venerdì 14 settembre 2007

Caso Eva Herman: rassegna stampa commentata

RASSEGNA STAMPA COMMENTATA
Versione 1.3

1. Le donne durante il nazismo. Questo sembra essere il più rilevante commento giornalistico alla vicenda segnalata. Faccio qualche rapida osservazione. Esiste un pregiudizio di fondo sul nazismo: è il male assoluto. Neppure per sbaglio si vuole ammettere che sotto il nazismo via sia stata una qualche positività. Ma a parte ciò la distinzione essenziale che la vicenda Eva Herman ci ripropone è la seguente: fra il principio ed il merito. Sul merito di una singola questione è del tutto lecito essere di diverso avviso. Ci si auguro che vi sia un confronto serrato fra diversi ed opposti punti di vista. Ma non vi può essere disaccordo sul principio della libertà di manifestazione di un determinato punto di vista. Se si criminalizza una delle parti, manca il contraddittorio. Sotto questo aspetto la censura oggi praticata ha poco da invidiare a quella dei tempi di Goebbels o presso di noi del fascismo. Cambiano le forme, ma la nostra censura è più profonda ed efficace. Il caso Eva Herman insieme a molti altri ci illumina sulla pretesa superiorità della nostra civiltà rispetto alle altre. Il suo cardine, cioè la libertà di pensiero, mi sembra ogni giorno che passa sempre più disatteso. (ac)
L'articolista si esercita in una sintetica disamina storica della politica familiare nazista, senza però citare le sue fonti. Certe affermazioni lasciano molti dubbi sulla loro attendibilità. Ad esempio, si parla di
(...) indennizzi familiari alle ragazze-madri al di sotto dei 10 anni.
Non bisogna però essere dei medici per sapere che una bambina minore di 10 anni non può certo essere fertile, né dunque diventare "ragazza-madre". (ds)

2. «Sulle donne Hitler aveva ragione» Licenziata giornalista Tv tedesca. In quest'articolo de "il Giornale" Salvo Mazzolini evita di "stracciarsi le vesti", come invece fanno molti altri commentatori dell'evento, lanciando l'anatema sulle dichiarazioni di Eva Herman. Tuttavia, Mazzolini cerca di giustificare il licenziamento della conduttrice televisiva in questo modo:

Nella tv pubblica tedesca c’è una regola di ferro: giornalisti e presentatori non possono esprimere idee che rivelino simpatie per questa o quella parte politica. Chi appare sui teleschermi della Tv finanziata con il denaro di tutti è tenuto a osservare una rigorosa neutralità anche fuori dagli studi televisivi. E chi non si attiene alla regola perde il posto. (...) Vittoria del potente movimento delle femministe, nemiche giurate della Herman? Decisione presa su pressioni dei partiti favorevoli agli asili nido? Niente di tutto questo. Solo richiamo alla tradizionale neutralità del servizio pubblico su temi al centro del dibattito politico. Del resto non è la prima volta. Tempo fa un altro personaggio televisivo, Ulrich Wickert, scrisse su un giornale che Bush e Bin Laden parlavano lo stesso linguaggio: quello della violenza. Fu chiamato dal direttore dell’Ard il quale lo invitò a scegliere tra scusarsi in video o andarsene. Si scusò.
Qui ci sono due considerazioni da fare. La prima è che Eva Herman non è una giornalista, e soprattutto non conduce più il telegiornale né un programma propriamente giornalistico. Non si capisce dunque con quale diritto il suo datore di lavoro potesse pretendere che mantenesse una neutralità assoluta in materia politica. La seconda considerazione è che, comunque sia, Eva Herman non si è affatto schierata politicamente. Lei non ha mai dichiarato d'appoggiare il nazismo, e comunque quest'ultimo non è certo un attore odierno della politica tedesca! (ds)

3. Basta poco.... Un commento sereno ed equilibrato pubblicato sul blog "Il Vanzaghese". Il suo merito principale è quello di sottolineare quanto sia assurdo accusare Eva Herman d'apologia del nazismo. Metira d'essere riportato l'epilogo dell'articolo:
Dicevo: non è difficile trovare dei nazisti (meglio: nazionalSOCIALISTI), ma forse non sono quelli che tutti pensano.



2 commenti:

Anonimo ha detto...

Non è vero che a 10 anni non si può diventare madri.
La Herman ha ragione ma è censurata in un mondo falsamente democratico dalla demoplutocrazia giudeo massonica.
Ed anche Voi non siete da meno prchè censurato solamente!

Daniele Scalea ha detto...

Innanzi tutto, se leggi bene, si parla di "ragazze SOTTO i 10 anni". Ossia con 9 anni o meno. Ora, siccome la fertilità femminile inizia con la pubertà. Oggi le bambine occidentali entrano nella pubertà, mediamente, non prima dei 12 anni d'età; siccome il fattore nutrizionale è importante a determinare quest'età, le statistiche storiche evidenziano un continuo abbassamento di tale età dal 1850 circa ad oggi. Ciò significa che negli anni '30 del secolo scorso l'età d'inizio dell'adolescenza doveva essere più alta di oggi. Inoltre, la piena facoltà riproduttiva d'una donna si raggiunge all'incirca 4 anni dopo i primi segni della pubertà. Cosa significa questo? Che una bambina di 9 anni è pressoché impossibile. Sarò però felice di correggermi se mi sarà portata una prova del contrario. Inoltre, ciò che mi aspetterei di vedere citata e riprodotta e la legge del Reich tedesco in cui si prevedevano tali famigerati "contributi per le ragazze-madri al di sotto dei 10 anni".

Chiuso questo discorso, non capisco in quale occasione e chi noi di "Civium Libertas" avremmo censurato! Nel tuo intervento, spiccatamente polemico, ti dimentichi di dirlo...