mercoledì 6 luglio 2016

Per una Storia del Movimento Cinque Stelle: 20. Alfonso Bonafede, dal microscopio al Parlamento.

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«Per una storia del Movimento Cinque Stelle» vuole essere una storia in progress di un Movimento costituitosi ufficialmente il 4 ottobre 2009. Nato nel Nord Italia viene alla ribalta con le elezioni comunali di Parma nel maggio 2012, con le elezioni regionali siciliane dell’ottobre 2012, dove il M5s risulta essere il primo partito, lasciando prevedere il risultato delle elezioni politiche nazionali del febbraio 2013. La storia del M5s è costellata di “casi” e da domande sulla sua organizzazione e sul ruolo della Casaleggio Associati. Di certo non è un Movimento che erige barricate e occupa piazze, o partecipa a scontri di strada, ma ha come suo obiettivo principale se non unico la partecipazione alle competizioni elettorali: è dentro il sistema anche se ai suoi inizi amava apparire come anti-sistema, antipolitico, rivoluzionario. Tutto il potere dei vertici si concentra nella inclusione/esclusione dalle liste elettorali. Il suo successo politico ha delle analogie con ciò che seguì a Mani Pulite, fenomeno caratterizzato da una esplosione di scandali. Da allora è un succedersi di sigle politiche,  ma senza che la situazione complessiva del Paese sia andata migliorando, o abbia cambiato di segno. Poiché la Rete è stato il punto di partenza del M5s, è dalla Rete che attingeremo tutte le nostre notizie, cercando di discernere il grano dal loglio.
CL

Alfonso Bonafede
Non ci interessa il “curriculum vitae” dei nostri personaggi, partendo dai tempi del loro asilo infantile o dai primi segni dello Spirito Santo disceso su di loro. Interesse invece collegare il loro ruolo a fasi del nostro ordito narrativo nel quale un nome compare in una situazione e poi ricorre in un’altra. Se vi sia nesso causale è cosa che dovrà essere verificata, ma intanto una connessione può stabilirsi e i diversi capitoli della nostra storia si intrecciano l'un l'altro per connessione tematica. Ovviamente, non vi è nessuno interesse da parte nostra a forzare le connessioni che possono essere del tutto casuali e privi di qualsiasi casualità. Sono almeno due i nomi nei quali ci imbattiamo nel capitolo dedicato alla faccenda del microscopio: quello di Carlo Sibilia che interviene in un meetup napoletano dedicato alla questione dei microscopio ed un altro legato al nome di Alfonso Bonafede che aveva raccolto fondi per il microscopio ed aveva avuto un ruolo delicato e meritorio, ma senza quella determinazione per una causa giusta che ci si sarebbe da lui aspettata. L’uno è oggi membro del Direttorio Cinque Stelle - una struttura verticistica di tipo più che partitica - e l'altro è stato poi votato in Parlamento.
(segue)

domenica 3 luglio 2016

Per una Storia del Movimento Cinque Stelle: 19. Carlo Sibilia, dal microscopio al Direttorio.

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«Per una storia del Movimento Cinque Stelle» vuole essere una storia in progress di un Movimento costituitosi ufficialmente il 4 ottobre 2009. Nato nel Nord Italia viene alla ribalta con le elezioni comunali di Parma nel maggio 2012, con le elezioni regionali siciliane dell’ottobre 2012, dove il M5s risulta essere il primo partito, lasciando prevedere il risultato delle elezioni politiche nazionali del febbraio 2013. La storia del M5s è costellata di “casi” e da domande sulla sua organizzazione e sul ruolo della Casaleggio Associati. Di certo non è un Movimento che erige barricate e occupa piazze, o partecipa a scontri di strada, ma ha come suo obiettivo principale se non unico la partecipazione alle competizioni elettorali: è dentro il sistema anche se ai suoi inizi amava apparire come anti-sistema, antipolitico, rivoluzionario. Tutto il potere dei vertici si concentra nella inclusione/esclusione dalle liste elettorali. Il suo successo politico ha delle analogie con ciò che seguì a Mani Pulite, fenomeno caratterizzato da una esplosione di scandali. Da allora è un succedersi di sigle politiche,  ma senza che la situazione complessiva del Paese sia andata migliorando, o abbia cambiato di segno. Poiché la Rete è stato il punto di partenza del M5s, è dalla Rete che attingeremo tutte le nostre notizie, cercando di discernere il grano dal loglio.
CL

