sabato 11 novembre 2017

I rabbini di Neturei Karta a Roma, in conferenza presso il centro di cultura islamica Imam Mahdi

È deplorevole che all'evento nin venga dato il rilievo mediatico che avrebbe meritato, ma non vi è di che stupirsi. In Roma non vi si può svolgere nulla che sia sgradito alla comunità ebraica, forte di 10 mila persone su una popolazione romana di tre milioni di abitanti. I casi di censura e di negazione della sala dopo intervento ebraico sono innumerevoli e sarebbe istruttivo tenerne un registro completo. Lunedi, presso l’Associazione Islamica Imam Mahdi vi sarà una conferenza dei rabbini di International Neturei Karta. Appare difficile immaginare che possano anche forzare il centro islamico romano, come è avvenuto per sedi universitarie, centri culturali, librerie. Nello scorso anno si era addirittura tentato di impedire la presentazione di un libro, il primo volume della Storia del Sionismo di Alan Hart, in una sala, pagata, della Fiera romana del libro. Questo articolo è costituito oltre che da questa Prefazione introduttiva, di due parti. La prima ripresa da una testata cristiana sionista, che con un suo commento ha riportato il testo di Neturei Karta, ripreso dal blog di Maurizio Blondet, che salvo non sia un mio proprio problema tecnico, non si riesce più a leggere nel sito originale: sabotaggio del Mossad? Ho avvisato il centro culturale islamico del sospetto aceraggio o sabotaggio della pagina di “Islamshia”, da cui è stato tratto il testo originale sotto riportato di terza mano, non potendo io accedere al sito originale.

 La seconda parte consiste invece nelle mie impressioni sorte in seguito alla conferenza in Roma del Rabbi Yisroel Dovid Weiss, alla quale ho assistito. Ho potuto fare una domanda proprio riguardo alle critiche di provenienza cristiano-sionista, di cui sotto, e ne ho avuto risposta, che riporto nella parte seconda. Il testo in carattere courier è della redazione cristiano-sionista di “Notizie su Israele”. Il sito americano di Neturei Karta lo si trova all'indirizzo www.nkusa.org, dove si trovano anche i documenti che sono stati illustrati nel corso della conferenza romana. Vi è già stata una prima conferenza il 9 novembre a Cesena, di cui è già disponibile il video You Tube. Anche per Roma, lunedi 13 è stata fatta la video registrazione, e credo seguirà a breve.

CL
(post in elaborazione)

I. 
NETUREI KARTA EDITO DA “NOTIZIE SU ISRAELE”,
RASSEGNA STAMPA CRISTIANO-SIONISTA O EVANGELICA

Neturei Karta intervistato da "Islamshia"

Riportiamo questo articolo da un blog dichiaratamente antisionista. Si tratta di un'intervista a un noto, piccolo gruppo ebraico che per motivi religiosi si schiera appassionatamente contro lo Stato d'Israele. Non ignoriamo o sottovalutiamo questa posizione; riteniamo anzi utile renderla nota affinché chi legge possa valutarla e dire se è d'accordo o no. E perché. NsI

D. E' vero che i Neturei Karta appoggiano la sovranità palestinese su tutta la Terra Santa?

R. La nostra risposta è inequivocabilmente Si. Comunque la risposta ha bisogno di qualche precisazione. Noi siamo un'organizzazione ortodossa antisionista: la nostra opposizione al sionismo si articola su vari livelli.
1) L'ideologia sionista costituisce una trasformazione dell'ebraismo da religione e spiritualità a nazionalismo e materialismo.
2) Il sionismo si è macchiato di gravi colpe nel trattamento del popolo palestinese.
3) L'Onnipotente ci ha espressamente proibito di ricreare la nostra identità nazionale durante questo nostro esilio da Lui ordinato.
4) La creazione di uno stato in Palestina nega la natura Divina della punizione dell'esilio del popolo ebraico e cerca di porre rimedio a una condizione spirituale con mezzi materiali.
5) Il sionismo ha dedicato molte delle sue energie a sradicare la tradizionale fede ebraica.

