venerdì 1 luglio 2016

Per una storia del Movimento Cinque Stelle: 12. *** e le imbarazzanti analogie.

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«Per una storia del Movimento Cinque Stelle» vuole essere una storia in progress di un Movimento costituitosi ufficialmente il 4 ottobre 2009. Nato nel Nord Italia viene alla ribalta con le elezioni comunali di Parma nel maggio 2012, con le elezioni regionali siciliane dell’ottobre 2012, dove il M5s risulta essere il primo partito, lasciando prevedere il risultato delle elezioni politiche nazionali del febbraio 2013. La storia del M5s è costellata di “casi” e da domande sulla sua organizzazione e sul ruolo della Casaleggio Associati. Di certo non è un Movimento che erige barricate e occupa piazze, o partecipa a scontri di strada, ma ha come suo obiettivo principale se non unico la partecipazione alle competizioni elettorali: è dentro il sistema anche se ai suoi inizi amava apparire come anti-sistema, antipolitico, rivoluzionario. Tutto il potere dei vertici si concentra nella inclusione/esclusione dalle liste elettorali. Il suo successo politico ha delle analogie con ciò che seguì a Mani Pulite, fenomeno caratterizzato da una esplosione di scandali. Da allora è un succedersi di sigle politiche,  ma senza che la situazione complessiva del Paese sia andata migliorando, o abbia cambiato di segno. Poiché la Rete è stato il punto di partenza del M5s, è dalla Rete che attingeremo tutte le nostre notizie, cercando di discernere il grano dal loglio.
CL
TESTO CANCELLATO,
a seguito di cortese richiesta,
ma senza che da me sia stata
violata alcuna norma di legge.

Si esaudiscono sempre i desideri e le richieste che ci pervengono.
Questo NON è un giornale e non rientra nelle leggi sulla stampa, anche se questa ormai viene estesa per analogia. Il nostro intento non è mai stato quello di sostituirci ai giornali e di fare loro concorrenza, ma solo quello di aprire uno spazio pubblico e interattiva di riflessione sui temi civili e politici di INTERESSE PUBBLICO, mai privato e personale.

Escono nel frattempo, quasi ogni giorno, articoli e libri sul Movimento Cinque Stelle. Avrei anche io materiale per un "libro", da più parti richieste. Ma non ho interesse a dedicare il tempo e il lavoro necessario per un libro su questo argomento. Ritengo che una trattazione estemporanea sulla Rete sia più che sufficiente. Il m5s è del resto qualcosa che nasce sulla rete e vive nella rete. I personaggi sono viventi e contemporanei. Ricordo un precedente DIVERSO caso di richiesta di cancellazione del nome in questo blog. Si trattava di un convegno su Piombo Fuso. Esaudii la richiesta... non avendo io proprio nessun interesse a tenere dei nomi che non vogliono essere chiamati, ma questa stessa persona non si fece poi scrupolo di chiedere i voti delle persone che avevano partecipato a una comune iniziativa che però voleva tenere nascosta... Questi comportamenti mi lasciano perplesso, tanto più che non si trattava di comportamente moralmente o eticamente censurabili... Tutt'altro! Logiche della politica e della comunicazione... Morale della favola di cui non vengono fatti i nomi delle persone reali oggi alquanto note: il Tizio si vergognava di comparire fra i sostenitori della causa ai cui aderenti si chiedeva poi il voto! Ed ero presente e posso ben certificare questa magnifica coerenza morale. Ecco la superiore "onestà" e superiorità morale. Iddio ci scampi da questa razza di ipocriti e vigliacchi!

La normativa invocata, peraltro non ancora in vigore, e di cui si chiedeva applicazione retroattiva è la seguente:

http://www.dirittodellinformatica.it/privacy-e-sicurezza/diritto-alloblio-nel-regolamento-ue.html,

 letta la quale non si rienta nel caso sussistendo il "diritto di cronaca” e di "interesse pubblico".

