lunedì 2 giugno 2025

Lotta per la libertà di pensiero tolta e repressa dalla piattaforma Facebook Italia.

 


COSA SUCCEDERA' ADESSO?


Ho già presentato querela penale contro Facebook presso la Procura della Repubblica di Palmi e mi recherò presso gli Uffici della Polizia Postale per accelerare la pratica.

La querela ha per oggetto la violazione degli artt. 21 e 33 della Costituzione italiana da parte di Facebook: non può essere ignorata ed ha due soli esiti possibili:

 a) il rinvio a giudizio; 

b) l'archiviazione. 

Nel caso b) devo essere prima avvisato per poter fare eventuale opposizione.

Molti degli Utenti di VK sono ex Utenti di Facebook:

• chiedo loro di associarsi ad una comune Lotta per un interesse generale, per la tutela di un diritto fondamentale scritto in costituzione, per la libertà di pensiero e sua espressione: art. 21, e di insegnamento: art. 33, che da facebook viene da sempre impunemente calpestato con i suoi fantomatici arbitrari "standard" che si sovrappongono alla costituzione italiana.

E per giunta non vengono MAI specificati e comprovati: accuse kafkiane! L'offerta di ricorso è una burla, non sapendo ognuno contro cosa debba ricorrere, di quale accusa o contestazione debba rispondere: una farsa!


Cosa possono fare gli Utenti VK?

O di altre piattaforme Social?

Fare ricorso ad ogni piattaforma diversa ed esterna a Facebook per contrastare fb e richiamarlo al rspetto della Costituzione italiana e dei diritti fondamentali dei cittadini italiani in essa sanciti, e si può aggiungere: europei. È stato detto autorevolmente dal Vicepresidente americano Vance che in Europa non esiste la libertà di pensiero: noi lo attestiamo nel nostro caso concreto, per nulla isolato.

• Unirsi in altrettante querele presso la Procura della Repubblica territorialmente competente: solo a dei Giudici possiamo rivolgerci per avere garanzia dei nostri diritti sanciti nella Costituzione.

Una libertà costituzionale minacciata per uno va difesa da TUTTI!

O è persa PER TUTTI!

Ci vuole un punto di raccolta e coordinameno?
Eccolo: (o qualunque altro più efficace venga proposto)
il blog CIVIUM LIBERTAS, principale, e tutti gli altri esso collegati:  al Link:

https://civiumlibertas.blogspot.com/2025/06/lotta-per-la-liberta-di-pensiero-tolta.html

• Per continuare ad organizzare la Lotta aspetto di sapere quanti risponderanno a questo appello.

In VK: post di Appello agli Utenti di quella piattaforma.

* Da qui su VK il link non si apre: forse occorre iscriversi a VK

* Vada per ogni altra piattaforma alternativa possibile: è una lotta di Resistenza e di Libertà!

– Come a Gaza! Per Gaza e la Palestina: da dove è cominciata la censura di Facebook!

• Ognuno che possa deve estendere la Mobilitazione a tutta la rete:

– per il ripristino in facebook della libertà di pensiero ed espressione!

– o per la chiusura in Italia di facebook! Non possiamo accettare una organizzazione che palesemente quando non censura e blocca il nostro pensiero, pretende di influenzarlo, condizionarlo, dirigerlo: ne abbiamo ben compreso il gioco, che si nasconde dietro la formula "i nostri standard": i vostri! Non quelli della Costituzione italiana!

 • Questo post nella versione attuale, e in successive modifiche di aggiornamento, è stato inviato alla Procura della Repubblica di Palmi ad integrazione dell Denuncia cartacea gia presentata all'Ufficio Ricezione Atti ed è stato pure inviato come "lettera" ai principali organi di informazione italiani. Ogni ulteriore e possibile diffusione verrà fatta.

domenica 1 giugno 2025

Strumentalizzazioni politiche di un governo allo stremo.