D. Qual è la vostra posizione?
R. Noi chiediamo, senza compromessi, lo smantellamento pacifico dello Stato di "Israele". La decisione di permettere o meno agli Ebrei di rimanere in Terra Santa dopo la conclusione di tale processo di smantellamento dipende interamente dai leader e dal popolo palestinese.

D. Non temete le possibili conseguenze per gli Ebrei che vivono in Terra Santa?
R. In realtà, noi temiamo di più per gli Ebrei che si trovano nella condizione attuale, una condizione senza speranza. Dopo quasi settant'anni, numerose guerre, continue azioni terroristiche e antiterroristiche, con la morte di civili innocenti da ambo le parti, non c'è alcuna soluzione in vista. Sia la destra che la sinistra israeliana hanno miseramente fallito nel loro tentativo di correggere questa situazione. Noi offriamo un'alternativa a quello che si è rivelato un tragico esperimento.

D. Ma, gli Ebrei non hanno diritto a una loro patria?
R. Nessun Ebreo fedele alla propria religione ha mai creduto, nei 1900 anni di esilio del nostro popolo, di doversi riprendere la Terra con un'azione militare. Tutti hanno creduto invece che, alla fine dei tempi, quando il Creatore deciderà di redimere l'umanità intera, allora tutti i popoli si uniranno per adorarLo. Sarà quello un periodo di fratellanza universale, che avrà il suo centro spirituale nella Terra Santa. Fino a quel momento il popolo ebraico ha un particolare compito durante l'esilio.

D. E qual è tale compito?
R. Accettare con fede il proprio esilio e, nelle parole e nei fatti, agire in modo da diventare modello di comportamento etico e di spiritualità, e il tutto con atteggiamento semplice ed umile. In altre parole, compiere la volontà dell'Onnipotente attraverso lo studio della Torah, la preghiera e un comportamento retto.

D. Come vedete il popolo palestinese?
R. E' la vittima della cecità morale del movimento sionista e del suo rifiuto ostinato di prendere in considerazione l'esistenza di altri popoli. I Palestinesi hanno diritto alla propria patria. E hanno diritto a un risarcimento finanziario per tutti i danni e le perdite subite negli ultimi decenni.

D. Quali sono state le vostre azioni in tale ambito?
R. Con l'aiuto dell'Onnipotente, noi spesso pubblichiamo dichiarazioni a sostegno di rivendicazioni palestinesi e in solidarietà con Ie loro sofferenze. Noi ci siamo uniti ai Palestinesi in proteste contro le violenze e gli abusi di cui sono stati vittime. Abbiamo cercato in genere di mantenere una presenza pubblica sia nel mondo ebraico che in quello islamico cosicché la venerabile tradizione ebraica di una opposizione religiosa al sionismo non fosse dimenticata. Per questo noi speriamo che, con l'aiuto dell'Eterno, la millenaria via della Torah possa ancora una volta prevalere in un futuro non lontano.

D. Cosa pensate dei negoziati di pace, Annapolis, Road Map, accordi di Oslo e simili tentativi?
R. Ogni sostegno per le sofferenze del popolo palestinese costituisce una piccolo vittoria ed è prova di una coscienza morale che ogni Ebreo dovrebbe avere. Tutti questi tentativi comunque, seppure dettati da buone intenzioni, sono destinati a fallire, in quanto agli Ebrei è proibito esercitare una sovranità politica sulla Terra Santa.
  Compito degli Ebrei è cercare la pace con tutti i popoli e non esercitare oppressione su nessun essere umano. Per tutte queste ragioni gli Ebrei sono obbligati a reintegrare i diritti dei Palestinesi e liberare la Palestina tutta. L'impresa sionista è destinata - a livello metafisico - a fallire sia sul piano morale che su quello pratico.

