mercoledì 11 febbraio 2009

Lati grotteschi e mostruosi dell’«operazione piombo fuso» sul Vaticano: le denuncie, le offese e le punizioni contro il vescovo Williamson!

Versione 2.1
Status: 26.2.09

Non dubito che possa esservi chi gioisce alla notizia che un vescovo, un uomo di chiesa, venga incriminato e rischi fino a tre anni di carcere per avere espresso una mera opinione su un fatto storico di oltre 60 anni fa. Io inorridisco. Poco mi interessa l’accertamento di una verità fattuale controversa rispetto alla sola ipotesi che per una mera opinione chiunque possa venire incriminato. Lo slogan dei forcaioli è “la negazione della Shoah non è un’opinione, ma un crimine”. Ma cosa è propriamente un’opinione? E come può essere conosciuta la Shoah se non facendosene una libera opinione? Ma cosa è ancora una “negazione” se non un’opinione negativa? E come si fa ad accertare la verità della Shoah? È data come presupposta? E chi ha il potere di fissare le verità? Perfino le verità di fede non possono essere assunte che... per fede! Hobbes diceva a proposito della fede che la sua natura è tale che se uno la possiede per davvero non gli può essere tolta da nessuna tortura, ma vale anche l’opposto: non si possono imporre con la forza le verità di fede. Se ne può imporre un mero rispetto formale. Si può costringere con la tortura e il carcere ad affermare verità nelle quali non si crede. Alle origini del cristianesimo la testimonianza della verità era detto “martirio” e i santi cristiani sono detti “martiri” per aver testimoniato la verità del Cristo.

È grottesco e quanto mai barbarico e antigiuridico il voler costringere con il carcere un prelato ad ammettere non già la resurrezione di Cristo, ma la verità della Shoah. Che a questa operazione si sia unito anche il Vaticano pone inquietanti interrogativi sulla dottrina delle fede uscita dal Vaticano II. Essendo stato avviato un procedimento penale, la faccenda avrà i suoi tempi processuali. Sarà cosa lunga, ma proprio per questo materia di riflessione e discussione. Il mio augurio è che vi saranno un sempre maggior numero di persone che prenderanno coscienza della barbarie giuridica dei nostri tempi, che pretendono di essere un superamento di fascismo e nazismo, ma lo sono solo nel senso che hanno superato in gravità ed intensità la barbarie alla quale dicono di volersi opporre. Seguiremo in questo post in forma enciclopedica tutte le notizie che via via attingeremo dalla rete.

Sommario: 1. «Williamson denunciato per apologia del negazionismo». – 2. La notizia nel lancio dell’agenzia argentina Telam. – 3. “Messo a tacere”. – 4. Ma Wiesel è incontentabile: deve anche cacciarlo! 5. Amen. – 6. Inaudito: Foxman in Vaticano! – 7. Per andare a Gaza il papa non ha tempo. – 8. Una dichiarazione inopportuna. – 9. Il sito ufficiale italiano della Fraternità di San Pio X. – 10. Mostruoso: il vescovo Williamson deve lasciare l’Argentina! – 11. Speculazioni e ferocia.

1. «Williamson denunciato per apologia del negazionismo». – Così recita il titolo da cui traiamo la prima notizia dell’incriminazione del vescovo Williamson. Finora conoscevano l’espressione “apologia del fascismo” o anche “apologia di reato”, ma non ci eravamo mai imbattuti nell’espressione “apologia del negazionismo”. Vi è di che restare allibiti. La denuncia sarebbe stata fatto “presso la procura federale argentina dal responsabile per l’argentina del settimanale americano Newsweek”, tal Sergio Szpolski. Bravo! Merita una medaglia! E meno male che si tratti di un giornalista! O presunto tale. Il fatto ci dice quanto possiamo fare affidamento sui canali di informazione. In effetti mi è trovato di leggere anche l’espressione “guerra informativa”, intendendo evidentemente una forma di guerra che si svolge attraverso l’uso dei media. Nel link si apprende anche dell’esistenza di un «Istituto argentino contro la discriminazione” (Inadi), che non è un istituto di ricerca storica, ma avrebbe chiesto al vescovo «di confermare o smentire le sue tesi». Direttrice di un simile istituto sarebbe una tal Maria Josè Lubertino la quale fa sapere che potrebbe venir presentata una “seconda denuncia” che potrebbe costare al povero vescovo, non sospetto di pedofilia, ma solo per opinioni di carattere storico «una condanna a tre anni di carcere». La voglia di forca non sembra che sia per nulla diminuita in 2000 anni di giudeo-cristianismo. Vedremo gli sviluppi di questa non edificante storia di questo inzio di terzo millennio.

