sabato 8 settembre 2007

Negazionisti - articolo di Maurizio Blondet

Fonte originale: http://www.effedief fe.com/intervent izeta.php? id=2230&parametro=politica

Negazionisti
Maurizio Blondet
05/09/2007

Esprimete dubbi sulla versione ufficiale dell'11 settembre?
Allora siete negazionisti.
Negate la Shoah. Deridete l'Olocausto.
Lo hanno scritto a tutte lettere La Stampa e Il Corriere.
Ci si doveva arrivare.
Ora ci siamo.
La cosa, che m'era sfuggita, mi è stata segnalata dall'amico Emanuele Montagna, l'animatore di «Faremondo», il gruppo che a Bologna ha organizzato due straordinarie giornate in cui, con l'intervento di esperti americani, si segnalavano tutti gli indizi contrari a quel che «ci viene proposto di credere» a proposito del mega-attentato alle Twin Tower e al Pentagono: i terroristi arabi usciti da scuole di volo della domenica ma abilissimi piloti di Boeing, le opzioni «put» che scommisero in anticipo sul ribasso delle azioni delle compagnie aeree coinvolte nell'attentato e risultano comprate da una banca vicina al numero 3 della CIA, la caduta perfettamente verticale delle due Torri come per demolizione controllata (e la cascata di metallo fuso visibile nei fotogrammi, effetto improbabile per il kerosene, ma spiegabile con la termite che brucia a quasi 3 mila gradi), i giovanottoni della ditta di traslochi sorpresi a festeggiare l'evento tragico, fotografandosi a vicenda sullo sfondo delle Tower in fiamme e facendo il segno «V» con le dita, e che poi risultarono israeliani appena congedati da un corpo speciale del glorioso Tsahal…
E' inutile elencare, i lettori sono già informati.
Ma «Faremondo» e il loro amico Massimo Mazzucco, regista a Hollywood, sono probabilmente quelli che più hanno fatto per diffondere la conoscenza dei dati che smentiscono la versione ufficiale anche a sinistra.

Il movimento cresce da quella parte, sulla scorta di informazioni e dati già raccolti dal forte «9/11 Truth Movement» americano.
Soprattutto, lo scetticismo ha guadagnato personalità rispettate a sinistra, come Giulietto Chiesa, eurodeputato DS.
Ciò, evidentemente, ha allarmato in alto loco.
Sì da far ritenere opportuno mobilitare i giornali di famiglia per una campagna di screditamento e calunnie lascio la parola a Montagna:
«Sul quotidiano torinese Marco Ventura, sparando nomi a destra e a manca, ha fatto entrare Massimo Mazzucco e noi di Faremondo nella 'galassia negazionista' in quanto sostenitori, a suo parere, di un 'revisionismo' che attribuirebbe l'11 settembre ad una 'congiura di sionisti e CIA'.
Sulla vicenda, originata come si ricorderà dal 'caso Moffa', si può riandare alla replica di Mazzucco su Luogocomune del 30 luglio, che giustamente ha poi chiesto all'articolista di indicare le frasi e i luoghi in cui avesse sostenuto quanto da lui asserito.
Ma sappiamo come vanno queste cose con i giornalisti.
Noi di Faremondo abbiamo sperimentato lo stesso trattamento (e anche di peggio in passato).
Nonostante il programma dicesse ben altro, il nostro ciclo di conferenze intitolato 'Mondo canaglia' è stato fatto passare dallo stesso Ventura come seminario di controinformazione 'sull'Olocausto' .
Dunque la manovra nei confronti del movimento è ormai scoperta e possiamo intuire a cosa punti.
La mossa successiva l'ha compiuta il 27 agosto Il Corriere.
Recensendo Zero.
Perché la versione ufficiale sull'11/9 è un falso (l'antologia introdotta da Giulietto Chiesa che accompagnerà l'uscita imminente del film), Dario Fertilio etichetta il libro come 'un caso di negazionismo colto, che ricorda non troppo alla lontana quello famoso sulla Shoah, e che rispetto a quello può essere letto in parallelo'.
A quanto sembra, non sperano più di ridurci all'insignificanza totale sguinzagliando schiere di debunker: sul piano dell'analisi fattuale e della coerenza logica il movimento ha dimostrato di essere un osso duro.
Vogliono portare l'attacco su un terreno in apparenza più favorevole al mainstream culturale italiano.
Accomunare il movimento di inchiesta sull'11 settembre e i 'negazionisti dell'Olocausto' potrebbe allora far scattare un tipo di bagarre mediatica più rissosa a suon di appelli di condanna sottoscritti da cordate di politici, intellettuali, storici, ecc., con la prevedibile mobilitazione della 'comunità ebraica', la corsa alla solidarietà di 'importanti cariche istituzionali' e così via. Marciume italiota allo stato puro
».