D. Quale dovrebbe essere l'atteggiamento ebraico nei confronti del mondo islamico?
R. Gli Ebrei debbono comportarsi in modo onesto e umano verso tutti i popoli. Il sionismo ha indotto molti Ebrei ad atti di aggressione contro il popolo palestinese. E' pertanto compito di tutti gli Ebrei correggere per quanto possibile questa situazione cercando la pace, la riconciliazione e il dialogo con il popolo palestinese e con il mondo islamico in genere. Questa è una delle grandi sfide spirituali del popolo ebraico: stabilire un rapporto morale con i propri fratelli musulmani.

D. Realisticamente parlando, pensate che il vostro programma sia realizzabile?
R. Per prima cosa va detto che il Creatore governa questo nostro mondo: a Lui tutto è possible e verità e giustizia alla fine prevarranno.
  Secondo, esiste un profondo senso di disillusione e stanchezza fra gli Ebrei di tutto il mondo riguardo allo Stato d'Israele e al sionismo in generale. Molti si rendono conto che seguire i principi del sionismo porta a un vicolo cieco dopo l'altro. Si desidera una diversa soluzione. La nostra soluzione, che si fonda sull'antica tradizione ebraica, appare sempre più plausibile a molti e può, in un futuro non lontano - e con l'aiuto dell'Eterno - rivelarsi la soluzione decisiva.
  Fino a quel momento noi speriamo e preghiamo che non ci siano altri spargimenti di sangue, né tra gli Ebrei, né tra gli Arabi. Aspettiamo ansiosamente il giorno in cui molti arriveranno a comprendere che la via per la pace si trova nel ritorno del popolo ebraico alla propria missione nell'esilio, cioè servire l'Eterno e vivere con integrità ed onestà. Sarà quello il giorno in cui si realizzerà finalmente il sogno espresso nelle nostre preghiere: "Tutte le nazioni si uniranno per compiere il Tuo volere nell'integrità dei loro intenti" E, nelle parole del Salmista, (102: 23) "Nazioni e governi si uniranno per servire l'Onnipotente." Possa ciò accadere presto, durante le nostre vite. Amen.
  NKI è un Ente Morale (non-profit) ebraico religioso, impegnato a pubblicizzare le posizioni antisioniste degli Ebrei ortodossi di tutto il mondo, i quali si oppongono fermamente allo Stato d'Israele e alle sue azioni. I NKI viaggiano per il mondo allo scopo di partecipare a manifestazioni e conferenze, al fine di parlare in varie occasioni sulla opposizione di sionismo ed ebraismo. I portavoce dei NKI sono disponibili a parlare a convegni e presso università di tutto il mondo, come pure ad essere intervistati alla radio o alla televisione.

(Blog Maurizio Blondet, 8 novembre 2017, trad. Massimo Mandolini Pesaresi)