Maggiori articolazioni presenta la notizia data da tgcom. È da osservare anche il modo in cui le notizie vengono date dai media, che non sono per nulla neutri, come abbiamo già spiegato a proposito dell’espressione “territori occupati”, originaria del lessico Onu per condannare Israele per ripetute violazioni e aggressioni. Nella stampa fiancheggiatrice i “territori occupati” diventano semplicemente “territori”, espressione che non significa più nulla. Questa è l’informazione, la stessa informazione che ora si occupa del vescovo Williamson. Il tgcom presenta quella che potrebbe essere una vera e propria calunnia con la seguente formulazione: «Maria José Lubertino, direttrice dell’Istituto, ha detto che in caso affermativo nei suoi confronti sarà presentata una seconda denuncia che potrebbe costargli “una condanna a tre anni di carcere'’». E se il caso fosse “negativo”, Maria Josè la passa franca? Non ci soffermiamo oltre, ma inviamo i nostri lettori a prestare attenzione non solo alla notizia in sé, ma anche e soprattutto alla sua redazione, al suo confezionamento.

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2. La notizia nel lancio dell’agenzia argentina Telam. – Con le agenzie non è diverso da quello che si fa in internet, raccogliendo notizie su un tema. Vi è una fonte della notizia e poi gli altri che vi attingono, redigendo a seconda dei dati che si vogliono maggiormente evidenziare. Il titolo argentino è: «Sergio Szpolski denunció al obispo negador del Holocausto por apologia del delito». Intanto i termini sono maggiormente dubitativi: “podria”. Il nome del magistrato presso cui è stata presentata la denuncia è Julián Ercolini. Quindi si leggono le alte, elevatissime opinioni dello stesso Szpolski, probabilmente invidioso della pubblicità ottenuta suo malgrado dal vescovo Williamson: «Según Szpolski “no se trata de la adopción de una perspectiva de revisionismo histórico” sino “de la negación del mayor genocidio del siglo XX, que ha sido probado incluso ante la justicia penal internacional en el proceso llevado adelante por el Tribunal Penal Internacional de Nuremberg”». Per giustificare una denuncia fatta in Argentina il giornalista così spiega la sua sensazionale trovata: «Subraya el editor en su presentación a la Justicia que “el propio Williamson advierte, en sus palabras finales, que sus manifestaciones negacionistas son consideradas delito en el Estado alemán”, y añade que en la Argentina “existen leyes que sancionan la apología del delito y los actos discriminatorios o de incitación a la discriminación” ». Riesce difficile capire come c’entri la “discriminazione” nelle cose dette dal vescovo. Purate tirata per i capelli è la contestazione di apologia di un reato che fortunatamente non è tale in Argentina. Considerando tutti i sistemi penali di tutti gli stati attualmente esistenti e presenti all’Onu, ognuno di noi è potenzialmente passibile, magari inconsapevolmente, di apologia di reato in qualche angolo del pianeta. Al momento sembra più probabile considerare la cosa come una calcolata forma di propaganda da parte di Sergio e di Maria José, che avrannao certamente la nostra attenzione se era ciò che desideravano.

3. “Messo a tacere”. – È istruttiva l’analisi delle espressioni con cui i media riportano le vicende legate e seguite al caso del vescovo Williamson, che si badi bene non è un prete pedofilo, ma un vescovo che intervistato su argomenti storici, non riguardanti il corpo dottrinale della fede cattolica, ha detto la sua opinione. Che dietro l’intervista vi sia stata una macchinazione del “fratelli maggiori” non pare ormai dubbio. Più difficile immaginare quale fosse lo scopo ultimo dell’operazione “piombo fuso” sul cattolicesimo. Il link rivela gli aggiustamenti avutisi in incontri con esponenti delle organizzazione ebraiche dopo le misure punitive sul vescovo, che però resta riammesso alla Chiesa. È un mistero della fede postconciliare riuscire a capire l’utilità di questi rapporti con il mondo ebraico, che non ha mai fatto nessun “concilio” per rivedere i rapporti con il “fratello minore”, che resta il discolo di sempre. Non potremo però tener conto di tutto ciò che esce nella stampa online. Possiamo solo darne il senso generale ovvero notare alcune specificità. Una di queste specificità sarebbe ad esempio la notizia che le guardie svizzere facessero rotolare per le scale quanti vanno a mettere in croce proprio sul colle vaticano il vescovo Williamson. Se si leggono i testi della stampa online traspare dal modo di redigere le notizie (cacciato, messo a tacere, famigerato...) una voglia di gogna che dà la misura del disordine morale dei lapidatori.