Ma una simile normativa sarà a maggior da me invocabile, a fronte di una recente sentenza del tribunale di Roma, che riconosce l'infondatezza di innumerevoli articoli di stampa o battute che mi riguardano. Sapevo già di una precedente normativa sulla base della quale ci si può già da adesso rivolgere a Google per la rimozione dai suoi motori di ricerca, ma non ho voluto avvalermene per una ragione molto semplice: sia pure con le mie modestissime forze, intendo mettere sotto accusa tutto il sistema mediatico per il modo decisamente ignobile in cui sono stato trattato.

Non mi fanno paura e invito i signori giornalisti a contattarmi nuovamente: sarò io a chiedere conto a loro del loro operato e del modo in cui svolgono la loro professione.

Per una Storia del Movimento Cinque Stelle: 11. Paola Bernetti ossia una “disiscritta” delusa che esce dal silenzio.

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«Per una storia del Movimento Cinque Stelle» vuole essere una storia in progress di un Movimento costituitosi ufficialmente il 4 ottobre 2009. Nato nel Nord Italia viene alla ribalta con le elezioni comunali di Parma nel maggio 2012, con le elezioni regionali siciliane dell’ottobre 2012, dove il M5s risulta essere il primo partito, lasciando prevedere il risultato delle elezioni politiche nazionali del febbraio 2013. La storia del M5s è costellata di “casi” e da domande sulla sua organizzazione e sul ruolo della Casaleggio Associati. Di certo non è un Movimento che erige barricate e occupa piazze, o partecipa a scontri di strada, ma ha come suo obiettivo principale se non unico la partecipazione alle competizioni elettorali: è dentro il sistema anche se ai suoi inizi amava apparire come anti-sistema, antipolitico, rivoluzionario. Tutto il potere dei vertici si concentra nella inclusione/esclusione dalle liste elettorali. Il suo successo politico ha delle analogie con ciò che seguì a Mani Pulite, fenomeno caratterizzato da una esplosione di scandali. Da allora è un succedersi di sigle politiche,  ma senza che la situazione complessiva del Paese sia andata migliorando, o abbia cambiato di segno. Poiché la Rete è stato il punto di partenza del M5s, è dalla Rete che attingeremo tutte le nostre notizie, cercando di discernere il grano dal loglio.
CL

Paola Bernetti
 In un articolo di Mauro Suttora è dato il seguente profilo di Paola Bernetti.
- «Il Movimento 5 stelle è pericoloso per la democrazia. Mi sono disiscritta dopo sette anni, soffrendo per l’enorme delusione. Ma non voglio esser complice di quella che potrebbe diventare una dittatura, se i grillini andassero al governo». Paola Bernetti, 60 anni, libera professionista, è stata la più votata alle primarie M5s per il Senato in tutta Milano e provincia: 200 preferenze, il doppio di tutti i deputati finiti a Roma (tranne una, fedelissima della società Casaleggio & associati). Ma lei a Roma non c’è mai andata. Con trucchi vari (cordate, doppie candidature, elezioni di parenti), gli ortodossi l’hanno eliminata. Hanno preferito che la seconda città italiana non avesse senatori 5 stelle, piuttosto che tenerla in Parlamento. Ciononostante, per tre anni e mezzo  ha mantenuto il silenzio: «Ho continuato a votarli, pensando che gli altri partiti sono peggio. E poi ho ereditato da mio padre, generale, il senso del dovere: non volevo passare per la solita dissidente che “tradisce” gli amici che ancora ho nel movimento». Per questo ha rifiutato interviste a tv e giornali nazionali. Ma ora ha deciso di vuotare il sacco. Svelando i meccanismi interni di quella che definisce una vera e propria «setta»: «La mia distanza dal M5s aumentava a ogni espulsione. È stata quella di Federico Pizzarotti, sindaco che amministra egregiamente Parma, ad aprirmi definitivamente gli occhi».
- Molte sono le considerazioni che possono farsi e che noi faremo strada facendo, potendo avvalerci della stessa protagonista di questa storia esemplificativa di molte altre.

