mercoledì 11 marzo 2009

Di ritorno da Gaza: il massacro continua. Conferenza stampa della delegazione di Forum Palestina

Ero seduto accanto ad una giornalista dell’ANSA, che riempiva il suo taccuino mentre i membri della Delegazione di Forum Palestina che erano stati nella Striscia di Gaza passando dal valico egiziano raccontavano la loro esperienza durante due giorni di permanenza, durante i quali avevano potuto vedere la situazione di fatto e portare direttamente il denaro che avevano raccolto. Alla giornalista ho detto che avrei scritto anche io qualcosa sul mio blog, ma con un taglio ed uno stile diverso da quanto lei avrebbe dovuto necessariamente tenere. Se avessi annotato o stenografato gli interventi, non avrei potuto riflettere criticamente su quanto ascoltavo. Molto vi sarebbe qui da scrivere, ma non ne ho il tempo e devo solo limitarmi ad alcune rapide annotazioni. Intanto, la principale è quella schematizzata nel titolo: il massacro continua. Noi siamo purtroppo abituati a percepire la realtà in quanto e se raccontata dai grandi mezzi di comunicazione, che per l’appunto appartengono ad Israele, agli interessi cioè che da oltre un secolo devastano le terre mediorientali. Per chi vuole giungere alla conoscenza della Verità, il percorso è sempre accidentato accidentato e faticoso.

Si è fatto in Roma tanto baccano al solo accenno di un boicottaggio contro i negozi degli ebrei che viene ora netto il contrasto con ben altro boicotaggio che Israele conduce da sempre contro il popolo palestinese. A proposito: Israele c’entra qualcosa con l’ebraismo? E non è mai successo che gli ebrei romani in quanto tali e non già in quanto “sionisti” abbiano spillato un solo euro per finanziare gli “insediamenti illegali” in Cisgiordania? O l’economia israeliana di guerra ed il conseguente “genocidio”, voluto dal loro Dio e benedetto dai rabbini di tutto il mondo, non hanno nulla a che fare con l’ebraismo in quanto tale? Naturalmente, la conferenza stampa non ha avuto niente a che vedere con questa impostazione, anche se qualche intervento dal pubblico – subito represso – si è affacciata questa realtà tanto spinosa quanto sottaciuta.

Intanto, un curioso caso di boicottaggio da parte israeliana, quanto per stare sul tema: in un ospedale ben attrezzato, al quale è stato donato dalla banca mondiale, non un “carroarmato”, o una partita di missili, bensì un... ascensore da installare nell’ospedale palestinese che avrebbe già una seconda camera operatoria: non si può disporre dell’ascensore resta bloccato nel porto dalle autorità israeliane. I pazienti devono essere portati in barella, per le scale, da un piano all’altro.: con i disagi e i pericoli facilmente immaginabili. Negli ospedali continuano a morire quelli che prima erano feriti. L’uso di armi proibite, sempre negato dagli Eletti Mentitori, è una realtà che si riscontro sul corpo dei pazienti deceduti. Vi è stata poi una colpevolissima condotta dei medici israeliani, che si sono mostrati degni colleghi dei Mengele holliwodiani: hanno forse creato un personaggio a loro immagine e somiglianza, ma non riscontrabile nella realtà.

Un dato politico significativo è il fatto che la delegazione giunta dal valico egiziano è riuscita a passare, inscenando una manifestazione. Il governo egiziano appare sempre più un governo a sovranità limitata. Il trattato di pace è stato in realtà un trattato di soggezione, di vassallaggio. Questo spiega la complicità egiziana nell’attacco a Gaza. Ormai sono dati che un occhio critico facilmente individua. Che dire del gas che l’Egitto “regala” ad Israele? Un tributo di guerra, come succedeva nei tempi antichi, dove le cose si chiamavano con il loro nome. La delegazione italiana, che inizialmente non era autorizzata a passare, non si è voluta allontanare dal valico, ma fornitasi di coperte e di tende vi ha trascorso la notte. Il fatto ha creato grande scombussolamento nelle autorità egiziane, che alla fine si sono decise a far passare la delegazione, che però una volta dentro non si voleva poi fare uscire. Insomma, vi sarebbe da fare un film, se l’industria holliwodiana non fosse di proprietà degli amici del giaguaro, anzi di proprietò diretta del giaguaro.

Non è però passata affatto l’altra delegazione, quella della Tavola della pace, che ha scelto il valico israeliano in segno di solidiarietà verso Israele, vittima di qualche missile Kassam con rottura di vasi. Questo tipo di pacifismo sostiene Israele adottando la tesi del “conflitto”, per la quale il massacro, il genocidio, la pulizia etnica sarebbe una “giusta difesa” da parte di Israele contro i “terroristi” palestinesi, autentici barbari e selvaggi della nostra epoca, la cui colpa è quella di non volersi arrendere, di non volersi lasciar disperdere per il mondo in campi profughi o come immigrati nelle nostre società che non sempre li amano. La lezione di Ilan Pappe, ribadita al seminario romano del 21 gennaio scorso, è stata recepita da Forum Palestina, che respinge nettamente la tesi dell’equidistanza o equivicinanza di altre organizzazioni falsamente solidali con i palestinesi. Trattasi di genocidio che deve trovare la più ferma condanna di quanti amano nutrire la loro mente con gli “orrori” storici, controversi, della seconda guerra mondiale. Signori, se guardate verso Gaza e la Palestina, non avrete nessun bisogno di “ricordare”, non dovrete fare nessun forzo di “memoria”. Basta che guardiate: il genocidio, la pulizia etnica, il razzismo è presente, reale ed alla porta dei vostri occhi, delle vostre orecchie, del vostro cervello.