4. Ma Wiesel è incontentabile: deve anche cacciarlo! – La misericordia, la carità e l’amore del prossimo non fanno parte del Vangelo ebraico, per la verità non esiste nessun Vangelo ebraico. Esiste solo il Talmud che è un documento in pratica segreto, che è bene la maggior parte dei cristiani non vengano a conoscere. Vi si legge ad esempio che Gesù Cristo sarebbe in realtà un certo Gesù Pantera, figlia di una Maria adultera e di un centurione romano di nome Panterà. Questo Gesù finì non in croce, ma lapidato perché colpevole di pratiche negromantiche importate dall’Egitto. Questo il fatto con qualche possibile imprecisione, non avendo letto il Talmud, ma avendo attinto da fonte derivata. Ciò che resta irritante nel testo dell’intervista berlinese di Elie Wiesel, «una delle più autorevoli voci della cultura ebraica mondiale» [sic], è l’assunzione di un fatto storico, di per se sempre soggetto a verifica e possibile contestazioni, ad un fatto dogmatico. Nella sua sfacciataggine, impudenza ed arroganza il testo dell’intervista è fin troppo esilarante per astenerci da una sua lettura commentata, secondo un modello già sperimentata. Non avendo molto tempo a disposizione lo facciamo poco per volta. La forma del blog personale lo consente. Ecco dunque l’intervista:
«Sono molto felice delle parole usate da Papa Benedetto XVI, ma purtroppo non basta:
[si noti: ‘non basta’. Per i cattolici la figura del papa è quasi sacrale, se non certamente sacrale. Per secoli la sua maestà era superiore a quella dello stesso Imperatore, che gli doveva obbedienza. Abbiamo studiato tutti di Innocenzo III al culmine della potenza della Chiesa. Nel cerimoniale è pur sempre rimasto qualcosa di questa antica dignità e potenza. Ma arriva un Wiesel, sulla cui figura rinvio al giudizio su di lui dato da Finkelstein, per dirci che “non basta”. Cosa ancora il papa deve fare lo dobbiamo apprendere proprio di un Elie Wiesel. Eccoli gli splendidi frutti del Vaticano II e del “nostra aetate”! L’immagine è quelle di un Elie Wiesel che tira le orecchie a papa Joseph Ratzinger.]
dovrebbe passare dalle pur grandi e nobili parole ai fatti, e cacciare quel vescovo dalla Chiesa".
[Si noti il termine altamente diplomatico e apostolico, anzi ebraico: “cacciare”. Mi viene da pensare al povero Uriel da Costa ed al giovane Spinoza costretto probabilmente a passare con i piedi sul corpo piagato di Uriel. Pare sia stato questo l’inizio della riflessione spinoziana ed il suo congedo dall‘ebraismo. Ma “cacciare” per cosa? Per aver letto dei libri, per non voler prendere per oro colato il libro “storico” del padre degli Olocaustici, Raul Hilberg su cui è fondato il sistema delle Verità Giudaiche. Manco fosse il Vangelo stesso. Al pari del testo di Hilberg anche quello di Pressac è stato fatto oggetto di critica da storici che meritano certamente questo nome che altri vogliono loro negare. Lo meritano per il fatto di avere sfidato i poteri mondiali in ossequi al principio di Verità, una verità che i Wiesel percepiscono nel sonno e che tutta la restante umanità deve direttamente attingere per mera presunzione. Se questa non è barbarie più buia del medioevo profondo, è difficile immaginare cosa altro possa essere. Sì! È così. Basta chiedere ad ogni soggetto che è finora sceso in campo come sappia quello che dice di sapere e si scopre facilmente che nessuno ha scienza diretta di quel che afferma, ma è una atto di fede di un atto di imperio altrui. Il vescovo Williamson al di là delle sue funzioni pastorali ha avuto l’umiltà e l’onesta intellettuale di leggersi dei libri, giungendo ad autonome conclusioni. Perfino Joseph Ratzinger ha riconosciuto libertà di critica ai lettori del suo Gesù di Nararet, ma una simile libertà di critica non è esercitabile verso autori olocaustici come Hilberg o Pressac. Se questa non è barbarie… Si badi bene: qui non si tratta di vero o di falso, ma di quella libertà che tutte le costituzione dicono di riconoscere e proteggere: la libertà di pensiero, di espressione, di ricerca. Gli Ipocriti scendono in questi giorni nelle piazze per difendere la Costituzione, ma non vogliono accorgersi di come calpestano la stessa costituzione ogni volta che torna loro comodo.]
Così il premio Nobel Elie Wiesel, una delle più autorevoli voci della cultura ebraica mondiale e un protagonista del dialogo per la pace, commenta a caldo il discorso di Papa Ratzinger. Repubblica ha raggiunto il professor Wiesel telefonicamente negli Stati Uniti, dove vive e insegna».
A ben voler leggere i testi delle dichiarazioni del pontefice possono ricavarsi interpretazioni di carattere generale e astratto che possono salvare la faccia. Ma gli ebrei non si accontentano di dichiarazioni generali e astratte. Vogliono sempre di più. Vogliono che il papa cacci dalla chiesa il reprobo Williamson, non già perché reo di pedofilia, omicidio, furto, spergiuro e simili, ma perché parlando di storia ha espresso le sue vedute fondate su libri di storia e documenti da lui letti e vagliati. I cristiani non possono pretendere che il Talmud venga emendato alla voce Pantera, ma gli ebrei possono pretendere ogni cosa dalla chiesa cattolica: che non venga canonizzato Pio XII, che venga scomunicato di nuovo Williamson appena riammesso, e così via. I “fratelli maggiori” hanno decisamente la mano pesante. È uno dei nuovi misteri della fede, usciti dal Vaticano II, perché mai i cristiani o semplicemente battezzati e solo per questi aventi titolo canonico-giuridico di cristiani debbano lasciarsi prendere a scoppelletti dai fratelli maggiori, magari di nome Caino.