MI PIACE questa nuova Testata giornalistica che a prima vista trovo ben diversa dalle maggiori come il Corriere, Repubblica ed altre.
Mi "auguro" che possa batterle in concorrenza... Non mi iscrivo al loro sito per potervi lasciare commenti, per non sobbarcarmi altro lavoro ed impegno... Eventuali commenti li faccio da qui, ogni volta che ne condivido gli articoli...

Avevo appunto lasciato un commento che partiva dall'«auguro che...» interpretato come una "minaccia".

Un "ti auguro che...” è un abituale modo di dire del linguaggio colloquiale non è tecnicamente una "minaccia" per la quale dover sporgere querela. Quante volte noi stessi abbiamo detto o sentito dire in vernacolo romanesco "te possino...” senza che ciò fosse inteso in partenza ed arrivo come una minaccia? Il linguaggio di facebook o degli altri social è spesso se non sempre "colloquiale", metaforico, figurato... È immediato!


Mi sembra che del caso si stia facendo una montatura.

La "minaccia" in senso proprio è invece direi ben altra:
• di restringere uleriormente i nostri spazi di libertà dei cittadini, già alquanto ridotti!
– Che almeno due ministri oltre alla capa del governo siano intervenuti sulla vicenda, testimonia del fatto che non hanno di meglio da fare.

 • Preoccupante il ministro dell'istruzione: che vuol fare? Vuole sanzionare il docente per una sua espressione estranea al suo servizio scolastico?

• Forse che noi andiamo a scrutare e sezionare ciò che lo stesso ministro dice andando in giro?
– Quanto poi a bambini ve ne sono in Gaza che muoiono ogni giorno per mano degli Amici di detti ministri: non abbiamo forse visto Tajani andare a striingere mani sporche di sangue, anche di bambini, in Israele e in Siria?
• Fino a quando pensano di poterci continuare a prendere per i fondelli? Impunemente, protetti dalle loro scorte e dalle loro guarentigie...
– Sarebbe interessante ricostruire come questo post piuttosto banale sia stato portato alla ribalta: è forse una manovra di Fratelli d'Italia che cerca di produrre empatia intorno a Giorgia, la cui figura sta sbiadendo anche presso le casalinghe che senza molta riflessione politica l'hanno votata?
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Le parole di Giorgia:
"Questo non è scontro politico. Non è nemmeno rabbia. È qualcosa di più oscuro, che racconta un clima malato, un odio ideologico, in cui tutto sembra lecito, anche augurare la morte a un figlio per colpire un genitore. Ed è contro questo clima violento che la politica, tutta, dovrebbe sapersi unire. Perché esistono confini che non devono essere superati mai. E difenderli è una responsabilità che va oltre ogni appartenenza".

Analisi:
• Cosa è "scontro politico"? Lo decidi tu cosa è espressione politica e cosa no? Se non ti trovassi ad occupare malamente la carica di presidente del consiglio, qualcuno si sarebbe mai accorta di te? E se uno dicesse "governo ladro, infame, vigliacco, corrotto...”, ti sentiresti chiamata in causa? Uno del popolo, per definizione un Signor Nessuno, non ha il diritto di dire, per giunta in privato, tutto quello che pensa su chi governa? Ci sono gi microspie IA in ogni centimetro quadrato del territorio italiano?
• Che ne sai si tu della "rabbia" del popolo? Forse che tu ti devi preoccupare quando ad ognuno di noi arrivano le bollette di gas, luce ed altro, che dobbiamo al tuo grande amore per Zelensky? E se ci arriva qualche missile sulla testa per averci tu portato in guerra contro la Russia? Una guerra che nessuno in Italia ha mai voluto...
• "clima malato”: lo dobbiamo a te!
• "odio ideologico": la categoria dell'odio è usato strumentalmente per farci sopra delle leggi, che pretendono di snzionare l'odio stesso, che è un sentimento in quanto tale non legiferabile... O che? pretendi di essere amata? Magari con una bella legge che impone ai cittadini di... amarti?!
• Tutto lecito? In Italia niente è più lecito, ad incominciare dal diritto di manifestare nelle piazze, per le strade, nel web.
• Figli e genitori: ti sei accorta di quanti madri in Gaza muoiono ogni giorno insieme ai loro bambini? Hai forse detto una parola? Non l'ho sentita! Ma ti preoccupi di una sfuriata di un oscuro professore scritta sui muri del web!
• La politica tutta? Tutta di chi, dove? Di voi che state in parlamento eletti dalla metà dei cittadini che sempre meno vi votano? Quelli che non vi votano non esistono? Non sono "politica"? I loro umori, i loro sentimenti, i loro dolori... non vi toccano?
• Sapersi unire: siete già tutti uniti nel godimento dei benefici del potere, prebende, onori, viaggi, baci, abbracci, paccatine sul testa, e forse pure sul sedere... Certo, potete unirvi ancora di più... Chi ve lo sta impedendo?
• Confini? Quali confini? Quella della decenza li avete superati proprio tutti.
• Appartenenza? Quale appartenenza? Qui ognuno appartiene a se stesso, ed ogni fine mese è il traguardo che tocca raggiungere, dopo aaver pagato le vostre bollette, le tasse che ci imponente per poter lucrare le vostre prebende poltiche...
• Giorgia, di cosa hai campato fino ad oggi?