1. «Attenti, i grillini sono una setta». –

lunedì 27 giugno 2016

Per una storia del Movimento Cinque Stelle: 0. Homepage ed Indici.

III in progress | UltimoPrimo.
«Per una storia del Movimento Cinque Stelle» vuole essere una storia in progress di un Movimento costituitosi ufficialmente il 4 ottobre 2009. Nato nel Nord Italia viene alla ribalta con le elezioni comunali di Parma nel maggio 2012, con le elezioni regionali siciliane dell’ottobre 2012, dove il M5s risulta essere il primo partito, lasciando prevedere il risultato delle elezioni politiche nazionali del febbraio 2013. La storia del M5s è costellata di “casi” e da domande sulla sua organizzazione e sul ruolo della Casaleggio Associati. Di certo non è un Movimento che erige barricate e occupa piazze, o partecipa a scontri di strada, ma ha come suo obiettivo principale se non unico la partecipazione alle competizioni elettorali: è dentro il sistema anche se ai suoi inizi amava apparire come anti-sistema, antipolitico, rivoluzionario. Tutto il potere dei vertici si concentra nella inclusione/esclusione dalle liste elettorali. Il suo successo politico ha delle analogie con ciò che seguì a Mani Pulite, fenomeno caratterizzato da una esplosione di scandali. Da allora è un succedersi di sigle politiche,  ma senza che la situazione complessiva del Paese sia andata migliorando, o abbia cambiato di segno. Poiché la Rete è stato il punto di partenza del M5s, è dalla Rete che attingeremo tutte le nostre notizie, cercando di discernere il grano dal loglio.
CL
10. Vito Crimi il delegato permanente.
11. Paola Bernetti ossia una “disiscritta” delusa che esce dal silenzio.
12. Cecilia Petrassi e le imbarazzanti analogie.
13. Roberto Motta e il problema delle antenne.
14. Marcello De Vito ed il “tribunale speciale”.
15. Giovanni Favia capolista regionale in Modena, Bologna, Reggio Emilia e poi “espulso”.
16. Federica Salsi, un benservito con tanti auguri.
17. Ed in ultimo toccò anche a Raffaella Pirini.
18. Paola Pinna, parlamentare espulsa dal M5s, passa al PD.
19. Carlo Sibilia, dal microscopio al Direttorio.
20. Alfonso Bonafede, dal microscopio al Parlamento.
21. Rosa Desario, attivista di Barletta espulsa nell’aprile 2015.
22. Sulla natura giuridica del M5s nelle discussione di un MU.
23. Fra gli espulsi “eccellenti” ossia... Marino Mastrangeli.
24. Fra gli espulsi “eccellenti” ossia... Massimo Artini.
25. Fra gli espulsi “eccellenti” ossia... Serenella Fucksia.
26. Fra gli espulsi “eccellenti” ossia... Domenico Messinese.
27. Fra gli espulsi “eccellenti” ossia... Adele Gambaro.
28. Fra gli espulsi “eccellenti” ossia... Luis Alberto Orellana.
29. Fra gli espusli “eccellenti” ossia... Rosa Capuozzo.
30. Fra gli espulsi “eccellenti” ossia... Antonio Caracciolo.
31. Un “sospeso eccellente” ossia... Federico Pizzarotti.
32. I “miracolati in Parlamento” ossia Roberto Fico.
33. Realtà locali: il caso di Domenico Cuppari mancato sindaco di Nichelino.

Ordinamento Diacronico

 Non è possibile in una ricerca in itinere seguire un criterio rigorosamente cronologico, ma per quanto possibile si cerca di ordinare fra un prima e un dopo secondo un criterio “diacronico” per il quale il nucleo principale dei fatti narrati in un singolo post precede i fatti narrati in altri post e che pure si svolgono nell’arco di più anni fino al presente.

-. Grillo, Montanari e il miscroscopio sottratto.
-. Gaetano Vilnò e la Revolution.