5. Amen. – Se il Santo Padre si degnasse di volgere il suo augusto sguardo verso Gaza, si accorgerebbe che l’orrore di questo genocidio è non solo maggiore di quello della Shoah, ma lo precede persino nel tempo, potendosene collocare esattamente l’inizio nell’anno 1882, nel quale in Palestina si insediavano i primi 25.000 coloni sionisti il cui scopo era la pulizia etnica della Palestina. L’autorevole ammissione, estorta dagli ebrei venuti dall’America in Vaticano, è foriera di un prossimo aumento della popolazione carceraria d’Italia. I politici italiani che raccolgono voti in sacrestia sono ben lieti di potersi mobilitare, quando si tratta di dare dell’assassino al padre di Eluana o di colpire deboli e disgraziati, immeritevoli della misercordia pontificia, ma per il resto sono di maggiore osservanza ebraica: lo abbiamo visto nell’affare Williamson. Non è difficile immaginare le prossime mosse. Verrà introdotta in Italia – con avallo Vaticano – una legislazione analoga a quella della Germania. I vari docenti che nelle scuole italiane durante il “Giorno della Memoria” tradiranno le loro riserve mentali sull’evento di regime, verrano subito trasferiti nelle patrie galere, dove magari potranno continuare a fare lezione fra i carcerati. Tutto ciò è una vergogna assoluta. Le diversi reazioni che il papa ha suscitato in diversi momenti del suo magistero hanno natura diversa le une dalle altre. È solo segno di superficialità fare di esse tutte un calderone. Nel caso di Williamson o di Pio XII è in gioco la stessa autonomia della chiesa, la sua capacità di autogoverno e di autodeterminazione. La sua azione esterna potrà interessare o meno, potrà essere o non essere condivisa, ma è fuorviante misurare la popolarità di un papa con i meccanismi dei sondaggi e degli indici di gradimento. Chi ragiona così sembra ignori del tutto le ragioni teolologiche e religiose per le quali Cristo finì in croce. Se fosse stato più attento ai sondaggi di opinione dell’epoca, o ai calcoli politici, probabilmente non avremmo avuto il cristianesimo o meglio cattolicesimo che conosciamo e forse il mitraidismo sarebbe stata la religione dell’Occidente europeo fino ai nostri giorni.

6. Inaudito: Foxman in Vaticano! – Tra i personaggi ebraici che hanno affollato le sale del Vaticano sembra fosse presente il capo dell’ADL Foxman, il quale fa sapere che Williamson deve essere spretato. Solo così i cattolici potranno ottenere perdono da parte dell’ebraismo. Di fronte a tanta arroganza tornano in tutta la loro pressante validità le riserve mentali di quanti giudicano rovinose le aperture del Concilio Vaticano II verso il mondo ebraico, dal quale finora il cattolicesimo non ha mai ricevuto nulla. Se poi esistano condizionamento materiale, ad esempio esenzioni fiscali nella Terra Santa occupata da Israele è cosa che non mi è dato sapere e di cui non ho competenza. Posso giudicare l’evento inaudito e deplorevole solo da un punto di vista dottrinale. Se si collega la precedente polemica, anzi il veto ebraico alla canonizzazione di Pio XII, con la pretesa di Foxman di spretare Williamson, si tocca con mano come l’Israel Lobby pensi di regolarsi con il Vaticano allo stesso modo con cui l’AIPAC amministra i parlamentari americani e perfino i presidenti. Stupisce come non si verifica una potente reazione da parte del mondo cattolico di fronte a tanta arrogante e inaziabile ingerenza. Per chi non lo sapesse l’ADL è il braccio della massoneria ebraica, il Bnai Rith o come diavolo si chiama.

7. Per andare a Gaza il papa non ha tempo. – Sono pronto a scommettere che Gesù Cristo sarebbe andato in primo luogo a Gaza e solo dopo – se fosse rimasto del tempo – sarebbe andato negli altri posti. Invece la diplomazia vaticana ci fa sapere che per andare a Gaza non vi è tempo, al massimo ci sarà una delegazione venuta da Gaza per partecipare a qualche messa. Se questo è il cristianesimo del Concilio Vaticano II, allora vuol dire che probabilmente c’è del marcio non nel regno di Danimarca, ma in Vaticano. I media ancora insistono che il papa deve “punire” il vescovo Williamson allo stesso modo in cui ci fu punito Giordano Bruno, che a differenza di Galileo Galilei resta ancora un morto arrostito. A sostegno della nostra oggettività e della nostra idea di giustizia giunge alla mia posta una «Dichiarazione redazionale sulla strage di Gaza» di “Jura Jentium”, una rivista di filosofia del diritto internazionale e della politica globale, che riproduciamo qui per esteso quale contraltare all’intervista di Elie Wiesel, pure sopra riprodotta e commentata:
Dichiarazione redazionale sulla strage di Gaza
Jura Gentium

La rivista informatica Jura Gentium Journal, che è la principale espressione della Associazione Jura Gentium, è da tempo impegnata in una riflessione filosofico-politica e filosofico-giuridica sulle vicende internazionali che prescinde da una presa di posizione ideologica e che non ha relazioni con la politica militante.