*

Presa di posizione sullo Stato d’Israele

    Il popolo ebraico costituisce una nazione per un'esplicita volontà di Dio che non si è modificata con il tempo.
    L'attuale Stato d'Israele, costituito sulla sua terra, non è il regno messianico promesso a Davide, ma esprime la precisa volontà di Dio di costituirlo in un futuro più o meno prossimo.
    Dio non si aspetta che gli uomini edifichino il suo regno con le proprie mani, ma vuole verificare quale posizione ciascuno prende davanti alla manifestazione della sua volontà.
    Con una serie di prodigi che possono soltanto essere chiamati miracoli, Dio ha fatto in modo che si ricostituisse sulla terra d'Israele la nazione ebraica.
    Anche se per la ricostituzione di questa nazione Dio ha usato la sua potente autorità, ha voluto tuttavia che la fondazione dello Stato d'Israele avvenisse secondo gli usuali criteri di giustizia umana usati dalle nazioni affinché fosse evidente che chi vi si oppone è un ingiusto che vuole "soffocare la verità con l'ingiustizia" (Romani 1:18).
    Dio ama tutti gli uomini, ma la Scrittura rivela che esiste una successione storica temporale che non può essere trascurata: Dio ama "prima il giudeo, poi il greco" (Romani 1:16), prima Israele, poi le altre nazioni, proprio come ogni uomo moralmente sano ama prima sua moglie, poi tutti gli altri. Si dovrebbe diffidare di chi dice di amare tanto il prossimo ma mostra di non essere capace di amare sua moglie.
    Per il gentile che ha ottenuto il perdono dei suoi peccati credendo in Gesù come Signore e Salvatore, è - o dovrebbe essere - del tutto naturale sentirsi dalla parte d'Israele e schierarsi in sua difesa.
    Poiché Gesù continua ad amare Israele e aspetta il momento di "ricondurre a Dio Giacobbe" (Isaia 49:5) , la comunione spirituale con Lui provoca - o dovrebbe provocare - sentimenti di solidarietà e particolare amore per i membri di quel popolo, indipendentemente da come reagiscono davanti alla testimonianza del Vangelo.
    I veri credenti in Gesù devono aspettarsi, e accettare serenamente come parte del loro servizio di testimonianza, eventuali manifestazioni di anticristianesimo ebraico, ma devono essere del tutto intolleranti davanti a ogni forma di antisemitismo cristiano.
    Il concetto di nazione ebraica è fondato giuridicamente sull'atto costitutivo della promessa di Dio fatta ad Abramo e costituisce un elemento fondamentale a sostegno dell'esistenza e dell'identità del popolo ebraico.
    L'antisionismo, presentandosi come negazione del diritto degli ebrei ad avere una loro nazionalità, costituisce l'ultima forma di odio antiebraico. Il suo nome potrebbe essere "antisemitismo giuridico". Dopo l'antisemitismo teologico pseudocristiano e l'antisemitismo biologico pagano, quest'ultimo tipo di antisemitismo ha tutte le caratteristiche per diventare più esteso, più radicale, più viscido, e di conseguenza più pericoloso di tutti gli altri.

II.
CRITICA AL CRISTIANO-SIONISNO
in lingua italiana
(Notizie su Israele, redatte da Marcello Cicchese)

Mi pare inutile che io riassuma il contenuto della conferenza, con rischio di inesattezze, quando lo si può ben leggere nell'articolo che ne riassume i temi e nella video registrazione che si è tenuta già a Cesena ed il cui contenuto penso sarà eguale a quello della conferenza tenuta a Roma, di cui credo seguirà pure la video registrazione. Potrà essere utile vedere ed ascoltare entrambi le video registrazioni che sono state tradotte da un interprete. Io non ho ancora visto la video registrazione di Cesena, mentre ero di persona presente alla conferenza romana, che è stata preceduta da due presentazione. Ha parlato per prima un dotto teologo sciita, Hujjatulislam E. Emani,  in persiano, tradotto da una giovane donna che ho visto in altre circostanze simili.  Ho già ascoltato altre conferenze di Emani e ne ho apprezzato la dottrina. Ha poi parlato come portavoce della Comunità palestinese di Roma e del Lazio Salameh Ashour, che ormai incontro spesso e possiamo dirci amici. Ha parlato in un ottimo italiano dando un quadro generale della questione palestinese. È stato un intervento un poco lungo. La parte più interessante è stata forse quella che esprime la posizione morale dei palestinesi. È stata data quindi la parola al rabbino Rabbino anziano, mentre il più giovane curava la video registrazione. Io gli ero seduto accanto.

Verso il termine della conferenza il Rabbi si è dichiarato disponibile a ulteriori contatti, ed ha messo a disposizione il suo biglietto di visita. Ne ho appena approfittato scrivendogli questa lettera:

Caro Rabbi,
sono molto lieto di aver ascoltato la sua conferenza, che mi ha chiarito da un punto di vista teologico questioni che erano rimaste in me ancora aperte nel rapporto fra il “vero” ebraismo e quello che conosco in Roma per la presenza di una “comunità ebraica” di poche migliaia di persone che però hanno una influenza impressionante in una città di tre milioni di abitanti.