Carlo Sibilia
Non ci interessa il curriculum vitae dei nostri personaggi, partendo dai tempi del loro asilo infantile o dai primi segni dello Spirito Santo disceso su di loro. Interesse invece collegare il loro ruolo a fasi del nostro ordito narrativo nel quale un nome compare in una situazione e poi ricorre in un’altra. Se vi sia nesso causale è cosa che dovrà essere verificata, ma intanto una connessione può stabilirsi e i diversi capitoli della nostra storia si intrecciano l'un l'altro per connessione tematica. Ovviamente, non vi è nessuno interesse da parte nostra a forzare le connessioni che possono essere del tutto casuali e privi di qualsiasi casualità. Sono almeno due i nomi nei quali ci imbattiamo nel capitolo dedicato alla faccenda del microscopio: quello di Carlo Sibilia che interviene in un meetup napoletano dedicato alla questione dei microscopio ed un altro legato al nome di Alfonso Bonafede che aveva raccolto fondi per il microscopio ed aveva avuto un ruolo delicato e meritorio, ma senza quella determinazione per una causa giusta che ci si sarebbe da lui aspettata. L’uno è oggi membro del Direttorio Cinque Stelle - una struttura verticistica di tipo più che partitica - e l'altro è stato poi votato in Parlamento.

(segue)

Per una Storia del Movimento Cinque Stelle: 18. Paola Pinna, parlamentare espulsa dal M5s, passa al PD.

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«Per una storia del Movimento Cinque Stelle» vuole essere una storia in progress di un Movimento costituitosi ufficialmente il 4 ottobre 2009. Nato nel Nord Italia viene alla ribalta con le elezioni comunali di Parma nel maggio 2012, con le elezioni regionali siciliane dell’ottobre 2012, dove il M5s risulta essere il primo partito, lasciando prevedere il risultato delle elezioni politiche nazionali del febbraio 2013. La storia del M5s è costellata di “casi” e da domande sulla sua organizzazione e sul ruolo della Casaleggio Associati. Di certo non è un Movimento che erige barricate e occupa piazze, o partecipa a scontri di strada, ma ha come suo obiettivo principale se non unico la partecipazione alle competizioni elettorali: è dentro il sistema anche se ai suoi inizi amava apparire come anti-sistema, antipolitico, rivoluzionario. Tutto il potere dei vertici si concentra nella inclusione/esclusione dalle liste elettorali. Il suo successo politico ha delle analogie con ciò che seguì a Mani Pulite, fenomeno caratterizzato da una esplosione di scandali. Da allora è un succedersi di sigle politiche,  ma senza che la situazione complessiva del Paese sia andata migliorando, o abbia cambiato di segno. Poiché la Rete è stato il punto di partenza del M5s, è dalla Rete che attingeremo tutte le nostre notizie, cercando di discernere il grano dal loglio.
CL

Paola Pinna
A noi non interessano le demonizzazioni e le contumelie che i cosiddetti talebani del M5s, ossia i suoi fanatici, quali ve ne sono in ogni partito, scagliano contro i loro scomunicati ed espulsi. Per noi la patologia è già l'espulsione in se stessa. Interessa quindi i passaggi con cui si è giunti all’espulsione, la sua istruttoria. Ed è di minore interesse ciò che di ognuno di essi faccia poi, sciolto da ogni vincolo di appartenenza e fedeltà. In Italia manca l’istituto del recall, ma con l’attuale sistema elettorale ed anche con il precedente, per il quale non vi è elezione ma sostanziale nomina da parte dei partiti, un simile istituto non avrebbe senso. Vi è certamente un diffuso “trasformismo”, ma non credo che abbia gli stessi caratteri di quello che abbiamo studiato nel libri di storia. E sarà utile fare un raffronto. Ma per quanto possibile cercheremo innanzitutto di fare un identikit non solo di ogni singolo parlamentare “espulso”, ma anche di quelli che che sono stati gli espulsori dei loro colleghi.

