mercoledì 6 gennaio 2016

Verso la terza guerra mondiale, in un’analisi di Paul Craig Roberts

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Paul Craig Roberts
Di solito non importiamo testi da altri siti. Ma qui vogliamo fare un’eccezione perché a nostro giudizio si tratta di un’analisi eccezionalmente lucida dei pericoli che incombono nella nostra testa. Purtroppo, lo stato di depravazione intellettuale al quale ci riducono stampa e televisione, ci impediscono di comprendere come la nostra vita quotidiana dipenda dalla politica interna e come questa a sua volta sia soggetta alla politica internazionale, e come in particolare la nostra propria condizione politica sia la conseguenza di quella sconfitta militare – chiamata Resistenza e Liberazione – che i nostri padri subirono 70 anni fa. Ci ritroviamo con un’occupazione militare costituita da circa 130 basi americane e soprattutto ci troviamo asserviti in una coalizione militare dove il ruolo servente dei “nostri” militari balza subito agli occhi. Non parlo a caso: fu questa la mia netta sensazione, trovandomi non ricordo come in una specie di seminario/convegno organizzato da ufficiali. La mia sensazione fu quella di trovarmi in una riunione di militari italiani che si esprimevano in lingua italiana... E più non dico, ma invito i miei ora Sei Lettori, cresciuti di una unità rispetto ai Cinque precedenti, a fare tesoro del testo che segue e che io insieme a loro leggerò e rileggerò con crescente attenzione.


PERCHE’ LA TERZA GUERRA MONDIALE SI PROFILA ALL’ORIZZONTE
Postato il Mercoledì, 06 gennaio @ 07:35:00 GMT di davide    
          
DI PAUL CRAIG ROBERTS

informationclearinghouse.info

Il collasso dell’Unione Sovietica nel 1991 ha dato vita ad una pericolosa ideologia statunitense chiamata neoconservatorismo. L’Unione Sovietica era servita fino ad allora come vincolo alle azioni unilaterali da parte degli USA. Con la rimozione di questo vincolo su Washington, i neoconservatori hanno intrapreso il loro piano di egemonia statunitense sul mondo. Gli USA erano improvvisamente diventati “l’unica superpotenza”, “l’unico potere”, che avrebbe potuto agire senza limiti, ovunque nel mondo.”

Charles Krauthammer
Il giornalista neoconservatore del Wahington Post Charles Krauthammer ha riassunto la “nuova realtà” come segue:

“Abbiamo uno schiacciante potere a livello mondiale. Siamo i custodi designati dalla storia del sistema internazionale. Quando l’Unione Sovietica è caduta, è nato qualcosa di nuovo, qualcosa di totalmente nuovo – un mondo unipolare dominato da una sola superpotenza scevra dal controllo di rivali e con possibilità di raggiungere ogni angolo del globo. Questo è uno sconvolgente sviluppo nella storia, mai visto dai tempi della caduta di Roma. Persino Roma non può essere presa a modello di quello che rappresentano gli USA oggi”.

L’incredibile potere unipolare che la storia ha dato a Washington deve essere protetto ad ogni costo. Nel 1992 uno dei massimi ufficiali del Pentagono, il sottosegretario Paul Wolfowitz, ha scritto la Dottrina Wolfowitz, la quale è diventata la base della politica estera degli USA.

Paul Wolfowitz
La Dottrina Wolfowitz sentenzia che il “primo obiettivo” della politica estera e militare degli Stati Uniti è “prevenire il riemergere di un nuovo rivale, sia sul territorio dell’ex Unione Sovietica o da qualche altra parte, che possa creare minaccia [alle azioni unilaterali degli Stati Uniti] nell’ordine di quella creata precedentemente dall’Unione Sovietica. Questa considerazione è fondamentale per sottolineare la nuova strategia di difesa regionale e richiede uno sforzo atto a prevenire che qualsivoglia potenza ostile possa controllare una regione, le cui risorse potrebbero, se sfruttate a dovere, essere sufficienti a generare un potere globale”. (Una “potenza ostile” è una nazione abbastanza forte da avere una politica estera indipendente dai dettami di Washington).

La dichiarazione unilaterale del potere statunitense è iniziata seriamente durante l’amministrazione Clinton, con l’intervento in Yugoslavia, Serbia, Kosovo e la no-fly zone imposta sull’Iraq. Nel 1997 i neoconservatori hanno stilato il “Progetto per un nuovo secolo statunitense”. Nel 1998, 3 anni prima dell’11 settembre, i neocon hanno inviato una lettera al Presidente Clinton chiedendo un cambio di regime in Iraq e la “rimozione di Saddam Hussein dal potere”. I neoconservatori hanno preparato un programma per rimuovere sette governi in cinque anni.

http://www.globalresearch.ca/we-re-going-to-take-out-7-countries-in-5-years-iraq-syria-lebanon-libya-somalia-sudan-iran/5166

Gli eventi dell’11 settembre 2001 sono considerati dalla gente informata come “la nuova Pearl Harbor”, che i neocon hanno definito come necessari per iniziare le loro guerre di conquista in Medio Oriente. Paul O’Neil, il primo Segretario del Tesoro del Presidente G. W. Bush, ha dichiarato pubblicamente che il programma del primo meeting con il suo gabinetto riguardava l’invasione dell’Iraq. Questa invasione era stata pianificata prima dell’11 settembre. Dall’11 settembre Washington ha distrutto in toto o in parte 8 nazioni ed ora si oppone alla Russia sia in Siria sia in Ucraina.