In facebook.

Nel Giornale d'Italia

Il "valore" del sionismo, nella mente di un ebreo ex parlamentare.

Facebook, i suoi Fact Checkers ci consentono di commentare Fiano? Dobbiamo sottoscrivere ed applaudire ciò che Fiano senza vergogna dice? Cosa il sionismo sia lo può apprendere da un ex ebreo ed ex israeliano, come Gilad Atzmon: primatismo razziale a carattere globale, dove il globale significa che lo stesso Fiano direttamente dal parlamento italiano fa professione di sionismo, pretendendo che il valore di detto sionismo venga insegnato a noi stessi, nelle scuole, ai nostri figli e nipoti... Lavaggio del cervello!
In ebraico si chiama chutzpah, malamente tradotto con faccia tosta. Ma ciò che mi scandalizza maggiormente è che questo personaggio gode della scorta, che ha un costo elevatissimo per tutti noi cittadini... Non credo che abbia mai corso pericoli... È uno status symbol, per lui come per tanti altri. 
 
Quella scorta se venisse utilizzata nel paese in cui mi trovo, Seminara, sarebbe utilissima per dare sicurezza ai cittadini... Quanti uomini della polizia vengono adibit in scorte inutili e scandalose?... Legato come è allo stato di Israele, potrebbe disporre degli uomini del Mossad...
 
• Insistono con il mantra dell’antisemitismo! Ma si guardano bene dal dirci cosa è questo antisemitismo! In pratica: chi non la pensa come Fiaano è antisemita, chi gli sta antipatico è antisemita, chi non è ebreo è antisemita! Chi non sta dalla loro parte, ma sta dalla parte dei palestinesi, è ipso facto antisemita!
 
• L'ho detto mille volte: antisemitismo (post rivoluzione francese), antigiudaismo (questione religiosa), antisionismo (opposizione al razzismo sionista) sono concetti diversi che il gran pubblico deve imparare ad assimilare, nella loro diversità, respingendo con energia la confusione fra cose distinte.

In facebook

Per la nostra Democrazia e Sovranità

BUONGIORNO!