1. Contumelie pentastellate su Paola Pinna. - Il blog ha un titolo che è un programma: il marciume che è dentro a tutti gli altri. Era stata espulsa a fine novembre 2014. A marzo 2015 aderisce al partito di Zanetti, Scelta Civica, ed oggi 3 luglio 2016 al pd. È la seconda grillina dopo Tommaso Currò a passare al PD, che evidentemente non ha problema ad accoglierli: ciò che gli uni perdono gli altri acquistano, almeno finché dura la legislatura. Dopo si vedrà. La Pinna era stata espulsa dal M5s il 27 novembre 2014 insieme a Massimo Artini. «I due erano stati accusati di non aver restituito parte dello stipendio. La decisione era stata ratificata dagli iscritti del blog con il 70 per cento dei voti a favore e la sera stessa una delegazione di parlamentari si era presentata sotto casa di Grillo a Marina di Bibbona (Toscana) per chiedere un chiarimento». Pinna così parla della sua delusione: «Ho iniziato la mia carriera politica nel M5s perché non mi sentivo rappresentata da nessuno dei vecchi partiti. Poi è arrivata l’elezione alla Camera dei Deputati, un onore che non mi aspettavo. E ho pensato per un attimo che era possibile ‘fare la differenza’. Mai speranza fu più disillusa”». Paola Pinna denuncia «una pretesa superiorità morale…». La sua espulsione sarebbe dovuta a un suo atteggiamento di dissenso.

2. «Espulsione irregolare». – Il fatto in sé più banale non poteva essere e solleva gravi dubbi sulle qualità intellettuali e morali di quanti stanno in parlamento, o meglio non si può generalizzare ma basta un solo caso per gettare discredito sull'istituzione rappresentativa. Il fatto banale è la rendicontazione nella restituzione di parte dello stipendio. Intanto, è da chiedersi: se domani o dopodomani i 5s andranno al governo ed avranno le maggioranze necessarie, conserveranno lo stesso stipendio attuale che dovrà essere autoridotto, o lo eguaglieranno per tutti a 2500 euro netti? Con il rischio come è successo in Roma che vi siano dimissioni in massa perché troppo basso, almeno per hci è abituato a redditi ben più alti? Ed inoltre, se la Pinna dice di aver restituito, mentre lo Staff dice che non ha restituito: si tratta di banale verifica che non ha assolutamente nulla di politico.

(segue)

sabato 2 luglio 2016

Per una Storia del Movimento Cinque Stelle: 17. Ed in ultimo toccò anche a Raffaella Pirini.

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CL


Raffaella Pirini con Beppe Grillo
Lo abbiamo già detto, e non ci stancheremo di ripeterlo: si tratta di esplicitazione costante della metodologia seguita. I nome delle “schede” che andiamo via via riempiendo sono del tutto casuali. L’idea di questa Storia ci è venuta esattamente la scorsa domenica, mentre leggevano un gruppo di libri sul M5s. E tra questi stavano rileggendo quello di Mauro Carbonaro, che noi citeremo ancora altre volte, non tanto per fargli un omaggio, quanto per addossargli affermazioni che non sapremmo come altrimenti appoggiare. Il libro - finito di stampare nel marzo 2013 - è certamente ricco di dati ed ha un evidente animus ostile verso il M5s, al contrario di altri che vanno dal neutrale all'adesione entusiasta. Noi li leggeremo e vaglieremo tutti, distinguendo poi la nostra posizione da quella degli autori che sarà giusto citare, ogni volta che serve ed è necessario. Il libro di Carbonaro si chiede con il caso di Raffaella Pirini, che noi avevamo già incontrato trattando del microscopio dei coniugi Montanari. La Pirini fa infuriare i “grillini” - è giusto usare questo termine quando si tratta semplicemente di fan di Beppe piuttosto che di militanti politici alla ricerca di nuove forme di aggregazione politica in contrapposizione ai vecchi partiti -, per aver parlato di “Scientology”, volendo descrivere lo spirito talebano ed acritico di parecchi militanti, che si lanciano facilmente all'insulto e alle contumelie appena il loro compagno di ieri viene inserito in una lista di proscrizione: ne sono gli esecutori senza se e senza ma.

Per uno Storia del Movimento Cinque Stelle: 16. Federica Salsi, un benservito con tanti auguri.

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«Per una storia del Movimento Cinque Stelle» vuole essere una storia in progress di un Movimento costituitosi ufficialmente il 4 ottobre 2009. Nato nel Nord Italia viene alla ribalta con le elezioni comunali di Parma nel maggio 2012, con le elezioni regionali siciliane dell’ottobre 2012, dove il M5s risulta essere il primo partito, lasciando prevedere il risultato delle elezioni politiche nazionali del febbraio 2013. La storia del M5s è costellata di “casi” e da domande sulla sua organizzazione e sul ruolo della Casaleggio Associati. Di certo non è un Movimento che erige barricate e occupa piazze, o partecipa a scontri di strada, ma ha come suo obiettivo principale se non unico la partecipazione alle competizioni elettorali: è dentro il sistema anche se ai suoi inizi amava apparire come anti-sistema, antipolitico, rivoluzionario. Tutto il potere dei vertici si concentra nella inclusione/esclusione dalle liste elettorali. Il suo successo politico ha delle analogie con ciò che seguì a Mani Pulite, fenomeno caratterizzato da una esplosione di scandali. Da allora è un succedersi di sigle politiche,  ma senza che la situazione complessiva del Paese sia andata migliorando, o abbia cambiato di segno. Poiché la Rete è stato il punto di partenza del M5s, è dalla Rete che attingeremo tutte le nostre notizie, cercando di discernere il grano dal loglio.
CL

