martedì 18 maggio 2010

Diffondiamo... finché possiamo! - Inizia la nuova epoca della censura.


Per chi sa di filosofia hegeliana è nota la distinzione in Hegel fra scritti a stampa e appunti per uso degli studenti e non destinati alla pubblicazione. Gli scritti a stampa vengono ritenuti piuttosto oscuri, mentre nelle dispense ad uso didattico ed interno lo stesso senso è invece chiaro. Potendo, gli studiosi cercano di chiarire i testi a stampa attraverso gli Appunti tratti dalle lezioni. Perché questa differenza? Perché i testi a stampa erano soggetti a censura e gli autori dovevano a quell’epoca cautelarsi con una forma che non insospettisse il censore, in genere persona di non elevata cultura. Con le leggi liberticide che si annunciano, dobbiamo ritornare alla prima metà del XIX secolo, in ambiente di restaurazione. Ricevo sulla posta privata il testo che segue e per il quale mi si chiede di dare diffusione, per sensibilizzare quante più persone possibile. Accolgo l’invito e faccio quel che posso, avvertendo i lettori che da questo momento dovrò modificare lo stile e la comprensibilità dei miei testi in conformità alla nuova normativa.

CIVIUM LIBERTAS

* * *
(di seguito, il testo ricevuto)

diffondiamo.....finchè si può!!!!!!!!!!!!!


Ieri il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d..L. 733) tra gli altri con un emendamento del senatore Gianpiero D'Alia (UDC) identificato dall'articolo 50-bis: /Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet;

la prossima settimana Il testo approderà alla Camera diventando l'articolo nr. 60.

Il senatore Gianpiero D'Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo e ciò la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della"Casta".

In pratica in base a questo emendamento se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog a disobbedire (o a criticare?) ad una legge che ritiene ingiusta, i /providers/ dovranno bloccare il blog.

Questo provvedimento può far oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all'estero; il Ministro dell'Interno, in seguito a comunicazione dell'autorità giudiziaria, può infatti disporre con proprio decreto l'interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.

L'attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore; la violazione di tale obbligo comporta per i provider una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000.

Per i blogger è invece previsto il carcere da 1 a 5 anni per l'istigazione a delinquere e per l'apologia di reato oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni perl'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'odio fra le classi sociali.

Con questa legge verrebbero immediatamente ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta!

In pratica il potere si sta dotando delle armi necessarie per bloccare in Italia Facebook, Youtube e *tutti i blog* che al momento rappresentano in Italia l'unica informazione non condizionata e/o censurata.

Vi ricordo che il nostro è l'unico Paese al mondo dove una /media company/ ha citato YouTube per danni chiedendo 500 milioni euro di risarcimento.

Il nome di questa /media company/, guarda caso, è Mediaset.

Quindi il Governo interviene per l'ennesima volta, in una materia che, del tutto incidentalmente, vede coinvolta un'impresa del Presidente del Consiglio in un conflitto giudiziario e d'interessi.

Dopo la proposta di legge Cassinelli e l'istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al "pacchetto sicurezza" di fatto rende esplicito il progetto del Governo di /normalizzare/ con leggi di repressione internet e tutto il istema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare.

Tra breve non dovremmo stupirci se la delazione verrà premiata con buoni spesa!

Mentre negli USA Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet in Italia il governo si ispira per quanto riguarda la libertà di stampa alla Cina e alla Birmania.

Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati il blog Beppe Grillo e la rivista specializzata Punto Informatico.

Fate girare questa notizia il più possibile per cercare di svegliare le coscienze addormentate degli italiani perché dove non c'è libera informazione e diritto di critica il concetto di democrazia diventa un problema dialettico.




APPENDICE

Sospetto di Bufala

Ricevo e pubblico:

Caro Antonio

Mi sembra di capire che l'ultimo post che hai pubblicato, sulla presunta approvazione dell'emendamento D'Alia, sia una bufala, diffusa certamente in buona fede, che confonde alcune cose.


Ho fatto un po' di ricerche in Internet, e mi sembra di capire (ripeto questa frase, perché certezza non ne ho) che si tratti di una proposta vecchia di molti mesi, che poi è stata tolta dalla legge.


Comunque prima di accettare per oro colato la mia correzione, ti conviene fare anche le tue ricerche.


A presto


Ho risposto privatamente a chi mi ha mandato la segnalazione che non ho nessuna difficoltà a pubblicare subito, accettattando rettifiche e correzioni, secondo un principio che ho espresso in epigrafe. Come ho accolto la preghiera di diffusione ulteriore giuntami da un lettore, egualmente pubblico la cautela giuntami da un altro. Non ho però io il tempo di fare io le verifiche cui allude il secondo lettore. Le priorità sono per ora altre: l’attacco che Fiamma Nirenstein sta conducendo alla rete. E questa non è certamente una “bufala” perché l’attacco è in corso e lo stiamo monitorando giorno per giorno. Chiedo se mai al primo lettore di fare lui le ricerche chieste dal secondo lettore: io ho dato ospitalità all’uno e all’altro. Ritengo però che non sia per nulla una “bufala” la minaccia costante alla Rete, cioè alla possibilità di una nuova e rivoluzionaria forma di comunicazione fuori dal controllo di regime. È anche vero che che la rete è un porto di mare dove si trova di tutto e succede di tutto. Ma osservo che per un verso non vengono meno le leggi già esistenti. Avevo ricevuto una querela per un mio post. Per fortuna, la cosa è stata subito archiviata, perché ho potuto esibire la gazetta ufficiale dove era scritto ciò che mi veniva contestato. A memoria di avvocati, non è mai successo a nessuno di ricevere una querela per diffamazione per una cosa che si trova scritta in un decreto firmato dal presidente della repubblica, dal ministro, dal prefetto! Ho però imparato che anche scrivendo in internet non ci si sottrae alle leggi già esistenti. Per il resto, confido nella capacità di autodisciplina di ognuno, ma sono e resto una fautore convinto del principio di libertà.

1 commento:

Saigon ha detto...

Anche in Inghilterra stanno iniziando con queste pratiche intimidatorie, stanno facendo le prove tecniche per una censura totale della libertà d'espressione in rete.