Inizio la mia giornata con il proposito di abbandonare progressivamente Facebook per passare ad altre piattaforma, incominciando da VK che mi sembra molto simile a FB, ma anche superiore per varie caratteristiche a me utili.
Non per mia decisione, ma per sperimentata inaffidabiltà della gestione fb. Non ci si rende conto, ma i nostri testi sono un'opera letteraria, un prodotto del pensiero, che andrebbe tutelato ex artt. 21 e 33 cost., e su cui Facebbok trae un suo immenso lucro, senza nostra partecipazione agli utili.
Come se non bastasse ci colpsce nei nostri dritti fondamentali di libertà, esercitando un ruolo di propaganda e di persuasore occulto e subliminale.
Io ho presentato querela penale: non so come andrà a finire, ma è stato importante averlo fatto, e consiglio di fare lo stesso a chi può averne motivo.
Se vi sarà un'azione collettiva di contrasto al Gigante Facebook, potremo diventare noi ancora più Giganti di quanto lo sia Zuckerberg, alias Zucca Dorata.
Chi pensa sia di suo interesse mantenere i contatti avviati (amicizia è termine molto bello, ma improprio) può via via segnarsi i miei links ad altre piattaforme, che via via segnalerò.
Mi vado sempre più convincendo che le Manifestazioni non sono necessariamente quelle su piazza, o per strada nei cortei, che vengono sempre più repressi:
LE MANIFESTAZIONI
• il fondamento più concreto e storico della democrazia è la presenza del popolo in una piazza o per strada!
• Ci vogliono togliere la democrazia nelle forme in cui si è sempre storicamene manifestata.
– Esiste però la possibilità di una Piazza Virtuale, che però vogliono pure chiudere, blindare, condizionare: facebook ne è la dimostrazione che tutti conosciamo.

CHIAMO
a raccolta i Concittadini in difesa della nostra Democrazia e Sovranità minacciata.


 

sabato 31 maggio 2025

Cambio d'epoca.

SIAMO AD UN CAMBIO D'EPOCA,

in tempi rapidi e percettibili, come possono essere stati gli anni 1943-45 in Italia, le cui conseguenze ricadono ancora oggi su tutti noi che siamo nati dopo quegli anni.
Le stesse divisioni di allora si stanno producendo oggi.
Il cambiamento tocca sia la vita pubblica sia quella privata.
Quanti fino a pochi anni fa avevano certe determinate posizioni e si esprimevano in un certo modo oggi cercano, sinceramente o opportunisticamente di ricollocarsi, riuscendoci più o meno bene. Di certo non ha senso scoprirli e denudarli, rivelando una loro ipocrisia o sincero pentimento... Interessa poco il corso della Storia, quella che lascia il segno...

 
DI CERTO

dobbiamo armarci di tutta la nostra intelligenza, di tutta la nostra capacità di capire, aiutandoci l'un l'altro, perché nessuno da solo può capire tutto...
I Social, che i nostri padri non avevano, possono essere uno strumento utile...
Chi ha fabbricato i Social non lo ha fatto per renderci un servizio, ma per arricchirsi su di noi...
Lo scambio che dobbiamo esigere:
• Tu ti arricchisci di su me, ma non toccare la mia libertà di pensiero e di espressione:
• io do una cosa a te: la ricchezza infinita, e tu non toccare il bene per me più prezioso e immateriale, non negoziabile: 

– la mia libertà di pensiero, di espressione, di ricerca, di insegnamento!

In facebook

venerdì 30 maggio 2025

Appello per la loro libertà al popolo dei Social

 L'evoluzione tecnologica ha portato vere e propre rivoluzioni nel campo della comunicazione.

Il tema è complesso e complicato e le analisi da fare non meno difficili.

Vado al concreto:

Tutti noi Utenti dei Social possiamo essere al tempo stesso oggetto e soggetto della Rivoluzione informatica.

Siamo oggetti se autentici mostri come FACEBOOK dispongono di noi a loro arbitro e piacimento, considerando tutti noi come una massa informe da modellare a loro discrezione.

Non lo dobbiamo consentire!

E per questo dobbiamo dare vita ad un grande movimento di mobilitazione che scatta ogni volta che ognuno di noi, ogni singolo, è leso nella fondamentale Libertà di pensiero e di espressione.

A questa libertà è anche collegata quella contenuta nell'art. 33 della costituzione italiana.

Artt. 21 e 33 stanno insieme nella costituzione italiana, ma di analoghi ne sono contenuti in ogni alra costituzione.

Di recente, io che qui scrivo, sono stato leso in questo due diritti sanciti dagli artt. 21 e 33 cost. it

HO PRESENTATO FORMALE DENUNCIA PENALE CONTRO FACEBOOK 

all'Ufficio Ricezione Atti della Procura di Palmi.

