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Ma veniamo al libro di Moncada. All’amico Barnard dirò con franchezza quello che trovo sbagliato nel libro, mentre sottoscrivo senz’altro la denuncia di un “razzismo” israeliano che proprio in questi giorni sta venendo fuori nei mainstream senza che se ne sappiano tirare fuori le conclusione: è un episodio di “razzismo” la discriminazione di una certa ortodossia ebraica verso altro ebrei sefarditi, i cui figli non vengono ammessi nelle scuole dei primi. Bisogna stare anche attenti sull’uso dell’espressione “ortodossia”, perché quelli che vengono definiti comunimente sempre dai mainstream “ortodossi” e perfino “ultraortodossi” non avrebbere invece, secondo altri, ad esempio Neturei Karta, nulla a che fare con il giudaismo per il fatto stesso di risiedre in Israele, ossia in una Palestina occupata, dalla quale sono stati espulsi i suoi legittimi abitanti, veri ed unici semiti della regione, ad opera dei sionisti, che provengono da 104 diversi stati della terra, portando con sé tutte le loro differenze ed i loro antagonismi e perfini i loro opposti razzismi.
Non sapevo nulla della “Burkina” prima di leggere il libro di Monforte, che riprende semplicemente da giornali israeliani. Cosa è la burkina? Lo potete subito vedere nella foto qui annessa. Lo sapevate che il Burka è portato anche certe frange dell’ebraismo? Io no! Eppure, proprio nella lotta contro il Burka si è concentrata da parte dell’«odio» e del «pregiudizio ebraico» verso l’Islam una delle loro più stupide ed incivili campagne di «odio» nello fin troppo scoperto tentativo di portare l’Occidente (= costruzione ideologico che crolla davanti ad un’analisi critico-filologica) in guerra contro tutto il mondo islamico, il quale una volta sconfitto e asservito come lo è stato all’Europa, verrebbe poi gravato dello stesso “debito morale dell’Europa verso Israele”, secono le parole di Arturo Diaconale in un loro recente raduno, presenti gli strateghi della propaganda italiano contro l’Islam e l’Iran, che si vorrebbe vedere distrutto come l’Iraq e l”Afghanistan, a beneficio di una democrazia che non esiste neppure negli USA, come afferma Noam Chomsky in un suo libro, Stati falliti, di cui parleremo nella prossima scheda. Ma ecco che noi, difensori del diritto di ognuno di vestirsi come meglio crede, scopriamo che esiste anche la Burkina! I Diaconale, i Panella, i Feltriani non ce l’avevano detto e noi sapendolo da Moncada ci stiamo sbellicando dalle risate, di fronte a tanta ipocrisia e a una così stupida propaganda di guerra.(segue)













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