flotilla 2:

«Hillary Clinton accusa la spedizione ‘Restiamo Umani’ di provocazione esplicita. Ma mi chiedo: e perché non dovrebbe esserlo? La costituzione stessa della Freedom Flotilla è un deliberato atto di provocazione politica, una dimostrazione esplicita di solidarietà con un popolo che combatte contro l’occupazione, il genocidio, il colonialismo, l’esproprio di territori e di case, la cacciata dalle proprie terre, il razzismo.

La Flotilla è intesa in primo luogo come una esortazione ai popoli e una sfida ai governi per agire tempestivamente al fine di restituire ai Palestinesi il diritto all’auto-determinazione. La nostra missione non è quella di risolvere una crisi umanitaria, pur rispondendo alla necessità per la fornitura di aiuti umanitari che possano alleviare alcune delle emergenze più estreme.

È questo il messaggio che vogliamo fare arrivare al nostro governo protestando oggi di fronte all’ambasciata americana in Atene. Washington ci fa sapere che la nostra missione è superflua perché esisterebbero canali preposti al flusso di aiuti umanitari per Gaza. Ma è proprio questa realtà che noi contestiamo: costringere un popolo ad accettare l’umiliazione di dipendere da aiuti umanitari, perché si vuole tutelare l’oppressore che impedisce al popolo assoggettato illegalmente la libertà di perseguire il benessere. È questo stato di cose inaccettabile che noi veniamo a combattere soprattutto sul piano mediatico. Il nostro è senz'altro un atto di provocazione, deliberata e ben mirata».

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