Ognuno che sia stato bloccato senza motivo ("i nostri standard", che sono solo loro e non nostri, e che per giunta quelli loro non ci vengono neppure comunicati, specificati, argomentati... Siamo bestiame a cui non si deve spiegazione), potrebbe e dovrebbe fare altrettanto: non occorre un avvocato, basta scrivere un semplice testo essenziale, da portare alla Procura della Repubblica: l'azione penale è obbligatoria da parte del PM, che può solo accogliere la querela e procedere, oppure respingerla archiviando, maa dandone conoscenz e spiegazione a chi la Denuncia ha presentato.

È semplice.

Attenzione!

Non si creda che un diritto costituzione leso ad un singolo sia affare privato per quel singolo:

se non è difeso da tutti un diritto che è di tutti, quel diritto è perso per ognuno.

Con la presente lancio un Allarme ed un invito alla Mobilitazione generale 

CONTRO FACEBOOK

da trasmettere da chiunque raccoglie l'appello e per stabilire luoghi di raccolta e riunione.

Agiamo nella rete, c serviamo dalla rete.

giovedì 29 maggio 2025

Sulla sicurezza


 Continuo qui, in stile facebook, dove sono stato nuovamente censurato, bloccato, rapide riflessioni che mi passano per la mente, e che andrebbero perse se non registrate...

Di sicurezza ne abbiamo tutti bisogno: non ne abbiamo mai abbastanza!

La sensazione ed il sospetto è che ad ogni governo al potere poco interessa la sicurezza dei cittadini, e molto di più interessa la sua sicurezza al potere. E quindi si fornisce lui stesso di maggiori poteri repressivi, per la sua sicurezza, non per quella dei cittadini.

Mi sembra minacciato il diritto di manifestazione politica. Questi governi, tutti i governi d'Europa, sono al momento fortemente delegittimati e i cittadini non hanno strumenti per poterli destituire e sostituire. Le manifestazioni di piazza, i cortei, sono necessarie per raccogliere ed organizzare la volontà politica dei cittadini, che non è una successione di atti e pensieri gentili, ma si esprimere con forti slogan e segni anche energici di protesta, ad esempio bruciando bandiere.

Si vuole forse anche varare un Codice per lo svolgimento delle manifestazioni politiche? Con frasi prestabilite, consentite? Si vuole far approvare preventivamente ogni slogan o cartello? Se non si possono usare le strade e le piazze per manifestare, dove bisogna andare? Sulle nuvole? O nei deserti?

Non ho esaminato il Decreto Sicurezza ma mi sembra una ennesima espressione di ipocrisia politica.

Sicurezza per i cittadini?

Benvenuta sia, se per davvero di questo si tratta.

Dal luogo dove scrivo, nell'estremo Sud della penisola, assicuro che di sicurezza qui non ve ne è, e chi ci abita ne avrebbe davvero tanto bisogno. Questo decreto qui di sicurezza non ne porta neppure un grammo.

lunedì 26 maggio 2025

AVVISO: riprendo a scrivere nei blog

AVVISO

La censura ossia la disattivazione senza motivo degli account facebook mi spinge a ritornare al complesso dei blog che avevo a suo tempo creato. Non me ne dispiace molto. Avverto però che si tratta di un tipo di scrittura diverso. Se l'articolo su un post di facebook o di un qualsiasi Social ha il carattere della rapidità, delle brevità, della notizia contingente, il testo su uno dei blog da me creato negli anni aveva e manteneva il carattere dello studio la cui redazione comportava del tempo. Purtroppo, la successione degli eventi, come il Genocidio in Gaza, dove ogni minuto muoiono esseri viventi non ci consente di trattenere il nostro grido di dolore. Esprimersi bisogna. Riprendiamo quindi la nostra scrittura sui Blog, sperando che siano un luogo di maggiore libertà di pensiero ed espressione.

 

martedì 13 maggio 2025

Teodoro Klitsche de la Grange: "Democrazie aperte o chiuse?"