Questo non significa che la Redazione di Jura Gentium Journal professi una filosofia della neutralità etico-politica. La redazione unanime ha deciso perciò di prendere posizione - con un “ritardo” deliberato - sull’intervento militare Piombo fuso che lo Stato di Israele ha deciso contro il popolo palestinese rinchiuso e assediato nella Striscia di Gaza, un lembo di terra fra i più densamente abitati, poveri e disperati del pianeta. I bombardamenti dal cielo, dal mare e da terra sono iniziati il 27 dicembre 2008 e sinora hanno provocato, anche grazie all’uso ormai accertato di ordigni al fosforo bianco, 1315 morti, fra i quali 100 donne e 400 bambini, oltre a migliaia di feriti e alla devastazione di centinaia di edifici pubblici e privati. Le vittime israeliane sono state 13. Questi dati sono altamente attendibili.

La redazione di Jura Gentium Journal ritiene che nessuna ragione militare, politica o giuridica può essere invocata per giustificare una strage di questa gravità, per di più realizzata in un contesto di assoluta asimmetria bellica. La strage ha colpito un popolo che da decenni è sottoposto all’occupazione militare da parte dello Stato di Israele in violazione della Carta delle Nazioni Unite, delle Convenzioni di Ginevra e del diritto internazionale generale. La redazione ritiene che se le Nazioni Unite e la Corte Penale Internazionale intendono svolgere minimamente la loro funzione, allora lo Stato di Israele - quarta potenza nucleare del mondo - merita di essere sottoposto a sanzioni adeguate ai gravi crimini di guerra che ha commesso.

La redazione di Jura Gentium Journal deplora la complicità di gran parte delle cancellerie occidentali, l'omertà dei grandi mezzi di comunicazione di massa, il silenzio degli esperti e dei giuristi accademici “al di sopra delle parti”, l'inerzia delle Nazioni Unite. E si augura che al popolo palestinese vengano pacificamente restituite la sua terra, la sua identità e la sua dignità.

Luca Baccelli, Nicolò Bellanca, Pablo Eiroa, Orsetta Giolo, Leonardo Marchettoni, Juan Manuel Otero, Renata Pepicelli, Paola Persano, Stefano Pietropaoli, Katia Poneti, Lucia Re, Filippo Ruschi, Emilio Santoro, Alessio Scandurra, Francesco Vertova, Silvia Vida, Danilo Zolo

Jura Gentium,
Rivista di filosofia del diritto internazionale e della politica globale.
Questa Dichiarazione è giusta alla mia posta universitaria ieri 17 febbraio 2009, ore 9:55. Ne condivido in pieno il contenuto e mi associo al testo redazionale. Come filosofo del diritto “accademico” non ho avuto esitazioni o timori fin dal primo momento in cui mi sono parse evidenti le ragioni della giustizia e dell’umanità. Invitato a recarmi in Gaza, prima dell’operazione “Piombo fuso”, avevo perfino inoltrato richiesta al mio Rettore di una speciale delega per potermi recare all’università di Gaza. Mentre ero in attesa di un riscontro rettorale anchel’Università di Gaza, dove avrei voluto recarmi, è stata bombardata e distrutto. Posso dire di essere io stesso scampato alla sorte di moltissimi palestinesi solo per una fortunata casualità. Mi è di conforto la dichiarazione “tardiva” di Jura Jentium in quanto mi offre la certezza morale di non essere solo e isolato in una visione del diritto e della giustizia interna e internazionale che da più di un anno occupa la mia attenzione ed il mio tempo di lavoro. Anche a nome di “Civium Libertas” mando a “Jura Gentium” questo testo di associazione e convergenza.

8. Una dichiarazione inopportuna. – Se si va a leggere il testo dell’intervista del rabbino capo di Roma si vede come una scialata al trofeo senza nessuna concessione ai “fratelli minori”, una posizione assai scomoda per i cattolici ovvero per tutti i battezzati nel nome della santa chiesa romana cattolica apostolica. È nota l’espressione “freccia del Parto”, per indicare l’antico guerriero parto che sembrava stesse per abbandonare il campo di battaglia, ma poi si giro di scatto e lancia la sua freccia letale. Basta sostituire Ebreo a Parto e si ha la seguente chiusa dell’intervista:

• «Crede forse che [il papa] abbia cattivi consiglieri?
• «Non ho detto questo. Io ho detto che spero sappiano consigliarlo bene
». [Magari istituendo un apposito cardinalato ebraico da affiancare al papa e con supervisione di ogni discorso pontificio nonché di ogni sua decisione. Un papa in fondo, al pari di un presidente, non è che una marionetta da saper ben manovrare. Il topos del papa “mal consigliato” è partito dall’ateo devoto Giuliano Ferrara ed ha fatto scuola nel giornalismo italiano. Da un punto di vista canonico niente impedirebbe che allo stesso Ferrara venisse offerta una porpora cardinalizia: potrebbe lui consigliare il papa ad ogni passo, magari facendosi accompagnare da Magdi Cristiano Allam: Benedetto XVI a destra e a sinistra accompagnato sempre da questi due nuovi cardinali. Per avere poi un Sacro Collegio basta aggiungere un nuovo cardinale: Rocco Buttiglione.]
Non è per nulla chiaro a cosa serva la “riconciliazione” ed a vantaggio di chi essa sia. Circola la voce che “siamo tutti ebrei”. Dovremo aspettarci una circoncisione di massa. La dichiarazione non tiene conto della scienza storica ed è una concessione dogmatica al mondo ebraico, che deve ancora rendere conto al mondo di una ben diversa Shoah: la Nakba, che di certo non può essere accettata come una benemerenza al cospetto del dio cristiano. Lo “strappo” era bene che rimanesse anche perché da parte ebraica – come il testo dell’intervista dimostra – non vi è nulla di ricucire: per loro la figura di Cristo resta quello del Talmud. Nessun ripensamento vi è mai stato al riguardo. Per la metafisica della morte cambia poco o nulla che la conta dei morti sia di 300.000 o di 6 milioni. Se è questo il paventato “riduzionismo” della Shoah non poteva essere più crassamente materialistico. In fonso, Gesù Cristo non era che un solo individuo! Tutto ciò è assurdo da un punto di vista religioso e lascia pensare solo a compromessi politici, i cui termini mancano all’intelligenza dei più. Nel licenziare alle stampe il suo volume su Gesù di Nazareth papa Ratzinger ha detto che non si trattava dell’esercizio del suo ministero infallibile: il libro poteva essere criticato da chiunque. Vogliamo credere a maggior ragione che possano essere criticati i suoi “atti politici”, che soprattutto non rendono giustizia alle vittime di Gaza. È da chiedersi se recandosi in Palestina, non già in Israele, Benedetto XVI farà visita a quei palestinesi che in senso storico-genetico sono i veri discendenti di Gesù Cristo.

9. Il sito ufficiale italiano della Fraternità San Pio X. – Mi è stato appena segnalato il sito ufficiale italiano della Fratenità di San Pio X. Lo visiterò periodicamente scrivendo qui le mie personali osservazioni. Intanto si trova una Omelia del vescovo Richard Williamson in una registrazione di 26 minuti. Per chi vuole ascoltarla non è difficile riconoscere un pio uomo di chiesa preoccupato per le sorti del mondo e che si pronuncia perfino sulla crisi economica che imperversa e teme una guerra contro l’Iran. Bellissima una sua frase sulla fede che edifica gli edifici anziché gli edifici che pretendono di edificare la fede: è una citazione di S. Atanasio. Capannoni che diventano chiese e chiese che diventano capannoni. Questo uomo pio è diventato “famigerato” per il tg7 di ieri sera 12 febbraio 2009: avrei voluto fare telefonate di protesta, ma vi è poco da fare quando il regime scatena i suoi apparati. Mentre permangono i problemi dottrinali connessi con il Concilio Vaticano II, la stampa continua ad accanirsi sulla questione storica delle affermazioni del vescovo Williamson, quasi che il Concilio sia stato una sorta di megacongresso storico il cui compito non era di occuparsi degli articoli delle fede e del dogma cattolico, ma degli episodi storici della seconda guerra mondiale. Mai la stampa ed i media hanno dato maggior prova di ottusità e faziosità. Che il governo di Israele sia stato capace di condizionare fino a questo punto i media occidentali testimonia in favore della totale inattendibilità dell’informazione corrente. Che i Quattro Vescovi rientrino in Santa Madre Chiesa è in fondo maggior interesse di quest’ultino che non dei Quattro, i quali se lo avessero voluto non sarebbero mai usciti. Non credo che abbia molto senso chiudere e cacciare i vescovi, i preti e i fedeli della Fraternità Pio X per “aprire” ai rabbini e perfino ad un Foxman. Ma devo però ammettere di non essere un teologo del livello di Kung o del nostro Mancuso. Il vescovo lefebrvriano si prende nel frattempo anche le reprimende del cardinale Ruini, ma a stretto giro di posta i nuovi amici ebrei di Ruini non sembrano intendano fare sconti ad un cristianesimo alla VII: i vescovi cattolici di Terra Santa lamentano programmi oltraggiosi su Gesù e Maria messi in onda dalla televisione israeliana. Infatti, per i cristiani e solo per loro vale il principio del porgere tutte e due le guance: prima “piombo fuso” su Williamson, ora su Gesù e sua madre Maria.