La Russia non può permettere che un Califfato jihadista si stabilisca nell’area tra Siria e Iraq, per che sarebbe la base per esportare le destabilizzazioni nella parte musulmana della Confederazione Russa. Henry Kissinger stesso lo ha detto ed è abbastanza chiaro ad ogni persona dotata di buon senso. Comunque i neocon, fanatici ed impazziti per il potere, che hanno controllato le amministrazioni Clinton, Bush e ora controllano l’amministrazione Obama, sono così presi dalla loro stessa arroganza che per pungolare la Russa sono stati disposti a far abbattere un aereo russo da un loro burattino, la Turchia, e a rovesciare un governo eletto democraticamente in Ucraina, il quale era in buoni rapporti con la Russia, sostituendolo con un governo fantoccio, controllato dagli USA.

Con questo background, possiamo capire che la situazione pericolosa a cui si affaccia il mondo è il prodotto delle arroganti politiche di egemonia statunitense sul mondo dei neoconservatori. La mancanza di giudizio e i pericoli nei conflitti siriano e ucraino sono conseguenze stesse dell’ideologia neoconservatrice.

Per perpetuare l’egemonia, i neocon hanno gettato al vento le garanzie che Washington aveva dato a Gorbachev che la NATO non si sarebbe spinta nemmeno di un centimetro verso est. Questi hanno fatto in modo che gli USA si tirassero fuori dal Trattato Anti Missili Balistici (ABM), il quale specificava che né USA né Russia avrebbero sviluppato o dispiegato missili anti-balistici. I neocon hanno riscritto la dottrina militare statunitense e innalzato le armi nucleari dal loro ruolo di minaccia a forza di attacco preventiva. Hanno iniziato a posizionare basi ABM ai confini russi, sostenendo che le basi servivano per difendere l’Europa da inesistenti missili balistici intercontinentali (ICBM) iraniani.

La Russia ed il suo Presidente Putin sono stati demonizzati dai neocon e dai loro burattini del governo e dei media. Per esempio, Hillary Clinton, un candidato Presidente del Partito Democratico, ha definito Putin “il nuovo Hitler”. Un ex ufficiale della CIA ha inneggiato all’omicidio di Putin. I candidati alle presidenziali di entrambi gli schieramenti litigano per chi sarebbe più aggressivo nei confronti della Russia e il più scurrile contro il Presidente russo.

L’effetto è stato la distruzione della fiducia tra potenze nucleari. Il governo russo ha imparato che Washington non rispetta le proprie stesse leggi, men che meno il diritto internazionale, e che non può essere considerata affidabile nel rispettare gli accordi. Questa mancanza di fiducia, unita alle aggressioni contro la Russia vomitate da Washington e dai media prostituiti, ripetuti a pappagallo nelle capitali europee, hanno preparato il terreno per una guerra nucleare. Dato che la NATO (di base gli USA) non ha la possibilità di sconfiggere la Russia in una guerra convenzionale, ancor meno in caso di alleanza Russia-Cina, la guerra sarebbe nucleare.

Per evitare la guerra, Putin evita le rappresaglie e mantiene un basso livello quando risponde alle provocazioni occidentali. Il comportamento responsabile di Putin, comunque, è mal interpretato dai neocon come segno di debolezza e paura. Questi suggeriscono al Presidente Obama di mantenere la pressione sulla Russia, per farla arrendere. Putin, tuttavia, ha dichiarato chiaramente che non intende mollare. Il messaggio è stato mandato in più occasioni. Per esempio il 28 settembre 2015, al settantesimo anniversario delle Nazioni Unite, Putin ha affermato che la Russia non può più tollerare la situazione a livello mondiale. Due giorni dopo Putin ha preso il comando della guerra contro l’ISIS in Siria.

I governi europei, specialmente Germania e Regno Unito, sono complici del declino verso una guerra nucleare. Questi due stati vassalli degli USA spingono l’aggressione senza sosta da parte di Washington contro la Russia, ripetendone la propaganda e supportandone le sanzioni e gli interventi militari contro altri paesi. Fino a che l’Europa non sarà altro che un’appendice di Washington, la prospettiva dell’Apocalisse sarà sempre più concreta.

A questo punto della storia una guerra nucleare può essere evitata solo in due modi. Uno è che Russia e Cina si arrendano ed accettino l’egemonia di Washington. L’altro è che un leader indipendente in Germania, Regno Unito o Francia decida di abbandonare la NATO. Ciò scatenerebbe un fuggifuggi dalla NATO, la quale è il primo mezzo che Washington possiede per creare conflitto con la Russia e, dunque, è la forza più pericolosa sulla faccia della Terra per qualsiasi nazione europea e per l’intero globo. Se la NATO continuerà ad esistere, questa e l’ideologia neoconservatrice di egemonia statunitense renderanno la guerra nucleare inevitabile.

Paul Craig Roberts è un ex assistente segretario del Tesoro USA e Editore Associato del Wall Street Journal. Il suo libro How the Economy Was Lost è disponibile su counterpunh in formato digitale.Il suo ultimo libro è How America Was Lost.

29.12.2015

Fonte: http://www.informationclearinghouse.info/

Link: http://www.informationclearinghouse.info/article43823.htm

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione FA RANCO

1 commento:

Domenico Faccini ha detto...

Vedo anche un pericolo imminente che e' quello di Kim Coreano il quale non digerisce questa situazione e potrebbe divenire il terzo incomodo che inceppa il maccanismo.