Per una storia del Movimento Cinque Stelle: 10. Vito Crimi il delegato permanente.

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«Per una storia del Movimento Cinque Stelle» vuole essere una storia in progress di un Movimento costituitosi ufficialmente il 4 ottobre 2009. Nato nel Nord Italia viene alla ribalta con le elezioni comunali di Parma nel maggio 2012, con le elezioni regionali siciliane dell’ottobre 2012, dove il M5s risulta essere il primo partito, lasciando prevedere il risultato delle elezioni politiche nazionali del febbraio 2013. La storia del M5s è costellata di “casi” e da domande sulla sua organizzazione e sul ruolo della Casaleggio Associati. Di certo non è un Movimento che erige barricate e occupa piazze, o partecipa a scontri di strada, ma ha come suo obiettivo principale se non unico la partecipazione alle competizioni elettorali: è dentro il sistema anche se ai suoi inizi amava apparire come anti-sistema, antipolitico, rivoluzionario. Tutto il potere dei vertici si concentra nella inclusione/esclusione dalle liste elettorali. Il suo successo politico ha delle analogie con ciò che seguì a Mani Pulite, fenomeno caratterizzato da una esplosione di scandali. Da allora è un succedersi di sigle politiche,  ma senza che la situazione complessiva del Paese sia andata migliorando, o abbia cambiato di segno. Poiché la Rete è stato il punto di partenza del M5s, è dalla Rete che attingeremo tutte le nostre notizie, cercando di discernere il grano dal loglio.
CL

 
Vito Crimi
Vito Crimi è oggi un personaggio del M5s a tutti noti. Non è incorso in scomunica o errori a sua insaputa ed è saldamente nelle posizioni apicali del Movimento, persino in quella Commissione di Appello, che ho dovuto diffidare con il termine tassativo di cinque giorni, decorso il quale mi sono rivolto al Giudice ordinario che ha emesso Ordinanza cautelare di reintegro dalla mia precedente espulsione. Se ne parla nel libro di Fausto Carbonaro, che contiene una buona raccolta dati dalla quale abbiamo attinto. Vi sono pagine dove ci si sofferma su una singolarità, stando a quel che ivi si legge. È noto come il militante del M5s si chiama Attivista che diventa certificato una volta che sia stata attivata la sua iscrizione nel Blog nazionale di Beppe Grillo, venendo quindi fornito di chiavi di accesso e password per poter partecipare a votazioni online e quanto altro programmato. I Candidati alle diverse tornate elettorali vengono scelti di norma fra gli attivisti certificati che sono distinti dai semplici cittadini che votano o si fermano nei banchetti. Una volta eletto il candidato è il solo ad essere autorizzato a usare il Logo (non quello dei Vangeli, ma quasi), cioè a dire: io sono il M5s. Tutti gli altri attivisti o cittadini anche elettori del M5s non lo possono fare e possono parlare solo a titolo personale, magari facendo un tifo da sfegatati, soprattutto nella Rete, ma non sono autorizzati all'uso del Logo. Se lo fanno in pubblici convegni, possono ricevere la classica lettera del mitico Avv. Montefusco con diffida all'uso del marchio di proprietà esclusiva del suo cliente Beppe Grillo. Inoltre, l'uso del Logo da parte degli Attivisti eletti a qualche carica comunale, municipale, regionale, nazionale, europea, lo sono solo per la durata della carica elettiva. Possono esserne privati anche durante il mandato. In questo caso interviene il dettato costituzionale del divieto di mandato imperativo che nel nostro contesto assume una nuova luce. Non stiamo qui a ricostruire la ratio di questa norma, da quando essa fu istituita ad oggi. Osserviamo però che non esistendo una siffatta garanzia costituzionale il Portavoce - si chiamano così gli Eletti - potrebbe essere passibile di un sistema di penali, che fino ad oggi - ch'io sappia - non hanno trovato applicazione. Sono state date molte ragioni per abolire il divieto di mandato imperativo. Una buona ragione sarebbe l'istituzione del recall che consente agli stessi elettori di revocare il mandato. Ma alla luce di esperienze recenti nello stesso M5s pare che sia invece opportuno mantenere il divieto di mandato imperativo anche e soprattutto a tutela degli stessi eletti del M5s, che altrimenti verrebbero a dipendere dalla Casaleggio Associati che è un'impresa commerciale privata, non eletta dai cittadini, ed anzi ad essi totalmente sconosciuta sotto l'aspetto propriamente politico-democratico. Ciò premesso, stando alla nostra prima fonte, cioè il citato libro di Mauro Carbonaro, sembra che vi sia stata una eccezione alla regola nel caos di Vito Crimi, al quale sarebbe stato consentito l'uso del Logo, pur non ricoprendo all’epoca, anno 2010, nessuna carica elettiva. Non vogliamo riportare un'ampia citazione del testo del libro di carbonaro, ma si rinvia alle pagine 206-207, sperando di ritrovare in rete la stessa fonte del libro.