Ho capito grazie alla sua conferenza che il “vero” giudaismo, in quanto religione, è il suo, non quello che mi giunge dagli organi di stampa e descrive l'ebraismo romano ed italiano, tutto schiacciato sullo stato di Israele. La sua conferenza mi ha anche pacificato l'animo riguardo una certa mia avversione a un ebraismo tutto intriso e corrotto dal sionismo, che secondo la concezione di Gilad Atzmon è niente altro che una forma di primatismo razziale a carattere globale.

Sono uno spirito liberale ed ho pieno ed assoluto rispetto per ogni religione esistente e praticata in quanto religione. Se invece una religione tradisce la sua natura spirituale ed assume forma politica, non posso non assumere anche io una posizione politica, quella che meglio risponde ai miei interessi e alla mia identità.

Mi scuso se le scrivo in italiano, ma si tratta di concetti dove è bene essere precisi.

Le mie riflessioni sulla conferenza di lunedi a Roma, e sull'altra di Cesena che ascolterò in videoregistrazione, le potrà trovare in questo mio post:

https://civiumlibertas.blogspot.it/2017/11/i-rabbini-di-neturei-karta-roma-in.html
Ed in quest'altro dove replico a un libercolo sionista che in una sua pagina mi chiama in causa:
https://civiumlibertas.blogspot.it/2017/07/disamina-fuori-dal-coro-di-un-libercolo.html

Sono testi complessi ancora in elaborazione, dove ritorno di tanto in tanto quando ho tempo, o sopraggiunge una nuova idea, una nuova informazione.

Spero che ritorniate altre volte in Roma. Ci sarò sempre ad ascoltarvi...

Devo infine precisare: sono un filosofo, non particolarmente religioso, ma comunque cattolico battezzato e cresimato, e con poca e scarsa conoscenza del mondo ebraico, vorrei anche aggiungere: nessun interesse. Mi stupisco però che il Papa non abbia ricevuto voi e vada invece ogni anno a fare visita al rabbino di Roma, che dopo aver sentito lei, caro Rabbi, mi appare in una luce alquanto diversa, più legato alla politica che non alla religione. Si leggono oggi i necrologi di un rabbino italiano a cui viene attribuito un importante ruolo nel «dialogo ebraico-cristiano». Da cattolico e filosofo insorgo: non con lui doveva essere avviato il supposto “dialogo”, ma con voi che più autenticamente rappresentate la spiritualità ebraica. È assai eloquente come lei abbia potuto tenere in Roma la sua conferenza non nella Sinagoga, o in uno dei suoi numerosi e lussuosi centri, ma in un centro islamico, di quell'islam che la propaganda sionista vuole mettere in guerra con il mondo cristiano e cattolico.

Cordialmente e con spirito di amicizia e di pace

Antonio Caracciolo
 
Al termine della conferenza, essendo rimasto poco tempo per eventuale domande, sono stato svelto ad alzare per primo la mano.

(segue)

2 commenti:

Andrea Preziosi ha detto...

I neturei karta negano l'olocausto? No!E allora siamo sempre al gioco della pulce ammestrata tutto torna sempre a favore loro del popolo piu razzista della terra,xche in Israele sono vietati i matrimoni Misti ,parlano di democrazia e alzano muri per 750km .Caracciolo Santo subito ,ha subito un linciaggio mediatico da gente che I cromagnon a confronto sono dei GENI,pacifici alemanno pasqua ecc poooverini !!!

Daniele Simonazzi ha detto...

Gesu diceva di non chiamarli rabbi e che l'unica maestro era lui ,prof lei con questo blog dovrebbe essere piu audace ,Italiano ,prof alla Sapienza Caracciolo cognome nobiliare ,per forza che se LA prendono con lei per delle quisquilie ,I suoi nemici vengono fuori da chi sa quale ghetto reietto d'europa