Federica Salsi e Beppe Grillo
Il trattamento riservato a Federica Salsi è contestuale a contemporaneo a quello di Giovanni Favia. In uno stesso minipost sul blog di Beppe Grillo, in data 12 ottobre 2012 vengono così licenziati: «A Federica Salsi e Giovanni Favia è ritirato l’utilizzo del logo del MoVimento 5 Stelle. Li prego di astenersi per il futuro a qualificare la loro azione politica con riferimento al M5S o alla mia figura. Gli auguro di continuare la loro brillante attività di consiglieri. Beppe Grillo». È da chiedersi se ciò sia eticamente e politicamente giusto. Penso di no. Perché? Intanto né Federica né Giovanni sono mai stati privati inservienti nella villa di Beppe Grillo. E se lo fossero stati avrebbero avuto probabilmente più rispetto e tutela sindacale. Essendo stato indubbio e noto l’impegno politico e il dispendio personale dei due attivisti, in forma libera e non mercenario, essi maturato un credito etico e politico, che resta ed è sempre esigibile. Qui ci si scontra con una certa interpretazione dell’art. 49 della costituzione. Non si riconosce al cittadino come un “diritto” (se non un dovere) l’iscriversi a un partito o movimento politico per concorrere alla formazione della politica nazionale: un diritto che si esercita con il combinato disposto dell’art. 3 ossia il principio di eguaglianza e non discriminazione ossia nel linguaggio grillino uno vale uno. Al contrario, si riduce un partito al possesso privatistico di un marchio commerciale quasi fosse il Santo Graal. Questa concezione antidemocratica e personalistica del M5s viene facilmente rilevata da ogni militante che abbia senso civico e onestà intellettuale oltre che una normale intelligenza politica, personale o collettiva. Ma ecco che scattano subito le epurazioni, diffide, sospensioni, esclusioni, espulsioni, allontanamenti. A prescindere dalle situazioni particolari e personali di un ognuno, ogni caso fa storia a sé, è anche il caso di Federica Salsi che andremo a ricostruire avvalendoci di Madre matrigna la Rete.

Per una storia del Movimento Cinque Stelle: 15. Giovanni Favia capolista regionale in Modena, Bologna, Reggio Emilia e poi “espulso”.

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«Per una storia del Movimento Cinque Stelle» vuole essere una storia in progress di un Movimento costituitosi ufficialmente il 4 ottobre 2009. Nato nel Nord Italia viene alla ribalta con le elezioni comunali di Parma nel maggio 2012, con le elezioni regionali siciliane dell’ottobre 2012, dove il M5s risulta essere il primo partito, lasciando prevedere il risultato delle elezioni politiche nazionali del febbraio 2013. La storia del M5s è costellata di “casi” e da domande sulla sua organizzazione e sul ruolo della Casaleggio Associati. Di certo non è un Movimento che erige barricate e occupa piazze, o partecipa a scontri di strada, ma ha come suo obiettivo principale se non unico la partecipazione alle competizioni elettorali: è dentro il sistema anche se ai suoi inizi amava apparire come anti-sistema, antipolitico, rivoluzionario. Tutto il potere dei vertici si concentra nella inclusione/esclusione dalle liste elettorali. Il suo successo politico ha delle analogie con ciò che seguì a Mani Pulite, fenomeno caratterizzato da una esplosione di scandali. Da allora è un succedersi di sigle politiche,  ma senza che la situazione complessiva del Paese sia andata migliorando, o abbia cambiato di segno. Poiché la Rete è stato il punto di partenza del M5s, è dalla Rete che attingeremo tutte le nostre notizie, cercando di discernere il grano dal loglio.
CL