1. Esiste o non esiste il M5s? -

Per una storia del Movimento Cinque Stelle: 9. L’avventura genovese di Davide Stasi.

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«Per una storia del Movimento Cinque Stelle» vuole essere una storia in progress di un Movimento costituitosi ufficialmente il 4 ottobre 2009. Nato nel Nord Italia viene alla ribalta con le elezioni comunali di Parma nel maggio 2012, con le elezioni regionali siciliane dell’ottobre 2012, dove il M5s risulta essere il primo partito, lasciando prevedere il risultato delle elezioni politiche nazionali del febbraio 2013. La storia del M5s è costellata di “casi” e da domande sulla sua organizzazione e sul ruolo della Casaleggio Associati. Di certo non è un Movimento che erige barricate e occupa piazze, o partecipa a scontri di strada, ma ha come suo obiettivo principale se non unico la partecipazione alle competizioni elettorali: è dentro il sistema anche se ai suoi inizi amava apparire come anti-sistema, antipolitico, rivoluzionario. Tutto il potere dei vertici si concentra nella inclusione/esclusione dalle liste elettorali. Il suo successo politico ha delle analogie con ciò che seguì a Mani Pulite, fenomeno caratterizzato da una esplosione di scandali. Da allora è un succedersi di sigle politiche,  ma senza che la situazione complessiva del Paese sia andata migliorando, o abbia cambiato di segno. Poiché la Rete è stato il punto di partenza del M5s, è dalla Rete che attingeremo tutte le nostre notizie, cercando di discernere il grano dal loglio.
CL
Davide Stasi
Se ne parla nel libro di Mauro Carbonaro, da cui prendo spunto per tracciare un profilo di Davide Stasi, che poi ricercherò in Rete. Ha un’esperienza in Forza Italia, da cui uscirà deluso scrivendo un libro (Congiura azzura) dove racconta la sua esperienza politica in quello che all'inizio gli era parso un partito liberale. Conosce poi il Movimento grillino o meglio il Meetup genovese, di cui diventa componente riuscendo a riorganizzarlo su una base democratica. Complesse vicende che terminano con l'impegno all’organizzazione della lista regionale. Si dimette dal M5s costituitosi il 4 ottobre 2009, restando in attesa che Grillo lo chiami per occuparsi nuovamente del Movimento.

domenica 26 giugno 2016

Per una storia del Movimento Cinque Stelle: 8. Il comune di Cento ossia le espulsioni di gruppo.