Occorre dedicare attenzione, a seguito del noto rapporto dei servizi segreti tedeschi sull’affidabilità democratica e ai principi dello Stato di diritto dell’AFD; partito il quale, a leggere i sondaggi, sarebbe ormai quello primo nel consenso degli elettori tedeschi.

La Costituzione tedesca (Grundgesetz) all’art. 21, II comma, dispone che sull’incostituzionalità dei partiti decide la Corte Costituzionale, La norma è assai ampia e suscettibile di applicazioni altrettanto late; a tale riguardo è stato sostenuto che quella tedesca sia una democrazia protetta, mentre altri testi costituzionali – come quello italiano – segnatamente con l’art. 49 e la XII disposizione transitoria siano democrazie aperte. In effetti in quella italiana, manca l’indicazione di chi giudica sulla costituzionalità, e il dettato normativo è assai più ristretto. La ragione storica di ciò è spesso ricondotta alla fine della costituzione della Repubblica di Weimar – e al dibattito sviluppatosi anche tra i più eminenti giuristi, in particolare Carl Schmitt e Hans Kelsen – sul più ampio problema di chi dovesse essere il “custode della Costituzione”.

La costituzione di Weimar fu “abolita” di fatto, approvando la legge “sui pieni poteri” del marzo 1933 con un voto del Reichstag che rispettava la norma (costituzionale) della maggioranza qualificata, indipendentemente da ogni valutazione del contrasto tra i principi e la forma della repubblica e quelli della “modifica” costituzionale approvata che ne erano la negazione.

E’ palese che la costituzionalità dei partiti e di chi li debba giudicare è un aspetto particolare di una tematica che interessa i principali istituti (e concetti) dello Stato moderno: dalla sovranità al potere costituente, dalla democrazia al principio dell’art. 28 della dichiarazione dei diritti dal 1793 (detta giacobina) per cui ogni generazione ha il diritto di modificare e cambiare la propria costituzione. A tal fine occorre che non si frappongano ostacoli, tenuto conto del pensiero di Pareto, alla circolazione delle élite. E considerando anche, come scriveva Hauriou, che l’ordinamento giuridico è sempre in movimento, vuoi per il cambiare delle situazioni come per quello delle opinioni e, anche per questo, il giurista francese riteneva il sistema di Kelsen “statico” (e di conseguenza poco realistico).

E’ tutt’altro che semplice risolvere le opposizioni concettuali e, quel che più conta, reali (e le loro conseguenze) che si pongono.

La sovranità e non meno il potere costituente sono degli assoluti rispetto alla normativa: e farne dei poteri relativi (cioè limitati) li si nega. La democrazia implica opinioni diverse e per tutti i cittadini uguaglianza di chances nell’accesso al potere; ma se è la Corte costituzionale a decidere cosa bisogna pensare e credere per accedervi, la democrazia se non abolita, ne risulta gravemente azzoppata. Se una comunità vitale è connotata dalla circolazione delle élite, decidere chi possa aspirare (e ottenere) il comando e chi no significa un ordinamento a ZTL, che è poi quello più connaturale al modo di pensare delle élite decadenti, soprattutto in Italia.

D’altra parte occorre riconoscre che ammettere élite incostituzionali nello spazio pubblico, con la conseguente possibile abolizione totale della costituzione è una contraddizione. Tuttavia è un fatto costantemente ripetutosi nella storia, anzi sotto tale angolo visuale, del tutto normale: la teoria ciclica delle forme politiche lo presupponeva, anzi era la la puntuale rappresentazione di come le opere umane siano transeunti. E le transizioni, come scriveva Spinoza, non sono mai pacifiche e legali. Cercare di renderle tali è opera meritoria, ma l’esperienza prova che è assai difficile.

Anche perché norme del genere, animate da buone intenzioni, possono essere utilizzate dalle élite decadenti per impedire l’accesso alle nuove. Specie all’ombra della legalità.