E' esattamente così.
A noi non resta che far notare che i due compari, il povero Ventura (1) e il Fertilio, hanno agito «signo dato», a segnale convenuto.
Usano gli stessi argomenti calunniosi, con le stesse parole, avendo ricevuto le stesse istruzioni.
Chi esprime dubbi sul com'è andata l'11 settembre fa parte, per Ventura, della «galassia negazionista», si tratta di «controinformazione sull'Olocausto».
Fertilio parla di «negazionismo colto che ricorda non troppo alla lontana quello della Shoah, e che può essere letto in parallelo rispetto a quello».
Identici pseudo-concetti, identica insinuazione velenosa.
Si tratta di un vecchio trucco della disinformazione calunniosa e della guerra psicologica noto come «amalgama»: in questo caso goffamente, i due hanno amalgamato concetti come «dubbi sull'11 settembre» e «negazione dell'Olocausto», nella speranza che il discredito sacrale che coinvolge il secondo spurghi i suoi effetti screditanti sul primo argomento.
Infatti, nei due casi vige l'invito imperioso a «chiudere la bocca» a chi parla.
Invito rivolto alla polizia del pensiero cui obbediscono la maggioranza dei giornalisti e dei cosiddetti intellettuali italiani (2).
Lo scopo è infatti troncare il discorso, impedire che si espanda la conoscenza dei dati di fatto che smentiscono la versione ufficiale.
Insomma censurare.
E l'accorgimento usato - chi nega la versione autorizzata dell'attentato è negatore dell'Olocausto, antisemita - ci suggerisce anche chi ha dato l'ordine di censura.
E' quello stesso ambiente che è riuscito a fare dell'Olocausto «l'unica religione obbligatoria rimasta», la sola che esiga un culto pubblico, con atti di culto esterni (visita devota ai santuari di Auschwitz o Yad Vashem, onde esservi fotografati in meditazione con la kippà in capo); soprattutto, si tratta della sola religione verso cui non è ammessa incredulità né agnosticismo: è obbligatorio per legge essere credenti - e riconoscersi personalmente colpevoli dell'Olocausto - a scanso di rigori penali, nonché di pestaggio da parte di gruppi criminali dediti alla violenza ai quali polizia, giudici, governi (e Napolitano) garantiscono l'impunità, ossia l'immunità da ogni azione legale.