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«Per una storia del Movimento Cinque Stelle» vuole essere una storia in progress di un Movimento costituitosi ufficialmente il 4 ottobre 2009. Nato nel Nord Italia viene alla ribalta con le elezioni comunali di Parma nel maggio 2012, con le elezioni regionali siciliane dell’ottobre 2012, dove il M5s risulta essere il primo partito, lasciando prevedere il risultato delle elezioni politiche nazionali del febbraio 2013. La storia del M5s è costellata di “casi” e da domande sulla sua organizzazione e sul ruolo della Casaleggio Associati. Di certo non è un Movimento che erige barricate e occupa piazze, o partecipa a scontri di strada, ma ha come suo obiettivo principale se non unico la partecipazione alle competizioni elettorali: è dentro il sistema anche se ai suoi inizi amava apparire come anti-sistema, antipolitico, rivoluzionario. Tutto il potere dei vertici si concentra nella inclusione/esclusione dalle liste elettorali. Il suo successo politico ha delle analogie con ciò che seguì a Mani Pulite, fenomeno caratterizzato da una esplosione di scandali. Da allora è un succedersi di sigle politiche,  ma senza che la situazione complessiva del Paese sia andata migliorando, o abbia cambiato di segno. Poiché la Rete è stato il punto di partenza del M5s, è dalla Rete che attingeremo tutte le nostre notizie, cercando di discernere il grano dal loglio.
CL
Centoinmovimento
Il casi di espulsione non sono solo individuali, ma possono essere collettive. Basta che un gruppo si riunisca senza l’assistenza dello Spirito Santo ossia di Beppe Grillo perché venga espulso in gruppo. È quel che è successo nel comune di Cento, poco dopo l'espulsione di Tavolazzi. In segno di protesta gli attivisti di Cento, comprendendo che tutta la forza di Beppe Grillo è nella proprietà privata del logo, hanno pensato di coniarne uno loro e tutto loro. Un segnale pericolosissimo che ha trovato una pronta risposta: il comune di Cento veniva privato dell’uso del logo per le prossime elezioni. La logica del controllo centralistico e assoluto è alquanto evidente. In tutta Italia vengono espulsi e/o diffidati tutti i gruppi che paiono sfuggire alla dipendenza gerarchica. In fondo, non sarebbe difficile organizzare una ribellione interna al M5s. Basterebbe creare una federazione di Liste locali, unite da un patto federativo ma indipendenti e sovrane sul proprio territorio. Basterebbe poi una serie di altre semplice norme e potrebbe cambiare la fisionomia del M5s, rafforzandone la base democratica. Se si considera la massa di espulsi o delusi in tutto il territorio nazionale, vi sarebbe anche il personale necessario. Casi come quelli di Cento sono importanti per ricostruire la storia del M5s, ma anche per comprendere il suo presente.

Per una storia del Movimento Cinque Stelle: 7. Valentino Tavolazzi preso di mira da Beppe Grillo: una espulsione “meravigliosa”.

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CL
Valentino Tavolazzi
La decisione di concorrere alle politiche nazionali del febbraio 2013 non nasce il giorno prima. Ha una sua gestazione con cambiamenti di rotta con cui infime matura l'espulsione di Valentino Tavolazzi, le cui motivazioni sfuggono ad ognuno e restano nell'arbitrio assoluto di Beppe Grillo. Inutile cercare regole: non ve ne sono se non il più assoluto arbitrio. A Grillo si chiede: «Se in questo MoVimento 1 vale 1 perché tu decidi chi espellere? Perché tu emetti comunicati politici senza condividerli? Perché non lasci ai cittadini che hanno votato Valentino Tavolazzi la scelta di espellerlo o meno? Sfido chiunque in questo blog a scrivere con precisione quali regole del non statuto ha violato Valentino Tavolazzi. Valentino Tavolazzi si batte da anni sul territorio in modo straordinario. Nemmeno la Santa Inquisizione metteva al rogo gli eretici in questo modo». La colpa di Tavolazzi sarebbe stato quella di «aver partecipato a un incontro che Grillo non approvava»: così Mauro Carbonaro nel suo libro.