10. Mostruoso: il vescovo Williamson deve lasciare l’Argentina! – Sembrava che la brutta storia avesse toccato il fondo, ma invece alla vergogna e alla barbarie non c’è limite. In un mondo disponibile ad ospitare assassini e criminali di ogni genere, specialmente in Sud America, non sembra invece che ci sia posto per un vescovo non già reo di pedofilia e simili, ma colpevole di avere espresso una sua opinione sulla… Shoah. Il Vaticano che in Italia ha fatto quadrato intorno alle pedofilia di migliaia di ecclesiastici non trova nulla da commentare sull’espulsione di un suo vescovo dall’Argentina. Se questa non è una congiura, diventa difficile immaginare qualcosa d’altro. Un noto politico ci ha insegnato ad utilizzare il sospetto come strumento di analisi. Nel caso dell’Argentina non riesce difficile sospettare pressioni sul governo direttamente dagli USA, dove la Israel Lobby detta l’agenda della politica estera. Dove vorranno spingere il vescovo Williamson, cacciandolo dall’Argentina, non riesco ad immaginarlo. Merita menzione il nome del ministro argentino: Florencio Randazzi. Un nome che per adesso non mi dice nulla, ma è certamente interessante, se capita, indagare la sua idea di libertà e tolleranza e soprattutto come sia giunto a tanta decisione, se autonomamente o divinamente ispirato. Mi sembra che Eichman fosse stato rapito proprio in Argentina e qui portato in Israele per essere processato, dando così forte impulso alla saga della Shoah. Che vogliano rapire il vescovo per processarlo in Israele mi sembra grottesco, anche se nulla si può escludere. Che venga spinto in Germania per essere processato e imprigionato è verosimile. Che ritorni in Inghilterra, dove Richard Williamson è cittadino, pare probabile. Che possa essere presentato ricorso in Argentina pare sensato. Il confronto fra il “no comment” di padre Lombardi e la vicenda della trasmissione di Santoro sui crimini sessuali dei preti è ancora recente: quanto deplorevolmente simile e diversi i due casi, ma con vergogna per la Gerarchia ecclesiastica, che si accinge ad andare in Israele, dove già insultano in trasmissione televisive Gesù e la Madonna dopo aver bruciato copie del Nuovo Testamento. E pensare che era bastato molto ma molto meno per indurre un papa, sdegnato, a non andare alla Sapienza, dove certamente nessuno lo avrebbe bruciato. Se occorreva un’immagine del declino del cristianesimo sotto il tallone dell’ebraismo gli esempi non potevano essere più evidenti. Se ciò è una conseguenza del Vaticano II, non si possono dare tutti i torti ai critici del Concilio, almeno secondo il loro punto di vista. Di fronte a questo sfacelo non sarò certo io a suonare la campana, ma vorrei che almeno mi fosse restituito il mondo religioso precristiano e non giudaico.

11. Speculazioni e ferocia. – Aiuta a capire le cose che succedono un recentissimo libro di Israel Shamir, o meglio una raccolta di articoli tradotti da Mauro Manno con il titolo «Il sangue che avete versato». Qui si trovano i concetti tipicamente ebraici di “colpa collettiva” nonché la peculiare visione del mondo propria dell’ebraismo, che dopo il Concilio Vaticano II ha fatto breccia anche nella chiesa cattolica. L’avvilente episodio connesso al vescovo Williamson è una chiara manifestazione. Cacciata dall’Argentina, che dovrebbe vergognarsi della sua intolleranza e inospitalità, la santa congregazione dell’Amore avrebbe voluto espellere Williamson anche dall’Inghilterra, dove è nato. Sembra che il governo inglese, che a differenza di quello argentino ha ancora il senso della civiltà giuridica, abbia frenato gli zelanti sacerdoti della Shoah. Sulle dichiarazioni che Williamson – su di cui immaginiamo le immense pressioni – avrebbe rilasciato è patetico leggere come vengano stiracchiate dalle altre testate che riportano la fonte cattolica Zenit da cui sono state riprese. A leggere fra le righe virgolettate si riconosce ancora un’estrema difesa della propria dignità intellettuale. Non volevo offendere nessuno. Ho espresso una mia opinione su materia storica, pur non essendo uno storico. Mi dispiace aver recato danno alla Chiesa e forse anche a quanti per davvero e sinceramente si siano addolorati per le mie dichiarazioni. In effetti, che si sia trattato di un tranello lungamente progettato non pare dubbio. Dove di questo passo potremo giungere e fino a che punto la nostra intelligenza ed il nostro senso di equità potrà continuare ancora ad essere offeso ed umiliato non ci dato sapere: il futuro riserva sia il bene che il male, sia la liberazione sia un’ancora maggiore oppressione.

Articoli correlati:
1. Operazione “piombo fuso” sul vescovo Williamson.

8 commenti:

Anonimo ha detto...

È grottesco e blasfemo equiparare la resurrezione di Cristo con la “verità” della $hoah o olocau$to .
Che a questa operazione si sia unito anche il Vaticano pone inquietanti interrogativi :

1) Il Vaticano è sotto ricatto?
2) Se si ,quale?
3) Il caso “preti” pedopederasti …centra nulla?
4) Il caso “bolla” finanziaria americana…centra nulla?