Ai grandi sacerdoti del culto verrebbe da chiedere: scusate, ma perché tenete tanto alla versione ufficiale sull'11 settembre, da proteggerla sotto la stessa intoccabilità dell'Olocausto?
Perchè insinuate che chiunque non creda a quel che la Casa Bianca ha detto dell'attentato dovrebbe essere «antisemita»?
Che cosa c'entra?
Che cosa c'entrate voi, con l'11 settembre?
Ma sarebbe inutile sperare in una risposta: quelli non rispondono, picchiano.
Non sono nel business del dibattito culturale, ma del potere brutale.
Della forza pura e semplice, «argomento» ultimativo contro i ragionamenti.
Il loro argomento è il manganello e la galera.
Il che dovrebbe ricordare qualcosa.
Perciò la goffaggine maldestra con cui il povero Ventura e il meno povero Fertilio hanno fatto l'amalgama secondo le istruzioni, non deve tranquillizzare.
Non si deve pensare che nessuno crederà ad un amalgama così ridicolo e campato in aria.
Quelli sanno benissimo di avere i mezzi - il potere - per imporre le loro calunnie, anche incredibili e mal-confezionate, come «verità».
Verità ufficiale.
E quel potere, sono decisi ad usarlo senza limiti legali o morali.
Le uscite dei due servi-pastori non sono estemporanee né occasionali; sono, quasi certamente, l'inizio di una campagna concertata, e concertata persino sul piano internazionale.
Una campagna di repressione; una campagna per imporre la verità ufficiale sull'11 settembre come «evento sacro», unicum metafisico e metastorico come l'Olocausto, giustificatore di tutte le guerre avvenute da quella data, e di tutte quelle a venire secondo sembrerà opportuno per il bene del Regno di Sion.
Repressione.
Censura.
Calunnia.
Impedimento alle vittime di portare i loro argomenti e le loro ragioni.
E' solo l'inizio, aspettiamoci il peggio.


Per questo è opportuno invitare quanti più romani possibile alla serata che si terrà, l'8 settembre, al «Villaggio Globale», all'ex Mattatoio del Testaccio, dove Emanuele Montagna, Massimo Mazzucco, Webster Tarpley e il gruppo Zero (di Giulietto Chiesa) discuteranno del tema vietato e chiederanno una commissione d'inchiesta internazionale su quel che è veramente successo l'11 settembre 2001.
L'incontro ha un carattere «di sinistra», ma è bene che ci vadano anche i lettori che si sentono
«di destra».
Le due etichette non hanno più nessuna utilità, di fronte a quel che è successo dall'11 settembre in poi.
C'è una «sinistra» tipo Manifesto, che non mette in dubbio la verità ufficiale, anzi partecipa al linciaggio di chi ne dubita; e ci sono Montagna e Mazzucco.
Il discrimine, diciamolo chiaramente, è Mammona: i secondi non hanno denaro e non ricevono finanziamenti dall'alto loco, fanno tutto a loro spese con sacrificio personale.
E tra i dubbiosi non c'è solo Giulietto Chiesa; di recente alla schiera scettica (o eretica) s'è unito anche Robert Fisk, l'inviato inglese dalla Terra Santa, giornalista di fama e autorità internazionale.
Ora, tutti costoro sono in pericolo per il loro coraggio.
E' per questo che bisogna partecipare.
Ce l'hanno insegnato gli ebrei: cosa avete fatto voi, goym, per impedire l'Olocausto?
La Chiesa ha taciuto davanti al crimine del secolo!
Ecco, questa generazione deve imparare a non tacere avanti al grande crimine che si è svolto e si svolge, sotto i suoi occhi, dall'11 settembre 2001.
Un crimine che ha fatto scorrere, e sta facendo scorrere, fiumi di sangue, ed altri ne farà scorrere.


Ventura e Fertilio - per Mammona - hanno scelto la parte in cui stare: quella di tacitare chi grida che è avvenuto il grande crimine, quella di chi impone la «verità ufficiale» al servizio del potere del momento.
Sono i serventi del Quarto Reich di questa generazione.
I negazionisti, sono loro.

Maurizio Blondet

Note
1) Questo Ventura l'ho conosciuto personalmente, lavorava con me al Giornale di Montanelli. In seguito ha abbandonato per diventare portavoce berlusconiano. Gli davano, mi disse lui stesso, 11 milioni al mese, quando noi giornalisti ne guadagnavamo tre. Ma quei padroni sono duri; ora lo vedo riapparire su La Stampa. Molti giornalisti non lavorano per far conoscere la verità, ma per amore di Mammona.
2) Inutile dire che i due articoli calunniosi sono stati lodatissimi da InformazioneCorrett a, il sito così platealmente addetto alla propaganda israeliana da cadere nel ridicolo.


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