Nel Blog di Beppe Grillo, ossia la Gazzetta Ufficiale del M5s, si trova questo testo: «Valentino Tavolazzi è consigliere a Ferrara per la lista civica "Progetto per Ferrara" appoggiata a suo tempo da me. Si candidò prima della nascita del M5S (*). Non ha purtroppo capito lo spirito del M5S che è quello di svolgere esclusivamente il proprio mandato amministrativo e di rispondere del proprio operato e del programma ai cittadini. Non certamente quello di organizzare o sostenere fantomatici incontri nazionali in cui si discute dell'organizzazione del M5S, della presenza del mio nome nel simbolo, del candidato leader del M5S o se il massimo di due mandati vale se uno dei due è interrotto. Sarà sicuramente in buona fede, ma Tavolazzi sta facendo più danni al M5S dei partiti o dei giornali messi insieme. A mio avviso ha frainteso lo spirito del M5S, ha violato il "Non Statuto" e messo in seria difficoltà l'operato sul campo di migliaia di persone in tutta Italia. Per questo, anche di fronte ai suoi commenti in cui ribadisce la bontà di iniziative che nulla hanno a che fare con il M5S, è per me da oggi fuori dal M5S con la sua lista "Progetto per Ferrara". Chi vuole lo segua. Beppe Grillo.
(*) Dopo la costituzione del M5S non è più permesso associarsi ad altre liste».

(segue)

Per una storia del Movimento Cinque Stelle: 6. Monica Fontanelli, non espulsa, non diffidata, ma lascia sua sponte il M5s.

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CL
Monica Fontanelli
È un caso interessante, nella sua tipicità, quello di Monica Fontanelli, di cui parla Mauro Carbonaro nel suo libro ricco di dati. Monica è un insegnante che ha studiato a fondo i problemi della scuola e che avrebbe voluto introdurre dentro il dibattito politico del M5s, al fine di promuovere una politica per la scuola. Ma si accorge presto della povertà di contenuti del M5s. Lasciamo a lei stessa la parola: «Di scuola non se ne parla o, se si è costretti a farlo, comunque non si assume una posizione, perché all'interno del MoVimento le posizioni sono diverse, inconciliabili e, per non allontanare nessuno, meglio far “finta di niente”, meglio discutere di cose più semplici. Il MoVimento nei fatti non assume alcuna posizione sulla riforma della scuola, come non ne assume su moltissimi argomenti che riguardano il “sociale” e le politiche economiche di chi ci governa».  Infatti: «Quando si parla di piste ciclabili, o di spazi verdi nelle città, di raccolta differenziata, di nucleare... è facile trovare una convergenza di idee e di proposte». Ma - come ho spesso detto - le stelle del firmamento non sono cinque, ma milioni di milioni e ognuna di essa rappresenta un problema, ecco che: «Diverso invece è assumere posizioni politiche rispetto alla riforma Gelmini, ecc. ecc.». In pratica, è più facile raccogliere consenso su pochi temi sui quali non si può non essere tutti d’accordo (l'aria che respiriamo) che non toccare temi divisivi o temi sui quali tocca scontarsi con i poteri forti o le potenti lobbies, che controllano la classe politica, la stampa, ogni genere di istituzioni. L’aria pulita la vogliono tutti: anche i potenti! anche i banchieri! anche le lobbies!

Passa quindi alla critica del M5s, non concessa a chi vuol restare iscritto, pur riconoscendo la giustezza della critica: «Uno dei loro motti preferiti è che non sono un partito, non sono una casta. A mio modo di vedere sono molto peggio: “uno vale uno” è in realtà solo uno slogan. Nelle assemblee si decidono solo alcuni aspetti, per lo più organizzativi, per il resto c’è un’oligarchia che decide per tutti: sono gli eletti e i loro stretti collaboratori». Nella sua lettera di addio al MoVimento Monica così si esprime: «Per questi motivi lascio il MoVimento, per la mancanza totale di democrazia all'interno, per la povertà di contenuti. Lascio il MoVimento perché non voglio rendermi complice dell'inganno che stanno perpetuando verso gli elettori... I partiti non mi piacciono, ma il MoVimento non è ciò che appare: non c’e democrazia all’interno, non ci sono idee che non siano quelle “facili” e scontate che la stragrande maggioranza delle persone può condividere, non c’è un progetto serio di società, solo slogan».