Non aveva torto Machiavelli che, nel chiedersi se in una repubblica facessero più danno quelli che vogliono acquistare il potere o quelli che cercano di non perderlo, riteneva che provocassero più tumulti i secondi “il più delle volte sono causati da chi possiede, perché la paura del perdere genera in loro le medesime voglie che sono in quelli che desiderano acquistare” (D, I, V) e, come sempre, non aveva torto.

 

giovedì 8 maggio 2025

Teodoro Klitsche de la Grange: "Il lupo e il chiodo"

Quanto è accaduto la scorsa settimana tra Germania e Romania, mi ha ricordato un manifesto dei repubblicani francesi dopo la caduta del Secondo impero, quando la Francia doveva ri-decidere se essere una Repubblica o una monarchia. Nel manifesto si vedeva un chiodo con la testa di Marianna (simbolo della Repubblica) piantata nella Francia con sopra un martello che la batteva.

La relativa didascalia di Alexandre Dumas figlio diceva “Le opinioni sono come i chiodi: più li si colpisce, più li si pianta”. Intendendo così l’effetto contrario alle intenzioni della propaganda monarchica, la quale, demonizzando la repubblica, rafforzava i sentimenti repubblicani.

Ho l’impressione che tale manifesto sia ignoto alla comunicazione mainstream e in genere ai globalizzatori (aiutantato compreso) perché ogni volta ricadono nel medesimo errore. Da ultimo proprio in Romania e Germania.

In Romania l’eliminazione per via giudiziaria del candidato, di estrema (??) destra ha solo prodotto che nelle rinnovate consultazioni l’estrema destra (cosiddetta dagli esorcisti mainstream) è passata da circa il 23% a oltre il 40% dei voti espressi. In Germania la “ghettizzazione” post-elettorale dell’AFD pare (perché risultante dai sondaggi, sempre opinabili) abbia provocato l’aumento del gradimento di detto partito fino a promuoverlo a primo partito tedesco. Non è dato sapere quanto lucrerà l’AFD dal rapporto negativo dei servizi segreti della Repubblica federale, di cui si discute in questi giorni.

Né se tutto abbia influito sul primo scrutinio (negativo con 18 “franchi tiratori”) per l’elezione di Merz.

Ma appare chiaro da questo e dalle analoghe vicende in altri paesi che il richiamo dei “poteri costituiti” alla legalità è affetto da costante e persistente “eterogenesi dei fini”, onde, di solito, ottiene l’effetto contrario.

Si ha l’impressione che, per ottenere quello voluto, sarebbe opportuno sostenere che AFD è un partito di democrazia ineccepibile, o che Georgescu è nemico giurato di Putin. In fondo aveva ragione Giorgia Meloni quando, mesi fa, parlando al Convegno di Atreju disse di aver stappato una bottiglia del vino migliore ascoltando le critiche mossele da Prodi; le quali, alle orecchie della maggioranza degli italiani suonavano come (meritati) complimenti. Gridare “al lupo, al lupo” in assenza dello stesso è controproducente.

Si possono enumerare varie ragioni per spiegare la credibilità inversa della propaganda delle élite decadenti.

La prima – e la più ovvia – specie in Italia è che i modesti risultati di quelle ne rendono poco appetibile le soluzioni proposte. Sempre da noi, si aggiunge il fatto che spesso (come per il jobs act) il PD (e non solo) quando sta all’opposizione propone rumorosamente di abrogare qualche riforma o provvedimento fatti stando al governo (e perché li hanno posti in essere o almeno modificati prima?).

La seconda, che ho sottolineato da mesi, è che il tutto può ricondursi a una contrapposizione tra legalità (la quale va dall’alto in basso) e legittimità ( che segue il percorso inverso). La prima è perciò (anche) strumento del comando; l’altra produce obbedienza.

La terza è che, proprio per esercitare ed aver esercitato il potere, la legalità è comune alle élite decadenti, come la legittimità (di solito) alle emergenti.

E si potrebbe continuare ad enumerare, in particolare, per la Germania dalla normativa sui partiti e su chi decida, di cui all’art. 21 della Grungesetz tedesca e sulle sue implicazioni. Ma questo un’altra volta.