sabato 6 ottobre 2007

Appello di solidarietà al professore Pallavidini

Con piacere riprendiamo e rilanciamo dal blog "21&33" questa raccolta di firme a favore del professore Renato Pallavidini, invitando tutti i nostri lettori ad aderirvi.

CONTRO LA NUOVA INQUISIZIONE: SOLIDARIETÀ AL PROFESSOR PALLAVIDINI


Il 26 settembre scorso il professor Renato Pallavidini, già del liceo Cavour di Torino e oggi trasferito su sua richiesta, e ben accolto, nel liceo Massimo D’Azeglio della stessa città, è stato interrogato dal Consiglio di Disciplina per i docenti del Ministero della Pubblica istruzione, per rispondere di un suo presunto “abuso” di funzione: l’avere cioè egli legittimamente risposto il 26 gennaio 2007 ad una legittima domanda di una studentessa della sua classe, su cosa egli pensasse della Giornata della Memoria. Il docente ha replicato dicendo quello che credono centinaia di milioni di persone in tutto il mondo, e milioni di persone in tutta Italia, e che peraltro sostengono argomentatamente anche molti ebrei e israeliani onesti, a cominciare da Norman Finkelstein (L’industria dell’Olocausto, Rizzoli editore, 2002), e da Amira Hass (Haaretz, 7 agosto 2007) : e cioè che la “giornata della memoria” – che ricorda le sole vittime ebree della immane carnecifina della seconda guerra mondiale - è utilizzata da Israele come “risorsa politica innanzitutto per combattere contro i palestinesi” (Hass).
I fatti e il procedimento che sono scaturiti da questo normalissimo momento di interrelazione fra docente e studenti in una scuola pubblica italiana – l’episodio è durato appena dieci minuti – sono di una gravità inaudita e costituiscono un’aggressione frontale ai principi di libertà di opinione e di insegnamento sanciti dagli articoli 21 e 33 della Costituzione italiana, dagli articoli 18 e 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo e dagli articoli II - 70, 71 e 73 del Trattato costituzionale europeo. L’ispezione dell’Ufficio regionale piemontese è zeppa di irregolarità procedurali e di abusi, a cominciare dall’interrogatorio dell’ispettore Favro sulle idee politiche di Pallavidini, e dai tagli sistematicamente fatti nella sua relazione a giudizi di commissari di concorso sulla capacità e chiarezza espositiva delle lezioni del prof. Pallavidini, autore peraltro di numerosi saggi e diversi libri, di cui uno prefatto da Remo Bodei. Pallavidini è stato anche sottoposto a visita di “idoneità” non solo fisica, secondo quanto recita l’articolo 5 dello Statuto dei Lavoratori, ma anche psichica, con domande sulla sua infanzia, la sua famiglia, le relazioni fra i suoi genitori, e di nuovo questioni attinenti le sue opinioni politiche. Ha ovviamente passato con successo tale processo inquisitorio, ma nonostante questo, il Consiglio di Disciplina del 26 settembre è adesso orientato ad accogliere la richiesta della rappresentante dell’US del Piemonte di una sanzione a suo carico compresa fra un giorno e un mese di sospensione dell’insegnamento: punizione che se da una parte contrasta con la risonanza mediatica e la durezza della procedura (fino appunto alla visita psicofisica) abnormemente applicata nei confronti del docente, dall’altra comporta che il parere del Consiglio debba tornare non al Ministero (competente per sanzioni più gravi) ma, sia pure in forma vincolante, a quell’Ufficio scolastico che avviò in combinazione con il linciaggio della stampa locale il processo inquisitorio contro Pallavidini, senza avvisarlo della nomina del funzionario istruttore ai sensi dell'atrt. 108 del DPR 3 1957.
Tutto questo è di una gravità inaudita, e costituisce comunque un’aggressione alla libertà di insegnamento che non può non fondarsi sul riconoscimento del pieno diritto di opinione anche in classe per insegnanti di qualsiasi orientamento ideologico o religioso, ivi compresi gli insegnanti ebrei che volessero sostenere a davanti ai loro studenti la tesi dell’ “unicità” del genocidio ebraico.Per questo, esprimiamo la più totale solidarietà al professor Renato Pallavidini e ci rivolgiamo al ministro Fioroni perché – peraltro coerentemente a quanto saggiamente sostenuto dall’editoriale de La Civiltà Cattolica del giugno scorso – intervenga per impedire quello che costituirebbe un gravissimo precedente per la scuola pubblica libera e laica italiana: la nascita di una nuova Inquisizione che come l’antica si ammanta di belle parole, ma lede nel profondo le libertà costituzionali del nostro paese.

Per le adesioni: grazianimanuela@libero.it, indicando nome, cognome, luogo di residenza e professione.

Le firme finora raccolte:
Marino Badiale (Università di Torino), Tiziana Boari (giornalista), Dea Bucilli (Minerve), Giovanna Canzano (giornalista), Vincenzo Cialini, Luigi Copertino (studioso delle religioni, Associazione Identità Europea Abruzzo), Davide D'Amario, Franco Damiani (docente Liceo Scientifico, PD), Fabio De Angelis (funzionario Ministero dell'Ambiente), Avv. Francesca Romana Fragale, prof. Gaspare Galati (ordinario di Teoria e Tecnica Radar, Università di Roma Tor Vergata), Manuela Graziani, Tiberio Graziani (direttore di Eurasia), Emanuela Irace (giornalista), Domenico Losurdo (Università di Urbino), Mauro Manno (saggista, docente IEMASVO), arch. Domenico Mauro, Claudio Moffa, Claudio Mutti (edizioni del Veltro), Paolo Puddinu (Università di Sassari), Peppe Roscioli (Associazione Nuove Sintesi), Anna Ruggieri (impiegata), Alessandra Colla (giornalista), Luciano Marinelli (artigiano), Alexander Synge (traduttore), Franca Di Ferisco (casalinga), Alessandro D'Amario (operaio), Andrea Carancini (Fabriano), Alessandro D'Alterio (Napoli), Franco Spampinato, Maurizio Neri (Dir.Pol.Riv. "Comunità e Resistenza), Stefano Di Ludovico (insegnante-Milano), Antonio Grego (Terni), Daniele Scalea (studente universitario), Francesco Serpi, Alberto Marino (saggista, docente della Siss), Stefano Torello (Chieti), Antonio Catalano (docente scuola superiore-Roma), Sebastiano Cosenza (Milano), Carlo Pernafelli (Viterbo), Steuckers Robert (Bruxlles-Belgio, Vice Presidente MINERVE), Keil Robert Metz ( Segretario Generale MINERVE), Gerhoch Reisegger (Thalheim -Austria- Presidente MINERVE), Andrea Wolff (Bruxelles -Belgio-Presidente onorario MINERVE), Luigi Ansidei (operaio), Rosario Attanasio (Gallipoli), Brunello Fogagnoli (insegnante ITIS-San Donà di Piave), Antonella Ricciardi (giornalista, S. Maria Capua Vetere - Ce).

2 commenti:

Antonio Caracciolo ha detto...

Al Prof. Pallavidini avevo fatto giungere in privato la mia solidarietà, appena avuta notizia per tempo del suo triste caso. Gli rinnovo la mia solidarietà e gli auguro che le iniziative messe in atto in suo sostegno sortiscano l'effetto sperato e servano per una generale tutela del nostro sistema delle libertà.

protocollodizion ha detto...

solidarieta al pf. pallavidini.

si puo leggere la sua lettera nel mio blog; http://protocollodizion.ilcannocchiale.it/