Taccio sul “nostro” (?) ministro Frattini, del quale potrei dire e pensare solo del male, tutto il male possibile, che lascio immaginare ma non dico. Già Durban I aveva rivelato verità che gli Usa, Israele e il Canada, paesi dove la “Israel lobby” è potentissima, avevano tentato di sabotare. Lo stesso tentano ora di fare con Durban II. Il “nostro” ministro ha dato quella prova di servilismo, di cui nessuno dubitava. Personalmente, evito anche di sapere ciò che dice o fa: lo considero “perso” e “alieno” e mi guasterei il sangue a seguire le sue gesta. Un momento! Va però data una nota di merito alla rappresentanza diplomatica italiana in Israele ed Egitto, che molto si sono adoperate per dare sostegno alla delegazione italiana. Ciò è stato riconosciuto e attestato dalla delegazione. Non ne attribuisco però il merito al ministro. I funzionari sia italiani sia egiziani hanno, per fortuna, una loro limitata autonomia morale rispetto ai loro governi.

Chiudo questa rapidissima nota con un poco di colore. La mattina ho iniziato il mio boicotaggio contro Israele. Finito di prendere il caffè in un bar dei Parioli, mi sono accorto che sulla macchina del caffé vi era scritto “Lavazza”. Mi sono quindi ricordato che questo è uno degli obiettivi del boicottaggio, in quanto la italiana Lavazza fa affari con Israele. Ho detto al barista e al proprietario che la prossima volta non avrei preso il caffè nel loro bar, se avessi visto ancora la scritta Lavazza. Ritengo di essere libero di prendere o non prendere un caffè senza voler con ciò fare un danno al proprietario del bar, al quale non ho chiesto di quale religione o etnia fosse. Mi è parso che abbia capito e non si sia offeso. In ogni caso non passerò da quel bar in quanto è per me fuori zona. Per la fine del mese è prevista una grande azione di boicotaggio contro Israele, che peraltro il suo boicottaggio contro Gaza lo conduce in permanenza da anni: la ricostruzione degli edifici che la stessa Israele ha bombardato non la si può fare in Gaza, perché Israele non lascia passare il cemento, i tondini e tutto il materiale da (ri)costruzione. Per fortuna, dice la delegazione, in Gaza non si soffre la fame. Ma ciò accade perché dai tunnel passano non le armi, ma i viveri!

3 commenti:

Luca L. ha detto...

Splendida questa testimonianza, grazie professore.
La ammiro perché costituisce un'oasi per i libertari veri, in questa asfittica Italia "dei nani e delle ballerine".

AvendoLo chiamata in causa esplicitamente, La invito, per quanto nelle sue possibilità, a partecipare alla discussione in atto qui, sulla libertà di stampa e di espressione:

http://www.cittadiariano.it/index.php?option=com_fireboard&func=view&catid=5&id=17588#17588

Grazie ancora per il Suo lavoro.

Antonio Caracciolo ha detto...

Caro Luca, è mezz’ora che sto cercando di accedere al luogo del dibattito per inserire un mio breve commento. Ho letto buona parte dei testi. Intanto, un apprezzamento per il livello del dibattito che pur nel dissenso mi sembra superiore a certi porti di mare in cui mi sono imbattuto. Al momento sono stanco e probabilmente la deluderei se intervenissi in condizione fisiche non eccellenti. Ho letto il testo di Blondet: impressionante. Ciò che avrei voluto dire è che non è questa l’Euroap che io sognavo. Mi sembra che la situazione stia evolvendo in una vera e propria annessione dell’Europa nell’Impero americano. Quanto agli argomenti usati nel dibattito su antisemitismo, negazionismo, neonazismo mi sembra che siano argomenti strumentali per spezzare ogni resistenza ed annettere l’Europa sconfitta nel corpo dell’Impero, appunto. Questi temi introdurrò, se mi riuscirà di entrare. Ma solo se proprio desidera un mio intervento, ma se non le sembra necessario, le sarei grato se me ne può esimere, soprattutto in questo perdiodo.

Luca L. ha detto...

Grazie per il tempo che mi ha dedicato, ovviamente il mio era un semplice invito e non una richiesta, alla quale non avevo titolo.
Invito doveroso, nel momento in cui l'aveva chiamata in causa.
Grazie comunque ancora per la consueta disponibilità.
Alla prossima.