Giovanni Favia con Beppe Grillo
Giovanni Favia era stato indicato direttamente da Beppe Grillo per le candidatura alle regionali di Emilia e Romagna. Come  spesso succede nel M5s, attivisti storici ed affidabili, si trovano poi ad essere diffidati, epurati, espulsi, esclusi, allontanati: termini che definiscono diverse situazioni, anche cumulabili. I temi della trasparenza, della democrazia interna e della difficoltà nel rapporto fra gli attivisti e lo staff sono con il tempi fatti propri ed agitati da Giovanni Favia, che si scontra singolarmente o in blocco con una esplosione di Beppe che ha larga circolazione e mette fine a ogni dibattito: «Se c’è qualcuno che reputa che io non sono democratico, che Casaleggio si tenga i soldi, che io sia disonesto, allora prende e va fuori dalle palle». È un modo furbesco per negare che esistano problemi dentro il M5s e per chiudere qualsiasi discussione. Da allora è il terrorismo ideologica interno: «Non venite a rompermi i coglioni (a me!) sulla democrazia. Io mi sto stufando. Mi sto arrabbiando seriamente. Abbiamo una battaglia, una guerra da qui alle elezioni. Finché la guerra me la fanno i nemici veri va bene, ma guerre dentro non ne voglio più». È il classico appello alla guerra esterna per sedare qualsiasi discussione all'interno. Ed è così che il 12 dicembre 2012 sul blog dà il benservito insieme a Giovanni Favia e Federica Salsi: «A Federica Salsi e Giovanni Favia è ritirato l’utilizzo del logo del MoVimento 5 Stelle. Li prego di astenersi per il futuro a qualificare la loro azione politica con riferimento al M5S o alla mia figura. Gli auguro di continuare la loro brillante attività di consiglieri. Beppe Grillo». Con questo benservito Favia si troverà ad essere tacciato dal talebani di “Giuda Iscariota” ed a dover temere per la sua incolumità personale.

venerdì 1 luglio 2016

Per una storia del Movimento Cinque Stelle: 14. Marcello De Vito ed il “tribunale speciale”.

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«Per una storia del Movimento Cinque Stelle» vuole essere una storia in progress di un Movimento costituitosi ufficialmente il 4 ottobre 2009. Nato nel Nord Italia viene alla ribalta con le elezioni comunali di Parma nel maggio 2012, con le elezioni regionali siciliane dell’ottobre 2012, dove il M5s risulta essere il primo partito, lasciando prevedere il risultato delle elezioni politiche nazionali del febbraio 2013. La storia del M5s è costellata di “casi” e da domande sulla sua organizzazione e sul ruolo della Casaleggio Associati. Di certo non è un Movimento che erige barricate e occupa piazze, o partecipa a scontri di strada, ma ha come suo obiettivo principale se non unico la partecipazione alle competizioni elettorali: è dentro il sistema anche se ai suoi inizi amava apparire come anti-sistema, antipolitico, rivoluzionario. Tutto il potere dei vertici si concentra nella inclusione/esclusione dalle liste elettorali. Il suo successo politico ha delle analogie con ciò che seguì a Mani Pulite, fenomeno caratterizzato da una esplosione di scandali. Da allora è un succedersi di sigle politiche,  ma senza che la situazione complessiva del Paese sia andata migliorando, o abbia cambiato di segno. Poiché la Rete è stato il punto di partenza del M5s, è dalla Rete che attingeremo tutte le nostre notizie, cercando di discernere il grano dal loglio.
CL

Marcello De Vito
È di oggi la notizia mediatica di un vero e proprio “scandalo” di cose che si vociferavano da parecchi mesi ma senza che nessuno le mettesse in stampa o in rete. Dei quattro consiglieri 5 stelle nella precedente sindacatura nel Comune di Roma tre  avevano preparato “dossier” verso il loro collega Marcello De Vito già candidato sindaco nelle precedenti elezioni che avevano visto vincitore Ignazio Marino, poi dimessosi. Naturalmente, è un succedersi di smentite, d'obbligo, ma le voci non sono più voci, ma segni scritti, di cui è lecito raccoglier traccia. In pratica, se si deve dare un'interpretazione, anziché procedere a una selezione ed elezione dei candidati alle comunarie si è proceduto alla eliminazione  degli avversari sgraditi o ai quali si doveva impedire di raggiungere il traguardo. Si tratta di una sostanziale delegittimazione delle comunarie dalle quali è emerso l'attuale sindaco. Le considerazioni che possono farsi sono molteplici.