-Notoriamente le “cose” non avvengono a caso.
-Notoriamente il Vaticano ha una Banca.
-Notoriamente la “carta straccia americana “ è stata acquistata da molti speculatori.
-Notoriamente …i risarcimenti alle vittime della pedopederastia pretesca hanno creato “vuoti” nelle casse !

Notoriamente chi presta denaro vuole degli interessi!

Antonio Caracciolo ha detto...

Mi pongo anche io gli stessi interrogativi. Ed al momento cercando di trovare una risposta penso che la si possa forse trovare su due distinti livelli:

a) uno di carattere filosofico-generale: se con la mente riusciamo a rappresentarci la nuova politica culturale che è seguita alla disfatta bellica del 1945 non dovrebbe essere difficile giungere all’oggi. Le idee ripetute come un martello pneumatico si sedimentano nei cervelli e diventano poi pregiudizio e forza metafisica. Questo significa che ognuno di noi, nel suo specifico e senza inutili sacrifici, dovrebbe saper resistere all’imposizione concettuale altrui ovvero delle istituzioni politiche e scolastiche. Ogni cedimento lo si paga poi in seguito. Insomma, è la “storia filosofica”. Vale a dire come gli schemi mentali passano poi nel cervello dei più, dico dei più, perché il pregiudizio di 100 ignoranti vale di più della sottogliezza di un filosofo, che può esser fatto passare per matto o lo si può mandare in galera e levarselo di torno...

b) vi sono poi interessi materiali specifici ovvero tecniche di dominio sofisticate. Queste vanno scoperte e verificate una per una. È un lavoro investigatico-sociologico. Le cose si devono sapere e sapere con certezza, non tirando ad indovinare. Ma sono cose che spesso si ha interesse a mantenere segrete: i famosi arcana.

Dobbiamo in ogni caso conservare la nostra saldezza di nervi e misurare le nostre forze. Non dobbiamo logorarle inutilmente. Gli avversari non aspettano di meglio che poterci sfiancare.

Anonimo ha detto...
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Antonio Caracciolo ha detto...
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Anonimo ha detto...

Ti segnalo alcuni blogs che sembrano pubblicare i messaggi della lobby "In Difesa di Israele":
http://checcosblog.blogspot.com/2009/01/se-questa-pace.html
http://www.aduc.it/dyn/dilatua/dila_mostra.php?id=245953
http://www.unaviaxoriana.it/cgi-bin/uvpo/index.cgi?action=viewnews&id=796
http://hurricane_53.ilcannocchiale.it/post/2106016.html

Antonio Caracciolo ha detto...

Ho dato una rapida occhiata ai siti segnalati. Di scarso impatto dottrinale. Quanto all’invito di Loquenzi ai suoi Lettori, fra i quali anche io, è da registrare un autentico fiasco. Ero andato anche io alla manifestazione dell’Israel Day. A detta di un poliziotto con l’occhio esperto non vi erano più di 400 persone. Erano più i deputati e i vari Loquenti che non la folla convenuta. I parlamentari non saranno riusciti ciascuno a portare neppure 10 elettori...

Anonimo ha detto...

Permettimi di segnalarti questo articolo che è in tema con il post:
http://www.gennarocarotenuto.it/6197-lespulsione-del-vescovo-negazionista-williamson-largentina-un-paese-serio/

Antonio Caracciolo ha detto...

Sono andato a leggere. Non ho nessuna voglia di registrarmi al blog di Caritenuto per scrivergli che il suo commento è decisamente... infame. Per poi stare a dibattere con lui e con la canaglia che popola il suo blog. Questo esercizio di andare nei siti altrui per giocare fuori casa è uno sport che non intendo più praticare. È defatigante ed improduttivo. Vi è qui una posizione preconcetta che non ha nulla a che fare con il classico “discorso” liberale: i dialoganti parlano in un comune interesse per la verità e solo alla fine della discussione si saprà chi accede al punto di vista dell’altro. Niente di tutto questo.

La propaganda sionista/razzista al riguardo suona così: la negazione della Shoah non è un’opinion; è un crimine. In realtà, è un crimine mandare in galera o trattare come stanno trattando il vescovo Williamson per una mera questione di opinione. Se il vescovo fosse stato un pedofilo, non solo sarebbe stato trattato con la massima indulgenza, ma si sarebbe fatto di tutto per coprire il suo vizietto.

Poco fidandomi dei media mi sono messo ieri in contatto con una persona che risiede in Argentina per farmi dare da lui dei lui. Sono anche intervenuto in una chat argentina per chiedere lumi agli stessi argentini per quella che per me è un’azione ignobile, quanto giuridicamente infondata e risibile.

Di questo Carotenuto ho già sentito il nome, ma non ho nessuna voglia di mettermi in alterco con lui. La pensi come meglio crede: è una sua decisione ed anche l’esercizio di un suo diritto. Peccatto che un eguale diritto non venga riconosciuto a Williamson. Io comunque sto dalla parte di Williamson e non da quella di Carotenuto. Chi vuole, provi a darmi fastidio.