E non poteva mancare la reazione dei grillini: «I grillini hanno preso malissimo la mia presa di posizione pubblica, sono come una setta, hanno una visione fideistica del Movimento, chi osa metterli a nudo viene visto come un traditore e inizia una campagna diffamatoria nei miei confronti. Sono stata ricoperta di insulti via internet, diffamata, hanno scritto che sono una persona violenta con atteggiamenti da brigatista, mi hanno attaccata nella mia professione (sono insegnante), mi hanno paragonata a Ruby...». E conclude: «Un MoVimento a parole di tutti, nei fatti solo di pochi».

Per una storia del Movimento Cinque Stelle: 5. Sandra Poppi, privata del marchio a sua insaputa.

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CL
Sandra Poppi
Anche qui, una caso di persone che si vedono arrivare la classica diffida: «Sandra Poppi non ha titolo a rappresentare il MoVimento 5 stelle né all'uso del logo ed è diffidata dal farlo». L’interessata non riesce a trovare una spiegazione del trattamento ricevuto. Riceve però la solidarietà di Vittorio Ballestrazzi che così scrive: «Espirmo la mia piena solidarietà a Sandra Poppi e la invito a continuare... Se Grillo la citerà in tribunale sarò al fianco di Sandra insieme a tutti i cittadini che credono nella democrazia e Grillo perderà perché la democrazia rappresentativa, che è quella che permette a questo paese di stare ancora in piedi, non può essere trattata alla stregua di un marchio di yogurt».

(segue)

Per una storia del Movimento Cinque Stelle: 4. Andrea Casoni l’«escluso» dal gruppo.

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«Per una storia del Movimento Cinque Stelle» vuole essere una storia in progress di un Movimento costituitosi ufficialmente il 4 ottobre 2009. Nato nel Nord Italia viene alla ribalta con le elezioni comunali di Parma nel maggio 2012, con le elezioni regionali siciliane dell’ottobre 2012, dove il M5s risulta essere il primo partito, lasciando prevedere il risultato delle elezioni politiche nazionali del febbraio 2013. La storia del M5s è costellata di “casi” e da domande sulla sua organizzazione e sul ruolo della Casaleggio Associati. Di certo non è un Movimento che erige barricate e occupa piazze, o partecipa a scontri di strada, ma ha come suo obiettivo principale se non unico la partecipazione alle competizioni elettorali: è dentro il sistema anche se ai suoi inizi amava apparire come anti-sistema, antipolitico, rivoluzionario. Tutto il potere dei vertici si concentra nella inclusione/esclusione dalle liste elettorali. Il suo successo politico ha delle analogie con ciò che seguì a Mani Pulite, fenomeno caratterizzato da una esplosione di scandali. Da allora è un succedersi di sigle politiche,  ma senza che la situazione complessiva del Paese sia andata migliorando, o abbia cambiato di segno. Poiché la Rete è stato il punto di partenza del M5s, è dalla Rete che attingeremo tutte le nostre notizie, cercando di discernere il grano dal loglio.
CL

Leggendo un documento - riportato nel libro di Carbonaro -, firmato «I portavoce del MoVimento 5 Stelle di Modena e provincia» ci inquieta uno spirito di partito che fa pensare agli scenari descritti da Koestler in “Buio a mezzogiorno”, dove il Partito non solo schiaccia l’individuo, ma da questo pretende una soggezione assoluta fino al sacrificio estremo. Se consideriamo che il Partito comunista italiano ha avuto un profondo radicamento nella società italiana, non possiamo escludere che germi di ideologia stalinista siano penetrati in ciò che si chiama pregiudizio. Curiosa poi nel documento la distinzione fra “attivista” e “cittadino” precludendo a Andrea Casoni la partecipazione ad assemblee pubbliche in quanto “attivista” ma consentendole in quanto “cittadino”, e quindi sovraordinando l’attivista a cittadino, come già accadeva con l’iscritto al Partito Comunista, quegli che impersonava la Storia.

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