1. «Fantasie giornalistiche»: così dice Virginia. - L’articolo di Giornalettismo riprende il FQ cui però si può accedere solo a pagamento. Sempre sul FQ, con annesso Forum, la “smentita” di Virginia.
2. Il dossier finisce in procura. -
3. Guerra fra Raggi e De Vito. -
4. Rivalità stellari: personaggi del dramma. -

5. Fatti circostanziati. - Sono questi: «Alle 18 del 10 gennaio De Vito deve difendersi in un' altra riunione da Frongia, Raggi e Stefano davanti a una trentina tra consiglieri municipali e regionali. De Vito si difendeva come un leone e alla fine tutti si dicevano soddisfatti. Solo Paola Taverna in una mail partita per sbaglio definiva quanto era accaduto "uno squallido tribunale speciale". Anche Roberta Lombardi difendeva De Vito. Sono le tensioni che ancora oggi attraversano il M5S a Roma». È dato addirittura il giorno, l'ora e il numero delle persone presenti, una trentina, che da allora non se ne sono stati certi zitti, ma hanno bisbigliato ognuno nelle orecchie delle persone a loro più vicine e fidate. Ed il trenta si è moltiplicato per un numero x. Il giornalista del FQ ha raccolto oltre sei mesi dopo ciò che tutti gli addetti alle comunarie ben sapevano. Lo si dice adesso che i giochi sono fatti e non possono essere rifatti. A dirlo prima, in gennaio, gli esiti delle comunarie sarebbero state diverse e non vi sarebbero state espulsioni clamorose, annullato poi da un Giudice. Insomma, questa “trasparenza”, questa “onestà, onestà” sono meri slogan per i gonzi e per i talebani che devono dare fiato ai loro polmoni. Degli ipocriti poi non facciamo conto: guarda e passa!

6. Il segreto di Pulcinella. – Un giornalista fonda la sua esistenza professionale sulla capacità di trovare e dare notizie. Di questi tempi sulla deontologia giornalistica vi è molto di che desiderare e quanto più si sta alla larga da giornalisti, a meno che non siano “amici” più che fidati, è cosa più che saggia: dici loro una cosa e ti fanno apparire il contrario, oppure hanno in mente di farti dire una cosa e dico che hanno ottenuta l'intervista da te, se appena riescono a procurarsi il tuo numero di telefono ed a farlo squillare. Tanto poi nessuno va a controllare cosa è stato detto: gentaccia peggiore delle persone che tentano di infamare. Questo il quadro generale del mondo giornalistico. Ma non bisogno generalizzare troppo. Quale la critica che si può fare al Lillo del FQ? Di essere giunto alla “notizia” con almeno 6 mesi di ritardo e dunque non è più notizia quella di sei mesi, ma quella di oggi ossia le reazioni pubbliche a un fatto a tutti noto di sei mesi fa e oltre. Come e perché a tutti noto? Intanto è di pubblico dominio la notizia di una riunione del 10 gennaio con una trentina di persone. Quando ti bisbigliano una cosa all'orecchio con l’intimazione che si tratta di cosa riservata, tu come fai a divulgarla? Se la pubblichi sulla rete o la fai stampare, ti si chiede subito: come lo sai? E tu che dici? Me lo ha detto Tizio. E Tizio che fa? Chi io? Quello è matto e il matto si trova nei guai. Ed ancora Lillo su cosa basa le sue fonti? Su “mail e sms” ma non sulle ammissioni dei diretti interessati, che parlano di gossip, fantasie, cose ingigantite... Forse per un giornalista che ci campa vale la pena rischiare possibili querele sulla base di “mail e sms”, ma per uno che il giornalista non fa, è molto meglio starsene alla larga e lavorare di orecchio e di bisbigli.

7. «Chi è senza peccato, scagli la prima pietra». - È tanta la voglia negli italiani non già di amare il suo prossimo, ma di sputargli addosso il minimo sospetto si possa avere. Lo Staff della Comunizazione del M5s ha intercettato questo “odio” profondo e ne ha fatto il principale suo slogan elettorale, uno slogan vincente: “onestà, onestà”, “l’onestà tornerà di modo”,  e simili. Naturalmente, non vi è nessuna garanzia che chi dice ladro all’altro non lo sia poi lui stesso, e forse anche di più. L’abilità del ladro o del disonesto è proprio quella di sapersi nascondere e dissimulare: da qui le sue possibilità di successo. Nel Vangelo tutto ciò è ben noto nella nota parabola della tentata lapidazione dell’adultera, che si trovò salva perché i suoi lapidatori non erano meno peccatori di quanto non lo fosse lei. I grillini però non vengono dalle parrocchie ed hanno scarsa conoscenza dei testi evangelici. Vi sarebbe poi un discorso più avanzato da fare sulla separazione fra politica e morale: l'una riguarda la sfera pubblica ed è un insieme di istituti e di norme oltre che di decisioni, l'altra dovrebbe attenere alla sfera intima e privata ed è un colloquio continuo e segreto con la propria coscienza. Altra cosa ancora è l'etica che ha rapporto con la politica ed è un complesso di comportamenti collettivi, spontaneamente seguiti che formano il carattere e la fisionomia di un popolo, che non sia esso stesso intimamente corrotto e degradato: sembra strano, ma può succedere e succede spesso, specialmente dopo guerre cui segue o lo sterminio completo, in tutto o in parte (Hiroshima) o la ”pulizia etnica” (non faccio esempi) la soggezione e l'asservimento. Ciò che pare stia accadendo all'interno del M5s è la scoperta della natura peccaminosa dell’uomo, ma senza che la Casaleggio Associati, ora passata alla gestione del figliuol David, abbia una corrispondente dottrina della redenzione: dunque, peccato senza redenzione.

Per una Storia del Movimento Cinque Stelle: 13. Roberto Motta e il problema delle antelle

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Roberto Motta
Roberto Motta è stata un mancato candidato sindaco alla Comunarie romane. Insieme ad altri attivisti si è trovato escluso da una competizione elettorale dove portava la sua esperienza tecnica su una serie di delicate questioni, che con ogni probabilità emergeranno nel corso della sindacatura di Virginia Raggi, che non potrà eludere i problemi in particolare messi in evidenza da Roberto Motta sulla regolamentazione delle antenne che spesso vicino alle scuole compromettono gravemente la salute dei bambini. Motta insieme agli altri due attivisti che insieme con lui si sono rivolti al giudice, ottenendo con ordinanza d'urgenza il loro reintegro, pongono inoltre delicate questioni di democrazia interna al M5s che non è un mondo idialiacco come in un primo tempo poteva sembrare. Via via che il tempo passa emergono storture e scandali che hanno sorgere in noi l'esigenza di una Storia, di una panoramica che consenta di raffrontare fra loro situazione diverse o analoghe, distante nel tempo per i pochi anni di vita del M5s o nello spazio, essendosi ormai il M5s radicato su tutto il territorio nazionale.

Per una storia del Movimento Cinque Stelle: 12. *** e le imbarazzanti analogie.

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CL
TESTO CANCELLATO,
a seguito di cortese richiesta,
ma senza che da me sia stata
violata alcuna norma di legge.

Si esaudiscono sempre i desideri e le richieste che ci pervengono.
Questo NON è un giornale e non rientra nelle leggi sulla stampa, anche se questa ormai viene estesa per analogia. Il nostro intento non è mai stato quello di sostituirci ai giornali e di fare loro concorrenza, ma solo quello di aprire uno spazio pubblico e interattiva di riflessione sui temi civili e politici di INTERESSE PUBBLICO, mai privato e personale.

Escono nel frattempo, quasi ogni giorno, articoli e libri sul Movimento Cinque Stelle. Avrei anche io materiale per un "libro", da più parti richieste. Ma non ho interesse a dedicare il tempo e il lavoro necessario per un libro su questo argomento. Ritengo che una trattazione estemporanea sulla Rete sia più che sufficiente. Il m5s è del resto qualcosa che nasce sulla rete e vive nella rete. I personaggi sono viventi e contemporanei. Ricordo un precedente DIVERSO caso di richiesta di cancellazione del nome in questo blog. Si trattava di un convegno su Piombo Fuso. Esaudii la richiesta... non avendo io proprio nessun interesse a tenere dei nomi che non vogliono essere chiamati, ma questa stessa persona non si fece poi scrupolo di chiedere i voti delle persone che avevano partecipato a una comune iniziativa che però voleva tenere nascosta... Questi comportamenti mi lasciano perplesso, tanto più che non si trattava di comportamente moralmente o eticamente censurabili... Tutt'altro! Logiche della politica e della comunicazione... Morale della favola di cui non vengono fatti i nomi delle persone reali oggi alquanto note: il Tizio si vergognava di comparire fra i sostenitori della causa ai cui aderenti si chiedeva poi il voto! Ed ero presente e posso ben certificare questa magnifica coerenza morale. Ecco la superiore "onestà" e superiorità morale. Iddio ci scampi da questa razza di ipocriti e vigliacchi!

La normativa invocata, peraltro non ancora in vigore, e di cui si chiedeva applicazione retroattiva è la seguente:

http://www.dirittodellinformatica.it/privacy-e-sicurezza/diritto-alloblio-nel-regolamento-ue.html,

 letta la quale non si rienta nel caso sussistendo il "diritto di cronaca” e di "interesse pubblico".

Ma una simile normativa sarà a maggior da me invocabile, a fronte di una recente sentenza del tribunale di Roma, che riconosce l'infondatezza di innumerevoli articoli di stampa o battute che mi riguardano. Sapevo già di una precedente normativa sulla base della quale ci si può già da adesso rivolgere a Google per la rimozione dai suoi motori di ricerca, ma non ho voluto avvalermene per una ragione molto semplice: sia pure con le mie modestissime forze, intendo mettere sotto accusa tutto il sistema mediatico per il modo decisamente ignobile in cui sono stato trattato.

Non mi fanno paura e invito i signori giornalisti a contattarmi nuovamente: sarò io a chiedere conto a loro del loro operato e del modo in cui svolgono la loro professione.

Per una Storia del Movimento Cinque Stelle: 11. Paola Bernetti ossia una “disiscritta” delusa che esce dal silenzio.

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«Per una storia del Movimento Cinque Stelle» vuole essere una storia in progress di un Movimento costituitosi ufficialmente il 4 ottobre 2009. Nato nel Nord Italia viene alla ribalta con le elezioni comunali di Parma nel maggio 2012, con le elezioni regionali siciliane dell’ottobre 2012, dove il M5s risulta essere il primo partito, lasciando prevedere il risultato delle elezioni politiche nazionali del febbraio 2013. La storia del M5s è costellata di “casi” e da domande sulla sua organizzazione e sul ruolo della Casaleggio Associati. Di certo non è un Movimento che erige barricate e occupa piazze, o partecipa a scontri di strada, ma ha come suo obiettivo principale se non unico la partecipazione alle competizioni elettorali: è dentro il sistema anche se ai suoi inizi amava apparire come anti-sistema, antipolitico, rivoluzionario. Tutto il potere dei vertici si concentra nella inclusione/esclusione dalle liste elettorali. Il suo successo politico ha delle analogie con ciò che seguì a Mani Pulite, fenomeno caratterizzato da una esplosione di scandali. Da allora è un succedersi di sigle politiche,  ma senza che la situazione complessiva del Paese sia andata migliorando, o abbia cambiato di segno. Poiché la Rete è stato il punto di partenza del M5s, è dalla Rete che attingeremo tutte le nostre notizie, cercando di discernere il grano dal loglio.
CL

Paola Bernetti
 In un articolo di Mauro Suttora è dato il seguente profilo di Paola Bernetti.
- «Il Movimento 5 stelle è pericoloso per la democrazia. Mi sono disiscritta dopo sette anni, soffrendo per l’enorme delusione. Ma non voglio esser complice di quella che potrebbe diventare una dittatura, se i grillini andassero al governo». Paola Bernetti, 60 anni, libera professionista, è stata la più votata alle primarie M5s per il Senato in tutta Milano e provincia: 200 preferenze, il doppio di tutti i deputati finiti a Roma (tranne una, fedelissima della società Casaleggio & associati). Ma lei a Roma non c’è mai andata. Con trucchi vari (cordate, doppie candidature, elezioni di parenti), gli ortodossi l’hanno eliminata. Hanno preferito che la seconda città italiana non avesse senatori 5 stelle, piuttosto che tenerla in Parlamento. Ciononostante, per tre anni e mezzo  ha mantenuto il silenzio: «Ho continuato a votarli, pensando che gli altri partiti sono peggio. E poi ho ereditato da mio padre, generale, il senso del dovere: non volevo passare per la solita dissidente che “tradisce” gli amici che ancora ho nel movimento». Per questo ha rifiutato interviste a tv e giornali nazionali. Ma ora ha deciso di vuotare il sacco. Svelando i meccanismi interni di quella che definisce una vera e propria «setta»: «La mia distanza dal M5s aumentava a ogni espulsione. È stata quella di Federico Pizzarotti, sindaco che amministra egregiamente Parma, ad aprirmi definitivamente gli occhi».
- Molte sono le considerazioni che possono farsi e che noi faremo strada facendo, potendo avvalerci della stessa protagonista di questa storia esemplificativa di molte altre.

1. «Attenti, i grillini sono una setta». –